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SONDAGGIO
Juventus agli ottavi: ora può arrivare fino in fondo in Europa?
  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

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Editoriale

El Shaarawy: il Borussia ci capisce. Fiorentina: Giovinco per SuperMario. Inter: Vidic giù, Cerci su. Napoli: Higuain-Callejon 50 a zero…

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
13.12.2014 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 33144 volte

Il Borussia Dortmund è interessato a Stephan El Shaarawy. E' liberissimo di farlo e non è un reato. Ma non ha avuto contatti con il giocatore che è sotto contratto, le squadre tedesche sanno bene come muoversi. Quindi, se il Club tedesco non ha avuto il via libera per parlare con l'attaccante rossonero significa che non esiste una trattativa. L'interessamento sta all'offerta come la contrattura sta allo stiramento. E' un segnale, ma non un passo. Certo è che il Faraone spesso beccato dagli stessi tifosi rossoneri e da parte della critica in questa stagione, i suoi estimatori ce li ha. E questo fa piacere, soprattutto se si parla di società come il Dortmund che amano guardare avanti e programmare all'insegna della gioventù e della freschezza anche a costo di rischiare. Che poi il Borussia appartenga effettivamente a quella fascia di Club che potrebbero essere graditi a El Shaarawy nel giorno, se verrà mai, di una sua partenza dal Milan, questo è tutto da vedere. Ma resta l'interessamento di un Club all'avanguardia che disputa in via permanente la Champions League e che giocherà i prossimi Ottavi di finale della più bella competizione europea.

Soprattutto contro la Juventus si è visto. La Fiorentina sa sempre dare del tu alla palla e sa come interpretare le partite toste. Ma sul fronte del guizzo fra le linee, dello sprazzo intermedio, della giocata in grado di alimentare le punte, qualcosa manca. Ed ecco allora che il punto di domanda costante nel tempo su Sebastian Giovinco dovrebbe proprio risolversi a favore dei viola. Cosa fa Giovinco e dove va Giovinco è il tormentone di ogni finestra di mercato da diversi mesi a questa parte. Se aggiungiamo che a Firenze non sono contenti di Ilicic e che i giocatori tecnici sono sempre i benvenuti nel contesto di Montella, ecco che il mosaico si completa. La rivalità fra Juventus e Fiorentina? Tra tifosi esisterà sempre. E tra società a fasi alterne. Ma questo appare un momento, dialettico e mediatico, in cui la cosa si può fare. E Sebastian Giovinco, che aveva chiesto di essere riscattato dal Parma pur di giocare tanto e che conosce bene il pensiero dei tifosi bianconeri sul suo conto, si sente giustamente con le mani libere.

Che i tifosi interisti non si lamentino più della solita cosa per cui le nostre cose escono sempre, mentre quelle di Milan e Juventus non escono mai. Mica vero. Visto? La "febbre" di Vidic è passata come febbre. Tutti felici e contenti. Peccato che con gli amici il suo entourage si lamenti del fatto che l'allenatore non parla con il giocatore serbo in nessuna fase degli allenamenti e che a questa stregua tanto vale salutarsi già nel corso del mese di Gennaio ormai vicino e imminente. Con buona pace di quelli che "Vidic è un campione e non si discute, state zitti voi con il vostro Alex che è un parametro zero raccattato non si sa bene dove". Ma Vidic non è anche lui un parametro zero, va beh andiamo avanti. A proposito di Alex: gol subiti dal Milan su palla inattiva con Alex in campo? Zero. Andiamo avanti. Inter-Lavezzi? Tutto è possibile, ma sa tanto di specchio per le allodole. Fra gli operatori di mercato, la voce è più nitida e diversa: Alessio Cerci. Sembra sia proprio lui l'attaccante esterno che manca alla rosa dell'Inter e che abbia, lui soprattutto e forse lui solo, il gradimento tecnico decisivo di Roberto Mancini.

E se l'avesse fatto qualcun altro di prendere Iturbe a 30 milioni per poi uscire dalla Champions League senza che un giocatore pagato così tanto facesse qualcosa di importante per evitarlo? Apriti cielo, fortuna che il buon Sabatini non sia nato in Brianza. Ma non è il caso di incartarsi con la geografia. Anche Hernanes a 20 milioni in fondo non è male. Cari amici di facebook, che vi manchi anche lui esattamente come Jonathan? Aria fritta. L'attualità è Milan-Napoli. E i temi di mercato propongono qualcosa di curioso. I due capocannonieri del Napoli, Higuain e Callejon, sono costati di solo cartellino 50 milioni di euro. I due capocannonieri del Milan, Menez e Honda, sono costati zero. Poi per tutti e quattro ci sono gli ingaggi, ma a livello di cartellini stiamo così: 50 a zero. La forbice si avvicina molto invece sul fronte dei gol: Higuain e Callejon in campionato sono a quota 15, Menez e Honda sono a 13. Due gol e cinquanta milioni di euro di differenza. Sappiamo anche noi che i due giocatori del Napoli sono fior di bomber che fanno i gol che le punte cattive devono fare, mentre i due rossoneri sono due giocatori importanti nella fase offensiva ma solo prestati al gol. Fanno le loro giocate, ma quando capita la palla che il centravanti butta dentro, ci sta che loro non facciano altrettanto. Tutto vero e tutto chiaro. Ma insomma il 50-0 e il 15-13 un po' di impressione la fa. E anche se Honda, giudicato dall'8 Agosto fondamentale nel suo progetto di squadra da Filippo Inzaghi, ha saltato metà degli allenamenti della scorsa settimana ed è andato in campo con poche forze (beata ignoranza) a Genova, è pronto a riproporsi domenica sera. Per quanto riguarda Menez, a Milan Channel è stato chiaro: a Genova ho sbagliato io, guardiamo aventi. Chapeau.


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