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Editoriale

Inter: 7 Pioli per ripartire (e qualche retroscena). Juve: la verità dietro al "caso" Buffon. Milan: i nomi della cordata e uno anche più importante. Napoli: a gennaio arriva...

08.11.2016 08.53 di Fabrizio Biasin  Twitter:   articolo letto 68668 volte
© foto di Alessio Alaimo

Allora, non vi ammorberò con la solita menata della pausa per la nazionale, in fondo questa volta potremo gustarci un partitone con il Lienchestain (non si scrive così, ma fa lo stesso) e quindi è totalmente inutile menarla con la rava e, soprattutto, la fava.
La pausa per la nazionale, tra l'altro, combacia con le Presidenziali Usa che questa notte ci terranno tutti svegli fino all'alba (Io: "Mamma, questa notte c'è Trump vs Clinton!". Lei: "Senti, ieri ho tirato le 22 per vedere Bettarini vs Valeria Marini al Grande Fratello, direi che ho già dato").
La pausa per la nazionale ci porterà, giocoforza, a distogliere l'attenzione dal calcio per guardare altri programmi che solitamente snobbiamo. Di seguito vi invitiamo a fare attenzione, perché mai come in questo periodo la televisione racconta spaccati di vita assolutamente improbabili.

Se legittimamente non vi frega nulla di quanto segue, saltate tutto fino alla frase scritta in maiuscolo "NO ALLA
VIOLENZA NEGLI STADI"

Selezione a caso di alcuni programmi che vi raccontano cazzate.

1) Il contadino cerca moglie.

Come te lo raccontano:
Al "contadino cerca moglie" delle fighe stanno tutto il giorno a spalare merda (letteralmente) o a spremere minne di vacca senza avere secondi fini se non conquistare il cuore del contadino in questione. Il tutto in nome dell'amore e della riscoperta della vita all'aria aperta che è molto importante.

La verità
Le figone in questione hanno capito che il contadino più povero è proprietario di terreni equivalenti ai metri quadri del Molise, altrimenti colcazzo perderebbero tempo a giocare a margheritine. Il piano delle figone è molto semplice e si divide in due fasi: 1) Far finta di amare il contadino in modo da acquisire crediti per poi farsi eliminare di proposito ed essere chiamate a fare le ospitate dalla D'Urso. 2) In caso di improvvido sposalizio con il contadino, vendere l'appezzamento grande come il Molise, abbandonare le vacche all'autogrill e sputtanare tutti i soldi in apericena in centro a Milano, Roma, Mexico City o comunque lontano dalla campagna, che è un posto bello solo per Toto Cutugno (cantava "Voglio andare a vivereeeee in campagna" ma vai a sapere se ha mantenuto la promessa).

2) Il Grande Fratello Vip.

Come te la raccontano:
Personaggi importanti del mondo della televisione e delle arti, collezionano figure di merda in diretta tv senza provare la benché minima vergogna in quanto inconsapevoli.

La verità
La D'Urso non aveva più ospiti oltre a quelli de "Il contadino cerca moglie" che però le insozzavano lo studio di merda di vacca. Da lì la scelta di organizzare il Grande Fratello Vip, colossale fabbrica di "ospitoni da combattimento", ognuno con la sua storia disperata da raccontare.

3) Uomini e Donne di Maria de Filippi

Come te la raccontano:
L'Italia è il Paese dell'amore, tutti sognano un compagno e per farlo non c'è niente di meglio che andare in studio dalla De Filippi e poi fare delle "esterne" per capire se può nascere uno straordinario e per nulla indotto amore con uno sconosciuto.

La verità
A nessuno gliene frega un cazzo di nessuno. Se non urli non ti vogliono e dicono "non mi sei arrivato". Se non ti vesti male non ti vogliono e ti dicono "non mi sei arrivato". Se tu dici "Maria, abbandono lo studio!" e non gli interessi, ti dicono "Salutamiassoreta". Se tu dici "Maria, abbandono lo studio!" e gli interessi, troveranno un modo per farti tornare. Se "in esterna" non parli male di qualcuno ti diranno "non mi sei arrivato" e ti cacceranno, se insulti tutti e crei casini bestiali tipo che scoprono che "sei lì per le telecamere!", ti terranno lì per molto tempo, persino fino a primavera. Se il potente Gianni Sperti si sentirà insidiato nel suo ruolo di opinionista, in quel caso troveranno un modo per cacciarti con frasi tipo "non mi sei arrivato", "sei qui per le telecamere!" o "levati dai coglioni". A quel punto al posto tuo scenderanno da una scala altri fenotipi di "Uomini e Donne" vestiti come il compianto David Bowie senza essere David Bowie e con in mano una rosa.
Tutte queste cose non contemplano la versione "per vecchi", ovvero la categoria che fa ascolti da Sanremo. Nella versione per vecchi vale quasi tutto, anche che uno di 90 anni dica chiaramente che vuole fare un "giro di mazurca" con una coetanea. Tu pensi "minchia, ma non staranno esagerando?", loro fanno finta di nulla con la scusa "massì dai, che simpatici vecchietti".
In tutto questo bailamme, l'impostazione iniziale ("l'amore al centro di tutto!") come capite è una pura scusa per creare una specie di "apocalisse mediatica" in cui solo per questioni di format alla fine due fingono di innamorarsi, ma appena arrivano al parcheggio si dicono "zia, io stasera ho un'ospitata, e comunque non mi sei arrivata". Maria De Filippi è un genio. Barbara D'Urso lo sa, infatti le fotte gli ospiti.

4) Tale e Quale Show

Come te la raccontano:
Dei vip a caso oltre a essere molto bravi nelle loro cose sanno imitare dei cantanti e lo mostrano al mondo.

La verità
Gabriele Cirilli ha evidentemente trovato il libro segreto della Rai con il quale tiene in scacco tutta la dirigenza di Viale Mazzini. Per tenerlo buono hanno inventato questo programma dove lui imita con discreto successo chi cazzo gli pare, persino Suor Cristina o Jessica Rabbit, quella del coniglio Roger. Gli altri vip tipo Enrico Papi sono comprimari che sanno come funziona il cucuzzaro e alla lunga si accontentano di fare delle ospitate dalla D'Urso.

5) Maurizio Costanzo Show

Come te la raccontano:
Costanzo, con il suo proverbiale garbo e la sua ironia, intervista da 432 anni personaggi della politica e del costume.

La verità
Maurizio Costanzo oltre al libro segreto della Rai custodisce anche quello dell'Italia intera. Lui non va dalla D'Urso.

6) X Factor

Come te la raccontano:
Aspiranti cantanti professionisti vengono selezionati da una giuria di esperti e provano a entrare nel difficile e luccicante mondo della musica.

La verità
Anche se vai in finale, un mese dopo tornerai a cantare ai matrimoni. Se non sei Mengoni è tutto inutile. Lorenzo Fragola ha provato a essere Mengoni, ma poi si sono accorti che era Lorenzo Fragola. L'altra cosa che puoi fare è provare a sederti sulla sedia del giudice e sperare che non se ne accorgano. Alvaro Soler ci è riuscito.

Potremmo andare avanti all'infinito ma poi dicono che scrivo troppe cazzate e comunque mi son già rotto le balle.

NO ALLA VIOLENZA NEGLI STADI

Parliamo di calcio.
Stefano Pioli è il nuovo tecnico dell'Inter. Per carità, manca l'ufficialità ma ieri lo abbiamo visto entrare in sede con tanto di berretto di lana, il ché fa propendere per il sì. La decisione nerazzurra arriva dopo una settimana piuttosto allucinante, passata a "selezionare" e "provinare" i vari candidati.
Prima considerazione: la faccenda "casting" ha fatto sorridere molti, sottoscritto compreso, ma non è detto che sia per forza una stronzata. In ogni caso i precedenti tecnici nerazzurri erano stati selezionati "senza casting" e le cose non è che siano andate bene. Ergo, meglio uno sfottò in più abbinato a una scelta consapevole, che un mister preso a caso per tamponare il chiacchiericcio mediatico.
Seconda considerazione: Zhang e i suoi uomini avranno anche modi singolari di fare le cose, ma coloro che pretendono di dare lezioni di economia e gestione a un tale che, partito da zero, è diventato uno degli uomini più ricchi del mondo, rischiano di risultare un filo ridicoli.
Terza considerazione: l'Inter ha buttato via due mesi tra polemiche esterne, interne, errori di impostazione, varie ed eventuali, ma resta una squadra da non sottovalutare. Magari costruita con poco raziocino, ma comunque valida. Con un minimo di tranquillità e condizione fisica in più, non è detto che la stagione sia già da archiviare.
Quarta considerazione: pensare a Pioli come a un traghettatore in vista dell'"era Simeone" significa far parte del gruppo di persone/tifosi che hanno già archiviato la stagione. L'Inter non ha "già" pensato a Simeone, magari un giorno lo porterà a Milano, ma non certo perché l'ha deciso in queste settimane.
Quinta considerazione: la scelta Pioli, checché ne dicano in società, è la vittoria della dirigenza "italiana" nei confronti del "super consulente" Kia. Decisioni diverse avrebbero giocoforza imposto a noialtri impiccioni ragionamenti sull'Inter "dei dirigenti scavalcati". Ad ogni modo è consigliabile che al più presto la proprietà assegni ruoli "chiari" ai responsabili nerazzurri. Ad Ausilio, per dire, un paio di mesi fa è stato promesso un contratto biennale che ancora non è stato formalizzato. Nel frattempo è arrivato il nuovo Ceo ad interim Jun Liu, e davvero vorrei dirvi di conoscerlo ma sparerei più cazzate del solito.
Sesta considerazione. Il criticatissimo (anche a ragione, per carità) Mauro Icardi, nelle ultime due settimane: 1) ha chiesto scusa per le puttanate uscite nella sua biografia. 2) Ha segnato un po' di gol. 3) Ha detto "è colpa nostra se con De Boer è andata così". 4) Ha detto "L'allenatore? Io sono pagato per allenarmi e giocare, la società per scegliere il tecnico. Comunque se arriva un mister italiano bene così". Ad avercene...
Settima e ultima considerazione: scelto Pioli, rintuzzata (si spera) la confusione mediatica, ora l'Inter deve imparare (opinione personale) a fare la cosa più importante, e cioè difendere le proprie scelte. De Boer andava difeso, Icardi andava difeso, l'Inter tutta andava difesa da taluni attacchi mediatici spesso doverosi, ma a volte pretestuosi se non addirittura provocatori. I grandi club dimostrano di essere tali nei momenti difficili, durante quelli "facili" beh, son bravi tutti.

Il Milan ha il volto affamato di Lapadula. Scusate se ora entro in "fase retorica", ma ci sono dei giocatori - rari giocatori - che davvero se la meritano. Badate bene, mica per il "golasso" di tacco.
Gianluca Lapadula è un cazzo di onesto attaccante che l'anno scorso ha mostrato di valere più della serie B. E' un giovane promettente? No. E' un talento cristallino? Neanche per idea. E' un predestinato? Ma quando mai. Gianluca Lapadula è semplicemente un bravo attaccante con palle cubiche. Sbarcato in serie A "perché tanto Bacca va via" è finito - complice un infortunio - a far panchina. Ha detto qualcosa? No. A un bel punto è diventato anche riserva della riserva (Luiz Adriano). Ha detto qualcosa? No. A Palermo è entrato nel momento più difficile della gara e aveva la faccia concentrata di chi sa di non essere Van Basten, ma se ne fotte. Gianluca Lapadula ha fatto un gran gol, certo, ma soprattutto ha "sputato sangue" (cit.) correndo dietro a qualunque essere di rosanero vestito. Ieri la sorte ha voluto che Gabbiadini gli lasciasse il posto in Nazionale. A lui, mezzo peruviano. Beh, scusate, ma credo che questa storia andrebbe raccontata ai ragazzini. Più di quella "dei Balotelli" o di tutti quegli attaccanti più bravi e destinati a un futuro calcisticamente migliore. Lapadula, solo 154 minuti giocati fin qui, è l'immagine da copertina di un Milan che dopo gli anni dei successi in serie e quelli del "siamo i più vincenti di sempre ma ora non vinciamo più. Boh...", ha imparato cosa significhi soffrire. Per questo in attesa del closing (a fine settimana Fassone tornerà dalla Cina dopo proficuo viaggio, gli investitori dovrebbero essere 5 tra cui il fondo a partecipazione statale Haixia e aziende importanti nel ramo delle assicurazioni - Ping An - e dell'elettronica - Tcl Corporation), il Diavolo ha già comunque tanti e validi motivi per sorridere.

La Juve si lecca le ferite: quelle del campo (buona fortuna a Barzagli, tornerà con l'anno nuovo), quelle causate dalle nazionali (Vinovo resterà praticamente deserta per dieci giorni) e quelle generate da un "caso" che oserei definire ridicolo. Settimana scorsa vi parlavo di Buffon e della sua capacità di "capire" i momenti. Due giorni dopo è saltata fuori la questione "io mi scanso, tu ti scansi, egli si scansa", occasione succulenta per i "cospiratori ad ogni costo" di dire "la Juve di Buffon manovra ai danni della serie A". Cazzate. Mettiamola così: Buffon probabilmente ha davvero redarguito i suoi compagni di squadra, ma non stava dicendo "qui si levano dalle balle perché lo decidiamo noi", semplicemente voleva elettrizzare uno spogliatoio troppo abituato alla vittoria. Chi ci vede del marcio, scusate, ha evidenti manie di persecuzione.
Per motivi diversi, ma con lo stesso "presupposto pressappochista", è davvero allucinante il continuo assedio rivolto ad Allegri. Come si fa a essere schizzinosi di fronte a una Juve certo non sfavillante, ma stra-prima in classifica? Come si fa a non capire che le squadre cambiano inevitabilmente a cavallo della sosta natalizia e, quindi, dire "quando arriveranno le partite da dentro o fuori la signora certamente soccomberà" è una palese boiata? Ma son punti di vista, per carità.

Infine il Napoli, la squadra a cui "manca l'attaccante". Ormai lo sanno tutti e tutti lo dicono. A prescindere da ogni considerazione, quello che manca davvero in questo momento è un po' di pace. Le parole di Milik ("spero di tornare in primavera") hanno quantomeno dato delle certezze: a gennaio il club cercherà un bomber. Pavoletti è il sogno neanche troppo nascosto (per far vacillare Preziosi serve una super offerta, ma l'affare non pare impossibile), Zaza l'alternativa (in questo caso la trattativa pare più semplice), Mitrovic (22enne serbo del Newcastle) il "terzo incomodo" buono più per il futuro che per il presente. Nel frattempo si chiede a "Sandra" De Laurentiis e "Raimondo" Sarri di stringere un armistizio, in fondo la stagione è ancora tutta da vivere.

Fine. In onore di Pioli vi lascio all'ennesimo superfluo papiro, buttato giù nei giorni "caldi" dei casting. A fra sette giorni sperando che la "pausa" non ci porti l'orchite a grappoli, malattia assai fastidiosa (Twitter: @FBiasin @ilsensodelgol Mail: ilsensodelgol@gmail.com).

Ciao, mi va di raccontarvi la mia vita di merda.
Giuan era Giuan, niente da dire. A volte mi versava addosso l'acqua Santa "perché non si sa mai". Una vera rottura di balle, ma è stato un bel rapporto.
Corrado tutte le volte mi parlava di questa minchia di "gabbia". Io mica capivo. Un bel giorno è scomparso e chissà dove cazzo è finito.
Con Luisito eravamo buoni amici, non c'era tensione. Sapeva che sarebbe durato poco e a un bel punto è tornato a farsi i fatti suoi.
Osvaldo era la mia grande scommessa del cuore: lo adoravo, aveva stile. Ho avuto a che fare con il suo culone un paio d'anni e poi mi ha piantato pure lui.
A Pinna cosa vuoi dire? È durato poco ma sentire il caldino delle sue chiappe "campioni del mondo" è stato appagante.
Ottavio aveva un carattere di merda, litigavamo sempre. Però che uomo ragazzi...
Quando ho visto tornare Luisito ho capito che sarebbe stata un'altra sveltina. A lui piaceva così: una botta e via.
L'inglese Roy non era bello, ma quante risate. Un giorno però accadde qualcosa: c'erano in campo dei tedeschi, mi tirò un calcio, si incazzò come una bestia. E se ne andò pure lui.
Luciano era come Luisito: una bottarella senza impegno.
Per Gigi ho perso la testa. Mi amava e a un bel punto mi fa "devo andare contro la mia volontà". Mi piaceva il suo modo di fare ma evidentemente non era cosa. Un giorno a Torino mi ha piantato lì ed è rientrato in campo incazzato nero. Non ho mica capito perché.
Mircea era uno d'altri tempi: sempre elegante, sempre molto educato. Poi, vi dirò, in realtà era anche un bel mignottone. Uno di quelli che ti dice "vuoi un centrocampista? Te lo do", ma poi all'ultimo non te lo dà.
Quando è tornato Luciano ho pensato: "Dove cazzo è finito Luisito?".
Quando è tornato Roy ho pensato: "Oh cazzo, sarà mica che un giorno torna pure quello della Gabbia...".
Marcello un giorno ha detto pubblicamente che voleva prendermi a calci in culo: era evidente che non poteva nascere non dico l'amore, ma neanche una mezza simpatia.
Marco me lo ricordo solo perché un giorno si è "alzato e seduto" ben sei volte in un'ora e mezza. Dev'essere stato un giorno di merda perché qualche tempo dopo si è levato dai coglioni pure lui.
Ettore non mi dava grande confidenza. Un giorno ho chiesto a Sorondo (eravamo molto amici) se per caso ce l'avesse con me. Mi rispose: "Ma no, è che lui è Vertical".
Corrado era del club di Luisito e Luciano. Un trombamico.
Alberto mi parlava sempre del Giappone. Boh, alla fine mi sa che ci è pure andato.
Quando è arrivato Roberto ero scettica: sempre lì con la sciarpetta, sempre elegantissimo. Beh, mi sono ricreduta: sono stati 4 anni di sesso sfrenato.
Un giorno arriva Lele e mi fa: "Ti presento un amico, per molti è una specie di Dio". In quell'istante non capii. Poi invece sì. Quando mi disse che sarebbe andato via ho pensato che nulla sarebbe stato come prima. E infatti è andata così. Ah, Josè...
Quello dopo non lo voglio nominare: di una pesantezza rara. Sempre a lagnarsi, sempre a magnare. Due maroni...
Leo mi ha fatto male: vi confesso che mi stavo innamorando, era affascinante. Sul più bello mi fa "esco a prendere le sigarette". Voi l'avete visto? Mai fidarsi dei brasiliani...
Giampiero era decisamente un rompicoglioni, ma diciamo la verità: anche noi non abbiamo fatto nulla per farci voler bene da lui. Per dargli fastidio mi coprivano di puntine come alle scuole medie. L'ho piantato in fretta.
A Claudio ho voluto bene. Mi hanno detto che tutta la merda che ha preso in giro per il mondo l'ha restituita con gli interessi. Se l'è meritato.
Andrea era un cazzone: il ragazzo giusto nel momento sbagliato. È stato bello finché è durato.
Porca troia che fatica con Walter: era sempre una sofferenza, una polemica. Io non ero la sua "metà della mela", però in fondo il suo sporco lavoro lo sapeva anche fare.
Quando è tornato Roberto ho avuto dei problemi. Ogni due mesi mi metteva in groppa gente nuova. Sempre chiappe diverse tutte le settimane. E ne voleva ancora e ancora e ancora. Stavo anche per dimenticarmi dei bei tempi che furono, è stato meglio dirsi addio.
Di Frank non so che dirvi, non mi hanno dato tempo per capirlo. Prima mi hanno detto "con lui ti divertirai", neanche il tempo di capirsi e l'hanno rispedito al suo Paese. Ho chiesto spiegazioni, mi hanno detto che era "una decisione inevitabile". Boh, sarà, ma qui mi pare che tutte le volte finisca allo stesso modo...
Ecco, questo è tutto. A volte vorrei innamorarmi e invece mi tocca sempre fare la figura della "puttana", di quella che va con tutti.
Sono la panchina dell'Inter e sapete che c'è? Mi sono rotta.


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