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Editoriale

Ecco cosa succede alla Juve. Lo scudetto gia' perso. Allegri nel mirino. Il caso Dybala. Calhanoglu nel mirino. Roma, tra Ancelotti e Conte per l'anno prossimo. Genoa, Preziosi tratta la vendita. Fiorentina, gia' due colpi

Giornalista professionista e scrittore, editorialista del Quotidiano Sportivo che ha rifondato e diretto per cinque anni. Opinionista radio e tv. Twitter @EnzoBucchioni
25.09.2015 17.11 di Enzo Bucchioni  articolo letto 155695 volte
© foto di Federico De Luca 2014

Il City ha illuso la Juventus e anche molti critici che guardano solo al risultato. Puntualmente i problemi dei bianconeri sono tornati come è inevitabile che sia in questo momento di non facile transizione da una squadra imbattibile a un ringiovanimento profondo. Gli alti e bassi di rendimento ci sono e ci saranno ancora, ma cinque punti dopo cinque giornate di campionato, un punto a partita, raccontano di un inizio molto lontano dalle più negative previsioni.

Era dal 1970 che la Juve non partiva così male e con dieci punti di svantaggio sull'Inter capolista, con Milan, Roma, Lazio, Napoli e Fiorentina (tutte le grandi) davanti, ci sentiamo di dire salvo cose straordinarie, che sarà quasi impossibile per i bianconeri conquistare il quinto scudetto consecutivo. Più facile, invece, andare bene in Champions.

Per lo scudetto il vantaggio dell'Inter è già importante. I nerazzurri non hanno le coppe e possono lavorare tranquilli, stanno giocando male quindi cresceranno, hanno molta fame e dovrebbero crollare clamorosamente per farsi recuperare. Ma poi ci sarebbero anche tutte le altre da scavalcare. Insomma, una situazione già complicata e la Juventus per rientrare in corsa già da sabato a Napoli dovrebbe cominciare a viaggiare a ritmi altissimi senza fermarsi più, cosa che non ci sembra possibile.

Dove stanno i problemi?

Forse è stato sottovalutato l'impatto di troppi giovani con l'ambiente bianconero. Alcuni sono bravi, ma caratterialmente non ancora pronti, ad alcuni manca la personalità. Del resto era inevitabile che la Juventus cambiasse molto dopo quattro anni d'oro e la partenza di tre big.

Forse sarebbe stato più facile puntare su giocatori più pronti, più maturi, ma tra un paio d'anni i problemi di rinnovamento si sarebbero posto di nuovo e allora la Juve ha deciso di puntare sui giovani di talento e allora bisogna accettare un rendimento altalenante. I vari Dybala, Zaza, Alex Sandro, Lemina, Sturaro, Rugani, saranno il futuro, ma in questo momento faticano. Anche Cuadrado non è un giocatore di grande esperienza ad alti livelli, è bravo ma non carismatico, e gli stessi Pogba e Morata sono giovanissimi pure loro.

Gli infortuni di Marchisio e Khedira hanno indubbiamente complicato il lavoro di Allegri, ma come è giusto che sia in questi casi anche l'allenatore è entrato nel mirino. In effetti è sembrato che in alcuni situazioni Allegri non sia partito con le idee chiarissime. Padoin regista nelle prime due partite (poi cancellato da tutto) è stato un vero assurdo tecnico-tattico. Ma come gli è venuto in mente? Forse, al limite, era meglio mettere Bonucci in quella posizione.

Ma anche Hernanes trequartista. Pereyra senza un ruolo fisso. Moduli cambiati troppo. Neto al posto di Buffon è stata un'altra scelta sbagliata, un messaggio al gruppo che il Frosinone si poteva affrontare con il portiere di riserva.

La sensazione è che Allegri sia alla ricerca di giocatori che possano essere le controfigure di quelli che sono andati via, cambiando il meno possibile, ma sbaglia. Deve costruire una Juve nuova, diversa, adattandola ai giocatori in rosa, tagliando con il passato.

Sotto questo aspetto alcune cose si intuiscono, ma non tornano. E' vero che Dybala è ancora immaturo, ma un giocatore con i suoi colpi deve essere più considerato, più nel cuore del lavoro. Con il Frosinone doveva giocare dall'inizio. A questo gruppo rinnovato manca soprattutto la rabbia agonistica, sembra che in troppi siano timidi o seduti e la carica la deve dare l'allenatore.

Anzi, la sensazione è più sgradevole ancora, la Juve è vera Juve quando deve giocare gare importanti (vedi City) mentre non riesce più a mordere contro squadre ritenute facili come Udinese, Chievo o (ultimo) il Frosinone. Se è entrato il baco della presunzione i guai possono essere grossi. Il discorso era temuto per Pogba (con i laziali disastroso), ma anche alcuni dei senatori sembrano meno reattivi contro le squadre piccole. E' finita la fame?

Detto questo, siamo sicuri che con la vicinanza della società e i rientri degli infortunati, Allegri riuscirà a ritrovare una Juve importante in grado di battersi e competere anche e soprattutto in Champions. Noi siamo convinti che Hernanes debba giocare davanti alla difesa e che il 4-3-3 visto a Manchester possa avere un futuro con Cuadrado a destra e Morata a sinistra, in attesa di Marchisio e Khedira.

Intanto però la società non sta ferma. La preoccupazione è evidente, come è evidente la mancanza di qualita' che portavano i vari Pirlo e Tevez. Il trequartista non può essere Cuadrado che è imprevedibile, ma non ha i tempi. Così è ripartita la caccia che sta puntando dritto su Calhanoglu, il giovane turco (21 anni) della nazionale del Bayer Leverkusen. Costa un po' meno dei nomi già affermati cercati in estate, ha corsa e qualità, forse a venti milioni si può portare a casa già a gennaio.

Il crollo inatteso della Juventus è coinciso con la partenze non brillantissime anche di Roma, Milan, Lazio e Napoli. Questo non consola, ma rende l'idea di una situazione complessivamente difficile per il nostro calcio.

L'Inter ha una squadra di quantità e qualità, non giocherà mai un grande calcio, ma è pratica, cinica, essenziale. Come tutte le squadre di Mancini. E se le difficoltà della Juve potevano anche essere messe in preventivo, sinceramente è difficile capire come non decolli la Roma che ha cambiato nulla e preso due grandi giocatori come Dzeko e Salah. Soprattutto Dzeko è il centroavanti atteso da anni. Nel mirino c'è finito Garcia che per i risultati dell'anno scorso, alcune decisioni tattiche e di uomini di questo inizio, in rotta di collisione con l'ambiente per certe dichiarazioni, forse anche in difficoltà per la gestione di Totti non del tutto comprensibile. La società non fa neppure troppo quadrato attorno a lui, e allora torna alla ribalta il nome di Ancelotti.

L'ex Real non ha mai nascosto il desiderio di voler allenare la Roma prima o poi, da giocatore è stato un grande, l'ambiente lo adora ancora. Lui pensa alla Roma e la Roma pensa a lui. Ma ci potrebbe essere anche un altro giro, questo però a fine stagione. Ancelotti è tentato anche da una esperienza in Nazionale e Conte dovrebbe chiudere in azzurro con l'Europeo. Allora?

Sabatini porterebbe volentieri Conte nella capitale, lo aveva già contattato quando c'era nell'aria il primo divorzio dalla Juve. Conte alla Roma e Ancelotti in azzurro potrebbe essere una soluzione se la situazione non dovesse precipitare nelle prossime settimane. Nel caso ci sarebbe un'accelerata su Ancelotti con Montella (ancora legato alla Fiorentina) sullo sfondo.

Fra l'altro la Roma non sta neppure benissimo dal punto di vista economico. A proposito di economia, Preziosi sta cominciando a pensare di vendere il Genoa. Da qualche giorno c'è un contatto importante con l'intermediario d'affari che ha messo in contatto Mister Bee con Berlusconi. Ci sono già stati incontri e riunioni per capire la situazione nel dettaglio, l'intermediario ha avuto mandato da un personaggio del Qatar che ha voglia di entrare nel calcio italiano. L'affare potrebbe concludersi presto, sostenere il Genoa per Preziosi è diventato un problema non da poco. Lo stesso intermediario aveva chiesto anche notizie della Fiorentina, ma non c'è stato nessun incontro né contatto diretto con nessun dirigente perché i Della Valle non hanno intenzione di vendere. Capito che non era cosa, l'intermediario ha dirottato l'attenzione sul Genoa e potrebbero esserci novità a breve.

Della Valle non vende, ma rilancia. Il positivo avvio della stagione ha rilanciato l'intenzione di rafforzare la squadra. Sono stati acquistati per gennaio due giocatori, un centrocampista (Walace del Gremio al 99 per cento) e un difensore giovane già importante sul quale per ora la società è riuscita a mantenere il riserbo. Ma radio-mercato è già al lavoro.

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