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Editoriale

Ecco chi vuol far saltare la cessione del Milan. Maldini, ma che bandiera è questa? Juve, idea Hazard. Witsel tutto confermato. De Laurentiis parla troppo. Italia imbarazzante, calcio anni 70 firmato Ventura. Pellè alla Chinaglia va punito

07.10.2016 00.00 di Enzo Bucchioni  articolo letto 57579 volte

Dal giorno successivo all'annuncio dell'accordo con un gruppo di investitori cinesi per la vendita del Milan, guarda caso, sono cominciati i dubbi, i sospetti e le perplessità. Di sicuro la vicenda paradossale di mister Bee non ha aiutato, ma questa è un'altra storia. Di fronte ai ripetuti rumors negativi, più volte Fininvest è stata costretta a intervenire con prese di posizione ufficiali, accelerando prima del previsto l'avvenuto accordo e successivamente annunciando il closing dell'operazione da quasi mille milioni (non un discorso) entro la fine dell'anno.

I sospettosi però hanno continuato imperterriti, non sono bastati neppure i cento milioni versati come caparra, a far capire che le intenzioni sono straserie e si tratta solo di andare a colmare il piano che richiede tempi tecnici e ha pure incontrato anche qualche contrattempo. Risulta che chi sta tirando le fila dell'operazione si sia visto sfuggire un paio di situazioni già definite e una banca coinvolta sia andata in rotta di collisione con il governo cinese. Non essendoci un compratore unico ma qualche gruppo finanziario e pure un pulviscolo di investitori, è facile capire che mettere assieme il tutto è complicatissimo. Da qui a dire che l'operazione potrebbe essere una replica della storia di mister Bee ce ne corre.

Siccome i sospetti arrivano sempre dalle solite fonti, ho forte la sensazione che si voglia sfrugugliare per mettere ancora di più in difficoltà chi sta completando il puzzle. I rumors arrivano da persone in genere molto vicine all'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, evidentemente sono bene informate. La vicenda, però, ci fa anche sorgere il sospetto che si stia facendo di tutto per interferire sulla vendita o provare a fare saltare il banco in un momento delicato. E' un semplice sospetto, per carità, e non voglio neppure citare il solito Andreotti "a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina", ma mettendo insieme uno più due, Adriano Galliani non deve essere poi così contento che il Milan finisca in mani cinesi. Vede avvicinarsi la fine del suo potere durato trent'anni e lo comprendiamo, non deve essere simpatico né accettabile. Al suo posto tutti avrebbero di sicuro il suo stesso stato d'animo.

Ma l'obiettivo, visto che la vendita ci deve assolutamente essere, potrebbe anche essere un altro, alimentare la speranza di un rientro in gioco di altri gruppi cinesi che hanno già attività anche in Italia e nel passato avevano sondato la possibilità di comprare il Milan. Gruppi che Galliani dovrebbe conoscere bene. Staremo a vedere, non crediamo che seppure in presenza di oggettive difficoltà, non significhi nulla l'aver già versato 100 milioni? La cifra è ingentissima anche per i cinesi e la Finivest è assolutamente tranquilla. Come abbiamo già avuto modo di scrivere, l'Ad designato Fassone ha in mano la lista dei gruppi e delle persone che hanno aderito alla cordata "Compriamo il Milan". Se qualcuno nel frattempo è saltato, ne stanno subentrando altri. Una cosa comunque è certa ed è stata pure ribadita a Maldini, nei piani di questi compratori cinesi non è previsto un ruolo per Galliani che sarà liquidato (50 milioni?). Questi soldi sono già nel pacchetto dei conti che portano l'operazione vicina al miliardo di euro. Comunque la fine dell'anno è vicina e il giallo (in tutti i sensi) è alle pagine conclusive. E' durato perfino troppo.

Ho parlato di Maldini. Premessa quasi ovvia, ma ci tengo a sottolineare la mia stima incondizionata per lui e tutta la sua famiglia. Gente vera. Particolare affetto mi legava anche al padre, al Cesare Ct azzurro. Altrettanto sinceramente, però, dico che sono deluso da quello che ha fatto e da quello che ha detto negli ultimi giorni. Se davvero lui è una grande bandiera del Milan (e lo è) per rispetto della storia del club, della sua carriera e dei tifosi, avrebbe dovuto dare la sua adesione incondizionata al nuovo gruppo di lavoro che si sta formando. Altrimenti che bandiera è? Nessuno gli ha chiesto e gli chiederà mai di avere un ruolo secondario, pensare invece di porre condizioni e di poter fare da subito il numero uno senza avere esperienza gestionale, potrebbe perfino essere presuntuoso. , questo pensavo dicesse Maldini a Fassone. Peccato. Però, se è vero che deve seguire sue attività economiche sparse nel mondo che richiedono impegno e presenza costanti, lo dica chiaramente. Nessuno può chiedergli di rimetterci dei soldi o di mettere a repentaglio certe situazioni, basterebbe dirlo molto chiaramente. Aspettiamo gli sviluppi, ma la sensazione è una sola: sarà difficile riaprire questa storia. Peccato.

Facile invece capire che la Juve sia in difficoltà con la storia del centrocampista. Marotta l'ha ammesso e ha pure ammesso quello che abbiamo scritto qualche settimana fa: farà di tutto per prendere Witsel a gennaio. Ma non basta, visto che i conti vanno bene e questo gruppo con Higuain ha la grande possibilità di puntare anche alla Champions, Marotta si guarda attorno per fare anche altre operazioni a gennaio. Bonucci non sarà ceduto al Chelsea, ma con il Chelsea e con Conte si sta cercando di allacciare un rapporto. Gli inglesi hanno diversi giocatori in esubero, Hazard piace tantissimo ad Allegri e lui vuole giocare la Champions. E' un trequartista già pronto che potrebbe davvero cambiare il gioco della Juve. Dare una opzione ora per la vendita di Bonucci a giugno in cambio di Hazard a gennaio può essere una strada da battere.

De Laurentiis, invece, batte le strade del mondo. Ha fatto un bel giro in Cina e in Inghilterra per parlare di tutto e di più. Napoli compreso. Insiste con la folle idea dello stadio da 20 mila posti (il calcio non è cinema), ma la cosa più divertente l'ha detta sulla Juve e su Higuain. Per lui la Juve è stata inelegante a prendersi l'attaccante argentino dimenticando che su Higuain il cartellino con il prezzo l'ha messo lui. Lo volete? Pagate 94 milioni. E questo la Juve ha fatto. Magari sarebbe stato elegante per il campionato e per i napoletani inserire una clausola che limitasse la clausola all'estero, ma Adl se l'è scordata. Comunque i soldi che sono arrivati e sono talmente eleganti che ha comprato sette giocatori senza tirare fuori un euro. Pecunia non olet, direbbe Lotito.

Ieri sera, come milioni di voi, ho visto la Nazionale. Marooooo, direbbe a Napoli. Erano trent'anni che non si vedeva un'Italia così. Sembrava di essere tornati ai tempi del catenaccio, palla avanti e pedalare. Un'ora imbarazzante, in balia della Spagna (tredici calci d'angolo a zero) che per altro avevamo battuto appena tre mesi fa. Per fortuna anche loro sono umani, hanno il difetto di essere poco concreti e atleticamente non erano al meglio. Hanno pensato di aver chiuso la partita con l'infortunio paperoso di Buffon. Nel finale l'Italia è andata all'assalto mettendo punte su punte, con la forza della disperazione e la Spagna senza fiato, il rigore è arrivato. Bella la reazione, accettabile il pari, ma la personalità e il gioco? Ho brutte sensazioni per la cultura di questo Ct, ma spero di sbagliare.

Non penso di sbagliare, invece, se dico che questa nazionale potrebbe (o dovrebbe) fare a meno di Pellè. Non abbiamo ancora digerito il suo cucchiaio agli Europei che ieri sera s'è permesso di non battere il cinque con l'allenatore al momento della sostituzione. Brutta roba, simil Chinaglia con Valcareggi 40 anni fa. Brutta figura in mondovisione. Tanto più intollerabile quando vesti la maglia azzurra. Ora Pellè deve chiedere scusa al Ct e ai suoi compagni, ma con Belotti, Immobile e giovani talenti all'orizzonte, cominciamo a pensare che forse Pellè sta meglio in Cina.

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