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SONDAGGIO
Doppio confronto Napoli-Juventus: come finirà?
  La Juve vincerà entrambe le gare
  Il Napoli avrà la meglio in entrambe le sfide
  La Juve mantiene il vantaggio in A ma perde in Coppa
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Editoriale

Il fascino delle ultime 48 ore di mercato ma il Milan ha bruciato tutto. Saponara via per un campionato falsato. Marotta, non può finire così. Figc, Abodi sfida Tav e in D finalmente la svolta...

Nato ad Avellino il 30-09-1983, Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
30.01.2017 09.43 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 54817 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

E' un vero peccato che le società italiane ancora non abbiano capito l'importanza del mercato di gennaio, perché questo campionato avrebbe ancora qualcosa da dire, come ha dimostrato la giornata di ieri. La Sampdoria che, ormai, è fuori da tutti i giochi dà una bella sveglia alla Roma. L'Empoli che si sente già salvo (tra poco ne parleremo) prende 4 sberle dal Crotone che con la ragione è già retrocesso. L'Udinese che gioca per mettere in mostra i suoi gioielli dà una lezioncina al Milan che adesso capirà a cosa serve il calciomercato. Sono gli ultimi due giorni e come sempre saranno i più belli: la regola è sempre la stessa. Si cerca l'affare last minute e si spera nel colpo e nella fregatura da dare all'altro. Saranno due giorni belli intensi e su Tuttomercatoweb e su Sportitalia vi daremo 48 ore di informazione in tempo reale, come sempre non vi chiediamo un euro e neanche tesserine o paraboloni. Sapete cosa penso, invece, oggi? Una squadra senza una società non avrà mai un futuro. Una società senza una squadra potrà buttare un anno in più o uno in meno, ma prima o poi arriverà. Il calcio, almeno qui, va così. Le grandi piazze non fanno più la differenza ma sono le società gestite in maniera oculata, alla lunga, a fare la differenza. Altrimenti il Verona sarebbe sempre in A in zona Europa e il Chievo sarebbe tra la B e la Lega Pro. Il Sassuolo sarebbe ancora in D e Catania, Parma, Taranto, Bari, Foggia, Salernitana e Avellino sarebbero iscritte di ufficio in serie A. Brutto dirlo ma è così. Il botteghino incide al 4.3% sulle casse societarie e il sistema è sempre più da salotto. Parliamo di calcio, va. Il Milan si sta sciogliendo come la neve sull'Etna e, sicuramente, è la giusta punizione per una società che ha avuto sulla racchetta il punto del set, invece, ha preferito sparare la pallina gialla sul tabellone. Montella aveva costruito un miracolo, facendo forza sul gruppo e facendo credere alla squadra e ai tifosi che si poteva fare davvero qualcosa di importante. Ma il campionato non è la Coppa o una Supercoppa a Doha. Alla lunga i risultati rispecchiano i reali valori. Puoi vincere una partita, anche un trofeo, ma non puoi mentire da agosto a maggio. Il capolavoro di Montella finisce qui. Potrà raggiungere un posto in Europa League, sicuramente visto il valore delle concorrenti; ma quando ha cullato il sogno (quasi impossibile) della zona Champions ha capito che la società faceva una partita diversa dalla sua. Guarda caso, proprio a gennaio mese di mercato, il Milan crolla. C'era bisogno di qualche rinforzo vero. Ben vengano Ocampos e Deulofeu ma sono calciatori che non ti cambiano gli equilibri. Niang ha la testa che gli funziona bene ma sul campo non c'è una differenza di 9 a 1 tra lui e l'ex calciatore dell'Everton. La squadra ha un po' staccato la spina, consapevole che la società non segue il progetto tecnico. Ci voleva buonsenso, come in tutte le cose e sarebbe stato nell'interesse di tutti fare in modo che Galliani e Fassone si parlassero per anticipare qualche acquisto e rinforzare una squadra che ha tirato la carretta anche quando le rotelle erano già belle che andate. Cosa dire alla squadra? Un grazie. E a Montella? Bravo. Cosa dire alla società? Basta! Il Milan ha buttato un altro anno e, con o senza Europa League, sarà lo stesso. Anzi vi dico una cosa: meglio non partecipare alla prossima Europa League, il doppio impegno al primo anno di nuova gestione creerebbe solo problemi e incomprensioni. Bisogna fare tutto daccapo. Un favore a Raiola e alla stampa: non iniziate a rompere le scatole a Donnarumma per una mezza parata sbagliata o un gol subito. Non dimenticatevi che è un bambino, forte ma un bambino. Fategli fare le sue esperienze e commettere i suoi errori. Fatelo crescere. Mino la smetta di parlare di cifre folli perché Raiola i calciatori li costruisce e li valorizza ma a volte li distrugge anche. Vedi Ely. Donnarumma ha sbagliato a prendere uno come Raiola subito. Le famiglie devono saper consigliare i propri figli e Gigio dovrebbe prendere esempio da Chiesa. Non ha tatuaggi, non ha un agente e ascolta i consigli di papà che i soldi li mette in secondo o terzo piano e gli ha detto da subito: potrai considerarti un calciatore di serie A solo dopo 300 presenze. Vedrete dove arriverà Chiesa grazie al cervello di papà. Donnarrumma non sarà mai Buffon ma soprattutto se non vive con serenità questa sua vita da big non potrà mai diventare un grande calciatore.
Volete sapere perché questo campionato mi annoia? Perché, da mesi, è tutto scritto. Lo diciamo e lo ripetiamo da tempo. L'Empoli si può permettere il lusso di vendere uno dei suoi migliori calciatori perché a gennaio ha capito che lì dietro, nonostante la vittoria di ieri del Crotone, viaggiano tutte a marce basse. In altre situazioni, Corsi avrebbe mai venduto Saponara a gennaio? Dubito. Queste società si permettono dei lussi che, in altri tempi, non si sarebbero potuti permettere.
Le strategie della Juventus, ad esempio, in questo mercato di gennaio proprio non le abbiamo capite. Va bene che lo scudetto è già cucito sul petto, va bene che la Coppa Italia non interessa a nessuno, se non la finalissima ma non fare mercato a gennaio, con una Champions da provare a conquistare non è un atteggiamento da Juventus. Allegri ha bisogno di un terzino sinistro e di un centrocampista. Non averli presi non rende la squadra più forte. Rincon alla Juve è utile come Pedullà il primo febbraio. Il 31 serve come il pane ma il primo febbraio, in teoria, si potrebbe fare a meno di lui. Se Rincon c'è o non c'è ad Allegri non cambia nulla e quello che diciamo da dicembre che la Juventus se prende qualcuno, ormai, deve essere un campione altrimenti di mezze figure la Juve non ne ha bisogno. Ad agosto ci hanno detto che Witsel sarebbe arrivato a gennaio, a gennaio ci dicono (Pedullà n.d.r.) che Tolisso arriverà ad agosto ma noi siamo stufi dei colpi post datati, come Caldara. Se fai un acquisto deve essere per oggi e non per dopodomani. Così come l'operazione folle di Orsolini per 6 milioni più 4 di bonus. Adesso Orsolini rischia di perdersi ad Ascoli (già nullo a Cesena) e di finire a chi l'ha visto come Sensi che non ha lasciato traccia alcuna. Sei la Juventus? Bene, se vuoi vincere la Champions devi fare qualcosa di forte perché questa squadra è fortissima ma non imbattibile in Europa. Mi chiedete cosa dovrebbe fare? Datemi lo stipendio di Marotta e vi troverò la soluzione altrimenti lasciatemi comodo sul divano di casa e lasciatemi parlare e scrivere.
Sapete cosa mi affascina più del campionato? Il mercato! E cosa mi affascina come il mercato? La politica del calcio. Allora: quello è amico del vice presidente, il vice presidente è amico del consigliere, io ti lascio quella poltrona ma tu mi devi comunque garantire il voto e se non me lo garantisci finisce male. Che bello. Allora, vi spiego un paio di cose. Tanto lo so, tu che stai leggendo potrai criticarmi e dire "ma guarda questo pensa di poter scrivere quello che vuole" ma alla fine mi credi... Quindi leggi con attenzione i giri che stanno facendo nel pallone italiano. La torta più grossa è in Federazione dove si eleggerà il nuovo Presidente Federale. La torta è ricca di panna e c'è anche la ciliegina rossa, però quella non la mangia nessuno e si scarta a priori. Carlo Tavecchio, in questo periodo di Presidenza, ha lavorato in maniera eccellente sulla politica e ha sistemato anche la sua immagine mediatica. Si è alleato con le persone giuste e ha fatto le mosse giuste. Ha calmato Malagò e se l'è portato dalla sua anche se Malagò, Presidente del Coni, adesso ha un certo potere su Carletto. Il Coni influenza la FIGC? No, ma sicuramente ha messo molti puntini sulle i. In Lega di serie A, Beretta dovrebbe essere riconfermato e il candidato va bene a tutti i club con poteri importanti al Direttore Brunelli, vero deus ex machina della Lega, perché conosce carte e regolamenti ed è la vera perla preziosa di Via Rosellini. Ci sarà uno sfidante di Tavecchio. Chi è il coraggioso? Andrea Abodi, Presidente della Lega di serie B. Abodi si muove bene sulla politica romana, sogna di essere promosso e ormai la B gli sta stretta. Provò la scalata alla Presidenza di A ma non ne uscì benissimo, oggi con coraggio prova a sfidare Tavecchio. Abodi non è messo malissimo ma i sondaggi (miei, formulati con gli exit poll di Sportitalia) danno Tavecchio al 60% e Abodi al 40%. Ruolo chiave, quello di Agnelli. Ha un accordo con Tavecchio a patto che Carletto rispetti i patti. Ruolo fondamentale è della Lega di D che in percentuale vale più di A e B. Da sabato la Lega Dilettanti ha un nuovo Presidente: evviva (aggiungo io). Al posto di Cosentini, uomo di Tavecchio che ha fatto poco se non nulla per migliorare i Dilettanti, arriva Cosimo Sibilia, Senatore ma soprattutto uomo Coni con esperienza e valori. Vuoi vedere che con Sibilia davvero cambia la LND? Secondo me sì. Si è presentato citando una frase di San Francesco d'Assisi, forse consapevole che il suo predecessore parlasse con gli uccelli; sono belli ma non capiscono molto di calcio, eh! Il vento sta cambiando. Sibilia dovrà avere il coraggio di fare e di sbagliare ma l'importante è cambiare. Le società di D sono troppe, gli impianti sono indecenti, le regole sugli Under non garantiscono futuro ai calciatori, le società pagano ma i soldi non finiscono, neanche all'1% nelle casse dei club, se prendi un giocatore dai professionisti deve rescindere e non può andare in prestito (follia dopo la cancellazione della C2, la D deve poter prendere giocatori in prestito dai piani di sopra) e con Sibilia molto probabilmente la D tornerà ad avere un palcoscenico televisivo, considerato che in tv non si vede un minuto di nulla e internet in Italia (su questi temi) è come trasmettere le gare in uno stanzino. Si blocca ogni secondo, per colpa della wifi, e non lo vede nessuno. Il vento sta cambiando, dicevamo e si capisce anche dalla elezione nel calcio a 5 di un giovane Presidente che con forza e coraggio è arrivato sulla poltrona più importante. La vittoria, scortata, di Montemurro vale doppio e gli vanno fatti i complimenti per la tenacia e per le idee innovative che ha. Se non perde l'umiltà potrà davvero cambiare questo mondo, bello e divertente ma ancora per pochi intimi.
Vi saluto, ci vediamo con due giorni di full immersion di calcio mercato...

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