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I calciatori del Napoli devono prendere spunto da Bacca e Adriano: sono sempre i campioni a fare la differenza per vincere partite insidiose contro formazioni di livello medio basso

Laureato in Giurisprudenza, scrittore, giornalista professionista, radiocronista dal 1985 e telecronista Mediaset Premium per le partite del Napoli. Corrispondente di Tuttosport, coordinatore per Piùenne, produce e conduce "Si gonfia la rete"
30.08.2015 00.00 di Raffaele Auriemma   articolo letto 93361 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Bacca e Luiz Adriano tolgono le castagne dal fuoco al Milan imbrigliato a San Siro dall'Empoli che ha fatto del pressing la sua arma migliore: è la sintesi perfetta di ciò che dovrebbe essere il Napoli per uscire dall'impasse di una fase di crescita che stenta a decollare. Servono i campioni, quelli acquistati a suon di milioni per risolvere le partite contro le formazioni di rango inferiore, ma che quest'anno strapperanno via non pochi punti alle big di serie A. La comparazione con il Napoli attuale è presto fatta e ci riporta direttamente alla squadra di Sarri, con una lista bella lunga di calciatori che possono fare la differenza, alzando il tasso di qualità degli azzurri. Dalle parole di Maurizio Sarri ("E' come se fossimo passati dall'iphone al Samsung: serve un po' di tempo per capire la differenza di sistema") si intuisce che servirà ancora un po' di tempo per constatare il livello di diversità rispetto al Napoli delle ultime due stagioni e, nel frattempo, toccherà ai big della squadra caricarsi sulle spalle il gruppo per fare fronte a tutte le difficoltà che si sono intraviste durante la prima giornata di campionato. Higuain e Callejon, Mertens e Reina sono i calciatori superiori alla media nella massima serie e solo con il loro ritorno al miglior rendimento, si riuscirà a fare la differenza dall'interno di un Napoli che sta soffrendo non poco la metodologia di lavoro, ben più dura rispetto al recente passato. Inutile pensare e poi rammaricarsi, quest'anno sarebbe decisivo per un prosieguo esaltante, che soprattutto i calciatori ipervalutati non siano considerati "come palle al piede". Lo dico perché questo è il momento che Higuain e Mertens, Callejon e Insigne, Albiol, Gabbiadini e Reina prendano coscienza del parziale ridimensionamento del progetto tattico e tracciare la strada si' da permettere ai compagni meno blasonati di maturare determinazione e personalità tali da evitare il calo agonistico e tattico espresso dalla formazione azzurra col Sassuolo. Ormai il mercato è finito e chi voleva rimanere è rimasto, mentre chi voleva partire ha preso coscienza che può essere divertente anche un'altra stagione a Napoli, nel corso di un campionato che finora ha visto solo il Sassuolo avere una continuità di rendimento che gli ha permesso di arrivare in testa alla classifica. Per carità, stiamo parlando di un campionato in cui quelle che hanno valori tecnici superiori, prima o poi risaliranno la china. Tra le big c'è anche il Napoli, protagonista finora di un mercato al di sotto delle aspettative e con la necessità di trasmettere nuovamente le motivazioni a quei calciatori rimasti scottati dal quinto posto scorso. Non sarà semplice ed è forte il rischio di rivedere una squadra scarsamente motivata al cospetto di avversarie dal nome non altisonante. Ecco perché sarà fondamentale che Sarri e Giuntoli riescano a scuotere il Pipita, a creare per lui un sistema di gioco che gli permetta di essere devastante nei panni del bomber. Solo così, vedendo il sacrificio dei pezzi da novanta, i giovani potranno lavorare sodo ancor di più. Fino ad arrivare ad un livello di preparazione tale che permetterà alla squadra di essere asfissiante per quasi tutta la partita e piegare le altrui resistenze per l'esaltazione del reparto offensivo che, sulla carta, è il migliore dell'intero campionato italiano. E' un lavoro certosino, massacrante, in cui la psicologia diventa la chiave d'accesso per passare da una stagione ad oggi incerta, fino ad un'altra in cui la pericola scommessa sottoscritta, possa essere vinta da De Laurentiis.

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