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Editoriale

Finalmente Leonardi: per 5 anni fuori dal calcio. Gattuso, lo special one che mangia pane e pallone. Milan, la Cina è vicina: quanto fango. B come Benevento, B come Stellone

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
26.09.2016 09.39 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 68375 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Da dove iniziamo? De Boer non ha vinto con il Bologna e tra un giro di valzer tornerà ad essere un incapace. Dopo l'Europa League era uno stolto, dopo la Juventus il nuovo Mourinho. Equilibrio, in questo mondo, non esiste. Giudichiamo i risultati ma non leggiamo le prestazioni. Iniziamo dalla Juventus? Non credo, oggi c'è poco da dire. Con il minimo sforzo Allegri prende 3 punti a Palermo ma ora in Champions deve iniziare a correre. Oggi questo editoriale è poca roba. Sto scrivendo quello che potrebbero scrivere tutti. Che bravo il Bologna che pareggia a Milano, che bella la favola del Sassuolo che continua a vincere, cuore Toro che ha battuto la Roma e chi più ne ha più ne metta. Non voglio scrivere quello che potete leggere anche sui muri. Vorrei affrontare quel paio di argomenti che affrontiamo ogni lunedì e dire la mia. Se siete interessati, perdete due minuti, altrimenti chiudete la app o il sito e amici come prima. Qui non cerchiamo consensi ma inseguiamo verità. A volte ci riesce, altre meno. Venerdì è stato il giorno del giudizio e, sinceramente, da venerdì credo un po' di più nella giustizia (sportiva). Quella ordinaria, ovviamente, ha tempi più lunghi e li capiamo. Complimenti alla giustizia sportiva che ha inibito per 5 anni i Sigg. Tommaso Ghirardi e Pietro Leonardi. Entriamo nel merito. A Ghirardi (sacrosanti i 5 anni di squalifica) concediamo due attenuanti: la prima è che dopo il crac Parma è sparito dalla circolazione e la seconda che a Parma, non essendo uomo di calcio, ha fatto mille casini ma ha pagato soprattutto la fiducia riposta in alcuni dirigenti che non meritavano né la sua fiducia né i soldi della mamma di Ghirardi. A Leonardi non concediamo neanche mezza attenuante. Perché chi sbaglia dovrebbe avere almeno la decenza di nascondere la coda in mezzo alle gambe e di sparire per un po'. Pietro Leonardi, invece, pur consapevole che prima o poi sarebbe arrivata la giustizia sportiva a fare il suo corso se ne è sbattuto di tutti e ha continuato a lavorare nel mondo del calcio, in cerca di una poltrona che casualmente gli è stata concessa a Latina, società che con il Parma aveva avviato una bella collaborazione mercantile. In questo anno e mezzo Leonardi andava in giro per gli stadi come un Direttore normale, si faceva vedere negli spogliatoi e andava anche a chiudersi negli spogliatoi degli arbitri. Cose dell'altro mondo. Se uno sbaglia un mercato, sbaglia una squadra ci sta e al massimo diciamo che è scarso ma quelli in malafede andrebbero radiati tutti. I 5 anni a Leonardi ci stanno tutti. La radiazione sarebbe stata eccessiva. 5 anni vanno bene, a patto che la Procura, la Lega di B e la Figc vigilino sul Latina: Leonardi si è dimesso e davvero non deve avere nulla a che fare con il calcio. Perché se continuerà a lavorare sotto altre vesti sarebbe una pagliacciata unica. Vigileremo. Questa notizia è una bella notizia per i tifosi del Latina che si liberano così del problema più grande di questi anni.
Ciao Leonardi, parliamo di Gattuso e del Pisa.
Faccio una premessa: i cavalli si vedono sempre all'arrivo e mai alla partenza. Il Pisa non è nelle condizioni di arrivare fino in fondo e alla lunga, se continua così, anche Rino si dovrà arrendere. Ciò non toglie che facciamo un approfondimento su Gattuso. Uno special one a tinte rossonere. Il Pisa è solo Gattuso. Quello che sta facendo ha del miracoloso. Una squadra senza soldi, senza guida societaria e senza stadio già è tanto che vada in campo. Gattuso, invece, la mette in campo e vince anche. Senza aver fatto un giorno di mercato. Qui siamo davvero di fronte al contrario di tutte le regole del calcio. Il Pisa ha una cosa che nessuno ha: la dignità del suo allenatore. E' un vincente, uno che non molla e uno che alza sempre l'asticella. Sulla carriera di allenatore di Gattuso scommisi circa 4 anni fa. Lui giocava ancora nel Milan, lo conobbi più approfonditamente e chiesi al Milan di fare un gioco con Gattuso. Fare un confronto, stile Iene, tra lui e il nostro allora opinionista Gigi Riccio (suo amico storico e adesso vice di Rino) sulla conoscenza del calcio. Questi due "malati" non sbagliarono una risposta, dal calcio estero fino al settore giovanile. Quando hai questa passione e questa conoscenza non puoi non arrivare. Gattuso è un vincente e lo dimostra la sua squadra in campo. In Italia nessuno gli avrebbe dato due lire perché Gattuso è quel pazzo che giocava nel Milan, tutto ardore e poco cervello e un folle capopopolo. Lo incontrai nel suo ristorante di Milano, 3jolie, prima della partenza per Palermo. Gli dissi che stava facendo una caxxata; la fece. Ma la più grande fu quella di andare in Grecia. Avrebbe dovuto iniziare dalla C o dalla B. Ha perso 2-3 anni, amen, poco importa visto che ora si sta riprendendo tutto con gli interessi. Pisa non avrà vita lunga se in società non faranno chiarezza una volta per tutte, ma Gattuso il suo campionato l'ha già vinto. Gattuso e Bucchi sono i migliori allenatori emergenti della serie B. Da tener d'occhio anche Brocchi a Brescia. Una grande delusione, fin qui, è Roberto Stellone. Ha una grande squadra tra le mani ma non riesce a trovare le chiavi per farla partire. Forse c'è un tasto che ancora non conosce ma sicuramente il Bari non può perdere 4-0 in casa. Stellone deve rivedere in fretta molte cose, altrimenti Sogliano è giusto che pensi ad altro. Il Benevento non è una favola, il Benevento è programmazione. Ha uno squadrone e ha ingaggiato un allenatore, Marco Baroni, che per 3 anni ha conosciuto e studiato la categoria prendendo molte legnate sui denti. Oggi è maturo ma il Benevento non deve sottovalutare due cose: Baroni a volte ha troppi alti e bassi. I bassi durano a lungo, se sarà migliorato in questo aspetto sarà pronto per la A, e l'addio del suo vice Del Rosso, tornato in Cina con Lippi, è un elemento da non sottovalutare perché Del Rosso era l'uomo che completava alla grande lo staff di Baroni. Detto questo, il Benevento ha tutto per arrivare fino in fondo. Soldi, società e la competenza di Salvatore Di Somma. Quando un Presidente ha soldi ed entusiasmo potrebbe anche andare in guerra. Vigorito, per anni, ha mangiato qualcosa di simile alla cioccolata ma non è cioccolata e ora vuole riprendersi il tempo perso; anche per colpe sue.
Una riflessione sul Milan dei cinesi, in chiusura. Poche righe. L'informazione deve informare e non allarmare o gettare ombre. Premesso che non conosciamo bene questi cinesi, non sappiamo ancora chi sono e da dove arrivano ma, come dice Paolo Berlusconi, sarebbero dei folli a dare 100 milioni di euro di anticipo e poi non acquistare il Milan. Roba da matti. La macchina del fango è partita da troppo tempo ma sarebbe ora che qualcuno la fermasse. Chi scrive di Fininvest e del nuovo gruppo dovrebbe conoscere un po' di fatti. Se è tutto un bluff significa che siamo di fronte ad una serie di incompetenti, ma gli elementi che infondono fiducia sono tanti: 1) i 100 milioni di anticipo sono già arrivati. 2) Fassone è un Dirigente che ne ha viste tante per farsi infinocchiare da qualcuno, anche se quel qualcuno ha gli occhi a mandorla 3) i futuri proprietari del Milan si sono affidati allo studio legale Gop di Milano, uno studio di professionisti che prima di far mettere il loro nome sui comunicati stampa ci penserebbe 124 volte. Bisogna aspettare, con fiducia. Poi siamo d'accordo anche noi che, quanto prima, vorremmo sapere nome, cognome e carta di identità del nuovo o dei nuovi proprietari dell'AC Milan.
Buona settimana.

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