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Editoriale

Higuain spaccanapoli: De Laurentiis sbotta ma prepara un'altra pepita. Milan e il "caso" Balo: dopo il gol con l'Inghilterra il Diavolo ha le idee ancora più chiare. Juve-Sanchez: c'è un ostacolo imprevisto. Cosa nascondono i silenzi dell'Inter

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai e Telelombardia
17.06.2014 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 52015 volte
© foto di Federico De Luca

PP, ovvero: porca Paletta, o povero Paletta (o anche porca p..., ma poi dicono che sono volgare). Da tre giorni non riesco a pensare che al povero Pally, maltrattato da tutti noi per la misera prestazione con l'Inghilterra. Diciamo la verità: Palettone ne ha azzeccate poche, ma non è stato un disastro totale. Eppure lo stiamo maltrattando peggio di Gresko nel 2002 (a proposito, che fine ha fatto il simpatico frugoletto?). Credo sia una questione di capelli. E cioè, la domanda che tutti noi ci facciamo (soprattutto noi "spelacchiati") è: Palettuccio caro, orca la miseria, possibile che tu non abbia uno straccio d'amico, una fidanzata, un prete o un ispettore di Equitalia che ti dica: "Gabriel, mortacci tua, te lo dico per il tuo bene: ranza via tutto che alla prossima partita rischi la condanna per capigliatura oscena in luogo pubblico". E invece lui no: si alliscia il capello neanche fosse Caparezza. E quando suda son dolori, perché il campo arato si trasforma nel deserto del Gobi.

Vabbè, passiamo alle cose serie, al vero protagonista di questo inizio Mondiale: il dottor Castellacci, uno che avrebbe tranquillamente potuto fare il caratterista, l'attore, non fosse altro che è la copia spiaccicata di Groucho Marx. Fateci caso e buttate via un secondo: quantomeno son parenti stretti (http://pokerknave.com/files/2013/02/Groucho-Marx.jpg). Ebbene, il baffutissimo dottor Castellacci tra una conferenza e l'altra ci sta dicendo una cosa: la legge della giungla (leggi "Manaus") si sta facendo sentire sui poveri azzurri martoriati dalla fatica. Venerdì con buona probabilità Prandelli sarà costretto a cambiare parecchio, ma non è detto che sia un male.

In un caso o nell'altro la verità è che tutto passa dal Brasile, soprattutto il mercatone pallonaro. Le partite si accavallano alle voci e incasinano non poco i nostri club. Prendete il Napoli: De Laurentiis si fa i fatti suoi bel sereno e a un bel punto gli dicono "Uè Aurè, su Marca c'è scritto che il Barça ha preso il Pipita. Ne sai qualcosa?". Giustamente a Aurelio girano i maroni, non fosse altro che l'argentino è arrivato sul Golfo meno di 12 mesi fa per 40 milioni, mica pizza e fichi. Solo che nel ritiro dell'Argentina sembra proprio che la stiano apparecchiando bene al grido di "tu dì che ti piacerebbe giocare con Messi che al resto pensiamo noi". Insomma, il Napoli rischia di trovarsi con il ricattone sul groppo.

La faccenda è chiara e si può sviluppare solo su due strade. O il Pipita esce allo scoperto e dice "Sono del Napoli, sto bene al Napoli, non mi muovo dal Napoli", oppure cala le braghe e comunica la volontà di volersene andare. In questo caso De Laurentiis a sua volta può fare due cose: 1) La guerra. 2) L'interesse del club.

Ecco, diciamo pure che la sensazione è che quel furbacchione di Gonzalo stia strizzando l'occhio al Barcellona non da ieri. Proprio settimana scorsa accennai alla possibilità che i partenopei stessero sondando la pista Mandzukic per mettere una pezza (e che pezza) all'eventuale fuga. Sia chiaro, non ci sono certezze, ma le possibilità che possa nascere un triangolo Bayern-Napoli-Barcellona sono in aumento.

Dice il saggio: "Ma Mandzukic piace al Milan e forse c'è già stato un contatto". Vero, Mandzukic piace al Milan, solo che il Milan per riuscire a completare l'opera deve realizzare un clamoroso filotto: 1) Deve vendere Balotelli. 2) Deve convincere il giocatore del Bayern che non giocare la Champions per un anno non è un dramma. 3) Deve riuscire ad accontentarlo economicamente. Una serie di operazioni non facili da completare anche se ti chiami Galliani e sfidi l'impossibile.

Dicevamo di Balotelli. Il partitone dell'altro giorno non ha cambiato le carte in tavola in via Aldo Rossi: il "signor Fanny" è ancora in vendita, anzi ora anche di più. Il Diavolo sa che con una serie di prestazioni all'altezza la proposta inglese arriverà e farà felice tutti: il club (che a prescindere ha deciso di varare l'era post-Mario), il giocatore (che non vuole rinunciare alla Champions e certo non accetterebbe di buon grado il taglio allo stipendio per la mancata qualificazione alla stessa Champions), Mino (che a Paletta i capelli li avrebbe fatti tagliare per contratto), soprattutto patron Silvio (che vorrebbe Balo "in area", ma sa che Balo "in area" non ci vuol stare). Dice: "In Nazionale eccome se gioca in area". Può darsi, ma restiamo convinti che la soluzione ideale sarebbe quella che contempla Marione a svariare dietro a Ciro Immobile.

E Iturbe? Il patto col Diavolo è assai complicato e possibile solo se il Milan si libererà dell'ingaggio di Kakà (ma anche in quel caso bisogna trattare il prezzo del cartellino, attualmente assai alto).

Questione Sanchez-Juve. Detto che per Morata l'offerta è arrivata (15 milioni: di prestito giustamente i bianconeri non vogliono sentir parlare) e con buona probabilità sarà accettata, per il cileno le cose sono assai più complicate. La Signora sperava di completare un'operazione assai sensata: Llorente in Spagna (quest'anno è stato bravissimo, ma una plusvalenza del genere non si può ignorare), Sanchez a Torino con conguaglio a favore dei blaugrana. Era un'operazione da portare a termine con pazienza, ma nel frattempo: 1) Sanchez ha segnato facendo drizzare le orecchie a quel fessacchiotto di Luis Enrique che estimatore del cileno non è. 2) Il Barça ha fatto capire al mondo che vuole Higuain. E se arriva Higuain, Llorente non serve più. In ogni caso è ancora molto presto per dire "fine della storia".

Lo sanno bene all'Inter, per esempio. Il silenzio di questi giorni dopo settimane passate a trattare giocatori e giocatori e giocatori (almeno secondo i media) fa pensare che qualcosa stia bollendo in pentola. La pista Behrami si è parecchio raffreddata secondo la legge del "non pagare moneta, non vedere cammello", in attacco difficilmente arriverà il super bomber da copertina. Facile invece che entro fine settimana arrivino novità sull'asse Milano-Torino: Guarin è destinato a partire (ma non è detto che sia la Juve la destinazione), Ranocchia medita il rinnovo in nerazzurro mentre aspetta la chiamata di Conte. Anche in questo caso vale la considerazione fatta per Higuain: conviene far la guerra a un giocatore che non vuole più restare? Meglio monetizzare, magari evitando che il presidente sia costretto a mandare sms dall'altra parte del mondo.

Ps. Mentre scrivo va in onda Iran-Nigeria. Vi giuro che io e Paletta potremmo tranquillamente giocare dieci minuti in entrambe le nazionali senza sfigurare. Solo che io, conscio dei miei limiti tricologici, mi raso i capelli dal lontano 1998.

Ps2 E' infine arrivato il classico tormentone dell'estate. Si intitola più o meno "Ce l'ho pelosa". Lo canta la delicatissima Diana del Bufalo, ex concorrente di "Amici" dalla voce deliziosa (http://www.youtube.com/watch?v=lA1kB3m68xo) . Lo so, con il calcio e con il mercato non c'entra niente, ma siccome in codesto editoriale s'è parlato di capelli e peli superflui mi sembrava giusto dare il solito consiglio anche a lei: cambia idea o finirai a fare la gattara.

(twitter: @FBiasin)


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