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Editoriale

Il silenzio di Mancini e la questione arbitrale: ecco perché l'Inter deve tremare. Allegria Juve, sappiamo dove finirà Max. Milan: Sinisa conosce il suo futuro, Balotelli... pure. Napoli: dopo il ko c'è una gran bella notizia

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
16.02.2016 07.48 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 86034 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ho sbevazzato una tazza di Vics Medi Nait, medicinale tipico per influenzati che si vogliono trattare bene. A causa del Medi Nait ora sono fuori come un balcone, anzi, come gli Zero Assoluto a Sanremo. Trattasi di una pozione che la butti giù per tre sere di fila e spazza via ogni cosa, persino il mal di vivere o la pellagra. Sa di veleno, luce al neon e acido di batteria, in più ha un colore verde che ricorda la pancia di taluni rospi. Lo bevi e come d'incanto fai bei sogni, molto spesso legati alla stretta attualità. E quindi nel tuo sogno riesci a battere gli "Stadio" all'Ariston, limoni duro con la Ghenea, salti appena dopo l'azzurro Tamberi e gli "bruci" il neo primato nell'alto, entri a cinque minuti dalla fine di Italia-Inghilterra 9-40 al Sei Nazioni e da solo fai sette/otto mete, poi in totale delirio da febbre + Medi Nait consegni un doposole a Conti, ti confronti con Garko sui Sepolcri di Foscolo e, infine, ti ritrovi a tu per tu con Mancini nel post Fiorentina-Inter. Lo affronti e senza timore gli dici: "Bello mio, col cazzo ti trinceri dietro al silenzio stampa, per 4,5 milioni all'anno ora vai davanti ai giornalisti e come minimo reciti tre Canti del Purgatorio in dialetto jesino". Si tratta come potete capire di un medicinale portentoso che al limite lascia solo qualche effetto collaterale, del genere che "fuori sogno" non riesci a trattenerti e scrivi più corbellerie del solito.
Per questo motivo ora tenteremo un esperimento mai eseguito prima in alcun editoriale di Tmw. Lo scrivente con un'unica parola proverà a stanare voialtri maschietti infingardi. Siete pronti? Siete concentrati? Procedo? Ecco la parola magica: LiveJasmine.
Ora, ci sono due categorie di lettori maschi su Tmw:
1) Quelli che dopo aver letto "LiveJasmine" hanno subito pensato al colore rosso, vecchi sporcaccioni.
2) Quelli che volano.
Ora, avete mai visto un lettore di Tmw che vola? Io no.
Se invece per davvero la parola "LiveJasmine" non vi dice niente, sappiate che esiste un universo parallelo da esplorare molto più immediato e appagante rispetto a quello delle onde gravitazionali einstaniane recentemente scoperto.

Ma purtroppo non è più tempo di perder tempo. Abbiamo già cazzeggiato abbastanza e siamo costretti ad arrivare al punto, al nodo, al dato di fatto: Mancini ci è o ci fa? Ovvero, il tecnico dell'Inter davvero crede di essere in crisi per colpa di una congiura arbitrale messa in piedi da non si sa chi o sta sfruttando la cattiva gestione di Mazzoleni in Fiorentina-Inter per mascherare colpe proprie? Propendiamo serenamente per la seconda ipotesi.
Ci scuserà Mancini Roberto se proprio non riusciamo a condividere il suo fastidio, i suoi labiali, le sue smorfie che sottendono tesi tipo "è colpa loro, non certo mia".
No Roberto, qui la barca affonda e al timone ci sei proprio tu. E, credimi, Mazzoleni o Nicchi non sono iceberg messi in mare per affondarti, semmai scogli che danno fastidio a te come a Sousa (il rigore per la viola era netto) e a tutti gli altri tecnici di serie A. Solo che - in un campionato tutto sommato non viziato da clamorosi casi arbitrali - soltanto uno si sente clamorosamente assediato: tu.
Ora, fingiamo per un attimo che tu abbia ragione e esista realmente una "questione arbitrale". In presenza di un incontro organizzato tecnici-capitani-arbitri cosa fa un tecnico che crede di essere sotto assedio? 1) Si presenta alla riunione e prova a mettere ordine usando la mai bella ma sempre funzionale tecnica del "paraculaggio". 2) Non si presenta e lancia il guanto di sfida a una categoria notoriamente parecchio suscettibile. Hai scelto la soluzione 2) rimarcando nei giorni scorsi che "anche altri allenatori non sono andati all'incontro di Roma". Vero, verissimo, solo che tra questi nessuno quest'anno si è permesso di dire "ho un problema con gli arbitri", nessuno ha detto "si sta meglio in Inghilterra", nessuno ha fatto virtualmente a pugni con il Palazzo. E allora mister Roberto la questione è semplice: possiamo girare la frittata in tutti i modi ma in ogni caso hai sbagliato e stai sbagliando. Sbagli se credi che ci sia un problema arbitrale, sbagli ancor di più se credi al complotto ma in nome della tua superiorità non fai nulla per sistemare la cosa, sbagli all'ennesima potenza se pensi che la soluzione sia tacere, mettere il broncio come certi bambini in palese contrasto con i propri genitori per questioni di caramelle promesse e non comprate.
No, Roberto, non ci siamo: è fuorviante guardare in casa d'altri ma a volte aiuta. Tutti quest'anno hanno avuto il loro momento del cazzo, nessuno si è lagnato o ha dato la colpa a misteriosi agenti esterni: non lo ha fatto Allegri, bacchettato dai suoi stessi dirigenti; non lo ha fatto Sarri, massacrato sulla pubblica piazza da un certo Maradona; non lo ha fatto Sousa, che proprio in questi giorni sta gestendo una niente affatto semplice crisi di rapporti in seno alla società; non lo ha fatto neppure Mihajlovic, massacrato per mesi e mesi e bravissimo a tirar dritto per la sua strada. Ora è lì, a due punti dalla squadra costruita dai giocatori che tu hai preteso ed ottenuto.
Non ci sono arbitri che tengano Roberto, ci sei solo tu che devi semplicemente tornare a dare certezze, quelle che avevi lo scorso autunno e ora hai tolto a tutti: giocatori, ambiente, società, soprattutto a te stesso, perso come sei a combattere battaglie personali e a controllare che nessuno si azzardi a spettinarti il ciuffo. Più fatti e meno musi lunghi, altrimenti dopo aver perso i punti rischi di perdere anche la fiducia degli ultimi che credono sia possibile rimettere la nave in bolla. Si può fare solo a patto che tu scelga di stare al livello di noi comuni mortali, semplificando le cose in campo e a livello di comunicazione. Poi, per carità, siam bravi noi a parlare e - come si dice - tra il dire il fare c'è di mezzo il mare. Solo che al momento oltre a "non fare" hai scelto anche di "non dire" e così proprio non si può andare avanti.
Prendi Allegri, per dire. Gli dicevano che era una brutta copia di Conte. Lui? Muto e sorridente. Poi gli dicevano che era un miracolato dei senatori di Conte. Lui? Muto e sorridente a realizzare la più incredibile rimonta mai vista in Serie A. Ecco perché Allegri- voci di corridoio a parte - non divorzierà dalla Signora. Comunque vada questa stagione la sua storia in bianconero andrà avanti. Certo, bisognerà "ungere" con un ritocco all'ingaggio, cosa che Marotta e gli Agnelli saranno disposti a concedere perché fessi non sono, figuriamoci poi in caso di miracoloso passaggio del turno in Champions. Il Chelsea? Se vogliono gli inglesi possono offrire cifre spaventose ad Allegri e a tutti i suoi fratelli, ma al momento in vantaggio c'è un altro allenatore, uno già informalmente contattato e che terminerà il suo ciclo azzurro appena finiti gli Europei.

Due righe su Sarri e il Napoli, tornati con le ossa rotte da Torino. Il tecnico dei partenopei ha fatto capire che dal mercato si aspettava qualcosa in più, ma non ne ha fatto una questione di stato con il suo presidente. Più probabilmente ci è rimasto male perché in qualche modo sa di aver sbagliato. Allo Juventus Stadium a un certo punto ha scelto di accontentarsi, di puntare al pareggio; una decisione se vogliamo logica ma molto poco in linea con la sua filosofia, quella di un allenatore che cerca sempre di imporsi. Con Bonucci fuori uso il Napoli avrebbe potuto fare male, invece per la prima volta il tecnico toscano ha tirato i remi in barca ed è stato punito. Poco male, il campionato è ancora tutto da decidere e non è certo un punto di distacco a metà febbraio che può fare la differenza. Lo sanno molto bene i tifosi del Napoli, spesso accusati di "non saper gestire gioie e delusioni" e invece accorsi in massa sabato notte per salutare la loro squadra. Bravi, bravissimi.

Chiusura sul Milan, su Mihajlovic, su Balotelli. Di Sinisa abbiamo già detto, sta facendo il suo dovere alla grande forte di un lavoro - semplice ed efficace - che è sotto gli occhi di tutti. Anche della proprietà rossonera, per dire, chiamata nelle prossime settimane a decidere chi sarà il futuro allenatore. La conferma sarà certa solo in presenza del terzo posto, viceversa il tecnico serbo pagherà ben oltre i suoi demeriti. Sono le contraddizioni del club che oggi deve gestire un nuovo caso Balotelli, il giocatore che a chiamarlo "giocatore" oggi gli fai un bel piacere. Del ragazzo abbiamo detto tutto in passato e ci tocca rimettere su il disco delle banalità. E quindi: "Che talento sprecato", "forse un giorno maturerà" e fregnacce simili. Se volete approfondire vi invitiamo a leggere il pezzo da noi pubblicato su "ilsensodelgol.it" e intitolato "L'autolesionista". Potrebbe interessarvi.

In chiusura non possiamo dimenticare che ieri l'altro noialtri maschi italiani ci siamo fatti prendere per il culo e per il portafoglio da quegli infami dei ristoratori e dai rispettivi "menù di San Valentino" a 100 euro la coppia vino escluso. Ladri infami loro e pure le dolci metà che "San Valentino non mi interessa perché noi ci amiamo tutto l'anno, però portami a cena a mangiare una cosetta va, ché altrimenti passiamo per snob...". E pensare che Jasmine è perennemente "live", non mangia, non finge di voler pagare alla romana pur avendo lasciato il portafoglio in altra nazione e, soprattutto, una volta fatto zum zum non ti stressa con frasi tipo "una volta mi dicevi cose belle, ora invece ti metti subito a giocare a Candy Crush. Non sarai come quelli che fingono di essere felici in famiglia e poi vanno a trans?". E tu, già in colossale dormiveglia: "Carlo, sei bellissima, non è vero che ti si vede il pomo d'adamo...". (@FBiasin @ilsensodelgol).

Ps. Se non siete ancora stufi e volete approfondire il tema dell'amore legato in qualche modo al mondo dello sport, ecco a voi la lettera di Luca (innamorato della splendida Diletta Leotta di Sky) e la soluzione approntata da noi de "ilsensodelgol". Buona lettura.

Ci scrive Luca.
Luca è innamorato. Molto.
Luca chiede aiuto.
Luca non sa come fare e dice "per favore, pensateci voi, scrivete quattro righe per conto mio, lei deve sapere".
Luca, che dire... ci proviamo.

Ciao Diletta,
scusa se ti do del tu, ma sei la mia ragazza.
Cioè, tu non lo sai, ma è così.
Vedi Diletta, a me la serie B interessa più o meno come il problema legato alla diffusione del Punteruolo Rosso (noto parassita delle palme) nella zona afro-mediterranea: una sega.
A me la serie B interessa solo perché ci sei te, Diletta, che sei la mia ragazza. Cioè, tu non lo sai, ma fidati che è così.
Scusa Diletta, volevo dirti che anche oggi non sono uscito di casa. A occhio è il ventesimo sabato da settembre. Mettici anche i turni infrasettimanali e capirai che trattasi di amore vero, malattia, farfalla nello stomaco.
Resto a casa per vedere te, Diletta, che sei la mia ragazza. Anche se non lo sai.
Ti spiego, Diletta, a me del Lanciano frega come dell'estinzione del cormorano in Guinea Equatoriale: una minchia di niente.
Perché a me interessi tu.
Per dire, l'Ascoli: chi cazzo se ne frega dell'Ascoli? Dell'Ascoli mi interessa solo quando apri quella bocca color pesca e dici "Petagna", "Perez" o "Pecorini". Anzi, Pecorini no, che poi risulti volgare. Volgare tu? La mia ragazza? Impossibile.
Ecco, Diletta, vorrei tanto che apprezzassi il mio impegno, la mia forzata passione legata alle sorti, chessò, del Modena, della Ternana, dell'Avellino, della Pro Vercelli.
Sai quanto interessa a me della Pro Vercelli? Un Pro cazzo. E dell'Entella? Dell'Entella mi interessa solo perché ho scoperto che è la squadra di Chiavari.
Pensa che sabato scorso dopo la diretta mi sono addormentato e ho sognato che andavamo in riva al mare proprio a Chiavari. Tu e io. Ti portavo a mangiare uno spago allo scoglio. Solo che a un certo punto tu mi hai detto: "Scusa Marchegiani, mi passi il pane per la scarpetta?". Mi son svegliato tutto sudato e c'eri tu in diretta che parlavi con l'ex portiere della Nazionale. Che 1) non è il tuo ragazzo perché quello sono io. 2) Ha perso la finale Mondiale a Usa '94, tra l'altro da panchinaro. E quindi, Marchegiani, cazzo vuoi? Vai a Varazze con Sacchi, Mussi, Pizzul e lasciami sognare in pace. Portati anche Di Marzio, così svuotiamo lo studio.
Insomma Diletta, ci sono cose che non capisco. Cioè, io non voglio affatto fare polemica ma ho bisogno di chiederti se ti rendi conto di cosa succede quando ti inquadrano a figura intera e tu "casualmente" (mica voglio insinuare che lo fai apposta, sia chiaro) ti metti di trequarti. Cioè, Dile, non sono un tipo geloso, ma quando sussurri, per dire, "Buona incursione di Pettinari in Como-Vicenza" o "Riprende la marcia del Livorno di Panucci" credo in tutta onestà che a casa nessuno ascolti quel che dici e semmai tutti osservino la curvatura cui costringi vestiti francamente troppo aderenti.
Non si fa Diletta: non lo accetterebbe mister Rastelli, direbbe di no mister Oddo, per siffatta provocazione ti metterebbe in panchina persino mister Festa. Figuriamoci io, che sono il tuo ragazzo. Anche se non lo sai.
E niente, Diletta, ti scrivo per farti sapere che forse non è cosa, forse dovremmo ripensare al nostro rapporto: tu là a parlare di corner con il primo che passa - chessò, Mutti, tra l'altro esonerato - e io a casa costretto a sfruttare le potenzialità dell'On Demand per rivederti dopo che hai lasciato la linea a Trevisani o Compagnoni. Maledetti quelli, prontissimi a fare i galletti con frasi tipo "Grazie Diletta, abbiamo assistito a una gran giornata di seriebbì". Sì, certo, hanno sicuramente guardato la serie B, non tu di trequarti che sembri la Variante Ascari fatta a donna.
Non è giusto Dile, proprio no. Anche noi dovremmo avere i nostri "momenti Ikea", le nostre liti perché io dico "stasera pizza" e tu "No, Sushi", invece dopo 25 giornate siamo sempre allo stesso punto: io in silenzio sul divano e tu che blateri cose che mi riguardano pochissimo tipo "Lapadula allunga in cima alla classifica cannonieri" o "L'Avellino riuscirà a dimenticare il vuoto lasciato da Trotta?". Forse sono messaggi in codice e se è così, ti prego, dimmelo, perché altrimenti per quanto mi riguarda Trotta e Lapadula possono tranquillamente andare a Varazze con Di Marzio e Marchegiani.
Anzi, ci andassero tutti a Varazze: patron Giulini del Cagliari, il Crotone dei miracoli, il presidente Abodi che è sempre tutto "cuore, amore e cartellini Verdi", la serie B intera e soprattutto il bomberone del Novara che Felice Evacuò.
Evacuassero tutti Diletta e ci lasciassero in pace, per una volta soli: io che ti fisso dalla mia tivvù, di sabato pomeriggio, sul divano, e tu che messa di trequarti sussurri a figura intera "Ehi cadetto, sono la tua Spezia, la tua donna Latina...".
Forse succederà Dile, forse no. Ma sappi che non mi arrenderò mai. Che ti seguirò ovunque. Anche in LegaPro. Perché sei la mia ragazza. Anche se non lo sai.
(@FBiasin @ilsensodelgol).


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