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Editoriale

Direttori Sportivi e Procuratori. La lista "bianca" e "nera" degli uomini mercato

Nato ad Avellino il 30-09-1983. Lavora a Milano, Capo-Redattore e volto di punta della Redazione di Sportitalia. Direttore Responsabile di TuttoMercatoWeb. Scrivi e contatta: mcriscitiello@sportitalia.com. Twitter: Mcriscitiello
09.07.2012 00.00 di Michele Criscitiello  articolo letto 39599 volte
© foto di Federico De Luca

In questa settimana si tornerà a fare mercato nella sede ufficiale, l'Ata Executive di Milano, dopo la risoluzione delle compartecipazioni e dopo due giorni a Castiglioncello dove Tuttomercatoweb ha raggiunto lo scopo prefissato: condurre al mare, come se fossero solo amici, le trattative che quotidianamente si fanno nell'afa-ata di Milano. La tavolata Antonelli-D'Amico-Rubin a mezzanotte ne è la dimostrazione. Il ragazzo interessa al Siena, dove il nuovo Ds è più caldo dell'anticiclone Minosse.
Il motore del calcio italiano sono loro: direttori sportivi ed agenti di calciatori. Ci sono quelli che contano e non parlano (Tinti, Naletilic, Branchini, Vagheggi ed il giovane Riso), ci sono quelli che contano e parlano (D'Amico, Bozzo e Canovi), ci sono quelli che non contano e non parlano (Contratto) e ci sono quelli che non contano, piangono da Galliani e parlano...una volta all'anno (Cattoli).
Nella categoria "Direttori Sportivi" si registra il successo di Beppe Marotta. Scudetto vinto, credibilità alle stelle e protagonista di un mercato, per le altre, stile Isola che non c'è. La Juve, invece, c'è... eccome. Dai giocatori del presente, Isla e Asamoah, a quelli del futuro Leali e Gabbiadini. Proprio quest'ultimo pronto al decollo. Ragazzo con la testa sulle spalle, carattere umile e fiuto del gol da attaccante degli anni '80; assistito da Silvio Pagliari, un altro che con i giovani non sbaglia un colpo. La lista bianca dei Ds è composta da Marino, Sogliano, Lo Monaco, Leonardi, Larini, Perinetti, Sartori e Giaretta.
Marino a Bergamo, per i prossimi 5 anni, getta le basi per una Dea Made in Europe. La sensazione è che il colpo dell'Atalanta stia per arrivare. La piena sintonia con Colantuono è un punto a favore della squadra e la perfetta gestione economica da parte di Marino, un Ds misto a fiscalista, ha dato il via all'attuale bilancio sano del Napoli ed alla gestione dell'Atalanta. Ottimo l'acquisto di Davide Brivio.
Sogliano a Verona proseguirà l'ottimo lavoro svolto a Varese, con il forte sostegno di Montemurro, altro guru della categoria. Sogliano aveva le potenzialità per esprimersi ad alti livelli anche a Palermo ma non gli hanno concesso il tempo, per non parlare poi del Genoa. Giovane e preparato, la scelta della Federazione di affidare a Mangia la panchina dell'Under 21 è soprattutto una sua vittoria, per aver puntato su un allenatore sconosciuto.
Ci chiediamo, inoltre, perché Preziosi abbia scelto Lo Monaco se poi vuole continuare a fare tutto di testa sua? La depressione per la retrocessione sfiorata ha portato a fare una scelta forte. Oggi c'è soprattutto da ripulire un bilancio in forte perdita. Leonardi a Parma ha iniziato con i botti. Dai soldi incassati per Giovinco e Borini ad un mercato che vede i ducali sempre più protagonisti con le entrate. Direttore di plusvalenze, Leonardi, è stata la salvezza del presidente Ghirardi, bravo a lasciar gestire il mercato al suo direttore.
Ad Udine, Fabrizio Larini è il Ds perfetto per la società perfetta. Gestione del gruppo, occhio vigile ed attento, fidato di Gino Pozzo ed in piena sintonia con i vertici del club. Ogni anno nuove scoperte, ogni anno cessioni nei ruoli già coperti dai sostituti preparati l'anno prima. Muriel tenuto in casa nonostante una maxi offerta da 30 milioni di euro ed offerte respinte per Benatia da ogni angolo d'Europa. Sembra una catena di montaggio.
Sartori a Verona è nella lista dei preferiti da anni. Come fare le nozze con i fichi secchi. Perinetti dovrà lottare a Palermo contro i mulini a vento ma siamo certi che ce la farà. Giaretta a Novara ha dimostrato a tutti di essere pronto per il grande palcoscenico. Forza, competenza e professionalità le sue armi. Unite a quelle del DG, Luca Faccioli, ne fanno il perfetto mix per rappresentare Massimo De Salvo nel calcio. La società esce benissimo dalla vicenda Tesser della scorsa settimana. Vuoi incontrare il Modena? Fai pure ma poi torna a casa perché il nostro progetto in B non ha nulla da invidiare a quello di altri. Giaretta non ha imposto nulla ma ha dimostrato con sicurezza e fermezza che l'allenatore non sarebbe cambiato, per la gioia di società e tifosi. Una vittoria anche sulla vicenda calcioscommesse dove l'avvocato Di Cintio ha dimostrato l'estraneità del club, nonostante molti calciatori non abbiano dimostrato professionalità e lealtà.
La lista "nera" potrebbe essere lunga ma per il momento preferiamo quella grigia, in attesa di chiudere il mercato.
Walter Sabatini a Roma si sta giocando l'ultimo jolly prima che i tifosi lo buttino nella fontana di Trevi. Il disastro tecnico ed economico dello scorso anno rischia di avere delle ripercussioni sul campionato alle porte e sull'entusiasmo degli americani. Sta confermando le voci dei maligni. Un ottimo talent scout ma un mediocre direttore sportivo. Per Roma e per la Roma speriamo in una sterzata imminente.
Per non parlare poi di Stefano Capozzucca del Genoa. Prima "silurato" poi lentamente reintegrato con giochi di interesse che potrebbero scuotere l'ambiente genoano. Alla Sampdoria, Pasquale Sensibile non può sbagliare un colpo dopo l'indecisa gestione del caso Benitez. Marco Branca è nella lista nera. Il direttore dell'Inter, bravo ad aver acquistato il portiere giusto che forse sarebbe servito di più al Milan (Samir Handanovic) non è riuscito a sistemare in due mesi Julio Cesar, arrivando allo scontro di questi giorni con il brasiliano obbligato ad allenarsi da solo. L'Inter ha bisogno di un vero direttore, che sia anche Ausilio, ma un Ds che viva lo spogliatoio, la squadra e la società. Di Corvino è rimasta solo la foto all'Hotel Auriga. Nella lista nera dei direttori finisce anche Carlo Osti. Due retrocessioni consecutive, senza appello, a Bergamo e Lecce. Forse gli gioverebbe un'altra vacanza forzata dagli alberghi milanesi. Alla prossima retrocessione gli metteranno il bollino rosso fuori dalla reception dell'Ata Executive: "Io non posso entrare".

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