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Editoriale

Il Mancio nella sede del Milan racconta la sua chiacchierata con Ibra (ma non solo...). Inter: Palacio c'è, Lucas forse, Lavezzi no (e non è detto che sia un male). Alla Juve tirano il collo: Cavani non tradirà

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista tv per Sportitalia, Mediaset Premium e Telelombardia.
22.05.2012 00.00 di Fabrizio Biasin  articolo letto 40469 volte
© foto di Fabrizio Biasin

Quella stressaballe di mia mamma pensa che io sia il gran visir dei minchioni perché nei miei editoriali utilizzo parole come "culo" e "vaffancuore". Dice: "Cosa c'entra "culo" con il calcio? Sei volgare figliuolo". Io provo a spiegarle che se Mancini vince la Premier in quella maniera lì, non è che puoi dire "che fortunello il Mancio", né puoi andar dietro a quelli che assicurano "quanto è bravo il mister col ciuffo". La verità è che il brizzolato più elegante che c'è ha un gran culone, due chiappe baciate dalla fortuna, un panettone importante alla J-Lo, il fondoschiena di Gastone Paperone quando fa incazzare Paperino (la colpa è del cugino-spacciatore Paperoga, ma questo è un altro discorso).
In ogni caso per rispetto a mammà prometto di non scrivere più volgarità gratuite et similia.
Dicevamo di quel paraculo di Mancini (con "para" davanti vale), talmente pieno di risorse da sembrare il cane Doraemon del noto cartone animato anni '80 (ma è davvero un cane? Fate sapere su twitter: @ FBiasin). Ecco, la bravura di un allenatore si misura su due fronti: 1) Quello che fa in campo. 2) Quello che riesce ad ottenere dai suoi datori di lavoro quando è ora di costruire la rosa per l'anno che verrà. Il Mancio è un fuoriclasse con i controfiocchi del punto due (potevo scrivere "controcazzi" ma evito per rispetto di mammà). Dice l'impiccione occasionale: "Che c'è andato a fare nella sede del Milan quel pirlacchione targato City? Voleva bere un thè coi biscotti insieme a Galliani?". Forse sì, ma non solo. La verità è che a una settimana dall'invasione di Mino Raiola in quegli stessi uffici, il tecnico degli sceicchi è andato a chiarire che: 1) Se il Milan pensa di rinunciare a Ibra, lui è dispostissimo a mollare Tevez. 2) Se il Milan valuta proposte per Thiago Silva, il City è disposto ad aumentare qualunque tipo di offerta arrivi da altri club (vedi Barcellona). 3) Di Balotelli si può parlare. 4) Il thé lo fanno meglio a Manchester, ma i biscotti del sor Galliani sono una sciccheria unica.
Ecco, il quadro è completo. In molti si sono accorti che qualcosa di grosso sta accadendo in casa rossonera e ognuno si muove come meglio crede. Dal suo punto di vista Galliani attende bel paciarotto, ché tanto il mercato non è ancora iniziato e i contratti firmati son ben custoditi in cassaforte assieme ai preziosi biscotti. Sensazioni? L'ad del diavolo, vecchio marpione del mercato, ha deciso di vestire i panni di Sampei (il pescatore bambino capace di tirar fuori dall'acqua bestie rare con capocce gigantesche e denti alla Mino Reitano): tra comunicati e smentite su questo e quel giocatore, il dirigentone dalla cravatta gialla ha buttato l'amo e prima di tirare su attende che abbocchi il pesce più grosso.
Strategia diversa in casa Inter. In tempi di casse vuote e poca grana che fa il buon Moratti? Acchiappa la clava in stile "Flinstones" e al grido di "iabadabaduuuuu" finge di voler acquistare mezzo mondo pallonaro: Lavezzi, Palacio, Lucas, Silvesrtre, Isla, Destro, due etti di crudo tagliato bel sottile grazie. Qualcosa arriverà, ma occhio a illudere i tifosi. Meglio avrebbe fatto a imparare da quella sagomaccia dell'"Uomo Tigre": per fare certi affari si deve indossare la maschera, quella che lo vedono tutti che tu sei sempre tu, però fan finta di non aver capito chi sei. In ogni caso facciamo il punto: Palacio quest'anno pareva un "Cavaliere dello Zodiaco" e con 12 mesi di ritardo vestirà presumibilmente il nerazzurro (Gasperini se ne faccia una ragione); Lavezzi ha vinto la coppa, festeggia come gli dei di "Pollon" sul Monte Olimpo e attende che gli sceicchi del Psg facciano il resto; gli altri restano in attesa di un segnale di Branca, l'"He-man" chiamato a dominare il mercato dopo due anni passati a prendere bidoni: vuole a tutti costi Lucas, ma anche Johnny ha dovuto aspettare l'ultima puntata prima di baciare quel gran pezzo di bonazza che era Sabrina in "E' quasi magia Johnny".
Capitolo Juve. Domenica i ragazzi di Conte sembravano scesi sul tipico campo di "Holly e Benji", quello lungo dai sette agli otto chilometri con curvatura della terra visibile a metà campo: correvano come matti ma la porta era un miraggio. Affrontavano i terribili gemelli Derrick Cavani-Hamsik-Lavezzi (tre per l'occasione) e hanno infine capito che la loro forza è la concentrazione, la grinta, la voglia di vincere a tutti i costi. Se si abbassa un minimo la tensione (nella settimana dei festeggiamenti era inevitabile) i bianconeri tornano "umani". Per questo Marotta ha iniziato i sondaggi per arrivare al top player: Higuain è il prediletto, Van Persie il sogno poco possibile per questioni di ingaggio, Suarez il bomber con troppi corteggiatori. In tutti i casi il direttore bianconero dovrà essere astuto come "Lupin III", ché i proprietari dei rispettivi cartellini sanno che la Juve un po' di grano da spendere ce l'ha e vogliono approfittarsene.
Piccola parentesi su mister Conte: il tecnico che va dallo stesso parrucchiere di Satomi in "Kiss me Licia" non è per nulla tranquillo. Finge indifferenza ma sa che il suo destino è nelle mani di Palazzi, il procuratore federale che - tra meno di un mese - potrebbe spedirlo "Sui monti con Annette" a espiare eventuali colpe. Per molti sarà un'estate rovente, di quelle senza zucchero: niente "Memole dolce Memole", niente "Creamy", niente buoni sentimenti alla "David Gnomo", "Ape Maia" o cazzatelle tipiche di quel fetentone di "Hello Spank". Mezzo mondo pallonaro rischia di venire giù, e Conte non è certamente quello messo peggio.
Ultime sul Napoli di De Laurentiis, il patron che aveva iniziato la stagione scappando su uno scooter e l'ha finita alzando una coppa neanche fosse il golfista Lotti di "Tutti in campo con Lotti". Per completare il suo capolavoro (e praticamente perso Lavezzi) il presidentissimo dovrà essere bravo a evitare il mal di pancia a Cavani. I pretendenti non mancano, tanto che il Matador sembra la corteggiatissima "Georgie" dell'omonimo cartone, solo che lei era una zoccoletta bionda che se la faceva pure con i fratelli, lui invece ha chili di moralità in più e difficilmente tradirà.

Ps. Chiediamo scusa per la non citazione a "Mila e Shiro", "Belle e Sebastien", "Scooby Doo", "Flo la piccola Robinson" (gran rompicoglioni quella), a quella sfigata di "Lovley Sara", alle "Tartarughe Ninja" e ai milioni di globuli rossi di "Siamo fatti così" (sì, erano decisamente fatti...). Se mi son perso qualcuno, per favore, ditemelo sul solito twitterone (@ FBiasin).

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