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Ferrero, Sarri & co: ora basta! Una decisione arbitrale sbagliata non può portare ancora a simili reazioni. Juventus, perdere Witsel non è un peccato. Roma, Feghouli bel colpo. Caso Kalinic: cifre folli, immobilismo viola e la reazione di Sousa

Nato a Firenze il 05/05/1985, è caporedattore di Tuttomercatoweb.com. Già firma de Il Messaggero e de La Nazione, è stato speaker e conduttore per Radio Sportiva, oltre che editorialista di Firenzeviola.it e voce di TMW Radio.
08.01.2017 12.17 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 93973 volte
© foto di Image Sport

Renzo Ulivieri, presidente dell'Assoallenatori, disse chiaramente che i tecnici arebbero dovuto evitare di parlare di decisioni arbitrali. E siccome nell'universo calcio, nel posto gara, i microfoni sono accesi anche per i presidenti, sarebbe stata cosa buona e giusta se quelle parole fossero uscite anche dalla presidenza della Lega Calcio. Ieri DI Bello ha sbagliato, non poco. Ha preso decisioni errate in Napoli-Sampdoria, che forse hanno pure influito sulla sfida. Però le dichiarazioni di Massimo Ferrero a poco servono. Solo a inasprire animi tesi, a rendere ancora più amara una sconfitta ingiusta agli occhi del tifoso. No, di arbitri e di decisioni, in questi termini, non servirebbe parlare. Un messaggio da allargare pure a Maurizio Sarri. E' sempre stato saggio uomo di calcio e di campo. Non prenda, pure lui, il vizio di prendersela sempre coi fischietti, visto che anche ieri ha parlato di rossi mancati e di rigori che c'erano. E le istituzioni, pure con loro e non solo con Di Bello che certamente sarà fermato, prendano provvedimenti.

Chi cerca di prenderli sul mercato sono intanto le squadre della Serie A. Parere personale non richiesto: la Juventus, perdendo Axel Witsel, non ha smarrito un campione. Witsel è andato giovanissimo a caccia di un grande ingaggio in Russia, ci va ora in Cina. Quando la motivazione più grande è il portafogli che il progetto calcistico, e quando non si parla di Messi o Cristiano Ronaldo, meglio così. La Juve in fondo ha tempo per pensare all'uomo giusto, sebbene ora i giorni di gennaio stiano terminando. Tatticamente, quello che farebbe fare la svolta tattica ad Allegri sarebbe Nemanja Matic del Chelsea ma alla fine Steven N'Zonzi è quello ad oggi più percorribile. La Roma, in cerca di un esterno d'attacco in prestito, prenderà Sofiane Feghouli dal West Ham. Per estro e colpi, è il giocatore che oggi manca alla rosa di Luciano Spalletti. Forse non ancora abbastanza, però, per rendere la formazione giallorossa la vera alternativa a una Juventus che anche in questa stagione pare destinata a non avere rivali.

La Fiorentina, intanto, è alle prese con un caso fuori dal mondo e dalla logica. 45-50 milioni di euro, non ce ne voglia Nikola Kalinic, che è un ottimo attaccante, sono cifra senza logica. Due anni fa, con quei soldi si prendevano campionissimi. Adesso in Cina hanno perso il barlume della ragione, e del portafogli, e drogano il calciomercato europeo costringendo i club (che, benintesi, dicono sì volentieri) ad accettare proposte faraoniche e i giocatori a fare altrettanto. Kalinic, in CIna, da Cannavaro, potrà guadagnare dieci volte lo stipendio fiorentino. Dieci volte. Così i viola potranno fare mercato, sebbene già adesso ne avrebbero largamente bisogno e necessità. Invece sono fermi, a caccia eventualmente di un solo terzino destro in prestito. Un po' poco, viste le magre di questa stagione. Occhio, però: se l'addio di Kalinic non dovesse essere sufficientemente colmato, quest'anno potrebbero tornare di moda le clamorose decisioni di Sousa. Che già lo scorso gennaio presentò le sue dimissioni per il mancato acquisto di un difensore...

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