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Editoriale

Higuain: come Cavani e come Lavezzi. Bacca e Icardi: destini gemelli. Lotito e Pallotta: chi ci perde è Roma. Inter, Mancini: le stesse date di Conte

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Ha diretto Milan Channel dal 16 dicembre 1999 al 30 giugno 2016.
16.07.2016 07.28 di Mauro Suma  articolo letto 45271 volte

Napoli era ormai entrata nell'ottica. Che la cessione di Higuain fosse nel novero delle cose possibili, era stato ormai abbastanza accettato da città e tifoseria. Il Napoli ha più volte dimostrato di saper reinvestire, per cui niente drammi. I tifosi avevao chiaramente percepito che trattenere il giocatore, che vuole vincere e primeggiare in Europa, rischiava di essere una forzatura. Ma il vero choc è stato la Juventus. No alla Juventus no, è insorto il cuore di Napoli. Una Juventus che quasi si diverte a saccheggiare le uniche avversarie che ha avuto negli ultimi anni, Higuain come Pjanic. La palla passa a De Laurentiis. Ha un modo per uscirne: cedere il Pipita all'estero, come Cavani e come Lavezzi. Napoli accetterebbe. Farlo alla Juventus, rimetterebbe in discussione il rapporto fra il patron e la città.

Parlavamo di Higuain. Il campione argentino i gol li crea, li modella, li inventa, li rende qualcosa di entusiasmante. I due centravanti di Milano invece i gol li fanno. Senza troppe concessioni alla platea, senza passioni e senza pregiudizi. Bacca e Icardi. Entrambi potrebbero interessare al Napoli un minuto dopo la cessione di Higuain. Entrambi sono stati accostati all'Atletico Madrid che invece pensa a Diego Costa ed Aubameyang. Bacca è stato lineare e rispettoso nelle sue dichiarazioni. Il capitano dell'Inter più silente, anche se Wanda Nara ha complicato un po' tutto. Milano rimette in circolo l'adrenalina dei propri goleador. Bacca e Icardi i loro gol li hanno fatti. Ma nelle rispettive partite senza gol, non sono riusciti a far innamorare le rispettive tifoserie.

La Roma ha perso Pjanic e ha visto rientrare in Italia, via Monaco, un certo Benatia. Tutti e due accomunati dalla maglia di una rivale, la Juventus. La Lazio ha perso Bielsa e fatica a ritrovare Keita. La tifoseria biancoceleste è più agitata e scontenta di quella giallorossa, ma anche i tifosi della Roma sanno bene che la loro squadra si è indebolita con Mario Rui e Juan Jesus al posto di Pjanic e Digne. In questo panorama, i due massimi esponenti dei due Club hanno colto l'occasione per tuffarsi in una piscina di dichiarazioni al veleno. Schermaglie da derby che non coprono la realtà dei fatti. La Roma ne avrebbe fatto a meno e non è stata la società giallorossa ad iniziare, dal canto suo Claudio Lotito fa sapere che le sue frasi sono state distorte. Sarà. Ma le cose a Roma non vanno bene e la settimana non è stata edificante. Per nessuno.

15 Luglio 2014: la Juventus e Antonio Conte prendono il coraggio a due mani e decidono il taglio netto. Senza perdite di tempo e senza spazi per ulteriori incomprensioni. 16 Luglio 2016: l'Inter e Roberto Mancini sono più o meno nella stessa situazione. Ma procrastinano. Vedono cosa si può fare. Traccheggiano. Anche in queste cose, purtroppo per i non juventini, la società bianconera insegna per tempestività nelle scelte e tempismo nelle decisioni. Sul piano della cronaca, Parigi avrebbe tanto voluto riabbracciare Leonardo, ma Al Khelaifi ha lasciato libero il brasiliano ingaggiando come uomo forte della gestione sportiva l'olandese Patrick Kluivert. Se sia o meno un indizio, lo scopriremo vivendo.

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