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  Sì, al centrocampo nerazzurro servono qualità come le sue
  No, non è ha il physique du role per giocare all'Inter
  Sì, pescare tra i migliori giovani italiani è la via giusta
  No, il prezzo chiesto dall'Atalanta è assolutamente fuori mercato
  La Juve alla fine avrà la meglio

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Editoriale

I cinesi vogliono Inter e Milan protagoniste in Champions: ecco come. Albertini in società più di Maldini. Banega inquieta De Boer. Juve, Witsel e Darmian a gennaio. Ma l'obiettivo resta Matuidi. L'enigma Pjanic

09.09.2016 08.12 di Enzo Bucchioni   articolo letto 62476 volte
© foto di Federico De Luca

L'asse Italia-Cina diventa sempre più interessante o inquietante. Fate voi. Lippi ci torna e fa bene. Uno come lui, un vincente, carisma ed esperienza, avrebbe fatto bene alla Federazione, alla Nazionale e a molti club italioti. Purtroppo mancano le idee e la programmazione e il povero Tavecchio nella vicenda Lippi ha dimostrato di non conoscere neppure le leggi della sua stessa federazione. Si può dire di più? Non credo. Come se non bastasse, in Federcalcio si sono pure dimenticati di festeggiare i dieci anni del mondiale 2006. Non ho parole, restano gli insulti che non proferisco per educazione.

E allora Lippi fa bene a tornare dai cinesi che lo caricano di soldi (60 milioni per tre anni) e di gloria.

I cinesi, una volta erano in via Paolo Sarpi a Milano e a Prato. Ora dovremo abituarci a vederli su tutti i campi di calcio visto che si sono comprati Inter e Milan e forse non si fermano qui. L'interrogativo ora è uno solo: capiranno davvero il pallone? C'è anche chi si domanda fino a quando resteranno, se vogliono davvero rilanciare i due brand o prendere solo il know how e utilizzarlo poi a casa loro. Vedremo.

Intanto quelli di Suning a rimettere in piedi l'Inter ci hanno già provato con un assegno pesante per Gabigol e Joao Mario. I tifosi hanno fatto festa, ma il calcio non si fa solo con i soldi. Qualcuno dovrebbe spiegare ai cinesi che prima vanno rifatte le società, soltanto con due società forti e organizzate, con manager di prim'ordine e tutti i ruoli ricoperti, si può tornare a vincere in fretta. L'Inter, ad esempio, ha fatto errori marchiani come risolvere l'affare Mancini solo a ridosso del campionato o comprare doppioni a centrocampo e in attacco senza pensare a un difensore centrale e a un esterno di grande livello. Soprattutto manca un regista e ora De Boer si dovrà gestire la grana Banega che, come facilmente immaginabile, davanti alla difesa non ci vuol giocare e l'ha detto chiaramente. Non è e non può essere l'uomo giusto per dare un senso di squadra all'Inter, deve giocare più vicino alla porta, più vicino agli attaccanti per ispirarli. Sono curioso di vedere come la risolverà De Boer. Una soluzione potrebbe essere anche il 3-5-2 con Medel dietro i due centrali difensivi, Candreva e Perisic sugli esterni, Brozovic, Kondogbia e Joao Mario in mezzo al campo, Banega vicino a Icardi, libero di svariare. Nel 4-3-3 l'argentino può fare l'interno con Medel davanti alla difesa (l'unico adatto con tutti i suoi limiti), ma chi sta fuori fra Joao Mario (non credo) Kondogbia e Brozovic?

Il Milan questi problemi per ora non li ha. Montella fatica a mettere in piedi undici giocatori da Milan, ma lo sapevamo. I cinesi compreranno il club in novembre, ora siamo solo ai preliminari. La società, però, dovrebbe nascere ora e la ricerca dei manager è fondamentale. Un grande ex dietro la scrivania serve, anche per tramandare i valori rossoneri e la storia. Ci vedo più Albertini (già esperto) di Maldini che può fare cose di campo. In attesa di investimenti e di giocatori veri, intanto però sembra chiara l'idea dei cinesi nerazzurri e di quelli rossoneri.

La serie A va bene, fare squadre competitive per lo scudetto è obbligatorio, ma quello che più preme è fare squadroni pronti per competere in Champions League già dal 2018 quando ci sarà la riforma del torneo con quattro italiane e (forse) alcune società ad invito. All'Uefa hanno già fatto capire che una Nuova Champions senza Inter e Milan non può esistere e i cinesi sono d'accordo perché il brand deve avere una visibilità internazionale ad alto livello. Solo così potranno alzare il fatturato mondiale, sperare di rientrare dagli investimenti e in futuro (forse) guadagnare. I tifosi delle due squadre, ora scettici e delusi, devono soffrire ancora per poco, il 2018 è vicino e rimessi a posto i conti, si ripartirà verso la gloria.

La Juve è già ripartita da cinque anni, guarda caso da quando è arrivato il nuovo Delle Alpi. Idee e investimenti hanno riportato i bianconeri al top anche in Europa. Questo è l'anno della verità a livello internazionale, il mercato è stato fantastico, ma non sembra completo. Qualche lacuna è rimasta, Marotta voleva un altro centrocampista e un esterno per dare il cambio a nonno Evra e all'inquieto Lichtsteiner. Il piano correttivo è pronto. Witsel arriverà a gennaio se ce ne sarà bisogno, comunque c'è già l'accordo per giugno. L'esterno destro o sinistro è stato individuato in Darmian che Mou non vuole: affare fatto per gennaio. I rapporti con il Manchester sono ottimi e Lichtsteiner fuori lista Uefa, sarà appetibile e trasferibile ovunque nel mercato invernale. Ma la Juve sa che serve soprattutto un centrocampista di fisico e di corsa quindi Raiola si sta lavorando Matuidi che è rimasto al Psg ma in testa ha sempre la Juve.

Intanto sono curioso di vedere come Allegri sistemerà il centrocampo. Di sicuro ha idee e se ne intende visto che proprio sul centrocampo a tre ha discusso la sua tesi di laurea a Coverciano, ma Pjanic davanti alla difesa, regista basso, è tutto da scoprire. Almeno per me. Se Allegri riesce a trasformarlo in una sorta di Pirlo, la laurea diventa da 110 e lode con abbraccio accademico, ma qualche dubbio mi resta. La Juve ha un grande centrocampo, ovvio, ma vedo troppa gente uguale e pochi veramente unici. Insomma, di Pirlo,Vidal e Pogba non ce ne sono altri e questo è chiaro. Ma questa Juve è molto più forte in attacco e in difesa, Allegri l'equilibrio lo saprà trovare magari giocando più vicino alla porta avversaria dove gente come Higuain, Dybala e Pjaca (e non solo) sanno essere devastanti come pochi.

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