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Editoriale

Fiorentina-Juve, la gara dei rigori mancati. Okaka: Inter in vantaggio. Milan: le tre priorità. Napoli: se arriva Lavezzi, torna anche Hamsik

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
06.12.2014 00.00 di Mauro Suma  articolo letto 26638 volte

La discussione ruotera attorno ai due mezzi rigori in uno di Chiellini e al braccio largo di Pizarro. Era più rigore il mio, no lo era di più il mio. C'è spazio per tutti. In ogni caso Allegri non è mai fortunato con Rizzoli. Di Fiorentina - Juventus resta anche dell'altro. Ovvero l'esclusione di Morata che a questo punto rischia di diventare un caso. Al contrario di Conte che un anno fa ha sacrificato l'Europa League sull'altare del Campionato, Allegri ha privilegiato l'Europa togliendo risorse alla formazione schierata a Firenze in vista dell'Atletico. Fra derby e Firenze, poche occasioni per la squadra bianconera, il pensiero è all'Europa. Della partita di ieri sera resta anche l'amarezza pre partita per certi versi legittima di Marotta, ma questo è un altro discorso. Che ci trascineremo per molto tempo. E i viola? Stratosferico Borja Valero, ancora lontano dall'essere competitivo in certe partite Mario Gomez. Dopo il 4-2 dell'anno scorso, in ogni cado, la viola non ha mai rischiato davvero di perdere contro la Juventus.

E' il momento delle firme mancate, dei prolungamenti che non arrivano. La fase dei procuratori che nicchiano e delle società che devono comportarsi di conseguenza. In questo senso le vicende di Stefano Okaka e Mauro Icardi sono gemelle. E non solo, sarebbe banale, perché tutto nasce dalla Sampdoria, nel 2012 per l'argentino e adesso per l'attaccante di Ferrero. Intanto non c'è nulla che in questo momento lasci presagire un rinnovo di Okaka a Genova. Il ragazzo sembra orientato a tenere duro e a proseguire per la sua strada. Né servono a fargli cambiare idea quelle che possono anche sembrare velate minacce a mezzo stampa di ritorsioni come la collocazione in tribuna. Okaka ha entusiasmo e prospettiva, ha il diritto di dare tutto in campo e al tempo stesso di guardare come meglio crede al suo futuro. Più sfumata, più ovattata, più sotto traccia la vicenda di Icardi. Il filo d'Arianna dei procuratori e degli addetti ai lavori dà per certa la ricerca di un acquirente in Premier League per l'attaccante argentino. Che, come Okaka, tutto sembra tranne che sull'orlo di un prolungamento contrattuale in Italia con l'Inter. Ecco perché i nerazzurri sono in vantaggio su Okaka: se ricavano denaro dalla cessione di Icardi, il gioco sarebbe presto fatto per Stefano. Del resto l'Inter, se dovesse mai cedere Icardi, non avrebbe un centravanti di proprietà, visto che Osvaldo è in prestito. E lo stesso Roberto Mancini voleva già Okaka ai tempi del Galatasaray.

Tifosi in subbuglio per Nigel De Jong. Rinnova o non rinnova? Chi frena e chi accelera fra lui e il Milan? Domande destinate a rimanere inevase fino a fine stagione. Il Milan ha ben 8 giocatori in scadenza di contratto e fra di loro non ci sono figli e figliastri. Tutti con gli stessi tempi e tutti con lo stesso riguardo. Materia da maneggiare con cura, questa. La posta in palio è l'equilibrio dello spogliatoio. Del resto l'esercizio è ozioso. Fino a che non si sa se a quale competizione parteciperà il Milan la prossima stagione (Champions League? Europa League? Nessuna delle due?), non può esistere budget, valutazione del numero e del profilo dei giocatori necessari per la prossima stagione. Quindi, tempo al tempo. Con buona pace di tutti. E il mercato di Gennaio? Intanto, le prese di posizione ufficiali del Milan fino ad oggi sono state due: nessuno entra se nessuno esce e Pazzini non è sul mercato. Nessuno rinnega nulla. Ma è giusto tener presente che il mercato è l'arte del vediamo. Il mercato è il non plus ultra del luogo comune: quello che diciamo oggi, può non essere vero domani. Questo vale per ogni tipo di mercato, sia quello estivo che quello di Gennaio. Off records e fuori dall'ufficialità: se il Milan fosse in condizione di fare operazioni di mercato senza rischiare di avere una rosa di 50 giocatori per 4 mesi di stagione, le priorità potrebbero essere il centrocampista centrale e il terzino sinistro. Ecco perché l'Inter è praticamente da sola per Okaka, il centravanti in questo momento non è priorità rossonera.

Higuain, Callejon e Martens sono fior di giocatori. Ognuno di loro ha picchi e colpi importanti. Senza discussioni. Ma ogni rosa ha le sue spine. E sembra che i nuovi petali dei fiori partenopei abbiamo come soffocato Hamsik. Sembra che Marek sia fuori dal tempo. La sensazione è che lui navighi ancora nel mare di Lavezzi e Cavani, che sono però due giocatori che non ci sono più dalle parti di Fuorigrotta. Sembra avere nostalgia il campione slovacco, quasi non connesso con i nuovi califfi dell'attacco azzurro. Questione di feeling, di abitudini, di meccanismi sottili. Ecco perché se il Napoli entrasse nell'ordine di idee di sostituire il lungodegente Insigne con, massì, Lavezzi, ecco che il primo a trarne beneficio potrebbe essere proprio Hamsik. Tornerebbe a sentire l'aria di casa dei suoi anni migliori. Di Lavezzi si dice che il suo legame con Napoli è ancora forte, anche a due anni dalla sua partenza. Il ritorno di Ezequiel Lavezzi in azzurro potrebbe essere uno dei tormentoni del mercato invernale, vista anche quella che appare come la necessità del Psg: vendere alcuni pezzi pregiati e risanare il deficit. In questo caso il futuro di Lavezzi sarebbe in bilico tra Psg e Napoli, senza escludere Wolfsburg, Liverpool, Chelsea e Inter.

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