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  Vincerà Dzeko, è il centravanti più in forma della Serie A
  La spunterà ancora Higuain, è il goleador della squadra più forte
  Il trono tornerà ad un italiano, la rivelazione Belotti
  La sorpresa sarà totale: vincerà il falso nove Mertens
  Il titolo tornerà ad Icardi, già re dei bomber nel 2015

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Editoriale

Doppia allerta Milan: la verità sulle sirene orientali (non quelle thailandesi...) e le scelte sulla (e della) guida tecnica. Mancini si prende l'Inter, ma perderà un pezzo (non Maurito...). A Parma muore la credibilità del calcio italiano

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
17.02.2015 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 46980 volte
© foto di Federico De Luca

Ho composto una canzone per vincere il prossimo Festivàl della canzone italiana. Sono molto carico. Si intitola "Cuore, amore e tanti bei sentimenti". Fa più o meno così: "Chiudo gli occhi e penso a lei, il profumo dolce della pelle sua. Sole sono le parole, amore, amore, amore e tanti bei sentimenti che scaldano il cuore. E amore. E il profumo dolce dell'amore e del cuore e della pelle tua che a differenza della mia ha il profumo dolce e non di uno che non si è lavato, ma ha subdolamente dato una passata di Axe Safari sotto l'ascella. E tanti bei sentimenti". Eccetera eccetera. Il tutto cantato da mio cugino Claudione, che ha 8 anni e una voce che pare Al Bano con le palle strizzate. Come dite? Il testo fa cagare? Può darsi, ma a parte l'inserzione sull'Axe Safari è esattamente il testo dei tre de "Il Volo", controllate pure. I tre, tra l'altro, a un'analisi al Carbonio 14 fatta dal maestro Vessicchio subito dopo la proclamazione, pare siano coetanei di Gino Paoli. Qualcuno sospetta si tratti di tre dei famosi "quattro amici al bar" della celebre canzone.
In ogni caso dite quel che vi pare ma a me l'inserzione sull'Axe Safari piace molto. Per cui vincerò Sanremo. Forza Claudione. E forza anche a Platinette, che poi è la Wurst con vent'anni di lezioni di canto in meno e un Gillette "sei lame" in più. E forza anche a Uilsmit, che abbiamo intercettato dietro alle quinte dell'Ariston tipo Iodice con Lotito, mentre si esibivano i tre de "Il Volo". Uil: "Ma 'ndo cazzo son finito? Pare la sagra della porchetta. Scusi Conti ma io me ne vado". Conti: "Guardi che noi le diamo 4254542 chili di soldi per dire W l'Italia e sorridere". Uil: "Resto. Viva l'Italia!". Conti: "Lo deve dire quando sale sul palco, qui non la sente nessuno". Uil: "Allora voglio 3434 chili di soldi in più". Conti: "Ok". Uil: "Comunque io due colpi ad Arisa li darei".
Penserete: cosa diavolo c'entra Sanremo con calcio, mercato e cose affini? Niente, ma è ora che anche Tmw si uniformi al nazionalpopolare. Teniamolo presente.

Veniamo a noi. La faccenda Lotito ha contorni talmente grotteschi che eviterei di tornarci su. Solo una considerazione: c'è solo una cosa più disgustosa di chi dice "Se me porti su il Carpi son dolori" e cioè coloro che dicono "Giù le mani dal Carpi! Povero Carpi! Je suis Carpì! Lotito cacca e pipì!" ma intimamente condividono l'opinione del presidente della Lazio. E – fidatevi - sono tanti. La verità è che, a monte, come si suol dire, il più pulito c'ha la rogna e, semplicemente, è più attento del sor Lotito a non farsi fregare dallo Iodice di turno.
Serve l'intervento del governo come dicono in tanti? Può darsi, ma per dare una ripulita a livello globale, per mostrare la via d'uscita a tutti coloro che al bene comune antepongono quello personale. Come individuarli? Non lo sa nessuno, figuratevi se lo so io, ma tanto l'importare è urlare "Viva il Carpi! Povero Carpi!" per passare dalla parte dei buoni. A trovare le soluzioni, come sempre, toccherà "agli altri". W l'Italia, W la Bulgaria (cit.).
Stop. Basta rotture, proviamo a parlare di calcio.
Per la miliardesima settimana di fila ci tocca parlare dei problemi del Milan. Premessa: a qualche tifoso del Diavolo dà fastidio che il sottoscritto dica la sua a proposito dei guai rossoneri. Scrivono: "Merdone interista fatti i cazzi tua che campi cent'anni". Oppure: "Figlio di maiala, non ci interessano le tue puttanate". Oppure: "Sei pelato come il Mastro Lindo, sfigato". Detto che secondo me il Mastro Lindo porta a casa una sacco di gnagna e non invecchia mai, mi faccio forza con i tifosi del Milan (tanti, devo dire) che invece capiscono che certe cose vanno oltre le logiche del tifo e comunque mi dicono "Sì, sembri il Mastro Lindo che però ha trovato la palestra chiusa".
Questa settimana fatti e fattacci rossoneri si sdoppiano: da una parte il presunto interesse del thailandese Mr Bee di acquistare buona parte del cucuzzaro, dall'altra la situazione "di campo" con Inzaghi che sembra aver perso la bussola.

Partiamo da Pippo. Quello che a suo tempo definimmo "processo di Immazzarrimento" sembra aver raggiunto il culmine. Il buon Pippo parla come se vedesse un film diverso da tutti coloro che lo circondano. Frasi come "È impensabile dominare l'Empoli a San Siro" o "eravamo in controllo, se non segnavano avremmo vinto" sono talmente surreali da non meritare commenti. Il ragazzo ha decisamente perso il controllo della situazione e – conferme più o meno ufficiali a parte – sembra sempre più solo e in balia degli eventi. Dice: "Più di mettere 4 punte non so cosa fare" che è un po' il "tutti su" che si utilizzava all'oratorio quando si cercava il gol del dieci pari prima che il prete chiudesse il campetto a chiave. Per intenderci: Sarri, intervenuto in conferenza stampa, al confronto pareva il Colonnello Lobanovski.
Il fatto chiaro a tutti (e quindi chiarissimo anche a Inzaghi) è che a prescindere da come finirà il campionato, l'anno prossimo il Milan avrà un altro tecnico. Per questo a Pippo rimane una cosa sola da fare: smetterla di dire "ho visto segnali positivi", stroncare metà della rosa, cominciare a dire le cose come stanno tipo "al momento non c'è niente di buono", puntare su pochi fedelissimi e su un modulo meno "visionario". Non servirà per salvare la panchina, ma può bastare per salvare l'onore alla faccia di quelli come me che al momento lo considerano un "non tecnico". Seedorf la scorsa stagione si comportò in questa maniera e alla fine i numeri (almeno quelli) lo premiarono. Il resto tocca alla società, responsabile per aver allestito una rosa troppo pasticciata per essere gestita da un novello della panchina, una rosa che in questo momento rischia brutte figure ovunque perché povera di fosforo, ovvero di centrocampisti, di qualcuno che abbia uno straccio di idea. Bisgonava rimediare durante il mercato di riparazione, ma si è preferito investire in altri settori del campo. Risultato: domenica Il Meazza era deserto. C'è solo una cosa peggiore di un pubblico che fischia e protesta: un pubblico totalmente indifferente. Se la società non chiarisce quel che vuole fare da oggi al prossimo futuro, le cose non possono che peggiorare.
E veniamo al punto 2). Parliamoci chiaro: il presunto magnate thailandese è credibile come un acuto di Grazia di Michele. Perdonatemi, ma come si fa a credere a un tizio che improvvisamente appare dal nulla e ragiona a questo modo: "Quanto vorrebbe Berlusconi per vendere il Milan? Ottocento milioni? Gliene do mille per il 51% perché sono un benefattore". La proposta, converrete, pare una colossale panzana.
Il Milan e Fininvest l'hanno capito per bene: trattasi di soggetti che in qualche modo vogliono farsi pubblicità. E quindi? Nessuno vuole il Milan? Assolutamente no: un'offerta credibile c'è ed è quella cinese. Di sicuro possiamo dirvi che un noto studio legale romano sta gestendo la pratica per conto del club. Il tentativo – possibile più di quel che sembri – è quello di cedere solo parte delle quote per mantenere il controllo della società. Due anni fa ci provò Moratti ma non ci riuscì, in questo caso invece l'affare sembra possibile. Chi vivrà vedrà e alla peggio mangerà succulenti involtini primavera.

A proposito di "misteriosi investitori" e magnati che certamente magnano ma al momento non pagano, c'è grande attesa attorno ai movimenti di casa Parma. Non vorremmo correre il rischio di passare per i soliti malfidenti ma la domanda sorge spontanea: che interesse ha il sciur Manenti di versare 25 milioni (più non si sa quanti nel prossimo futuro) per salvare il Parma dal fallimento? Voi avete conosciuto simili filantropi in vita vostra? Forse neanche Paolo Brosio potrebbe arrivare a tanto. Anche in questo caso comunque basta attendere le prossime ore: ieri Manenti ha bruciato un pieno di benzina per far la spola sede-banca, infine ha promesso "domani arriverà la sorpresa". Ma cos'è il Parma, l'ovetto Kinder? E tutti quelli che si indignano per le "lotitate" perché in sei mesi non hanno fatto nulla per evitare che in Emilia si arrivasse a questo punto? Tutti quanti speriamo che Manenti riesca nel miracolo, di sicuro se le cose dovessero finire male da domani ci sarà la corsa dei signori del Palazzo a recitare il "Povero Parma" e "Forza Parma" che tanto non costa niente.

E veniamo all'Inter, finalmente galvanizzato dalla cura Mancini. La squadra inizia ad avere un gioco, Guarin sembra tornato il giocatore che il club acquistò per sostituire Motta, Shaqiri si è sbloccato. I limiti difensivi restano e quindi è davvero presto per parlare di Europa League, figuriamoci di terzo posto. Ma la società deve pensare al peggio e sta preparando un piano B molto delicato. Che non sarà la cessione di Icardi - il ragazzo vale troppo in prospettiva - bensì di Handanovic. Il portiere sloveno ha da tempo molto estimatori, c'è chi dice che l'offerta giusta sia già arrivata... Applausi intanto ai ragazzi della Primavera nerazzurra che hanno conquistato il Viareggio succedendo nell'albo d'oro al Milan: il vero successo in ogni caso sarà vedere almeno uno di questi giovani diventare punto fermo della prima squadra prima che l'universo imploda per sopraggiunti limiti d'età. Per il resto consentitemi un abbraccio virtuale a Jonathan, questa volta sul serio.

E poi c'è Andrea Pirlo, improvvisamente indicato come bollito dopo una brutta partita a Cesena. Un copione già visto almeno in altre tre occasioni. Ascoltate un cretino: guai a dare per morto il regista campione del mondo, rinato troppe volte dalle sue stesse ceneri. E poi sta arrivando la Champions League, il suo ambiente naturale...

Anche se sì, finalmente, ha pareggiato il Cesena per la gioia del mio amico Mauro Suma che, tra l'altro, domenica ho sentito cantare e vedrei benissimo come quarto componente de "Il Volo". O terzo dei "Jalisse". O sesto dei "Dear Jack" (inteso come Bonaventura ovviamente...) (Twitter: @FBiasin).


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