VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
      
SONDAGGIO
Chi sarà il prossimo allenatore dell'Inter?
  Stefano Pioli
  Antonio Conte
  Diego Pablo Simeone
  Mauricio Pochettino
  Leonardo Jardim
  Marco Silva
  Luciano Spalletti
  Unai Emery

TMW Mob
Editoriale

Guarin se ne va e il Mancio lo schiera: uno dei peggiori in campo, mentre l'Inter non può continuare così. Juve, grandissima occasione ma la rosa è incompleta: dipende dal Real Madrid. Spalletti bis, ma senza rivoluzione

17.01.2016 00.00 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 60403 volte
© foto di Lorenzo Di Benedetto

L'Inter ha un grosso problema. Facciamo due. C'è chi dipende dai gol dei propri centravanti. E chi è costretto a sperare che Handanovic non prenda nemmeno un minimo di febbre, altrimenti sono dolori. Lo si è visto in parecchie partite, una volta di più con l'Atalanta a Bergamo. Sloveno praticamente insuperabile dagli avversari (ci ha pensato un disastroso Murillo a portare in vantaggio i cugini nerazzurri), migliore in campo di gran lunga, mentre il proprio collega, a novanta metri di distanza, sta portando i documenti all'ufficio di collocamento. Se il primo problema è, in realtà, una risorsa, il secondo è solo un grosso punto interrogativo. Perché in quattro partite l'Inter ha segnato solamente due gol, uno con l'Empoli e l'altro con un autogol - sfortunato quanto maldestro - di Toloi. Difficile pensare che un simile ruolino possa garantire una qualificazione in Champions League, figuriamoci sperare nello Scudetto. Eppure per sedici giornate Mancini è stato in vetta alla classifica: anche qui è complicato credere che sia solo fortuna, probabilmente la realtà sta nel mezzo. L'Inter è una buona squadra, ma deve giocare da provinciale perché, di fatto, non può fare altro. I campioni che decidono le partite ci sono: a Bergamo è mancata la concretezza nei sedici metri. Non solo l'ultimo passaggio, ma il tiro dal limite. Guarin solitamente ci prova, ieri solamente una volta - deviata - ed è stato uno dei peggiori in campo. Nel post partita Mancini si è lasciato scappare come abbia chiesto di andar via: perché schierarlo? Il centrocampo dell'Inter avrebbe bisogno di un organizzatore di gioco, al di là della presenza di Medel, comunque positivo nei primi mesi. L'equivoco è Kondogbia al posto di Yaya Touré: servirebbe un calciatore fisicamente all'altezza del Mancio, ma con piedi più educati. Sebbene il francese possa diventare uno dei migliori a livello mondiale.
Chi lo è già, e a buon titolo, è Paul Pogba. Che, a due settimane dalla scadenza del mercato, potrebbe pure subire l'assalto del Real Madrid. A Zidane piace, non è una novità, e per un anno e mezzo - fino all'estate del 2017 - non potrà vestire la camiseta blanca, a meno che non si trovi un accordo a partire da subito. Complicato migliorare la rosa strapagando un centrocampista che non può essere utilizzato in Champions League in questa annata, altrettanto pensare che, in caso, non possa scegliere Barcellona. Dove, d'altro canto, sarebbe il padrone assoluto del centrocampo. Perché Iniesta e Busquets sono due super campioni, ma la nuova filosofia del Barça seguirebbe il francese. Un po' come Neymar, in attacco, da blindare dagli assalti di City e Paris Saint Germain. Diverso è il discorso per Alvaro Morata: può chi non è titolare - pienamente almeno - della Juventus esserlo del Real Madrid? No. Anche perché, pure lui, non sarebbe impiegabile in Champions. E poi è sempre possibile che il Real Madrid decida di riscattarlo con la famosa recompra e cederlo un anno in prestito: Arda Turan poteva finire al Galatasaray, ma il Barcellona ha rifiutato ogni destinazione perché da gennaio in poi sarebbe stato un perno della propria squadra. La Juventus non può essere altro che la candidata principe allo Scudetto, non fosse altro per l'abitudine alla vittoria che in questi anni Conte ha trasmesso e che Allegri ha cavalcato nel migliore dei modi. Per vincere in Europa manca qualcosa, almeno un centrocampista di livello mondiale e forse un'alternativa a Dybala, unico attaccante dalle caratteristiche complementari, a meno che non si voglia considerare Morata come seconda punta.
A Roma c'è chi pensa che l'aver esonerato Garcia sia la panacea di tutti i mali. Sicuramente Spalletti per almeno due anni e mezzo sarà portato in palmo di mano, con la pressione che si allenterà inesorabilmente (un po' come per Mancini all'Inter dell'immediato dopo Mazzarri) ma la squadra rimane quella che dovrebbe lottare per il campionato, e non è nemmeno troppo distante: virtualmente sette punti, in caso di vittoria contro l'Hellas Verona. Certo, di mezzo ci sono altri club che corrono - quasi tutti - e un Napoli che continua a essere trascinato da Gonzalo Higuain, sempre più alieno nelle sue prestazioni. Il problema che Spalletti dovrà risolvere è: può rimanere senza un Gervinho (ambito in Cina ma non solo) che finora è stato il miglior giocatore della Roma del girone d'andata? E riuscirà a risollevare la media gol di un Dzeko che assomiglia più a quella di Bartelt che non di Batistuta? Perché nella sua prima esperienza in giallorosso Spalletti si era reso celebre per la capacità di schierare una squadra senza un vero numero nove, sfruttando ripartenze e un falso nove che, ai tempi, non era certo consueto come ora.
Chiosa finale sul Milan: che senso ha avere un allenatore che, da giugno a settembre, viene incensato dalla stampa specializzata (tutta, nessuna esclusa) sui metodi di allenamento da sergente, sull'aria nuova che tira a Milanello, sugli acquisti che fanno virare rotta, se poi, nei fatti e nelle intenzioni, la sfiducia arriva già a ottobre, quando i punti dalla vetta sono pochi, e la possibilità di risalire c'è tutta? Semplicemente i rossoneri non esistono più, come società. Brutto da dire, per il club che ha vinto di più in vent'anni, almeno fino al 2007. Ma non si vive di soli ricordi e la programmazione dovrebbe andare al di là di tre mesi non perfetti. Un discorso che andrebbe fatto, più o meno, ogni stagione.

ARTICOLI CORRELATI

TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
In Cina adesso sanno chi è Li Yonghong. Gabigol costa come Dybala. E la Juve pescò il castigamatti 22.04 - Le cinque squadre più conosciute in Cina, le cinque squadre percepite dalle masse cinesi sono Real Madrid, Barcellona, Manchester United, Bayern Monaco e Milan. E' questa la forza che sarà respiro alla nuova proprietà del Milan. E, conoscendo i nostri chicken, respiro non significa...
Telegram

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Juve, ora pesca il Monaco. Cento milioni dalla Champions. Allegri rinnova fino al 2020. Isco primo obiettivo. Milan, Morata dice no. Inter, 60 milioni per Berna 21.04 - La vera impresa della Juventus d’Europa credo sia quella di non aver preso neppure un gol dal Barcellona in due partite. Questo dato freddamente numerico racconta di una squadra straordinaria che nella fase difensiva rasenta la perfezione pur giocando con quattro attaccanti di ruolo....

EditorialeDI: Luca Marchetti

La Juve fra le top 4, ecco come vuole rimanerci. I progetti di Milan e Inter per tornare fra le grandi. Napoli Insigne: accordo raggiunto 20.04 - I complimenti sono d’obbligo, scontati e sentiti. La Juventus per la seconda volta in tre anni è in semifinale in Champions. E’ il trionfo di una società granitica che difficilmente sbaglia mosse sul mercato e sul campo. E’ il trionfo di Allegri che in 180’ contro il miglior attacco...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Inter-Simeone, qualcosa non torna… Milan, scelta difficile per l’attacco! Juve, Guarin è stanco della Cina. De Rossi, Roma ingrata? 19.04 - Che Pasqua… C’è chi ha trovato la sorpresa che cercava da tempo e chi è rimasto a bocca asciutta. Si pensi al popolo nerazzurro, beffato sul più bello. Gioie per Juve e Napoli, Roma contrariata. Uova frantumate, in senso letterale, alle spalle, è meglio guardare avanti… Pare incredibile...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: 113 motivi per temere il Barcellona e 1 solo (ma decisivo) per non avere paura. Inter: il futuro di Pioli e la scelta dei nerazzurri. Milan: 2 nomi concreti per il mercato (e l’agenda di Fassone). Un appunto a Orsato 18.04 - Da tre giorni non faccio altro che pensare ai celebri ricercatori dell’Amaro Montenegro, alla loro perseveranza nell‘individuare e mettere in salvo l’Antico Vaso. Li invidio molto, perché si danno sempre un gran daffare e cascasse il mondo non falliscono mai. Questi signori dopo...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Milan, padroni nuovi fantasmi vecchi. Pioli si è giocato l’Inter. Chievo, prima di prendere il DS informati bene. Venezia e Foggia: c’è la mano delle società 17.04 - Hanno un nome: Lì. Hanno un cognome: Lì. E hanno quasi la stessa faccia. C’è di fatto che esistono e, finalmente, li abbiamo visti e (quasi) toccati. I cinesi del Milan non sono cinesi magnati ma sono cinesi affaristi e sicuramente non è una colpa né un’offesa. Fanno un mestiere diverso...

EditorialeDI: Marco Conterio

Allegri e un altro segnale: è tra i migliori al mondo. Dybala e i Fab Four: l'azzardo ci sta. Roma: il fallimento parte da Spalletti. Empoli e Crotone: cuore e anima, altro che il Palermo. Lega Pro: Inzaghi e Stroppa, destino ad alti livelli 16.04 - La partita contro il Barcellona ha ufficialmente inserito Massimiliano Allegri nel novero dei grandissimi allenatori d'Europa. Ha imbrigliato campioni come Messi, Neymar e Suarez facendo sua la partita, dando un'anima e un gioco a una squadra forse sulla carta sfavorita ma sul piglio...

EditorialeDI: Mauro Suma

Milan, Berlusconi takes it all. Il 4-3-3 di Montella. Mercato, il grande centravanti. Napoli, Mertens a Manchester 15.04 - Il bene di famiglia non è più della famiglia, ma non tutto è perduto. Silvio Berlusconi è entrato, salutatissimo presidente della Storia rossonera, nel mito uscendo dalla quotidianità, il suo caro amico fidato Paolo Scaroni siede nel Cda di Casa Milan, sua figlia Barbara presiede...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Nuovo Milan, ecco i piani di mister Li. Contratto a Donnarumma, risanamento e la borsa. Ma nel 2018 servono 350 milioni. Juve, Dybala simbolo di un grande progetto 14.04 - Tra nostalgia e qualche rimpianto, Berlusconi saluta il Milan con le lacrime agli occhi. Mancherà a tutti. Umano, molto umano. Ma, signori è fatta. Alla faccia di tutti quelli che fino all’ultimo hanno messo in dubbio perfino l’esistenza di Mister Li Yonghdong. Da ieri il Milan...

EditorialeDI: Luca Marchetti

Champions, closing (Milan), rinnovi (Dybala) e panchine (tutti) 13.04 - A guardare i risultati delle altre l'impresa della Juve è ancora più rotonda. Nessuna delle magnifiche otto ha ottenuto un risultato così schiacciante, le altre grandi (Real a parte forza - ma se Vidal non avesse sbagliato il rigore...) scoprono di avere dei punti deboli e la Juve...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.