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Editoriale

Ecco cosa lasciano le nazionali alle italiane. I colpi e le certezze di mercato in giro per l'Europa

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come caposervizio e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
13.09.2012 00.00 di Luca Marchetti  articolo letto 15039 volte
© foto di Micri Comunication

È stato per molti il primo giorno di scuola. Da questa settimana è come se iniziasse il campionato. È vero che la stagione è già partita (con tanto di primo big match a san Siro) ma ora, dopo le nazionali, si comincia a fare sul serio. Ora sovremo scoprire chi è la prima della classe, chi deve copiare, chi avrà bisogno della giustificazione dei genitori per non farsi trovare impreparato. L'estate del mercato ha funzionato: ognuno è convinto di aver fatto bene. Ora però c'è il professore più severo: il campo. Della serie A e dell'Europa. Intanto le prime indicazioni arrivano dalle nazionali.
Innanzi tutto l'Italia. Pirlo (addirittura utilizzato come termine di oaragone dal New York Times per inquadrare Mario Draghi) sembra appannato, ma alla Juve non hanno assolutamente pensieri. Innanzi tutto perché Marchisio è stato decisamente il migliore in campo dei suoi, poi perché il blocco Juve (con Buffon in testa ) ha dimostrato ancora una volta di essere la spina dorsale di Prandelli. E infine perché dal Cile arriva forse la miglior notizia bianconera: Isla è tornato da titolare in campo. Uo dei due colpi di mercato finalmente a disposizione.
La Roma si coccola Destro: il più desiderato, il più caro, il più atteso. In Nazionale ha subito fatto capire che quest'anno non si scherza anche se la coppia con Osvaldo non ha funzionato al 100%. Il tridente con Totti (con movimenti e filosofie zemaniane) promette però scintille. A proposito di movimenti del boemo. La nota più lieta della partita contro Malta è stato Insigne: ha la stoffa del giocatore importante. Può mettere in crisi le scelte di Mazzarri e insidiare davvero il posto a Pandev.
Pradé a Firenze ha detto che i colpi di mercato 2012 sono di Fiorentina e Napoli che hanno trattenuto Jovetic e Cavani. Vero. Verissimo. Ma anche puntare su Insigne non è da poco. È vero, era in casa. Ma non per questo era scontato che il Napoli dovesse puntare per forza su di lui. Ora non bisogna aver fretta di vederlo sempre in campo: diamogli il tempo di continuare a crescere.
Sembra invece tornato al periodo di grazia Wesley Snejider. Ancora un assist in orange. Lui rende al meglio quando sente il feeling con l'allenatore e con l'ambiente. Proprio come il suo nuovo compagno Cassano. Se questi due decidono di giocare a calcio senza pensieri, altro che risate alla Pinetina. Sono dolori per gli altri.
Il weekend senza campionato regala prima un tormentone sotterraneo Inzaghi (prima da allenatore, grande attenzione su di lui, il sospetto, mai fugato del tutto, che il pensiero fosse in realtà rivolto alla panchina di Allegri). Ci ha pensao Galliani a rimettere le cose ordine: Pippo è uno di famiglia, ma è alla sua prima panchina con i ragazzi: pazienza.
Senza serie A abbiamo avuto il piacere di gustarci senza distrazioni la serie B. Tanti giovani talenti pronti a diventare gli Insigne e gli Immobile di domani. Oppure delle belle storie come quella di Pavoletti, già 5 gol in tre partite: quando le scaramucce del mercato si trasformano in opportunità.


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