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Editoriale

Il mercato saluta Del Piero: no alla serie A e alla Premier, ecco perché ha scelto l'Australia. Bojan al Milan, le cifre dell'accordo con il Barcellona. Rossi, più Roma che Fiorentina. E a gennaio Lippi farà spesa in Italia...

Nato a Castellammare di Stabia (NA) il 28 marzo 1974, inizia a collaborare per Telenuovo Padova. Giornalista Professionista dal 2001, è il massimo esperto di calciomercato per Sky Sport.
05.09.2012 00.00 di Gianluca Di Marzio  Twitter: @dimarziotweet  articolo letto 30097 volte
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com

Il volo è pronto, lo aspetta un lungo viaggio. Del Piero non farà come Berbatov: se salirà su quell'aereo destinazione Sidney, non si fermerà al primo scalo tecnico aspettando un'altra telefonata. Ha valutato, riflettuto, ormai deciso. Serve l'ultimo autografo, atteso in queste ore, poi in Australia sono pronti ad eleggerlo ambasciatore del calcio e dello sport. Un ruolo che va al di là dell'aspetto tecnico, un programma ambizioso che Alex sta sposando con quell'occhio sempre molto attento al futuro e alle sue dinamiche. Il suo sogno, a dir la verità, sarebbe stato quello di giocare ancora in Champions. Ma le uniche offerte concrete sono arrivate da Sporting Braga e Olympiakos, non l'hanno affascinato. C'era il Southampton, niente colpo di fulmine. E il Liverpool, troppo tardi. E c'era una promessa fatta a fine campionato, mai con un'altra maglia italiana che non fosse quella della Juve. Ecco perché tutti i sondaggi della nostra serie A sono andati a vuoto, chissà quante volte sarà caduto in tentazione. Gli ha telefonato la Samp, si sono mosse Bologna e Genoa, un pensierino l'ha fatto pure De Laurentiis che magari avrebbe studiato anche un film sulla sua carriera, chissà. Persino il Milan gli ha lanciato segnali indiretti, storia di pochi giorni fa. Messaggi e approcci da intermediari, la solita risposta negativa. E quella voglia di rispettare il patto con il tifoso bianconero. Provando così un'esperienza nuova, lontano da casa ma non dal cuore. Il contratto con Sidney è pronto, fogli e penna sono in Corso Marconi a Torino, dove è stato raggiunto l'accordo tra gli australiani e il suo entourage (Stefano, il fratello-manager, e il consulente Dario Tosetti). Serve l'ultimo scatto, al momento non sono previste finte e dribbling a sorpresa: tutto infatti è pronto per annuncio e conferenza stampa. Continuano così le operazioni per gli svincolati e per chi ha avuto la deroga, soprattutto il Vicenza che ha preso Lazcko (prestito) e Padalino (definitivo, contratto biennale) dalla Samp e adesso chiuderà per Gavazzi al Catania in cambio di Keko, Paglialunga e conguaglio. Il resto del mercato prende fiato, c'è da smaltire l'adrenalina degli ultimi affari. A proposito, Galliani in Lega ha confermato che per Bojan è stato fissato un diritto di opzione (ovvero di riscatto) con il Barcellona che ha poi ulteriore facoltà di intervenire ricomprando il giocatore per ultimo. Le cifre dovrebbero essere queste: 15 milioni se il Milan vorrà acquistarlo, circa 18 se il Barca deciderà di riportarlo a casa. Dove, pero', i rapporti con lo staff tecnico sono tutt'altro che idilliaci. Prima Guardiola, poi Villanova: nessuno dei due ha mai veramente creduto in Bojan (lanciato invece da Rijkaard), il rapporto si è poi incrinato definitivamente quando l'agente di Pep ha cercato di prenderlo in procura, assalto non riuscito. Il papà di Bojan, pero', è stato per una vita osservatore del Barcellona: il fiuto di quelli giusti, l'istinto che ha portato al Camp Nou gente come Keita, Abidal e Yaya Touré. Poi la decisione di seguire il figlio a Roma, l'addio a quell'incarico da apprezzato talent scout, un feeling rimasto comunque buono con la società e in particolare con il presidente Rosell. Da qui la decisione di mantenere quello spiraglio aperto per un suo possibile ritorno. E Giuseppe Rossi, invece, rientrerà davvero in Italia dalla porta principale? Si parla molto di Fiorentina, in questi giorni. Idea da impostare per gennaio, approfittando di una corsia preferenziale con il Villarreal dopo gli arrivi di Borja Valero e Gonzalo Rodriguez. Devo dire la verità, per il momento non ho trovato grandi riscontri. Evidentemente il piano non è ancora partito. Oppure nella testa del Pepito c'è più quella Roma che ha lavorato a fari spenti e a lungo per riportarlo nel nostro campionato. Alla fine, ha prevalso la necessità di verificare l'esito della seconda operazione, per rivederlo di nuovo in campo almeno ad allenarsi e chiudere così per l'inizio del 2013. Spendendo di più, verissimo, ma con meno rischi sul suo pieno recupero fisico. Gennaio, il pensiero già viaggia verso il mercato che riapre. Con la Juve che insisterà su Llorente o tornerà su Drogba, se davvero lo Shanghai deciderà di ridimensionare i suoi investimenti. Dalla Cina con furore: durante la prossima sessione invernale, Marcello Lippi vorrà piazzare due colpi per il suo Guangzhou, il figlio Davide l'ha appena raggiunto per pianificare le prime mosse. Il volo, in questo caso, è partito e già arrivato.

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