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Editoriale

Il Viperetta "convince" Montella e nessuno si chiede come abbia fatto. I "Treni del Gol" sono scomparsi a Catania e il futuro giudiziario di Conte resta appeso ad un filo. Tavecchio, i problemi oltre le banane...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
16.11.2015 12.39 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 76730 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Quando Tavecchio parlò delle banane ci aveva quasi preso. La sua fu una frase razzista e gli stava costando la pelle. Le banane, però, qualcosa c'entravano perché - se Tavecchio avesse detto che siamo "la Repubblica delle banane" - non avrebbe offeso nessuno e avrebbe detto la sacrosanta verità. Siamo stati in grado di far passare i mali del calcio e della Federazione per le frasi di Tavecchio. Certo, chi ricopre un ruolo istituzionale dovrebbe contare fino a mille, ma se vogliamo parlare dei veri problemi del calcio italiano non ci dobbiamo soffermare su Tavecchio che oggi c'è e domani no. Molti tifosi della Samp & Doria (come la chiama Ferrero sui social network) inneggiano il Presidente per aver portato Montella a Genova. Senza dubbio è stato un gran colpo ma perché nessuno, tra Lega e Federazione, entra nel vivo della vicenda e si chiede come mai un personaggio che finisce su Dagospia, un giorno sì e l'altro pure, debba essere considerato credibile. Ferrero fa cinema, insulta le persone e gestisce la Sampdoria senza guardare al domani. Un Presidente che si vede pignorati conti e case come può permettersi uno dei 3-4 allenatori giovani più quotati sul mercato italiano? Vogliamo delle risposte e non le vogliamo da chi ci prende in giro. La Federazione deve vigilare, la Covisoc deve controllare. Non siamo contro la Sampdoria. Così come in estate non eravamo contro il Palermo e lo scorso anno non eravamo contro il Parma. Il tempo cambierà l'opinione dei tifosi. Oggi lo vivono come un attacco alla propria squadra del cuore, domani capiranno che erano semplici avvertimenti dove la puzza di bruciato arriva forte al nostro naso. Ferrero, per il calcio italiano e per l'economia italiana, non può essere considerato personaggio credibile. All'inizio con i suoi show faceva anche ridere, ma Garrone che ha lasciato la gloriosa Sampdoria nelle mani del Viperetta deve tutelare il club. Volpi è considerato il fantasma di Genova, Briatore sta per uscire allo scoperto e Montella torna con il suo aeroplanino. Perché le istituzioni non intervengono con un'indagine su Ferrero? Ci diranno che ha tutti i requisiti per permettersi una società di serie A e ci metteremo, una volta per tutte, l'anima in pace. Non ci siamo messi l'anima in pace per i "Treni del gol" e continueremo fin quando non avremo risposte. I tifosi del Catania ci odiavano quando attaccavamo ferocemente il duo Pulvirenti-Cosentino. Stavano ammazzando il Catania e non spiegavano come mai un dipendente (Cosentino) comandasse più del proprietario. Siamo arrivati talmente in fondo al tunnel che il Catania, in due anni, è passato dalla quasi Europa alla serie C. Però non ci piacciono le inchieste a metà. In Italia funziona sempre così. In estate non avevamo nulla da scrivere e abbiamo dipinto il mostro Pulvirenti come l'unico male del calcio italiano. I numeri delle maglie dei calciatori erano i binari, i calciatori che si erano venduti le partite avrebbero dovuto smettere di giocare a calcio e oltre il Catania sarebbero arrivati deferimenti per tutti gli altri club coinvolti. Siamo a metà novembre: non c'è più una riga su un giornale perché ormai l'argomento non interessa più a nessuno. I calciatori presumibilmente coinvolti hanno trovato una squadra nuova e delle altre società sotto inchiesta non si è più saputo nulla. Un calcio senza giustizia, dove interessa solo fare rumore mediatico per una bomba ad orologeria che esplode quando vuole. Il Catania ha pagato come giusto che fosse ma, ancora oggi, non abbiamo capito i fatti come sono andati e quanti calciatori fossero coinvolti nell'inchiesta. Sembrava la fine delle serie B e abbiamo fatto credere ai tifosi italiani che di partite vere in B ogni settimana ce ne sono due, massimo tre. E invece non è così. In serie A, con l'Atalanta, gioca regolarmente Masiello che sotto confessione ammise di aver realizzato un autogol nel derby Bari-Lecce. Dalla Procura di Cremona abbiamo visto arresti sensazionali e un personaggio come Antonio Conte finire a processo. Oggi non sappiamo ancora se Conte è colpevole o innocente. Andremo agli Europei con un CT che attende di essere processato. La Federazione francese ha dichiarato qualche giorno fa che saranno convocati solo calciatori con una certa integrità morale.
Benvenuti in Italia: il Paese che apre mille inchieste e non ne chiude mezza, dove il vero processo è mediatico e non giudiziario. Vite e carriere spezzate da litri di inchiostro, in attesa di capire se il fatto è stato realmente commesso.

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