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Fassone, buona la prima. Le bandiere? In società non servono. Palermo allo sbando. Benevento, la B non avrà padroni. Approfittane

Direttore di Sportitalia eTuttomercatoweb
12.09.2016 11.32 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 81978 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Solitamente decido cosa scrivere e su chi scrivere un giorno prima. Questa volta ci ho pensato a lungo e prima di scrivere qualcosa sul nuovo Milan mi ero ripromesso di aspettare qualche giorno in più. Forse avrei bisogno di qualche altro giorno per essere più credibile ma credo di avere i primi elementi per esprimere i primi giudizi. Il fatto che sia arrivata la seconda tranche da 85 milioni di euro dà ampie garanzie sulla serietà dei nuovi cinesi che entrano nel Milan. Il fatto che si siano affidati allo studio Legale "Gop" di Milano è un altro segnale a favore di questi imprenditori cinesi che non conosciamo perché arrivano dall'altra parte del Mondo. E' un punto a loro favore anche essersi affidati a Marco Fassone per ridisegnare l'assetto societario del Milan e le prime mosse di Fassone sembrano andare nella giusta direzione. Attenzione: Fassone non dovrà sottovalutare che sta partendo la macchina del fango contro di lui. Cosa significa? Mi spiego: il vecchio, nonchè attuale Milan, come è giusto che sia spera che la nuova gestione non faccia cose buone. Fa parte della logica quindi non biasimiamo nessuno. Come un allenatore che lascia il posto ad un collega non tiferà mai per lui. Cose ovvie. 30 non si dimenticano o cancellano. In 30 anni stringi rapporti stretti con la stampa, con le banche, con uomini del calcio e del marketing e anche con la tifoseria organizzata. Fassone sta facendo un lavoro strategico molto importante. Sapete come si chiama? Piazza pulita. Bravo. Dovrà cambiare anche il fornitore della carta igienica perché è l'unico modo per fare il bene della società. La macchina del fango è partita. Clamoroso! Che vergogna! Il Milan in mano agli interisti. Non potendosi appellare a nulla di serio e di concreto hanno iniziato con uno slogan che fa ridere i bambini dell'asilo. I dirigenti e professionisti non hanno colori di squadra o colori politici. Galliani era juventino e ha scritto la storia del Milan. Fassone ha scelto Mirabelli come Direttore Sportivo che all'Inter c'è stato per un annetto scarso. La verità è una: Fassone ha avuto le palle (scusate la volgarità) di prendere un vero Direttore Sportivo al suo fianco. Quelli che si erano proposti, quelli che avevano fatto chiamare dagli amici politi o imprenditori ci sono rimasti male. Fassone, lo diciamo ai tifosi rossoneri, ha trovato la persona giusta per il mercato del nuovo Milan. E sapete perché? Perchè ha visto lavorare Mirabelli all'Inter e può riconoscere che Mirabelli aveva fatto le relazioni positive su Murillo e Brozovic, aveva chiuso per Milik un anno fa e Aubameyang. Aveva fatto una relazione negativa su Kondogbia e in Brasile aveva fatto la doppietta: Gabriel Jesus-Gabigol. Fassone tutto ciò non l'aveva dimenticato e quando ha dovuto fare la scelta non ha cercato il titolone sui giornali ma la meritocrazia. W Dio esiste, ogni tanto, ancora. Perché non conoscete Mirabelli, perché è un calabrese che ha fatto la gavetta dalla D alla serie A con l'Inter. Perché non va in televisione e non cerca visibilità. Le sue foto sui giornali risalgono a 10 anni fa quando lavorava a Cosenza. Mirabelli va in Sudamerica 2 mesi all'anno e le partite le vede sui campi, gira e non se le fa raccontare dai procuratori. Ausilio sa bene che ha perso molto del suo staff ma in cambio si è ritrovato Kia come braccio destro. Fassone ha lavorato come la Juventus. Fassone è Marotta e Mirabelli è Paratici. Manca un Presidente come Agnelli e non è poco e manca una bandiera alla Nedved. Serve? Se le bandiere sono i nomi che circolano adesso, la risposta è No. Albertini vuole rientrare e tornare ma visto che il suo telefono non squilla manda le fotine con scritto "non so interista". Costacurta e Ambrosini giustamente restano a Sky e fanno bene. Meno responsabilità, più divertimento e garanzie e più soldi. Resta Maldini che sembra aver declinato. Prima il problema era Galliani o Paolino qual è il problema? Forse manca la voglia e la fame di chi vuole farsi il mazzo e se Maldini vuole la tavola bella e apparecchiata, forse, non è l'uomo giusto per il Milan. Un grande dirigente non è quasi mai una vecchia bandiera. Parliamoci chiaro: Nedved alla Juve incide molto poco tra due colossi come Marotta e Paratici. Zanetti all'Inter idem.
Come la battuta di Del Piero. Un'altra bandiera a chiacchiere. Parla del Milan quando non conosce nulla del vecchio e del nuovo Milan. La Juve lo ha completamente segato perché per la gente è stato un idolo ma per la società soltanto un calciatore che cercava l'ingaggio più alto e, giustamente, quando non serviva più la Juve gli ha fatto un bel biglietto per l'Australia. Il tifoso deve capire che quasi mai quello che vede è reale. Molti calciatori o ex calciatori si nascondono dietro alla loro grandezza da giocatori ma, alla fine, sfruttano le società solo come dei bancomat.
Parliamo di Palermo. Avevamo avvisato Faggiano e oggi facciamo lo stesso con De Zerbi. Come bruciarsi una carriera in pochi mesi (se tutto va bene) dopo aver fatto tanta gavetta. Faggiano e De Zerbi sono dei birilli del bowling in attesa di cadere. Palermo non ha presente né futuro. Non ha programmazione. De Zerbi ma avrebbe dovuto accettare di andare a Palermo con una squadra costruita non secondo le sue idee di gioco con calciatori che non ha voluto lui. Allenare questa squadra è un azzardo e Faggiano sa bene che oggi De Zerbi non è l'uomo giusto per Palermo. De Zerbi ha un carattere difficile e delle ottime idee di calcio ma non può essere un tecnico che subentra in corsa. De Zerbi ha bisogno di una società solida alle spalle (il Palermo non lo è), De Zerbi ha bisogno di normalità (a Palermo di normale c'è solo il cannolo siciliano), De Zerbi ha bisogno di pieni poteri (a Palermo comandando i consulenti e l'autista di Zamparini) ma soprattutto De Zerbi ha bisogno di mettere becco sul mercato (il mercato è chiuso e quando riaprirà forse sarà troppo tardi).
In serie B, invece, ci sarà da divertirsi. Il Verona non è lo squadrone che tutti si aspettavano e Pecchia non può essere l'allenatore giusto per una squadra che deve ammazzare il campionato. Lo potrà vincere, certo, ma non è il Cagliari dello scorso anno. In avanti ha buoni giocatori ma, casualmente, tutti o quasi sono reduci da una stagione da retrocessi: Pazzini (Verona), Luppi (Modena) e Ganz (Como). Il Benevento può essere la regina. Ha gli uomini, ha la società solida alle spalle e un allenatore che se guidato bene potrà arrivare fino in fondo. Baroni ha delle idee e una ottima fase difensiva grazie al suo vice Del Rosso. Quest'anno deve migliorare nella costanza di rendimento se vorrà fare il colpaccio. Le sue squadre giocano bene quando attaccate, fanno più fatica se sono obbligate a fare la gara. Ha tanti difetti Baroni, certamente, ma i suoi colleghi sono messi peggio di lui. Per la promozione quest'anno sarà una sfida avvincente. Non c'è alcun trono occupato a priori.

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