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Editoriale

Il Napoli a Bilbao dovrà essere più furbo di quanto non lo fu a Dortmund. L'accesso ai gironi Champions darà il via ad una pirotecnica chiusura di mercato. Inler verso il Monaco. E in tre aspettano l'ok di De Laurentiis

Laurea in Giurisprudenza, scrittore, giornalista professionista, radiocronista dal 1985 e telecronista Mediaset Premium per le partite del Napoli. Corrispondente di Tuttosport, coordinatore per Piùenne, produce e conduce "Si gonfia la rete"
24.08.2014 00.00 di Raffaele Auriemma   articolo letto 34401 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Napoli a Bilbao, avvertenze per l'uso. Regola numero uno: evitare accuratamente il ripetersi della sciagurata trasferta a Dortmund. Ricordate? Era il 26 novembre e tutti sapevano che al Napoli sarebbe stato sufficiente il pareggio per garantirsi l'approdo agli ottavi di Champions con una giornata d'anticipo. Di contro, il Borussia vicecampione d'Europa fu accompagnato in campo dalla disperazione di chi sapeva che solo la vittoria l'avrebbe tenuto in corsa per il prosieguo nella competizione continentale. L'esito di quel match resta scolpito nella memoria dei tifosi azzurri, sconcertati da una sconfitta (3-1) che avrebbe potuto essere di proporzioni addirittura mortificanti se Pepe Reina non fosse assurto al ruolo di salvatore quanto meno dell'onore. Ora, è vero che il bello del calcio si sostanzia nell'esaltazione del gesto tecnico, però leggendo Machiavelli ci accorgiamo che il fine giustifica sempre i mezzi e la ragion di Stato, talvolta, prevede l'opportunità di un gesto altrimenti sconosciuto: la cautela. Un sostantivo da spendere quando la posta in palio è troppo alta e il rischio di uscirne a pezzi ti consiglia di adottare una condotta meno sfrontata, strategicamente più avveduta. Siamo certi che stavolta il Napoli non andrà all'arrembaggio con la sciabola sguainata, sarebbe un suicidio nella piena consapevolezza del gruppo basco, compatto, sereno e convinto che Benitez nemmeno stavolta studierà accorgimenti tattici particolari per disinnescare la copertura del suo "conlega minor" Valverde. Attenzione, non si sta chiedendo a don Rafè di sconvolgere tutta la sua letteratura tattica con un bel catenaccione di herreriana memoria, bensì di farsi furbo in un momento-chiave della stagione partenopea. Anche perché, presi uno ad uno, il Napoli è di gran lunga più forte dell'Athletic e l'impresa a Bilbao non sarebbe nemmeno da annoverare tra quelle di cui scriverne un romanzo e poi leggerlo ai nipotini. La settimana in più di allenamento servirà per dare più continuità ad un gioco per certi tratti anche esaltante del match d'andata, uno spirito bellico che si annida nella rabbia di chi sa che l'1-1 dell'andata non rappresenta lo specchio fedele delle due squadre. Giocherà Insigne? Ci sarà spazio per Inler? E Zuniga, stavolta, sarà convocato? In tre domande le possibili soluzioni, di formazione e di mercato. Sono tre azzurri di lungo corso eppure attraversati da dubbi di impiego, tanto quanto le voci di mercato che li riguardano. I fischi di martedì hanno fiaccato nell'animo un Insigne troppo impulsivo per una realtà sportiva che non gli perdona nulla. Tanto da ipotizzare anche il suo trasferimento in un'altra nazione per restituirgli quel ruolo d'attaccante puro e la serenità d'animo. Strano pure che Inler non sia sceso in campo nemmeno un minuto con il Bilbao. "Non è al meglio della forma" la spiegazione al dubbio. Addirittura? Inler sta messo così male fisicamente da non riuscire a giocare nemmeno mezzora al suo livello? In mezzo a queste perplessità spunta, poi, la voce di una imminente cessione ai francesi del Monaco e 2+2 torna a fare 4. Una formula aritmetica da utilizzare anche per Zuniga. In campo, finora, solo una decina di minuti nel test contro il Barcellona,
quando Benitez lo utilizzò al posto di Callejon. Poi, nulla più, perché a corto di condizione. Strano, perché ha ricominciato ad allenarsi lo stesso giorno di Mertens (il 28 luglio) che già sprinta come un razzo. Può darsi che il ragazzo abbia esagerato in vacanza e adesso stanno rimettendo in sesto un calciatore che, per svariate vicissitudini, non gioca una gara ufficiale da quasi un anno. Oppure è tra quelli che aspettano l'offerta giusta per dire "ciao Napoli". Napoli in Champions, cosa tutt'altro che improbabile, per sciogliere i
nodi di un mercato che potrebbe riservare altre graditissime sorprese: Sandro del Tottenham, Song del Barcellona e Kolo Tourè del Liverpool aspettano soltanto il "sì" di De Laurentiis per arrivare in prestito.

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