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Editoriale

Il Pagellone di fine anno di serie B: 9 a Cagliari e Crotone, 6,5 al Bari. Avellino e Salernitana...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
23.05.2016 10.03 di Michele Criscitiello  Twitter:   articolo letto 46149 volte
© foto di Federico De Luca

Si è, finalmente, concluso il campionato di serie B. Campionato che si sa quando inizia ma non si sa quando finisce. Infatti mica è finito. Il bello ancora deve arrivare. Il brutto è che il campo continua a contare meno delle sentenze di appello e del collegio di garanzia del Coni. Ma è mai possibile non disciplinare il tutto e arrivare al 23 maggio che dobbiamo ancora aspettare i verdetti del tribunale? Siamo in Italia ma davvero facciamo ridere. I veri sconfitti, quest'anno, sono gli arbitri. Hanno sbagliato molto, forse troppo, e spesso hanno inciso in maniera oggettiva. Nasca il peggiore dell'anno, seguono Ros, Pairetto e Illuzzi. Disastri. Ci sono quelli che si sono salvati: Aureliano, Baracani e la new entry Rapuano. Anche altri sono bravi, ma quelli scarsi sono in maggior numero. Farina dovrà lavorare molto. Paparesta è una vecchia volpe. Lo considero un amico nel calcio, quindi mai potrei polemizzare con Gianluca, ma l'intervista a Sky, appena finita Bari-Trapani, è un colpo di genio. Da ex arbitro, chi meglio di lui conosce le dinamiche e i pensieri di un arbitro e del suo designatore. Attacca l'Aia, chiede rispetto per Bari e vuole arbitri all'altezza per i play-off. Insomma, vi sta avvisando che nei play-off il Bari vuole maggiori "attenzioni". Gianluca - oltre che un grande Presidente - è un grande comunicatore e sa bene quando parlare e quando stare zitto. Bari se lo tenga stretto. Anche se venerdì sera ha fatto il volpone, gli vogliamo bene. Farina, dal canto suo, non è uno sprovveduto e manderà ai play-off il meglio per la competizione e non il meglio per una singola squadra.
Passiamo ai voti di fine anno.

Ascoli Voto 5,5
Salvezza, quasi, tranquilla per essere una matricola. Anche se per i nomi in rosa poteva fare meglio. Una squadra con in attacco Cacia non può soffrire così tanto. Nel corso dell'anno troppa confusione dirigenziale e nel finire poca chiarezza sulle dimissioni di Mangia. Il segreto di Pulcinella. Nel calcio tutti parlano, come se si fosse dalla parrucchiera....

Avellino Voto 6
Dopo un play-off da protagonista, l'anno dopo perdi sempre qualcosa a livello di lucidità. Ci stava l'anno di transizione e la società ha lavorato bene. Come si fa a capire se una società lavora bene? Dai risultati e dal mercato. Primi sei mesi senza Castaldo, lo recuperi e fai cassa con Trotta. Chiudi l'anno e porti soldi per Bastien e forse per Biraschi. Taccone lungimirante. Ad Avellino, ormai, la salvezza non basta più ma quest'anno questo doveva essere l'unico obiettivo. Tesser ha lavorato benissimo per la rosa che aveva a disposizione ma il vero valore gli è stato dato solo quando è stato richiamato per portare in porto la barca dopo la scellerata decisione di affidare la panchina a Dario Marcolin. Unico vero errore, in questi anni, della famiglia Taccone e del Direttore De Vito. Tesser è un signore e ottimo allenatore. Marcolin grande opinionista televisivo ma va tenuto lontano dai campi di calcio. Modena, Padova, Catania ed Avellino... I jolly sono finiti. Per il futuro ottima la decisione di ripartire da Mimmo Toscano.

Bari Voto 6,5
Quinto posto giusto e ottimo risultato. Il pubblico può essere l'arma in più nei play-off. Con Nicola o con Camplone il risultato non cambia. La squadra è forte avanti ma ballerina dietro. Soffre troppo le ripartenze degli avversari. A gennaio ottimo acquisto di Dezi dal Napoli. Può essere l'ago della bilancia di questo play. O va avanti e arriva fino in fondo perché trova entusiasmo o rischia di naufragare prima di prendere il largo. I baresi comunque devono un grazie alla famiglia Paparesta.

Brescia Voto 6
Come tutte le squadre di Boscaglia, vivono un grande girone di andata e un difficile girone di ritorno. Hanno, però, valorizzato molti giovani grazie al lavoro di Castagnini. Difficile raggiungere i play-off ma il campionato è stato estremamente sufficiente. Le squadre di Boscaglia
attaccano sempre con cinque uomini ma in difesa prendono troppi gol. Se sistema la retroguardia, diventa un allenatore da serie A.

Cagliari Voto 9
Grandissimo campionato, mix perfetto tra Rastelli, Capozucca e Giulini. Ci sono state tutte le componenti per tornare in serie A facendo un botto di punti. Il Cagliari è l'emblema della B e l'ha stravinta non rischiando mai di perdere la promozione diretta. Il problema dei due mesi con poche vittorie era dettato solo dal fatto che prima aveva vinto troppo spesso e la gente si abitua troppo bene. Gestire così tanti big per la categoria non è facile. Rastelli è stato un fenomeno nella rotazione dei calciatori e bravissimo a tenerli tutti sul pezzo, sempre. Anche dopo l'aritmetica promozione, il Cagliari ha continuato a vincere. Si chiama mentalità! Voto 10 a Giulini per come ha sempre tutelato Rastelli dalle voci di mercato.

Cesena Voto 6,5
Squadra forte e giustamente ai play-off. Ha avuto fortuna nel calendario a trovare molte squadre, nel finale, già in vacanza. Avrebbe potuto fare molto di più. Ha un play-off per far diventare quel 6,5 un 8. Non sarà semplice.

Como Voto 4,5
Ha iniziato ultima, ha finito ultima e non si è mai schiodata dal ventiduesimo posto. Dolci ha provato a fare il miracolo ma era davvero impossibile. Molti giovani interessanti, pessima gestione di Ganz che ti esplode in casa ma non prendi neanche un euro dalla Juventus e una complessa gestione degli allenatori. Retrocessione giusta. Futuro nebuloso.

Crotone Voto 9
Meriterebbe 10 ma non siamo mai così buoni. Juric ha compiuto una vera impresa, alla quale non avremmo mai creduto. Ursino e la famiglia Vrenna si godono questa promozione storica, frutto del lavoro di tanti anni, ma soprattutto frutto di un'oculata gestione economica. Ha vinto una filosofia di fare calcio. Piaccia o no, questo è un modo diverso di fare calcio. Niente maxi ingaggi ma molto studio dei giovani e accordi con i grandi club per farli maturare in una piazza del Sud, calorosa ma non asfissiante. Ogni mese credevo: ora mollano, ora mollano... sono crollati tutti gli altri ma loro hanno avuto una forza disarmante.

Latina Voto 5,5
Salvezza senza play-out e ottimo risultato di Gautieri. A livello societario, qualcosa dovranno fare altrimenti il problema è solo rinviato. Alcune spese folli non giustificate meriterebbero maggiori controlli.

Livorno Voto 4
Che Nasca abbia sbagliato tutto siamo d'accordo ma che il Livorno sia retrocesso poco alla volta bisogna dirlo. Squadra costruita malissimo da Signorelli, gestita peggio da Spinelli con una rotazione folle di allenatori. Così è ovvio che retrocedi. Colpa principale di Spinelli, a seguire dei calciatori che si sono ricordati troppo tardi cosa vuol dire essere professionisti. Grandi delusioni. La colpa è loro se dopo 12 anni Livorno è tornata in C. I calciatori devono capire che rappresentano delle aziende e devono smetterla di fare i bambini viziati che chiamano i procuratori anche se devono chiedere il permesso per andare al cinema o per pagare una bolletta. Quando una squadra retrocede è sempre perché nello spogliatoio gli uomini sono deboli.

Modena Voto 5
Purtroppo i numeri parlano chiaro. Quando non hai neanche un calciatore in doppia cifra non vai da nessuna parte. Da Crespo a Bergodi le scelte tecniche sono state tutte poco lungimiranti. Taibi ha fatto il massimo ma senza soldi non si cantano messe. Caliendo ha giocato troppe volte con il fuoco e alla fine si è bruciato. Non è una critica ma dopo il play-out dello scorso anno avrebbe dovuto rischiare di meno. Riflettevo, l'altra sera, nella mia testa su quello che due estati fa diceva Caliendo a proposito dei ripescaggi in B. Pensavo a come è strana la vita e come la ruota gira sempre. E' un mio pensiero e resta tale. Dispiace per il Modena.

Novara Voto 7
Proviamo ad avere la lucidità solita che ci contraddistingue per giudicare gli altri ma per fare lo stesso anche tra le mura di casa. Girone di andata perfetto, dopo un inizio difficile e negativo. Brava la società e il Direttore Teti a tutelare Baroni. Poi un Novara da record nel girone di andata e il sogno di agguantare il Crotone. Una si ferma, l'altra va a mille. 8 al girone di andata, 5 a quello di ritorno. Da gennaio la squadra accusa un calo netto ed oggettivo. Anche se delle matricole è l'unica a brillare. Una è retrocessa, l'altra ai play-out e la ripescata si è salvata nelle ultime tre giornate. Il Novara meritava i play-off per quanto fatto vedere per più di metà stagione. Non li avrebbe meritati per gli ultimi due mesi. Teti ha fatto un ottimo lavoro sul mercato. Presa gente che potrà garantire almeno un biennio e tutti a parametro zero con ingaggi normali. Viola, Troest, Casarini, Bolzoni, Da Costa e Lanzafame: quanta qualità! Capitolo Baroni: era reduce da due anni in cui preparava la torta e gli altri se la mangiavano. Quest'anno ha rischiato che arrivassero altri gatti ma poi l'ha conservata bene. Baroni persona dalle qualità morali elevate, allenatore preparatissimo in tutti gli allenamenti. Assistito da un ottimo vice, Del Rosso, che ha fatto compiere un grande salto di qualità a tutti i difensori. Baroni può crescere nella gestione della gara, nella scelta degli 11 iniziali, nella valorizzazione dei giovani e nella gerarchia di uno spogliatoio. Una nota di merito speciale a due giocatori: Felice Evacuo, 13 gol e leader assoluto. Chi diceva che faceva solo gol in C adesso può andare a nascondersi. Il secondo: Paolo Faragò. Grande intuizione di Baroni a metterlo ala destra, lui che è una grandissima mezz'ala. Tempi di inserimento fantastici, segna tanto, gioca in B da una vita ed è solo del '93. La serie A se non dorme lo prende subito.

Perugia Voto 5,5
Sicuramente non può essere catalogata come una stagione positiva. Come nel caso dell'Avellino, dopo un play-off non è mai facile ripetersi; cosa che ha fatto egregiamente il Pescara. Però Bisoli aveva la squadra e ha raccolto meno di quanto ci si aspettava da lui. Con Bucchi sarà l'anno del rilancio. Scelta migliore in panchina il Perugia non poteva fare e ci aveva visto lungo già lo scorso anno, ma non ha avuto il coraggio di prendere un esordiente.

Pescara Voto 7
Un mese e mezzo di vuoto totale, sette sconfitte consecutive e un pareggio con il Latina le uniche note stonate del campionato. La squadra di Oddo vale quasi il Cagliari e sicuramente poteva fare di più con un Lapadula in queste condizioni. La società lavora bene anche se adesso deve centrare la serie A. Sebastiani continua a fare affari con il calcio. Uno dei pochi. Ha capito il metodo e lo sostiene. Mandragora, Fiammozzi, Lapadula, Caprari... Si fa cassa, signori!

Pro Vercelli Voto 6
Con Scazzola o Foscarini la Pro si sarebbe salvata, seppur soffrendo. Soffre meno del previsto e ne esce fuori alla grande. Ottima progettualità di Presidente e dirigenti anche se in attacco bisogna andare più sul sicuro. Foscarini non può rappresentare il futuro. Allenatore buono per le categorie inferiori.

Salernitana Voto 5
Non avrei mai pensato alla Salernitana a rischio retrocessione per tutto il campionato. Avevo grande fiducia in Fabiani e Lotito. Commettono un errore grossolano: non esonerare a novembre Torrente, vero male della squadra. La staffetta Donnarumma-Coda ammazza i granata. Una coppia così deve fare 72 partite da titolare. Solo Cagliari e Pescara avevano una coppia più forte in avanti. Odjer grande scoperta. Difesa debole. Categoria da salvare, stagione da dimenticare in fretta.

Spezia Voto 6,5
4 al girone di andata, 8 al ritorno. Inutile giudicare lo Spezia una sola volta. La prima gestione andrebbe querelata per tutto quello che ha combinato. A novembre erano impensabili i play-off a maggio. Fusco e Di Carlo hanno compiuto un vero miracolo sportivo. Hanno dato ordine allo spogliatoio e sistemato tutto quello che la gestione precedente non aveva capito. Play-off meritati. Dimostrazione che la B è lunghissima e basta giocare bene un girone per arrivare fino in fondo.

Ternana Voto 6
Si salva ed è già un grande traguardo per come erano le aspettative. Perde a zero due calciatori fondamentali come Vitale e Ceravolo, patrimonio del club. Ottimo lavoro di Breda. I tifosi chiedono giustamente un progetto per il futuro. Non si può vivere sempre alla giornata.

Trapani Voto 8,5
Dopo il Crotone la vera favola della serie B di quest'anno. Chi lo avrebbe mai detto. E' la vittoria di Faggiano, la rivincita di Cosmi nei confronti di un calcio che mangia e si dimentica. Lo meritano i tifosi, sempre caldi ed esemplari. Ai play-off basteranno quattro pareggi, ma a Trapani sono intelligenti e sanno bene che non sarà così. Girone di ritorno stratosferico. Squadra costruita con intelligenza. Solida e aggressiva dietro, rapida e imprevedibile davanti. Faggiano continua a scoprire e lanciare calciatori che per molti Direttori non potevano neanche fare la serie D. Citro e Coronado due schegge. Petkovic - se capisce che deve fare il calciatore - può arrivare subito in A ma con la testa giusta. Dietro Pagliarulo è una diga ma il vero artefice è Scognamiglio. Onore alla Sicilia bedda.

Vicenza Voto 5,5
Stagione deludente ma almeno salvata in extremis con l'arrivo di Franco Lerda. E' la salvezza del mister che cercava il riscatto in B e l'ha ottenuto alla grande. Perfetto il lavoro di Lerda che ha rianimato una squadra priva di idee e di gioco. Il problema vero, tuttavia, non è tecnico ma finanziario. Sarà un'estate bollente.

Virtus Entella Voto 6,5
Grandissimo risultato ma parlare di miracolo sportivo non ha senso. Superbi e Matteazzi hanno costruito uno squadrone per la categoria. Chi ha Masucci, Caputo, Troiano e Cutolo? In pochi. Per come si era messa, i play-off non potevano essere falliti. Il calendario finale ha aiutato molto l'Entella che nelle ultime giornate ha giocato con squadre già in vacanza. Nonostante questo, non ha approfittato neanche della frenata delle avversarie. Aglietti si conferma un eterno incompiuto. Con squadroni pieni di big o retrocede (Novara ed Entella) o non arriva mai dove dovrebbe. Si vende bene ma il campo parla sempre una lingua chiara a tutti. La classifica arriva dove i procuratori non possono...

Virtus Lanciano Voto 5
Con tutte le difficoltà che gli abruzzesi hanno avuto quest'anno, il play-out a giugno è già un miracolo. La società ha vissuto un periodo buio ma con dedizione e dignità lo ha superato. A gennaio la rivoluzione, da lì sembrava che la squadra dovesse fare 4 punti fino a maggio. Invece ha ottenuto grandi risultati, seppur abbia perso tutti i big in inverno: Piccolo su tutti. Il vero artefice si chiama Luca Leone che lascerà Lanciano per andare a Pescara. Promozione strameritata. A prescindere dai play-out, purtroppo non sembra un club con un grande futuro davanti.

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