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Editoriale

Ecco il nome per una Juve "diversa": Allegri può sorridere! L'Inter c'è: 2 colpi per Mancini (e su Icardi...). Milan: la certezza cinese e quell'addio "leggero". Napoli: il sogno inglese per cancellare Higuain

02.08.2016 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:   articolo letto 99408 volte
© foto di Alessio Alaimo

A un mese dalla fine del mercato pensavo di parlarvi molto rapidamente di un personaggio centrale nella vita di tutti noi e, probabilmente, in quella delle nostre sorelle: Borriello.

Invidio molto Borriello perché fa la bella vita e piace anche alle madri (Mamma: "Quel Borriello lì c'ha la faccia da bravo ragazzo": Io: "Mamma, se ti incontra mentre corre è facile che ti dia una girata pure a te". Mamma: "Va a correre con questo caldo, povera stella? E dimmi, dove?". Io: "Mamma, hai cento anni, vergognati").

Borriello se va a correre c'ha la gente che gli sta dietro tipo Forrest Gump, con la sola differenza che Forrest Gump quando tornava a casa trovava il Tenente Dunn incazzato come una biscia, Borriello presumibilmente un chilo e due di passerona (che faccio, lascio?).

Borriello, per dire, è diventato assai popolare perché per molti giorni ci ha fatto vedere il video-selfie di lui che sudava inseguito da una cinquantina di eroi, chiaramente "in after". E tutti a dire: "Che bravo Borriello che corre". I video duravano circa 15 secondi. La domanda è: cazzo faceva Borriello nelle restanti 23 ore, 59 minuti e 45 secondi? Ve lo dico io: affettava la passerona. È, il suo, un peccato condannabile? No, affatto. Scriviamo solo per becera invidia.

Prendete le vacanze: io e te se ci va di lusso facciamo una settimana al mare nei tipici appartamenti che online sembrano assai confortevoli, ma poi arrivi sul posto e c'è la fregatura ("Mi scusi affittuario, non c'è il soffitto". Affittuario: "Si era parlato di ampio bilocale: più ampio di così. Su, faccia il bravo"). Se ci va di lusso aggiungiamo qualche giorno a scrocco da amici e parenti in posti molto belli tipo "MonteSolitudine" o "Suicidio a Mare". Marco-nostro si è sparato una mesata a Ibiza, dubito in mezza pensione. Con Belen. E i video-selfie. E quelli in chetamina che correvano dietro di lui e urlavano "Col trattore in tangenziale! Andiamo a comandare!" (veri eroi moderni).

C'è solo uno che invidio più di Borriello: Vieri. Perché fa le stesse cose di Borriello ma non è obbligato a tornare in Italia a giocare, può continuare a fare il cazzo che gli pare a Formentera fino a quando rimane anche un solo turista sull'isola (di solito è Luca Laurenti).

C'è solo uno che invidio più di Borriello e Vieri: Gianluca Vacchi. Perché non deve tornare in Italia a giocare e non deve neanche far finta di correre, può semplicemente continuare a fare un cazzo di niente. Anzi no, Gianluca Vacchi dice "Enjoy". E la gente impazzisce. E lui ci guadagna altri miliardi di fantastilioni. Invidio molto Gianluca Vacchi.

C'è solo uno che invidio più di Borriello, Vieri e Gianluca Vacchi: Jonathan. Ma qui andiamo nel mistico.

C'è solo uno che invidio più di Jonathan. Anzi no, non c'è. Al limite Laurenti.

E ora le cose serie (più o meno).

Mancini è atterrato a Milano. I giornalisti gli hanno chiesto: "Allora? Mancio?". E lui: "Basta parlare". Era ora.

Basta parlare, basta. Basta riunioni, incontri, summit, Stati Generali, convention, consulenze, incontri "per capire se..." o "se è il caso di...". Basta. L'Inter è una società gloriosa, non una puntata di "Uomini e Donne", in America ci si è andati in tournée, non per fare "un'esterna". Quindi bene, Mancio: basta parlare.

Parte la fase due della stagione interista: quella del lavoro, si spera. Perché è vero che le amichevoli contano nulla, ma prendere sberle non è bellissimo. E allora si lavori, ognuno nel campo di competenza.

Alla ripresa Mancini avrà finalmente a disposizione la rosa (quasi) al completo e Ausilio farà l'impossibile per renderla ancora più competitiva. Per Icardi il discorso è abbastanza chiaro: all'Inter è pervenuta un'offerta del Napoli da 60 milioni (non un euro di più), al giocatore di 5 milioni netti a stagione. Il club nerazzurro non ci sente e ritiene "insufficiente" la pur generosa proposta. Se anche dovesse mai diventare "appetibile" (oltre i 70 milioni), i nerazzurri la prenderebbero in considerazione solo se avessero tra le mani una valida alternativa da portare ad Appiano Gentile. L'Inter dispone di questa valida alternativa? No. Gabigol interessa eccome, ma come "investimento" (30 milioni sul piatto), non certo come alternativa a Maurito (e in ogni caso per il brasiliano c'è una concorrenza spietata). Su Cavani non siamo neppure alla fase dei sondaggi, per Oscar (che attaccante non è) nulla di concreto. Sappiamo di Candreva, ma come vi scrivevamo nelle scorse settimane il club non ha fretta, può arrivare oggi come dopo Ferragosto. Totale: arriverà l'esterno alto, arriverà un giovane di quelli assai cari, si confermerà la stragrande maggioranza della rosa. Poco per vincere l'Intercontinentale giocando bendati, abbastanza per darsi da fare in campo e provare a tornare in Champions League. "Basta parlare", bravo Mancio.

Qualche parole in più se l'aspettano i tifosi del Milan. Ma tutto tace. Chi scrive nei giorni scorsi si è fatto una chiacchierata con l'avvocato La Scala, presidente dei piccoli azionisti rossoneri, noto per l'intemerata anti-Galliani di qualche mese fa. In buon La Scala mi è parso assai lucido e in soldoni mi ha detto che: 1) I cinesi esistono. 2) L'errore è stato "sponsorizzare la trattativa" perché ha creato aspettative sulle tempistiche. 3) I cinesi preferiscono perdere tempo ora per non perderne altro più avanti. 4) E' stato fatto un tentativo per chiudere e riuscire ad operare sul mercato in corso, ma tutto è andato all'aria. 5) Questo mercato non riserverà sorprese. 6) Il mancato accordo Vivendi-Premium è la garanzia che la cessione ai cinesi si farà, perché per Berlusconi diventa una "necessità", non una "possibilità". 7) Se i cinesi son furbi faranno di tutto per "ricucire" con i tifosi puntando su un nuovo ds e su un'immagine che passi da un monumento come Paolo Maldini. 8) Tutta un'altra serie di severe considerazioni su passato, presente e futuro che - se vi va - potete trovare nell'integrale qua e là in giro per il web.

La Scala - vi dicevo - mi è parso assai lucido, quantomeno conscio di quel che serve al Milan per poter provare a ripartire. Per intenderci, non dice "prendiamo Messi!", ma "guardate quello che è successo negli ultimi anni!".

Chi scrive è andato a vedere quello che è successo. Prendete Menez, per dire: parametro zero "di livello" (perché non è vero che i "parametri zero" sono tutti disastrosi a prescindere, basta che non abbiano cento anni e ingaggi da nababbi), 20 gol in 46 partite realizzati in due stagioni disgraziate, venduto a zero. E voi direte: "Con i guai che ha avuto non si poteva fare di più". Forse è vero, ma non se "l'eccezione" diventa "regola".

Stagione 2012/2013. L'uomo simbolo è El Shaarawy: comprato a 15 milioni e venduto a 13.

Stagione 2013/2014. L'uomo simbolo è Balotelli: comprato a 20 e venduto a 20.

Stagione 2014/2015. L'uomo simbolo è Menez: comprato a zero e venduto a zero.

Stagione 2015/2016. L'uomo simbolo è Bacca: comprato a 30 e in procinto di partire per la stessa cifra.

Totale: zero euro di plusvalenza con i giocatori che - bene o male - negli ultimi 4 anni hanno tenuto in piedi il Diavolo. Tutto questo va oltre la sfortuna o "il periodo storto", tutto questo è imperdonabile.

Quindi la Juve, che "ha venduto Pogba" e "saluta Pogba" e "deve sostituire Pogba". Ma poi Pogba è ancora lì. Sappiamo che l'affare con il Manchester è praticamente fatto, ma mai come quest'anno la priorità non è "dare la notizia" ma "anticiparla". Io, per dire, Pogba l'ho già venduto 231124 volte.

Secondo lo stesso principio i più scafati ragionano già sui sostituti del francese: pur essendo Witsel stretto parente della Sora Camilla (quella che "tutti la vogliono e nessuno se la piglia"), per il belga aumentano le chance di vestire il bianconero. Non che sia "il sostituto perfetto di Pogba" (sono giocatori assai diversi), ma permetterebbe ad Allegri di impostare una Juve "nuova" e "diversa". Secondo lo stesso principio si continua a inseguire la pista Matic, ma il serbo del Chelsea è per evidenti motivi (Chelsea, Conte, ingaggio) più difficilmente raggiungibile.

Su Gabigol, invece, il discorso è semplice: la Juve ha il "sì" di massima del ragazzo, ma sa che deve combattere con i miliardi di agenti/agentini/parenti/società controllanti ecc. che avanzano diritti sul cartellino del brasiliano e non parteciperà ad aste di alcun genere. Può il giovanotto vestire il bianconero? Sì. La Signora si strapperà i capelli se non raggiungerà l'obiettivo? No.

Chiusura sul Napoli che ha compiuto 90 anni e davvero non li dimostra. Higuain è una ferita che fa male, ma in via di guarigione. La società lavora bene, è a un passo da Zielinski, continua a valutare Rog, insiste per Icardi ben sapendo che l'Inter cederà solo in presenza di offerte "oltre la logica". Per questo Giuntoli e AdL insistono ma non smettono di guardare al resto del mercato: Bacca resta una possibilità concreta, Diego Costa un sogno frenato dall'ingaggio (7 milioni), ma non impossibile. Conte è stato chiaro: "Non so se lo spagnolo giocherà con noi", vuoi vedere che...

Chiudiamo qui. Consentitemi di ringraziare i tifosi del Como. Il club è in amministrazione controllata, il futuro oscuro, il Comune "dormiente" (eufemismo), lo stadio impraticabile e non si sa di chi sia la colpa ma si sa perché (cade a pezzi da ormai 343243432 anni). In tutto questo delirio la squadra è scesa in campo a Pavia e ha battuto il Montecatini in Coppa Italia. Sugli spalti 500 tifosi appassionati che non chiedono "La serie A per diritto divino!" ma solo un po' di rispetto. Risposte? Zero. Mi hanno dedicato uno striscione ("Biasin sindaco"), mi sono sinceramente emozionato. Grazie. (Twitter: @FBiasin @ilsensodelgol Mail: ilsensodegol@gmail.com).

E ora la consueta "boiata finale", ovvero il pezzo pubblicato su "ilsensodegol" all'indomani dell'indiscrezione secondo la quale alla Wanda è stato promesso un ruolo nel prossimo Cinepanettone. Wanda, pensaci bene...

Premessa: qui si utilizza l'ordine non ufficiale riconosciuto da Wikipedia. Se mancano titoli a voi cari, ci scusiamo fin da subito.

 Nell'ultimo Cinepanettone (Matrimonio al Sud, Medusa Film) si sposano un ragazzo di Milano e una giovine di Napoli. Trattativa serrata fra i rispettivi papà (Massimo Boldi/Biagio Izzo) sul luogo delle nozze. Secondo Izzo "la legge dice che ci si sposa nella città della sposa". Prontissimo Boldi: "Ah perché, rispettate la legge voi?". Poi arriverà Enzo Salvi a schiaffeggiare il capoccione di Boldi: "A palla da bijardo ma che è, t'hanno rubbato er nummero?". In sottofondo Gigi D'Alessio canta 'O matrimonio napulitano".

Nel penultimo Cinepanettone (Vacanze ai Caraibi, Medusa) a un certo punto Christian de Sica dice: "A noi er debito greco ce fa 'na pippa". Poi, rivolto alla figlia (parlando dell'anziano ma presunto ricco fidanzato): "Tu a questo gliela devi dare!! Daglielaaaa!".

Nel terzultimo Cinepanettone (Ma tu di che segno sei?, Keyfilms) Boldi a un certo punto si chiude l'uccello nella zip e grida "Beeestia che dolooooore!". Poi, costretto a un'operazione, dice all'anestesista che sta provvedendo alla puntura nel sedere: "Ma per operarmi il dito, mi addormenti il culo??".

Nel quartultimo Cinepanettone (Vacanze di Natale a Cortina, Filmauro) De Sica si indigna con la moglie (Sabrina Ferilli): "Ma che, mi tradisci con 'sto ciccione?!". E lei: "Roberto, questo è il nuovo parroco!". E lui: "Ma che, l'hai data pure ar parroco?".

Nel quintultimo Cinepanettone (A Natale mi sposo, Medusa) Boldi guardando il figlio che limona la futura moglie di un altro esclama: "Che figura di meeeerda! Si ciula la sposa! Se la ciula, se la ciuuuulaaa!", poi Enzo Salvi entrando in un ristorante si lascia simpaticamente andare a un saluto collettivo: "Abbanda de scureggioniii!!!".

Nel sestultimo Cinepanettone (Natale in Sudafrica, Filmauro) De Sica osservando un uovo assai grande di "gallina africana", dice alla procace commensale: "Poraccia, pensa che culo che s'e fatta!", Massimo Ghini invece prende testate contro oggetti africani. Ah, c'è pure Belen mezza biotta.

Nel settultimo Cinepanettone (Natale a Beverly Hills, Filmauro) Ghini dice a De Sica: "Mio nonno mi diceva sempre, "Aliprandooooò!". E De Sica: "Ma che, era frocio?". E Ghini: "No, francese". Purtroppo manca Boldi che - sospettiamo - sarebbe entrato a gamba tesa nel dialogo con un sempreverde "Bestia che dolooooore!".

Tutto questo per dire che sì, Wanda, il mondo capirà se non vorrai lasciarti sfuggire questa incredibile occasione.


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