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Editoriale

Dopo Parma, il nostro calcio è morto. Solo Infront può salvare la barca. Juve, campionato finito. Catania, Cosentino ha distrutto tutto

Nato ad Avellino il 30-09-1983, si è trasferito a Milano per lavorare ad Eurosport e Sportitalia. Direttore di Tuttomercatoweb dal 2007 e di Sportitalia. Conduttore del Gran Galà del Calcio AIC 2011 e 2012, fondatore della società Micri Communicat
23.02.2015 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 59411 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Una partita rinviata per pioggia, perchè a Genova ancora non hanno capito come combattere il maltempo per salvaguardare il manto erboso di Marassi, una partita rinviata perchè una società sta fallendo a fine febbraio, in serie B la squadra-rivelazione è stata ripescata e dalla Lega di B non hanno neanche chiesto le garanzie bancarie giuste (ma dai sarà stata una dimenticanza), un anno fa il Bari fu protagonista di un fallimento pilotato, a Brescia è arrivata la svolta all'improvviso tramite le banche e il Presidente Laurenza del Varese è stato costretto a lasciare perchè i soldi sono finiti. Ma dove siamo? E soprattutto in che epoca siamo? Non c'è il minimo controllo, continuiamo ad abbaiare ma senza che nessuno ci ascolti. Si danno appuntamento in Lega Calcio e nessuno si pone il problema che la sedia del Parma sia fatta di paglia, parlano di diritti televisivi ad ogni assemblea, l'unica cosa che funziona nel nostro calcio, i diritti tv appunto. La Lega dorme perchè Beretta, secondo Lotito, conta zero. La Federazione non interviene e il Coni fa scorrere l'acqua sotto i ponti perchè mettere le mani nel calcio vuol significare sporcarsele e perdere del tempo. Non ne usciamo più. Siamo alla deriva. Non ci sono controlli e basta che arrivi il primo Manenti di turno e gli consentono di parlare in televisione, controllare i bilanci, prenderci tutti in giro con la storia dei bonifici e farsi pubblicità in giro per l'Italia. Vorrei chiedere a Pietro Leonardi che dice di aver visto i soldi, quali bonifici ha visionato per rilasciare tali dichiarazioni? Leonardi, insieme a Ghirardi, è il principale protagonista di questa sceneggiatura scritta male e recitata peggio. Aveva una carriera importante avanti a sè, lo avevano accostato prima alla Roma e poi al Milan. Di questo passo potrà solo tornare alla Cisco Roma, ad oggi Lupa Roma. Nel 2015, in Italia, è stata rinviata una partita perchè una società non arriva più alla fine della settimana. Facciamo ridere il Mondo. Guadagniamo un miliardo e passa dai diritti televisivi ma non ne valiamo neanche la metà. Un campionato falsato dal Parma, una stagione finita in anticipo perchè la Juventus ha già vinto lo scudetto e non deve neanche aspettare maggio per festeggiare, ormai la nostra serie A serve come allenamento ai campioni in carica per prepararsi alla Champions League. Le milanesi fuori dal grande giro da qualche annetto e la Roma che non sta più in piedi. Questo campionato, all'Estero, tra poco non lo guarderanno neanche più gli italiani in America. In altri Paesi sarebbe saltata la Lega Calcio e la Federazione, dopo l'ultima settimana trascorsa. Bisogna ripartire dalle certezze. Solo Infront Italy può salvare tutto il sistema. Ma va dato il potere totale, che piaccia o no. Infront non è l'advisor della Lega Calcio è semplicemente la pompa di benzina di serie A, serie B e Lega Pro. Tutti si riforniscono all'Eni del pallone. Le società indebitate vanno a piangere da Marco Bogarelli, le banche si fidano solo di Infront, le società che non guadagnano più una mazza dalle pubblicità vanno ad elemosinare qualche milioncino di euro da Infront. Vi spiego perchè solo l'advisor può salvare il calcio in Italia. A) Lì ci sono manager che sanno fare industria e non barzellette. B) Con l'avvento dei cinesi, Infront può coinvolgerli nella ristrutturazione e costruzione degli stadi più importanti del nostro Paese. C) Infront fa girare l'economia con i diritti tv e le pubblicità ed è l'unica parte in attivo di tutto il pallone made in Italy. Come sempre, chi vince e fa soldi sta sulle balle a qualcuno ma questo è un falso problema; oggi bisogna solo pensare al bene del nostro giochino.
La serie A, come dicevamo, è finita. La Juventus gioca da sola. La Roma ha perso tutto quello che di buono aveva fatto nell'ultimo anno e mezzo e non abbiamo bisogno che Sabatini reciti il mea culpa per capire che ha sbagliato tutto. E' sotto gli occhi di tutti. Garcia ha sbragato e si è fatto risucchiare dall'onda anomala del Tevere.
In serie B sono finite le attenuanti del Catania. Vogliamo parlare di Pablo Cosentino? I procuratori che si trasformano in Presidenti non vanno molto di moda. Caliendo a Modena e Cosentino a Catania stanno facendo più danni della grandine. Cosentino non è un cattivo ragazzo, ho avuto modo di conoscerlo ed è uno che di calcio ne sa'. Però sta giocando fuori ruolo. A Catania sta sbagliando tutto. Ha cambiato 50 calciatori, una decina di allenatori e la squadra è ancora a lottare per non retrocedere in lega Pro. Pulvirenti dov'è? Perchè non interviene? Se l'azienda è ancora sua al 100% perchè consente ad un "dipendente" di farla in frantumi portandola dalle soglie dell'Europa al baratro della serie C? Sembra tutto così strano ed avere una spiegazione è impossibile. Cosentino è ancora in tempo: può tornare a fare affari tra Miami, Milano e l'Argentina. Nel suo lavoro è un fenomeno. Anche il Catania è ancora in tempo: affidare la squadra ad un vero Direttore, pensare solo alla salvezza e programmare la risalita dal prossimo anno. Attenzione a non sottovalutare la zona retrocessione. Le squadre che non sono abituate a lottare per questi obiettivi sono le più a rischio.

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