HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
      
Editoriale

Il 2-2 del Milan a Barcellona e l'ipocrisia tutta italiana. Juventus: troppo Pirlo, troppo...Palermo-trebisonda: contenti gli interisti, contenti tutti

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
17.09.2011 00.00 di Mauro Suma  articolo letto 29949 volte

Un calcio come quello italiano che passa l'estate a subire eliminazioni in serie, dal Thun, dallo Slovan Bratislava, e anche dall'Arsenal che dopo aver sballottato l'Udinese subisce 8 gol dal Manchester United, un calcio che pareggia con il Vaslui, non dovrebbe fare le pulci ad un 2-2 che fa notizia in tutti i continenti. Soprattutto se ottenuto da una squadra in emergenza infortuni, il Milan, contro una squadra di un'altro pianeta, il Barcellona, che per affrontare i rossoneri aveva fatto riposare i suoi campioni più importanti nella precedente partita di Campionato contro la Real Sociedad. Ma questo, purtroppo, è un calcio che non sa apprezzare e che non sa valorizzare. La cultura è quella di denigrare l'avversario che gioca, e il più delle volte perde, in Europa, senza capire che quella sconfitta è anche di chi sfotte, di chi giudica, di chi sbeffeggia. Ma quel che è peggio è che se una squadra, in sofferenza ma sempre organizzata e lucida, ottiene un risultato grande così al Camp Nou senza prendere sette gol (la Roma a Manchester), oppure senza prenderne cinque (l'Inter in casa con lo Schalke), quattro (il Milan a Manchester) o tre (la Roma in casa dallo Shakhtar o la Juventus in casa dal Bayern), in giro si tende a fare gli schizzinosi. Eppure il Milan, per arrivare al suo risultato, ha goduto sì di una discreta dose di fortuna, ma non sorretta dalle risse verbali, priva di falli gravi, lontana da ostruzionismi plateali. Ma il Milan è una squadra italiana... se fosse stato Mourinho a fare quel 2-2, tutti a elogiare il cinismo e la concretezza di un allenatore carismatico capace di ridurre al minimo le occasioni da rete di una squadra di marziani. Peccato, occasione persa per tutti, questo 2-2. Invece di cogliere il segnale, si è trasformato in giudizio di scherno (Che Cuore! Ha titolato qualcuno, con un "ore" di troppo), forse, il fastidio, il dispetto per quella goleada a favore del Barcellona che tutti pronosticavano e che invece, magari clamorosamente ma non scandalosamente, non è arrivata. Autolesionistico e superficiale, è l'autoritratto che si è regalato il calcio italiano nel commentare la prestazione di Barcellona. Eh, ma vuoi mettere il Napoli, si sono scatenati quelli che la sanno lunga...Certo, grande, bravo e ottimo Napoli. Peccato che gli azzurri fossero al completo, formazione-tipo senza infortuni, e impegnati contro un avversario meno forte di tre tacche rispetto al Barcellona.

Pensavo che Gigi Buffon, persona splendida e grande campione, avesse imparato a stare lontano dalle iperboli. Un paio di stagioni fa, nell'annata in cui la Juventus si sentiva pronta per lo Scudetto dopo gli arrivi di Diego e Felipe Melo, aveva parlato di "esplosione nucleare" bianconera dopo un successo, 5-1, a Torino contro la Sampdoria. Poi le cose andarono così male che più male non si può. Pazienza. Gigi però è tornato ad usare parole grosse. Dopo Juventus-Parma, parlando di Andrea Pirlo, ha fatto riferimento all'esistenza di Dio. Sono voli pindarici che fanno parte di un personaggio solare e non costruito, ma non sono un po' avventati? Pirlo ha fatto moltissime partite, nei suoi anni di Milan, sugli stessi livelli di Juventus-Parma, ma giornali e tv le pesavano infinitamente meno, almeno un voto in meno. Non le esaltavano, almeno in pubblico, nemmeno i suoi allenatori e i suoi compagni, così abituati alla qualità di Andrea e dei tanti campioni esibiti dal Milan negli ultimi dieci anni. Facezie mediatiche a parte, c'è un rischio su quanto ha detto Gigi. Più la Juventus indica in Pirlo il suo catalizzatore, la sua eccellenza, più gli avversari ci staranno attenti. Lo aspetteranno, lo marcheranno. Il gioco vale la candela? Anche perché, per una squadra nascente e tutta da costruire come la Juventus, legarsi troppo al giocatore più insostituibile del mondo può essere un azzardo, dovesse scapparci un raffreddore lungo il cammino. Ipotesi futuribili a parte, la Juventus mi ha nettamente smentito. Contro il Milan a San Siro e il Notts County, mi era sembrata tutto il contrario di quanto ha dimostrato contro il Parma. Nella squadra bianconera è scoccata la scintilla. In attesa di sapere se e quanto durerà, una sola parola: Chapeau!

Dopo Palermo e Trabzonspor, sono saliti in cattedra Zanetti e Cambiasso. Mettono la faccia per tranquillizzare i tifosi, difendono l'Inter, respingono gli attacchi. Ai primi passi incerti di Benitez, esattamente un anno fa, non lo avevano fatto. Non si erano spesi. Per Gasperini, invece, sì. E questo spiega qualcosa sulle alleanze interne e sulle preferenze del gruppo argentino che vanta la maggioranza relativa dello spogliatoio. Non è ancora la salvezza per Gasp, ma una sfumatura comunque importante. L'anno scorso fu la squadra a sfiduciare al pronti via il tecnico spagnolo e l'onda lunga si è propagata dallo spogliatoio verso la sede sociale. Quest'anno il percorso sembra inverso, ma pur sempre tortuoso per il tecnico. Le prime perplessità sono nate in società e, nonostante la tutela di Zanetti e Cambiasso, sono sul punto di propagarsi all'interno della squadra. Usiamo termini parlamentari, per descrivere la situazione dell'Inter. E probabilmente non è un caso. Lo scoppio della democrazia, dopo le dittature, può essere un problema. E che Mourinho sia stato un dittatore capace di comprimere e compattare tutto ciò che, oggi all'Inter, è in libera uscita, appare abbastanza ovvio. Il fatto è che il dopo Mourinho in casa nerazzurra è stato tutto un susseguirsi di tensioni, errori e leggerezze che costituiscono l'attuale momento degli ex campioni d'Italia ed ex campioni d'Europa. E nonostante l'impegno presidenziale, non si vede all'orizzonte nessuno in grado di costruire il dopo del dopo. Vincere con la Roma basterà?

ARTICOLI CORRELATI

TuttoMercatoWeb.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
27.11 - Intanto Juventus e Roma fino all'ultimo si giocano il passaggio del turno. E questo è un bene. Naturalmente i bianconeri ci arrivano con meno patemi d'animo a quest'ultima partita del girone. In casa, contro un Atletico già qualificato basta anche il pari. Per la Roma è uno...
App Store Play Store Windows Phone Store
 
Editoriale DI: Fabrizio Ponciroli
26.11 - Che settimana densa… Il freddo è arrivato (almeno a Milano), il derby è andato ma sono rimasti ancorati a noi argomenti caldi e spinosi. Partiamo dal fantasma Torres. A San Siro tanti volti sbigottiti nel post derby: El Nino non va… Ma va? Signori, con tutto il rispetto ma il...
Editoriale DI: Fabrizio Biasin
25.11 - Buonasera e complimenti per la trasmissione. E niente, oggi si parte col basket. Anzi no, con la dichiarazione di Luca Dalmonte, coach di Roma che l'altro giorno ha lanciato la proposta: "Cancelliamo l'ora di ginnastica a scuola". No, dico, ma siamo matti? Ricordo momenti...
Editoriale DI: Michele Criscitiello
24.11 - Se qualcuno ha notato la differenza tra Conte ed Allegri alzi un dito. Scegliete voi quello che preferite. Allegri è un tipo silenzioso e pacato, Conte è preferito dai giornalisti perché alza la voce, urla e corre in panchina come uno scalmanato alla prima partita in serie A;...
Editoriale DI: Raffaele Auriemma
23.11 - Credere o meno? Innanzitutto vanno registrate tutte le informazioni che stanno vorticosamente girando sulla proprietà del Napoli e sul futuro di De Laurentiis al timone del prestigioso club azzurro. I soli segnali da raccogliere con certezza sono quelli relativi alle smentite...
Editoriale DI: Mauro Suma
22.11 - Roberto Mancini si è presentato in maniera molto sobria ed equilibrata. Gli anni british lo hanno fatto crescere. Meno spigoloso, meno avventato. Del resto il Mancio ha allenato a Manchester, là dove per anni sulla sponda opposta ha regnato Sir Alex Ferguson all'insegna del...
Editoriale DI: Enzo Bucchioni
21.11 - Moratti ha confermato di essere stato lui a consigliare a Thohir di rimettere Mancini sulla panchina dell'Inter, ma c'è di più: la telefonata al Mancio l'ha fatta proprio l'ex presidente in persona. E allora come mai Massimo Moratti poche settimane fa si è dimesso da...
Editoriale DI: Luca Marchetti
20.11 - Due uragani. Entrambi da parte di allenatori. E un mercato che prende forma. Partiamo con calma e con ordine. Mancini pur senza parlare, se non in conferenza stampa, è stato un vero e proprio terremoto. Inaspettato, soprattutto nelle tempistiche. Come inaspettato è stato lo...
Editoriale DI: Fabrizio Ponciroli
19.11 - Intendiamoci, lo so bene anche io... Il calcio è fatto di ribaltoni e di contraddizioni ma, a questo punto, difficile capirci qualcosa. Sta accadendo di tutto e di più. Thohir che, dopo aver difeso a spada tratta il suo primo ufficiale Mazzarri, lo getta nell'arena e lo lascia...
Editoriale DI: Fabrizio Biasin
18.11 - Bentrovati. Scusate il cattivo umore. Abbiamo i reumatismi, la pelle cotta, le scarpe impantanate, l'orchite a grappoli, centinaia di ombrelli in mezzo alle balle perché esci di casa, lo perdi, lo ricompri a cinque euro dal tizio che inevitabilmente spunta all'angolo della...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   

Utilizzo dei Cookie

CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.