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Editoriale

Finalmente Milan! I segreti Berlusconi-Mr Bee. Juve, pericolo Tevez-Pogba. Il Napoli diventa operaio. Como in B, il trionfo della semplicità. Giampaolo-Marchetti in A? Quando il suicidio diventa premeditato

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
15.06.2015 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:   articolo letto 106800 volte
© foto di Federico De Luca

Correva l'anno 1998 quando scrissi il mio primo articolo. Lo feci per un giornale di Avellino che vendeva, sì e no, 30 copie al giorno. Mi assegnarono un trafiletto di 12 righe. Ero contento. Poi aggiunsero che avrei dovuto scrivere di pallamano. Non avevo la più pallida idea nemmeno del numero di giocatori che compone una squadra di pallamano. Passai 8 ore a raccogliere informazioni per scrivere 12 righe. Mi insegnarono che la prima cosa da fare, prima di scrivere, è sempre documentarsi. Su tutto. Poi le informazioni uno se le ritrova nella vita. Bene, molte di quelle sulla pallamano le ho rimosse il giorno dopo la pubblicazione dell'articolo, mentre altre le ho conservate. Sono settimane che ci stiamo documentando (uso i plurale maiestatis così fa più effetto) sulla cessione del 48% del Milan per 480 milioni di euro. Sarebbe come se - mettendo in vendita la mia casa - un perito la stimasse sui 400.000 euro, salvo poi trovare un magnate, che gestisce soldi altrui, pronto ad offrirmi 6 milioni di euro. Il mio vicino sarà contento perché, finalmente, si libererebbe di me e, se ve la devo dire tutta, anche io sarei felice di dirigermi verso altri lidi con 6 milioni di euro in tasca. Ma al notaio la vendita potrebbe puzzare. Non è il caso del Milan. Qui non c'è puzza di bruciato, ci mancherebbe, ma non c'è neanche l'odore dell'affare della vita chiuso da Berlusconi con Mr Bee, il quale è impazzito ad acquistare ad una cifra così alta la minoranza di un club. Tra loro due c'è un patto. Ci stiamo lavorando da settimane ma la risposta più frequente che riceviamo è "Lascia perdere...". Mr Bee tra 8 settimane verserà 150 milioni di euro nelle casse Fininvest, il Milan farà un mercato stellare, poi ne verserà altri 330 milioni e la partita sarà chiusa. Saranno, successivamente, problemi di Mr Bee dove andare a recuperare questa cifra in giro per il mondo. A noi interessa fino ad un certo punto. Quello che conta è che hanno dato a Galliani un tesoretto per rifare grande il Milan e questa operazione, vedrete, porterà benefici a tutta la serie A. Peccato che i soldi stiano uscendo dall'Italia. Finiranno in Portogallo (Jackson Martinez), in Francia (Kondogbia) e, forse, sui conti svedesi di Ibra e quelli monegaschi di Raiola. Avrebbe fatto più comodo un mercato interno ma il Milan deve pensare alla sua vita e sta facendo un grande mercato da assoluto protagonista.
Ci spaventa la Juventus. Non va sottovalutato questo mercato che deve servire per rendere la squadra di Allegri più forte, ma effettivamente rischia di renderla più debole. Lo abbiamo scritto, il giorno dopo Berlino. Tevez è una minaccia e se non dà una risposta in tempi brevi potrebbe compromettere le strategie di Marotta. Se non ha voglia di continuare meglio, per entrambi, cambiare aria. Su Pogba è iniziato il giochino di chi la spara più grossa ma se non arrivano almeno 80 milioni di euro la Juve farebbe bene a tenersi Pogba. Attenzione a Pirlo. Vogliamo credere alla storiella che la figlia ha raccontato alle amichette che il prossimo anno se ne va in America? Boh, non abbiamo amicizie tra i bimbi della scuola della figlia di Pirlo quindi non entriamo nel merito. Uno da cedere, e sarebbe dovuto andar via già lo scorso anno, è Vidal. Si può fare cassa e non è più indispensabile per questa Juventus. Dopo lo strapagto Dybala e il parametro zero Khedira sarebbe ora di acquistare un difensore, se non si vorrà andare avanti tutta la vita con Bonucci e Barzagli. Io tifo Rugani. Basta mandarlo in giro. Se la Juve ci crede deve trattenerlo. A proposito di Juve, elogiamo sempre i bianconeri ma non facciamo notare che quest'anno il settore giovanile è stato un flop assoluto. Paratici intervenga perché la Regina d'Italia non può fare queste figure tra i ragazzini.
Sta nascendo il Napoli operaio. Meno vanitoso e più concreto. Sarri, Giuntoli, Valdifiori... Tutta gente che ha mangiato la polvere sui campi e non si è mai gustata le ostriche di Benitez. Aurelio De Laurentiis ha cambiato completamente strategia, adesso vedremo se uno dei due estremi funziona o fallirà di nuovo miseramente. La sensazione è che il Presidente sia confuso, non abbia le idee chiare ed inizi a patire i pochi successi ottenuti ed una piazza che lo contesta in continuazione. Fare calcio a Napoli non è semplice ma per quel che percepisce, direi, ne vale la pena.
Da ieri abbiamo il quadro completo sia di serie A che di serie B. Complimenti vivissimi al Como. Questa promozione non è un'impresa ma un miracolo, per come è arrivata. Su 8 squadre, ai play off, ha vinto l'ottava classificata. Bisognerebbe farci un film. A Como già non credevano ai loro occhi quando, all'ultima giornata, si sono qualificati per i play off per merito dell'Alessandria che ha buttato il campionato. Poi la vittoria di Benevento e, infine, il trionfo con il Bassano. La semplicità del Direttore Dolci è stata premiata. Qualche giovanotto di belle speranze come Ganz, bravino ma non fate paragoni inutili e assurdi, tanta esperienza con Le Noci, Cassetti e Giosa, un maestro come Ardito e tanta corsa. In B è andato il Como. Esce tra gli applausi il Bassano ma credo che un vero vincitore sia colui che vince e non colui che sfiora la vittoria. Rosso ha detto cose giuste e sagge, ma chi non vince e si accontenta della bella annata non ha evidentemente un DNA da vincente. Il Bassano ha buttato via il campionato in due occasioni: a Monza e a Como. Quando il pugile barcolla non devi avere pietà. Se il leone ferito non muore e si rialza dopo ti ammazza.
In chiusura (fuori dall'editoriale) vi riporto la mia riflessione personale. Stavo pensando alla follia del calcio italiano: Inzaghi allena un anno gli allievi del Milan, un anno la Primavera e al terzo tentativo allena la prima squadra. Marco Giampaolo, grandissimo teorico e pessimo gestore di gruppo, è dovuto ripartire dalla serie C per poter lavorare. Aveva un contratto a Cremona e l'ha scomodato addirittura l'Empoli in serie A per sostituire Sarri. Cosa sarà passato nella testa di Carli e Corsi non lo sappiamo. Ancora più grave la decisione del Carpi che, probabilmente, in serie A ci vuole stare 9 mesi. Passare da Giuntoli a Marchetti è come passare da una notte con Angelina Jolie ad una con Anna Maria Barbero (Sconsolata). Uno conquista la A con il Carpi, l'altro retrocede in C con il Cittadella. E le chiacchiere nel calcio le sentiamo tutti. Ma qualcuno fa finta di non sapere!
Buona settimana.

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