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Editoriale

Ecco cosa farà il Napoli per sostituire Milik. Non solo Gabbiadini, anche Callejon. Milan, ci sono in 420 milioni per il closing. E il governo cinese appoggia. Maldini, brutta storia...

14.10.2016 00.00 di Enzo Bucchioni  articolo letto 31623 volte
© foto di Federico De Luca

Riprende il campionato con Napoli-Roma, il piatto è indubbiamente ricco. Ho letto di tutto e di più dopo il brutto infortunio capitato a Milik e sinceramente ormai di calcio parlano proprio in tanti, ognuno convinto di avere la scienza infusa.

Ma davvero pensate, come ho sentito dire con campane a martello incorporate, che senza un giocatore possa andare in crisi tutta una squadra?

Questa è l'offesa più grossa che si possa fare a Sarri, un allenatore che fa dell'organizzazione e del gioco collettivo la sua vera forza. Di sicuro senza Milik mancherà la soluzione offensiva più facile, più forte, quella sulla quale si era lavorato di più, ma questo Napoli ha comunque delle soluzioni capaci di compensare uno di quegli imprevisti che nel calcio vanno comunque messi in preventivo.

Cosa farà Sarri? Di sicuro sarà Gabbiadini a prendere l'eredità, del resto già in diverse gare il Gabbia è partito dall'inizio mandando in panca Milik. L'alternanza era già in atto e sulla trasformazione di Gabbiadini da attaccante di movimento a punta centrale Sarri ci sta lavorando da un anno e mezzo. Per me il ragazzo gioca meglio da seconda punta, ma ha imparato i movimenti, si sta adattando, se si libera dalle remore e arriva subito qualche gol, potrebbe anche non far sentire l'assenza di Milik. Ma una alternativa validissima può comunque essere Callejon, un giocatore che ha cominciato da punta-punta e che è stato successivamente trasformato in grande esterno tattico capace di fare le due fasi di gioco. L'anno scorso spostarlo sarebbe stato un problema, oggi no perché con Callejon centroavanti finto o vero, ci sarebbe comunque un signor Giaccherini che in quanto a ala tattica non è secondo a nessuno. Sarri sta comunque lavorando anche al cambio di modulo e l'assenza di un centroavanti d'area potrebbe accelerare il passaggio al 4-3-1-2, modulo di scorta e comunque buono per certe situazioni. Con Zielinsky trequartista, così giocava a Empoli entrando spesso al posto di Saponara, davanti possono giocare delle coppie molto interessanti tipo Gabbiadini-Mertens, oppure Gabbiadini-Insigne, ma anche Gabbiadini-Callejon che forse garantisce miglior equilibrio. Per me tutte queste soluzioni non rendono il Napoli più debole, anzi se conosco il calcio e i valori che ci sono nello spogliatoio del Napoli, certe difficoltà rinsaldano il gruppo, tutti sono portati a dare qualcosa di più proprio per dimostrare che non è il singolo che conta. Il ricordo più immediato che ho è un po' lontano, risale al 1981 quando Antognoni fu colpito dal portiere Martina in uscita e fu costretto a star fuori per diversi mesi. La Fiorentina era in corsa per lo scudetto, Antognoni fu sostituito dal giovane semisconosciuto Miani che giocò incredibilmente bene. La Fiorentina resse e perse il titolo solo all'ultima giornata. Ma ci sono moltissimi altri esempi, quindi il Napoli c'era e c'è anche senza Milik per qualche mese. Poi ci sarà sempre gennaio.

Ci sono, invece, i cinesi che si sono impegnati a comprare il Milan. Nonostante i gufi, i fedelissimi di Galliani che pensano di avvelenare i pozzi e le ovvie difficoltà nel reperire i soci per una operazione che alla fine si aggirerà attorno al miliardo di euro, il closing di novembre si farà. Fra altri nomi di soci filtrati ieri ci sono anche quelli di Ping and Insurance, un autentico colosso nel campo delle assicurazioni, Tlc corporation, terzo produttore al mondo di televisori, ma soprattutto la China Construction Bank, la seconda banca cinese che appartiene al governo.

Non è dato sapere se la banca sarà fra i soci effettivi oppure sta garantendo suoi clienti, ma nonostante i dubbi messi in giro ad arte, comunque il governo cinese guarda sempre con attenzione a questa acquisizione.

Come si ricorderà, cento milioni sono già stati versati a Berlusconi, altri 420 arriveranno al closing, circa 250 milioni di debiti saranno coperti dai nuovi proprietari che si sono pure impegnati a investire sul mercato nel giro di due-tre anni altri duecento milioni. E' logico che il trionfalismo non debba mai accompagnare certe operazioni finanziarie così complicate e rischiose, è ovvio che non tutto sia liscio e facilissimo, di sicuro alcuni che si erano impegnati hanno detto no, altri sono subentrati, ma è altrettanto logico pensare che il team che sta lavorando da mesi stia facendo un lavoro serio. Trovatemi uno disposto a versare una caparra da 100 milioni senza avere la certezza di poter poi comprare. O i soldi sono falsi o il soggetto in questione va ricoverato. Né l'una, né l'altra. Con buona pace dei Galliani boys che si agitano e sperano comunque che il mitico geometra di Monza resti in bazzica in qualche modo. Vedremo.

Intanto ho visto il brutto finale della vicenda Maldini. Come sospettavo e avevo scritto la settimana scorsa, Maldini è molto più interessato a Maldini che al Milan. Intendiamoci, tutto legittimo. Ognuno della sua vita fa quello che vuole, ma non parliamo più di bandiere, amore, passione, per me sono un'altra roba. In sostanza mi sarei aspettato uno slancio e una partecipazione diversi, se poi non ci fossero stati i margini per lavorare, Maldini avrebbe potuto comunque ritirarsi tra qualche tempo.

La cosa che più mi inquieta è comunque l'affermazione secondo la quale il progetto dei cinesi non sarebbe vincente. Sinceramente è difficile capire su cosa su basi una affermazione simile, se è solo per quello letto su un giornale sarebbe sconsolante. Se invece Maldini sa qualcosa di più certo e di veramente negativo, per amore del Milan dovrebbe dirlo.

Intanto io posso dirvi che la foto di Albertini in Cina che gira sui social ha poco a che fare con la cordata del Milan. L'ex centrocampista rossonero è in Cina per gli affari suoi. Comunque sia lui che Ambrosini potrebbero entrare nel lavoro di Fassone, ma lo sapremo a breve.

Ci vorrà un annetto invece per rivedere Moratti presidente dell'Inter. L'operazione annunciata in anteprima su questa rubrica da Tuttomercatoweb, sta andando avanti. Nessuno può confermare, lo avevamo scritto ed è puntualmente successo. Anzi, l'ordine è smentire. Moratti non c'è riuscito benissimo, lascia sempre aperta qualche porta. Ma anche Tronchetti Provera ha fatto capire. Si tratta di mettere insieme un gruppo che si accolli il 31 per cento di Thohir, a quel punto Suning sarebbe ben lieto di rimettere Moratti sulla poltrona di numero uno dell'Inter. Ci vogliono i tempi tecnici, ci sono bilanci da chiudere, valutazioni delle quote, Thohir da liquidare per gli interesse maturati, insomma una roba non semplicissima. C'è gente che tesse le fila, si parla anche del fidatissimo braccio destro di Moratti, uno dei dirigenti del triplete, Stefano Filucchi attualmente vicepresidente del Cagliari legato all'Inter e soprattutto all'ex presidente nerazzurro.

Intanto Suning ha dato via libera all'operazione Darmian. Il contatto fra Zanetti e Mourinho ha di fatto sbloccato l'operazione, salvo intoppi e interferenze di altre società (non dovrebbero accadere) Darmian dovrebbe tornare in Italia a gennaio per un milione, prestito secco. L'obbligo di riscatto in estate, quindi nel bilancio 2017-2018, si parla di dodici milioni.

Costa molto di più Hector Herrera, il centrocampista del Porto inseguito a lungo dal Napoli l'estate scorsa. I portoghesi chiedevano 30 milioni, poi si è trattato sui 25 fino a quando il Napoli ha mollato. Sul messicano si è portata la Juve alla ricerca di quel centrocampista che manca nel suo organico.

Vi abbiamo già scritto da tempo che un tentativo per Witsel sarà fatto anche a gennaio (sei milioni offerti allo Zenit), ma i russi preferiscono perdere il giocatore a zero piuttosto che incassare la sconfitta. Se davvero non dovessero mollare, intanto la Juve ha deciso di far venire in Italia in anticipo l'argentino Bentancour, anche questo già scritto, ma potrebbe non bastare.

Il Porto, nonostante le sue tante plusvalenze, ha pessimi bilanci e un ottimo rapporto con la Juve per l'affare Alex Sandro. Herrera è un centrocampista molto forte fisicamente, di grande corsa, ma anche tecnicamente valido, caratteristiche che mancano tra i mezzocampisti bianconeri. Si farà a gennaio per venti milioni? Difficile, fra l'altro non potrebbe giocare in Champions, ma non impossibile. Obiettivo sensibile per giugno, questo è certo.

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