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I migliori 10 personaggi del 2015: Giuntoli top player, Allegri meglio di Conte...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
21.12.2015 12.36 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 36879 volte
© foto di Federico De Luca

Avremmo potuto scrivere di uno stranissimo conflitto di interessi che si sta venendo a creare nel mondo del calcio, ma ci sarà tempo per affrontare l'argomento, anche perché sarebbe da penale. Potremmo parlare delle elezioni del nuovo Presidente di Lega Pro, ma è la settimana di Natale e vogliamo essere tutti più buoni. Domani si vota per il N°1 della serie C e abbiamo scoperto che Gravina e Ghirelli hanno litigato prima di governare, che qualcuno ha provato fino all'ultimo a spostare le elezioni perché in difficoltà e che due candidati su tre hanno provato a diventarne uno solo. Vedremo domani come andrà: importante è che i Presidenti votino per il bene della Lega e non per ottenere un posto in Consiglio, anche perché ne sono stati promessi talmente tanti che servirebbero 15 posti. Addirittura ci potremmo trovare in Consiglio la Presidentessa della Maceratese che non conosce neanche la differenza tra un fuorigioco attivo e passivo e che se si trova lassù è solo per merito del suo allenatore. Dicevamo che a Natale siamo tutti più buoni, allora votiamo i 10 che si sono maggiormente distinti nel 2015. Settimana prossima, passato Natale, voteremo i 10 peggiori... Abbiate pazienza.

Ecco i migliori, dal decimo al primo:

10) Roberto Mancini
La prima parte dell'anno non è particolarmente ricca di soddisfazioni per il Mancio che torna in Italia ma non riesce a rimettere in carreggiata l'Inter. Lavora, non fa drammi e nella seconda metà dell'anno costruisce una squadra per vincere e riporta il club a lottare per lo scudetto. Idee chiare e manager di livello europeo per un calcio italiano senza grandi trascinatori.

9) Claudio Ranieri
Rifiutò, in estate, il Cagliari per la Premier. Fotografia di quanto siamo fessi in Italia. Il mister che guida il campionato più difficile del mondo noi lo volevamo in una squadra di serie B. Altro che vecchio, è più moderno di tanti giovani allenatori che credono di avere in tasca la verità. Vai Nonno Claudio, hai dato uno schiaffo morale anche a Josè.

8) Massimo Rastelli
Meglio di così non avrebbe potuto fare. Nel 2015 sfiora la serie A con l'Avellino e una traversa di Bologna infrange i sogni suoi e dei tifosi irpini. Il Cagliari gli fa firmare un contratto importante per riportare i sardi in serie A e sta viaggiando ad una media impressionante. Di questo passo chiuderebbe a 90 minuti il campionato.

7) Fabrizio Corsi
E' la dimostrazione che la società quando è sana può permettersi di tutto. Perde Sarri e lo sostituisce con un allenatore che veniva dalla serie C, raggiunge il sesto posto in classifica e continua a puntare sui giovani. Non è una favola ma frutto della programmazione.

6) Paulo Dybala
A Palermo si fa notare e la Juventus gli fa firmare il contratto della vita. L'impatto con il grande calcio è eccezionale e oggi Marotta si gode l'investimento fatto. Grandi potenzialità ma soprattutto grande professionista, al contrario di gente come Balotelli che il suo talento lo ha sprecato in auto e discoteche.

5) Gino Pozzo
Un italiano in Premier. Conquista la promozione con il Watford al terzo tentativo e l'investimento di 25 milioni si moltiplica a dismisura. Costruisce una squadra competitiva anche per la Premier e addirittura adesso sogna l'Europa. Londra è la sua giusta dimensione. Udine gli stava stretta e adesso si sta godendo il suo giocattolino perfetto. Ieri 3-0 al Liverpool, giusto per augurarsi un buon Natale.

4) Roberto Stellone
Dalla Berretti alla serie A con grandissima dignità. Allenatore pacato e preparato. Bravissimo nella gestione del gruppo. In due anni ha vinto Lega Pro e serie B. Pronto per il grande salto.

3) Maurizio Sarri
Al primo anno di Napoli era più facile bruciarsi che esaltarsi. L'impatto è negativo ma dura poco. Con il lavoro sistema la difesa e punta al tricolore. Dovrebbe, però, smettere da subito con i piagnistei che non lo contraddistinguono. Queste cose le lasci a Mourinho e Garcia.

2) Massimiliano Allegri
La Juve senza Conte sarebbe morta, invece, è Conte che senza la Juve ha perso tanto. Allegri addirittura migliora il lavoro del suo predecessore. Scudetto e finale di Champions. Quest'anno si è incartato all'inizio ma adesso è in grandissimo spolvero, pronto per tornare a lottare per il tricolore. Fiuuuu.

1) Cristiano Giuntoli
Ha vinto due volte: la favola del Carpi non era del Carpi ma di Giuntoli. Con il senno del poi ha dimostrato che era solo farina del suo sacco. Svuotato il sacco, il Carpi è tornato quello che era e lui si sta mettendo in grandissima evidenza a Napoli. L'unico direttore sportivo che potrebbe fare l'allenatore per competenze tecniche. L'unico che conosce i calciatori. Se parli con gli altri direttori fanno solo confusione, poi devono chiedere ai collaboratori o andare su internet. Parli 20 minuti con Giuntoli e ti fa le fotografie integrali di tutte le squadre di serie A, serie B e Lega Pro. Non credevo in così tanta competenza, oggi bisogna fare i complimenti a De Laurentiis per aver individato gli uomini giusti per il nuovo percorso del Napoli.

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