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Editoriale

Il pane e salame di Sarri meglio del caviale di Benitez. Chiediamo scusa a Pradè e a Firenze. Attacco a Infront: ecco come vogliono far saltare il calcio. "Pazza serie B"

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
19.10.2015 18.26 di Michele Criscitiello  Twitter:   articolo letto 58996 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Tra serie A, serie B e Lega Pro è stata una giornata emozionante. Le conferme arrivano dal Milan che non riesce ad avere uno sprazzo di gioco e dal Torino dell'era Cairo che con il Milan non riesce mai a vincere. Il Verona di Bigon è in una difficoltà pazzesca nonostante investimenti importanti. A Carpi hanno capito che sarà solo una passeggiata mentre a Frosinone sognano perché quei 7 punti fanno ben sperare per il futuro. A Bologna è buio totale. Corvino deve intervenire perché, se pensa di difendere Delio Rossi fino alla morte, rischia di saltare insieme al tecnico. Ci arrivano voci di un Delio bollito pronto per il prepensionamento. Forse non ha più cattiveria né voglia di combattere. Sta di fatto che questo Bologna ha un elettroencefalogramma piatto. Destro rischia di finire la carriera prima di cominciarla e sarebbe grave fare un pessimo campionato con una proprietà così forte alle spalle. In Lega Pro si nota il Pisa scaltro di Gattuso che perde 2-0 a Carrara ma rimonta e pareggia 2-2: bravo Rino. La rivelazione è nel girone B dove Mister Bucchi porta la Maceratese al secondo posto momentaneo dopo il 3-2 al Teramo. Una squadra costruita dal Mister fatta con due peperoni, senza dirigenza e con una proprietà anomala. Crolla la Feralpisalò con la Reggiana mentre Pea a Cremona torna alla vittoria. Piano piano, nel girone C, esce il Matera di Padalino che ha fermato il Benevento, ma di problemi da risolvere ce ne sono ancora tanti. Andiamo ad analizzare, però, lo spot della domenica.

-AVEVAMO RAGIONE NOI-
Un mese fa a Napoli disertavano il San Paolo e insultavano De Laurentiis. Due anni prima osannavano Benitez. Diciamo che ognuno deve fare il proprio mestiere. Il tifoso faccia il tifoso, l'allenatore faccia l'allenatore (meglio se è bravo) e il Presidente faccia il Presidente. A Napoli, ieri, erano di nuovo in tantissimi al San Paolo. Se i tifosi fanno i tifosi, il Napoli ha 6-7 punti in più in automatico in classifica. Ieri è stato uno spettacolo e anche chi ha perso deve essere fiero dei suoi 90 minuti. Sarri si è presentato con la valigia di cartone e un anno di contratto. Attenzione: giudicare il lavoro di una società o di un allenatore sulla base dei risultati è pura follia. Gli addetti ai lavori hanno il compito di andare oltre il risultato. Altrimenti prendiamo mia nonna Lucia, le diciamo che il Napoli ha vinto e lei vi risponderà "allora è forte il Napoli". Ad un allenatore come Sarri va dato del tempo, la cosa che ci stupisce è che sembra che gliene serva meno del previsto. Il suo gruppo prevedeva che ruotasse attorno a Valdifiori, invece il Napoli si è ritrovato a ruotare attorno ad Allan. Quando c'è il brasiliano in campo il Napoli vince. Ha ridato entusiasmo al gruppo, ma soprattutto ha dato un ruolo ad Insigne e ha ridato le giuste motivazioni a Marek Hamsik. Patrimoni del Napoli che Rafa da Madrid aveva bruciato, in due anni di pessima gestione. Il salame nel pane a Napoli lo preferiscono. Il caviale con lo champagne è roba da ricchi di cui sinceramente possiamo fare anche a meno. La pizza, la bufala e il pane invece non possono mancare sulla tavola azzurra. Sarri ha portato un salame che profuma di caviale. Il Napoli gioca bene, concretizza e ha sistemato con gli stessi difensori una difesa che fino a un mese fa era ridicola. Lui è il maestro del gioco senza palla, i movimenti con la palla lontana e la linea difensiva gestita in una certa maniera. Ha impiegato un mesetto ma poteva richiedere molto più tempo. Ad Empoli Valdifiori era indispensabile per il gioco di Sarri, adesso Allan è il termometro perché in fase difensiva si conferma il leader nel recuperare palloni, come già faceva ad Udine, ma al contrario di quello che gli veniva chiesto in Friuli, Sarri lo manda molte più volte ad inserirsi in area; ottimi movimenti senza palla e tante occasioni per diventare anche un cecchino. Complimenti anche a Sarri. Un altro cresciuto a pane e mortadella. Anche lui all'inizio ha avuto delle difficoltà, nella gestione di De Guzman e nella pressione mediatica subita al suo arrivo a Napoli. Poi, invece, ha capito le regole del gioco e ha iniziato a fare il suo mestiere. Punti oscuri non ce ne sono. Fin quando vinci va bene tutto, quando e se il Napoli non vincerà più rinfacceranno a Sarri lo scarso utilizzo di Gabbiadini.

-NON AVEVAMO RAGIONE NOI-
Dieci, cento, mille complimenti anche alla Fiorentina. A prescindere da come andrà il campionato devo ammettere che il mercato della Fiorentina non l'avevo proprio capito. Sembrava un'accozzaglia di gente pescata in giro per il mondo con un allenatore che avrebbe avuto bisogno di mesi per ambientarsi nel nostro campionato. Mentre a Napoli, forse la maggiore conoscenza di Sarri e Giuntoli, ci ha permesso un certo ottimismo, a Firenze non avevamo capito la strategia di Pradè. A giudicare i singoli e il gioco di Sousa ci inginocchiamo sui ceci. Questa Fiorentina vola. Lo diciamo dopo una sconfitta. Impressiona per il ritmo che ha durante tutta la gara e fa ben sperare per come vola sulle corsie laterali. Se fossi un top club seguirei la Fiorentina solo per vedere come gioca Alonso. Kalinic è stato un acquisto capolavoro. Per lo scudetto crediamo che alla fine saranno coinvolte sempre le solite squadre ma Fiorentina e Napoli quest'anno non dovranno porsi limiti. La squadra che ha giocato meglio, finora, è la Fiorentina. Unico dubbio: i viola rendono quando hanno un ritmo altissimo, dovendo giocare in tre competizioni quanto durerà questa intensità? Speriamo a lungo perché è un belvedere.

-TUTTI GIU' PER TERRA-
Merita un approfondimento l'inchiesta che coinvolge Infront Italy e diversi Presidenti di serie A e serie B. Proviamo a fare delle riflessioni e a dare il nostro contributo, preferibilmente sensato. La Procura della Repubblica mette nel mirino Infront e la gestione dei diritti tv e da lì allarga l'indagine ad alcune società di calcio. Nel tritacarne finiscono Galliani, Paparesta, Preziosi e Lotito. Report, trasmissione settimanale di inchiesta di Rai 3, la scorsa settimana inizia la sua nuova stagione e si occupa della materia. Sembra tutto studiato e tutto ha un filo logico. Il potere che oggi contrasta altri poteri non si può allargare ulteriormente. Si avvicinano le elezioni del Presidente federale, il Presidente della Lega di serie A e tre anni volano per poi ridiscutere dell'assegnazione dei prossimi diritti televisivi. La materia è complicata. Il ruolo di Infront nel nostro calcio non è importante bensì determinante. Senza i soldi recuperati sul mercato da Infront Italy, la serie A sarebbe morta. Da due anni. Di conseguenza anche la B e la Lega Pro. Giochi finiti tutti a casa. Infront si è dovuta inventare un modello nuovo di fare business, nessun altro è riuscito a portare più di 1 miliardo e 200 milioni nelle casse dei club e oggi, come sempre, si prova a sparare al più forte. In Italia non vale la regola "se corro più veloce di te sono bravo" ma vale la regola "se tu corri più di me l'obiettivo deve essere di tagliare le gambe al competitor". Solito schifo. Infront non ha bisogno di difese di ufficio ma sui diritti Tv ha portato a casa il miglior risultato della storia. Non ci raccontiamo storie inutili, come "anche qualcun altro al loro posto avrebbe ottenuto lo stesso risultato" perché il passato insegna che non è così. Si parte sempre da una legge (Melandri n.d.r.) scritta male e interpretata peggio. A Infront si contesta la gestione dei tabelloni a bordo campo di diverse società italiane. Se non ci sono più soldi da raccogliere a livello locale l'unica soluzione era il famoso pacchetto "vuoto per pieno". Se trovo uno sponsor e gli vendo solo il Bari porto a casa 1.000 euro ma se allo stesso sponsor propongo di finire sui campi di Milan, Lazio, Genoa, Bari, Udinese etc etc forse quello sponsor non solo mette 1.000 euro ma ne metterà anche 10.000. Ora la Procura indaga su Preziosi, Lotito e Galliani. Qui il discorso cambia. Se Infront procaccia sponsor e diritti tv e i club gestiscono male questo patrimonio allora è un'altra partita. Preziosi finisce sempre in tutte le mischie e ci ha stufato, Lotito è sempre sulla linea di fuorigioco e Galliani è il vero capo del calcio italiano. Da 30 anni. Ben vengano le indagini, servono per farci capire e per farci sapere quello che non sappiamo. W le inchieste e soprattutto avanti con la pulizia nel nostro calcio. Ma ci auguriamo che sia una pulizia diversa da quella di Catania, dove Pulvirenti ha pagato ma tutti gli altri sono rimasti Santi in Paradiso. Discorso diverso riguarda i soldi finiti, come anticipazioni, nelle casse dei club. Quello sarebbe un aspetto molto grave per eludere la Covisoc ma la Covisoc è una società che andrebbe rifondata, senza motivo di esistere che spara sui piccoli e difende i poteri forti dove la vicinanza con alcuni Presidenti è un dato di fatto. La Procura della Repubblica dovrebbe indagare prima sulla Covisoc e più sui club. Lì si divertirebbe un mondo.

-SERIE B, TUTTO RIBALTATO-
Quando il Livorno volava raccomandavamo prudenza. Con Panucci in panchina e Spinelli in tribuna c'è sempre qualcosa da temere. Il Livorno gioca male e subisce tanto. Stupisce il Crotone di Juric. Sarà il nuovo Carpi? Probabile ma quando parti così forte è più difficile arrivare in fondo con la stessa forza. La B è un campionato strano. Molto. Ho visto dal vivo il Cagliari del mio amico Rastelli. Squadra di altra categoria ma se i calciatori sardi credono di poter vincere con i cognomi sulla maglia, Rastelli farà fatica. In B devi prendere e devi dare calci. Devi correre e sudare sulla prima palla e soprattutto sulla seconda. Il Cagliari deve guardarsi meno allo specchio e finire più volte sul taccuino degli arbitri. In casa squadra imbattibile, in trasferta trova avversari che daranno sempre il 101% nella partita dell'anno. Comunque non avrà problemi, alla lunga, perché nettamente più forte delle altre. Quando hai in panchina Di Gennaro e Cerri e a casa Sau ti metti le mani nei capelli. L'Avellino è penultimo con qualche difficoltà difensiva di troppo: 7 gol subiti al Partenio, nelle ultime due gare, sono troppi. Certamente non è la squadra dello scorso anno ma ora bisognerà prima pensare a salvarsi e poi a sognare annate come quella dello scorso campionato. Sempre più giù la Salernitana. Il problema è Torrente. Il Como fatica ed è sfortunato. Il Vicenza perde a Vercelli ma le squadre di Marino fanno sempre paura mentre al Pescara manca solo una certa costanza di rendimento per iniziare a volare.

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