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Editoriale

Ecco i quattro nomi dei tecnici che De Laurentiis ha contattato per sostituire Benitez. Finora nessuno gli ha dato risposta positiva e il presidente ha deciso di accelerare per convincere don Rafè a restare

Laurea in Giurisprudenza, scrittore, giornalista professionista, radiocronista dal 1985 e telecronista Mediaset Premium per le partite del Napoli. Corrispondente di Tuttosport, coordinatore per Piùenne, produce e conduce "Si gonfia la rete"
10.05.2015 00.00 di Raffaele Auriemma   articolo letto 31549 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Il Napoli ha la grande occasione di essere più forte dell'infinita trattativa tra De Laurentiis e Benitez. Vietato distrarsi, proprio adesso che anche la Roma sta offrendo l'ultima chance per un aggancio alla zona Champions. E che prosegua pure la partita a scacchi sulla telenovela per la panchina del prossimo anno, Hamsik & C hanno la grande occasione di essere immuni dall'incertezza che regna su ciò che sarà. Tanto prima o poi si saprà. Il presidente è uscito allo scoperto, alzando quotidianamente l'asticella dell'offerta per convincere il coach spagnolo a rimanere a Napoli per un altro anno almeno. E' soprattutto una questione di opportunità quella che ha mosso De Laurentiis ad ingoiare l'orgoglio e calcolare che non sarebbe semplice sostituire Benitez con un altro allenatore di identico spessore internazionale. Poi, se i suoi tentativi non dovessero andare a buon fine, non dovrà pentirsi di nulla, anche agli occhi di quei tifosi che non immaginano il futuro prossimo senza don Rafè. Si andrà avanti ad oltranza, fino a quando non sapremo se la famiglia di Benitez se la sentirà di spostarsi in Italia, oppure se qualche club di gradimento del coach sarà più convincente nel fargli una proposta. E' una posizione che De Laurentiis non ama, quella di dover attendere una risposta, nell'auspicio che non si ripeta quella storia già vissuta con Mazzarri, quando il Napoli fu costretto a cercare un allenatore a fine maggio. I tentativi per Spalletti, Emery, Bielsa e Klopp (tutte figure professionali che permetterebbero di proseguire lungo la linea della internazionalizzazione del club) finora non sono andati a buon fine, mentre il termine ultimo fissato da Mihajlovic, sta per scadere. E' un'incertezza che toglie il sonno al patron, ma non deve condizionare il rendimento del Napoli. La squadra è rimasta sola di fronte ai propri traguardi ed alla indifferibile necessità di raggiungere la Champions League. Si giocherà tutto in 20 giorni, camminando a piedi nudi in mezzo al guado della propria stagione, per sapere se sarà fatta di carne o pesce, in quella sottile linea che separa il confine tra una stagione trionfale e quella del grande rimpianto. Non è il massimo per un gruppo che troppo spesso ha dimostrato di non avere carattere e con troppi calciatori che hanno il contachilometri impazzito. La caratura del campione si misura attraverso l'uomo e con cinque (o sei) partite prima di tagliare il traguardo, sarebbe inammissibile cedere alle paure ed alla fatica. Solo con un grande rush finale questa squadra potrà riconquistare quello che era stato indicato come l'unico vero, obiettivo di un gruppo con qualche carenza con tanti elementi superiori alla media: l'approdo in Champions. Tutto o (quasi) niente, ormai per il Napoli non c'è più scelta.

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