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  Sì, al centrocampo nerazzurro servono qualità come le sue
  No, non è ha il physique du role per giocare all'Inter
  Sì, pescare tra i migliori giovani italiani è la via giusta
  No, il prezzo chiesto dall'Atalanta è assolutamente fuori mercato
  La Juve alla fine avrà la meglio

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Editoriale

È molto bello giocare, ma poi vincono i campioni. L'affascinante tiremm innanz di de Boer, il Milan è sull'altalena. Dzeko novello Crespo con sei mesi di ritardo

Nato a Bergamo il 23-06-1984, giornalista per TuttoMercatoWeb dal 2008 e caporedattore dal 2009, ha diretto TuttoMondiali e TuttoEuropei. Ha collaborato con Odeon TV, SportItalia e Radio Sportiva. Dal 2012 lavora per il Corriere della Sera
30.10.2016 00.00 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 27453 volte
© foto di Lorenzo Di Benedetto

Il copione sembra hollywoodiano, o forse solo da cinema. Perché capita che il Napoli giochi meglio per un tempo, poi prenda gol, reagisca. Alla fine arriva Higuain, verrebbe da dire, un po' come il - maldestro e raffazzonato nella traduzione - telefilm di qualche anno fa. Higuain che al settantunesimo la colpisce di sinistro, da attaccante consumato, centrando le gambe di un Chiriches che avrebbe dovuto tuffarsi in qualche maniera, bruciando un Allan che sembrava quasi in gita premio in quell'occasione. Insomma, vince chi ha la voglia e Higuain, pur con qualche kg sopra il proprio peso forma, ha quel fuoco dentro che mischiato alla tecnica vale più di cinquecento metri percorsi alla fine della partita o al momento della sostituzione. De Laurentiis ha sempre quel piccolo enorme problema: Diawara è fortissimo, farà strada, ma poi andrà a giocare al Bayern Monaco. Milik se dovesse diventare un nuovo Ibrahimovic poi finirà al Real Madrid. E i soldi? Investiti in altre plusvalenze. Managerialmente è una grane idea, investire ogni anno per poi avere i frutti in poco tempo. Sportivamente è bello giocare ma poi vincono i campioni, a meno che non ti chiami Leicester e imbrocchi l'annata fortunata. Realisticamente una ogni vent'anni, in Italia di più (basti vedere chi ha vinto il torneo dalla Sampdoria in poi).

Il ruolo di noi giornalisti è ingrato. Quello di volere piacere ai tifosi lo è ancora di più. Voler essere contro è l'errore più grande, perché in alcuni meccanismi vorresti pure tifare contro, ben sapendo che la sommatoria è zero. Insomma, quando uno scrive vuole avere sempre ragione, vuole raggiungere un certo pulpito che è poi difficile da scollinare. Il problema è però avere solo un punto di vista, rimanere con quello quando i segni dell'Universo sono totalmente contrari. In questo senso de Boer sta facendo il giornalista che, per amore di linea editoriale (e di portafogli), continua nella sua strada diritta, mentre l'editore lo conferma a parole ma lavora per silurarlo. Insomma, l'allenatore dell'Inter è un novello Amatore Sciesa che tenta di sacrificarsi per il bene comune. Il Tiremm Innanz di meneghina memoria non fa scordare che de Boer è su una panchina a orologeria, può saltare oggi, domani oppure fra un mese, ma solo un cumulo di vittorie alla Allegri (la scorsa annata pure lui era sulla graticola dopo le prime gare) potrebbe riportare quella fiducia in lui che ora appare perduta. Soprattutto quando si presenta da solo in conferenza stampa.

C'è poi il Milan che vince con la Juve, benino, e perde con il Genoa, malissimo. Capita quando la squadra ha sì grinta e un ottimo allenatore, ma è ancora un lungodegente che sta cercando di tirarsi fuori da una buca. Ce la farà, perché Montella è davvero un tecnico coi controfiocchi, ma non senza grossi problemi. Inutile dire che la situazione societaria sia qualcosa di paradossale. Al Milan comanda Fassone, poi MIrabelli, forse Galliani - lascerà Fininvest e il Milan per la Lega? - poi Berlusconi, poi mr Bee, i cinesi oppure Godzilla. Parliamo a iperbole perché sarebbe bello riuscire a capire quale sarà la scelta dei nuovi proprietari rossoneri per il mercato, per la gestione della squadra e via discorrendo: saremo ai livelli del Malaga o del Manchester City?

Chiuderei con chi è capocannoniere, di buon grado, della Serie A. Edin Dzeko assomiglia a Hernan Crespo, non tecnicamente, bensì come approccio alla Serie A. Il bosniaco ci ha impiegato un pochino, circa un anno, per riuscire a cambiare l'approccio e la propria media realizzativa. L'argentino ha rischiato più volte di naufragare nel mare della A, aiutato solamente da Carlo Ancelotti. A un certo punto ha incominciato a segnare per non fermarsi più. Ed è probabile che succeda così anche per il granatiere ex Wolfsburg, pur con caratteristiche diverse. E la Roma, per essere la vera anti Juve, ha bisogno di veri campioni.

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