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Editoriale

Inter, futuro Pioli? Manca una dirigenza Top. Roma, Spalletti ha fallito quasi tutto. Avete letto le commissioni nel bilancio del Palermo? Eccole!

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
10.04.2017 10.27 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 26605 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

A De Boer hanno permesso di distruggere l'Inter e ogni volta c'era un alibi diverso. Pioli non ha distrutto nulla se non i sogni dell'Inter costruiti sul lavoro dello stesso tecnico. Alt! Prima che pensiate male vi spiego che non sono un tifoso di Pioli e mai farei un progetto vincente con Pioli all'Inter. Soprattutto se hai una potenza economica di fuoco come ce l'ha Suning. A Pioli vanno detti mille grazie anche se non dovesse raggiungere l'Europa. Ha salvato una stagione vergognosa, ha ridato dignità alla maglia e soprattutto entusiasmo alla tifoseria. E' vero che probabilmente non porterà la barca nel porto e che nelle ultime due giornate ha rovinato tutto, ma quando le stagioni iniziano male rischiano di finire peggio. In questo caso inizia male e finisce male. Capisco che non è il massimo del sollievo per il tifoso interista, ma di questi tempi meglio accontentarsi. Vi dico un'altra cosa: andare in Europa League, per una squadra che vuole ricominciare da zero, è solo una seccatura. Sarà l'estate della rivoluzione e sarà meglio programmarla senza l'Europa di serie B. Un conto è la Champions, un conto la coppetta dei poveri, che con la nuova formula della Champions non avrà proprio più motivo di esistere. A Crotone, Pioli ha preso due schiaffi in faccia che probabilmente lo hanno messo definitivamente a tappeto, ma fermarsi a Pioli è riduttivo. L'allenatore più di questo, diciamo la verità, non poteva fare. E' arrivato dove ha potuto e il problema Pioli si risolve in due minuti. Non lo confermi e prendi un grande allenatore. Vai a spiegare a Suning che ieri l'Inter ha perso a Crotone... Se Pioli non ha un senso, allora, forse anche confermare l'attuale dirigenza non ha un senso. Il mercato estivo è stato bocciato completamente dal campo e se si vuol vincere e fare investimenti forti, probabilmente, questa dirigenza non ha dimostrato di meritare la fiducia dei nuovi proprietari. Piero Ausilio è un ottimo professionista ma forse Suning gli chiede qualcosa che lui non può dare. Lo stesso Gardini sembra un pesce fuori dall'acquario. Per ognuno di noi parla la propria storia. Gardini non ha mai operato a grandi livelli e Ausilio è ancora acerbo per un progetto di rifondazione così delicato. La presenza di Kia, alle spalle dei cinesi, non aiuta il lavoro del Direttore. All'Inter ci sono troppe cose che non vanno: dal mercato, alla gerarchia interna fino all'ultimo problema dei ragazzi della Primavera che giocano su un campo di patate a Sesto San Giovanni. Poi si vantano di fare il Suning Center e la squadra più importante del settore giovanile va a giocare su un terreno pessimo per far contenti gli amici del passato. Ausilio non deve gestire l'Inter come fosse il Real Madrid ma nemmeno avere la mentalità di qualche annetto fa sui campi di Provincia. Se si svincola dal passato, allora, potrà iniziare a ragionare in grande.
A Roma Spalletti, dal suo ritorno, ha fatto un buon lavoro. E' innegabile. Sicuramente ha saputo riconquistare il terreno perso da Garcia e ha recuperato tanto tempo inutile fatto perdere da Walter Sabatini e dalla sua paura delle ombre che lo circondavano. Sabatini ha fatto male alla Roma come un pacchetto di sigarette al giorno fa male al buon Walter. Non voleva esonerare Garcia e ha fatto perdere solo tempo, ha perso tanti giovani italiani di valore bocciati al suo arrivo e ha speso tra commissioni e cartellini un capitale che oggi sarebbe utile a far costruire lo stadio a Pallotta. Non si può citare per danni ma - se ci fosse una legge contro le plusvalenze - andrebbe attuata. Tornando a Spalletti: i punti gli danno ragione ma i fatti gli danno torto. Innanzitutto consiglio a Spalletti un buon ufficio stampa. Ogni conferenza fa danni. Siccome ha detto che se non avesse vinto nulla sarebbe andato via, il suo addio è molto vicino. Se non vincerà lo scudetto non avrà fallito ma comunque non avrà vinto. L'unica competizione dove la Roma può andare a testa alta è proprio la serie A. Il preliminare di Champions grida ancora vendetta, la Coppa Italia persa con la Lazio è stata gestita malissimo e anche l'Europa League è stata buttata via troppo presto. Su 4 competizioni arrivano 3 bocciature e una promozione.
In chiusura, in queste settimane, ho messo il naso nel bilancio del Palermo. Sentivo puzza di bruciato da lontano ma da vicino la puzza non è tanto di bruciato... ma di altro. Allora ho chiesto al nostro Alessio Alaimo di fare indagini su Palermo visto che vive lì. Risultati raccapriccianti. Molte cose Zamparini dovrebbe spiegarle ai tifosi ma prima ancora al suo commercialista. Commissioni da sballo, molte pagate altre finite in tribunale. I paradossi del mercato fallimentare del Palermo sono tutti qui: per Balogh il Palermo ha versato 2 milioni e 800 mila euro per la mediazione del tesseramento alla società Top Sport Consulting. Ripeto, per Balogh. La Top Sport Consulting ricompare spesso nel bilancio del Palermo: 560.000 euro di commissioni per Posavec e 750.000 euro per Trajkovski. Ci sarebbero altri 30.000 euro per la commissione su Cristante ma in confronto sono briciole. Le commissioni nel bilancio del Palermo sembrano prese da Topolino. 1 milione di euro per Cassini. Su Cassini ci sono 500.000 euro di mediazione incassati dalla Calcio Sudamerica LLC e altri 500.000 euro versati nelle casse di Art Sport Management per l'assistenza alla stipula del contratto economico. Così si legge alla prestazione nel bilancio del Palermo. Insomma per fare un contratto a Cassini c'è voluta una società che ha guadagnato 500.000 euro. Alcune di queste commissioni non sono ancora state pagate e ci sono cause in corso tra le società e il Palermo calcio. 10.928 euro se ne sono andati anche per la mediazione del tesseramento di Sviatchenko che, scusatemi l'ignoranza, non sapevo neanche chi fosse prima di leggere il bilancio del Palermo. Società beneficiaria una certa La Manita Ltd. 63 pagine di bilancio per una gestione fuori dalla normalità. Debiti verso i soci per finanziamento 5 milioni (entro il 30 giugno del 2017) e debiti verso le banche 15.530.920 euro (entro i 12 mesi) e 24.933.894 (entro i 24 mesi). Debiti verso i fornitori 25.909.456 (entro i 12 mesi) e 4.470.000 (entro i 24 mesi). Sicuramente non vorremmo essere nei panni di Zamparini. E neanche in quelli di Baccaglini. Troppi tatuaggi e anche con loghi sbagliati.

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