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Editoriale

È partita l'asta per Pogba, condita da incroci Inter e Juve. Il Milan pensa in grande, De Laurentiis aspetta Rafa. E poi il giro delle grandi panchine

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come vice caporedattore e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
07.05.2015 07.45 di Luca Marchetti  articolo letto 72133 volte
© foto di Federico De Luca

Dopo la grandissima serata contro il Real la Juventus continua a guardare avanti. Avanti per scrutare la strada verso Berlino. Avanti per continuare ad essere competitiva. La vittoria contro i campioni in carica ha aumentato l’autostima non solo della squadra, ma anche quella della società.

E anche se non ha messo in mostra Pogba, non ce n'è stato bisogno, peché su di lui è partita la tempesta! Ma andiamo con ordine e partiamo dalle convinzioni di Tevez. Da quanto sappiamo noi, esattamente al contrario rispetto a quanto rimbalza dall’Argentina. Il “vaffa”, ad Allegri al momento della sostituzione ha fatto il giro del mondo. E naturalmente il mondo-Boca l’ha letto in un modo soltanto: siamo alla rottura. In realtà, sebbene raramente si sia visto un Tevez così arrabbiato, questo non influisce sulla sua decisione (che ancora non ha preso). Siamo alle sensazioni, ma certamente Carlitos ha dimostrato ancora una volta di essere un giocatore straordinario. Straordinario e decisivo. Che lui chiuda la carriera in Argentina è una certezza: quando? Se a dicembre aveva più nostalgia della sua terra, ultimamente, anche parlando con i dirigenti della Jvuentus ha ammorbidito molto la sua posizione. Insomma: non siamo affatto ai ferri corti, né a richieste espresse. Anzi. Tevez alla Juve sta bene. Tevez sta diventando un simbolo di questa Juventus. Poi quello che succederà a fine stagione probabilmente lo sa solo lui, ma in questo momento le quotazioni Juve sono in netto rialzo.

Discorso a parte per Paul Pogba. E’ il centrocampista più richiesto d’Europa. E di conseguenza ha anche il prezzo più alto d’Europa. La Juventus non ha intenzione di cederlo e lui allo stesso tempo non accetterebbe qualsiasi destinazione. Cerchiamo di fare il punto della situazione. Il Manchester City ha aperto le danze. È pronto il prossimo anno a spendere 300 milioni di euro (avete letto bene trecento) e vorrebbe spenderne un terzo per Pogba. Anzi qualcosa in meno. Ha già parlato con la Juventus e anche con l’entourage del giocatore. Gli è stato prospettato il disegno tecnico: Guardiola allenatore, lui a centrocampo e altri 200 milioni da investire sul mercato. Poco? Non certo per lui, considerato che l'ingaggio sarà all'altezza. Ma si è andati oltre. Con la Juve si è parlato anche di possibili contropartite tecniche (proprio per abbassare il cash). Alcune non interessano (come Nasri e Kolarov, ad esempio). Altri sì. Come Dzeko, come Jovetic, che da sempre piace alla Juventus, e come Yaya Toure. Sul quale (ovvio) c’è anche l’Inter. E quindi ci sarebbe anche un duello di mercato vecchio stile su un grande centrocampista (e su un attaccante). L'Inter teme la Juve anche se la Juve non sarebbe molto propensa a fare un'operazione da 4/5 anni a circa 8 milioni e mezzo netti per un 32enne. Che peraltro (nonostante Mancini lo chiami molto spesso e qquindi si senta al sicuro da evenutali inserimenti) se dovesse nascere l'opportunità Real Madrid la coglierebbe al volo. E proprio del Real (e del Barcellona) bisogna tenere conto in ottica Pogba. Il Real (al di là della visita di Raiola nell’albergo dei blancos, il giorno della partita) ha mandato in avanscoperta Zidane che ha fatto una bella chiacchierata con Paul. Il Barcellona ha in Pogba il manifesto elettorale di Barthomeu e di Benedito, entrambi candidati alla presidente balugrana. Come a dire: chiunque diventi presidente vi porto Pogba. Alla finestra, pronto a piombare come un falco, c’è il Chelsea di Mourinho. Sarà dunque una lunga estate per il campione francese. Una lunga estate anche per la Juventus. E sarà interessante seguirla, la sua storia. Perché sarà (se dovesse partire) il trasferimento del secolo. Con molto divertimento anche per poterli andare a reinvestire quei soldi!

In attacco i nomi sono quelli di Cavani e Dybala, su cui la Juventus sta lavorando da tempo. A centrocampo uno dei nomi è quello di Witsel (per cui è stata aumentata anche l’offerta). In questo momento però è presto per poter fare previsioni: l’assalto a Pogba ancora non è stato pianificato nel dettaglio (anche se in qualche caso tentato) da nessuno.

A proposito di Dybala. Abbiamo sempre detto che c’è la concorrenza dell’Inter. Alla quale però, a sorpresa, potrebbe aggiungersi quella del Milan. Con i soldi che entreranno dalla cessione (parziale) della società e con l’aiuto del fondo Doyen l’argentino potrebbe diventare uno degli obiettivi di mercato rossoneri. Siamo alle battute iniziali, al primo giro esplorativo. Anche per capire cosa hanno già fatto gli altri e se c’è uno spazio di manovra ragionevole. Ma da oggi possiamo iscrivere anche i rossoneri nella corsa al talento del Palermo. Zamparini intanto ha messo a segno un altro colpo: si chiama Aleksandar Trajkovski gioca in Belgio, classe 1992 e fa il trequartista. A Palermo devono soltanto decidere se farlo arrivare subito o fra un anno.

Ma i nuovi soci di Berlusconi potrebbero far arrivare al Milan (soprattutto) giocatori che in un modo (percentuali sul cartellino) o nell’altro (gestiti in procura) fanno parte dell’universo Doyen. Ci sono anche nomi da star (visto che Berlusconi vorrebbe dare un bel colpo di immagine alla società attraverso un mercato di qualità). Mangala del City, Kondogbia del Monaco, o Rojo del Manchester sono inarrivabili: hanno già fatto il salto di qualità. Dovessimo puntare un euro lo metteremmo su Gabriel Barbosa (giovanissimo classe 96, centravanti brasiliano gestito dallo stesso agente di Neymar), oppure su Yacini Brahimi centrocampista del Porto o Ola John del Benfica. Tanto per dirne alcuni. Nessun contatto finora, ma sono nomi su cui il Milan, insieme a Nelio Lucas può riflettere. Anzi: su cui già sta riflettendo visto che gli incontri ci sono stati eccome.

Senza dimenticare però che il colpo potrebbe essere (almeno a livello di suggestione) il ritorno di Ibra (per il quale una mezza chiacchierata con Raiola è stata fatta) o la suggestione Ancelotti. Tanto per dare un quadro su come è impostato ora il lavoro rossonero, le intenzioni rossonere. Ancora solo telefonate esplorative, ma servono per capire la dimensione delle ambizioni (rinnovate) rossonere. Ancelotti intanto ascolta tutti. Ascolta il City (è lui l'alternativa più credibile a Guardiola), ascolta il Milan (perché una telefonata è stata fatta, sempre a livello amichevole ma è stata fatta), ascolta anche i Bayern che potrebbe trovarsi senza allenatore dovesse partire all'improvviso Guardiola. Con la concorrenza di Klopp per il Bayern. Ma Carletto ha più esperienza internazionale, è piu grande nome. E magari Klopp dovrebbe "accontentarsi" del Real Madrid...
A Napoli sono ore di attesa e riflessione. L'incontro con il presidente De Laurentiis e Quillon manager di Benitez non ha portato ad una conclusione certa. Forse Rafa pensava di poter rientrare a far parte di questo grande giro di panchine europee. Magari fa ancora in tempo, ma intanto le sue richieste a De Laurentiis le ha fatte. Vedremo come risponderà, in pubblico e in privato, il presidente.

La Roma parla con il Cagliari della metà di Nainngolan. La distanza non è molta, ma neanche da sottovalutare, fra domanda e offerta. 4 milioni o poco più. Ma il problema (o il vantaggio) è che Roma e Cagliari devono per forza parlare anche di Astori e Ibarbo. Si possono trovare molti incastri e sul tavolo il Cagliari ha buttato anche la possibilità di trovare delle soluzioni che permettano dei pagamenti dilazionati nel tempo, nell’interesse comune di chiudere l’affare e di mantenere i buoni rapporti. L’appuntamento è fissato tra due settimane, per riflettere sulle proposte sul tavolino. C’è serenità, non ancora ottimismo.

Le altre notizie di giornata girano intorno agli attaccanti. Maxi Lopez e il Torino provano a trovare un accordo, che però ancora non c'è. Belfodil rescinde con il Parma ed ora è libero di accasarsi dove vuole: ancora non ha firmato per nessuno. Anche Icardi ancora non ha firmato il rinnovo di contratto e all'Inter questa cosa non desta molta preoccupazione: certo ci si aspettava una chiusura più semplice e veloce di una trattativa definita nei dettagli. Mentre nel frattempo ha firmato Gnoukouri il suo adeguamento da professionista. Un piccolo colpo l'Inter l'ha già fatto. In attesa degli altri. Insomma si prevede un mercato caldo. Tenetevi forte!

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