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  La spunterà ancora Higuain, è il goleador della squadra più forte
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  La sorpresa sarà totale: vincerà il falso nove Mertens
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Editoriale

Inter, i perché di un fallimento non annunciato (ma Thohir ha trovato "amici" per il mercato). Milan, venti giorni all'insert coin: ecco chi stringe il patto con il Diavolo. Benitez, Conte, Mihajlovic: via al giro-panchine! Novità su Juve-Tevez…

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
24.03.2015 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 53020 volte
© foto di Federico De Luca

Eccola. Mancava da un po'. Devastante come un discorso a reti unificate del presidente Tavecchio, fetente come la Venier che rivela al nipote cosa c'è nel pacco di Natale il 22 di dicembre ("Bello della zia, è un trenino!" "Ma non l'ho ancora scartato! Zia maledetta!" "Bello della zia, impara da subito che la vita è infame: a te è toccato il trenino, a me Signorini"), inutile come una dieta dimagrante applicata a Valerio Scanu (in due mesi di riso e sabbia avrà perso un etto. A star larghi), contro natura come il colore dei capelli del Mancio: bentornata micidiale "pausa per la Nazionale".
Ti odio, ti odiamo. Un tempo servivi a nulla, ma quantomeno i tuoi Ct ti difendevano e noi pure per far finta che ce ne impipasse qualcosa. Ora invece è lo stesso Ct che in conferenza ti guarda e sembra dire: "Cheballe, c'è la pausa per la Nazionale… Reverendo, chi è di mazzo?". E tu: "Ma come scusi, è materia sua, ci contagi di entusiasmo azzurro!". E lui: "Ma io volevo gli stage! Perché non mi avete dato gli stage! Delle partite frega solo a Marco Mazzocchi, lo sanno tutti". E tu: "Ma adesso c'è la Bulgaria, ci sono i nuovi oriundi, suonerà l'inno di Mameli! Su, si faccia coraggio". E lui: "Eh, che bello, la trasferta a Sofia, gli oriundi, Mameli che non mi fa la fase difensiva... Intanto quell'altro è nei quarti di Champions e tutti gli dicono che è meglio di me. Io invece devo correre all'anagrafe per vedere se Vazquez ha la mamma italiana e Eder il nonno di Monopoli. Pensa te come son ridotto". E tu: "Ma l'azzurro, la Nazionale, l'entusiasmo…". E lui, rivolto a Tavecchio: "Dybala c'aveva un biscugino di Osnate Sotto, perché ci ha detto no limortaccisua?". E Tavecchio: "Vuoi un libro sul calcio scritto da Carlo Tavecchio? Te lo faccio a metà prezzo". Cose così.
E insomma, parliamoci chiaro: Antonio voleva gli stage ma ormai è tanto se gli fanno giocare le partite di qualificazione. Poi, se mai arriveremo in fondo agli Europei, saremo tutti pronti a salire sul celebre carretto azzurro del vincitore. Per il momento invece ci sorbiamo la pausa stracciapalle che porta con sé i succulenti e sempre "sereni" temi del campionato.

Primo tema "sereno" del campionato: il Napoli che si lamenta perché il torneo è falsato e "Tavecchio non può perdere così la sua credibilità". Ma non l'aveva già persa con la storia del libro? E con quella delle banane? Evidentemente aveva molta credibilità accumulata, tipo sei chili, forse sette. In un caso o nell'altro ci sentiamo di dire che, sì, il Napoli contro l'Atalanta è stato penalizzato ma non ha lasciato sul prato due punti per colpa dell'arbitro. Il curioso siparietto Benitez-Mauro in stile "Taxi Driver" ("Ce l'hai con me? Eh? Ce l'hai con me?") ci fa pensare a due cose: 1) Se esistesse il concorso "quanto fa 3 per 2? Rispondi e passa un mese alle Maldive a nostre complete spese in compagnia di Massimo Mauro!" la gente risponderebbe 32432432 o 545344354, al massimo 34434334, ma mai 6. 2) Benitez ha i nervi a fior di pelle e ne azzecca sempre meno. La rosa del Napoli è sufficientemente forte per conquistare l'obiettivo minimo del terzo posto, non dovesse farcela non sarà colpa del "sistema" ma di un tecnico che ancora non ci ha fatto sapere "cosa farà da grande" (e cioè l'anno prossimo) anche se tutti l'hanno già capito. Per il bene della sua squadra Rafa sia più sincero con i suoi tifosi, pensi meno agli scazzi con Mauro e più agli 11 da mettere in campo, solo così potrà sistemare una classifica che ora si fa davvero preoccupante.

Secondo tema "sereno" del campionato: Mancini che ha più punti sulla tessera Fidaty Esselunga che in campionato ma che non si demoralizza perché "con 30 punti in palio può succedere ancora di tutto" (quasi tutto, la Juve è esattamente a + 30) e comunque "i progetti non si costruiscono in 4 mesi". Mancini ha ragione: l'Inter a Genova ha giocato piuttosto bene e 4 mesi sono pochi per buttare tutto all'aria, solo che non si può far finta di niente: tutti si aspettavano di più, lui compreso. Il giorno del suo arrivo il tecnico aveva fatto capire che quasi gli dava fastidio poter "solo" competere per il terzo posto, quindi aveva più o meno garantito la qualificazione all'Europa League. Di proclama in proclama siamo arrivati con i nerazzurri fuori da tutto a primavera appena iniziata. Miseria vera. Il tecnico ha sopravvalutato la sua squadra ma, soprattutto, ha sopravvalutato se stesso: pensava di riuscire a mettere in atto la rivoluzione copernicana schioccando le dita e, invece, il suo "elettrochoc tattico" ha semplicemente messo a nudo i difetti di un gruppo di giocatori che andavano trattati come i bimbi a cui spieghi "L'unisci i puntini" de "La Settimana Enigmistica". "Ecco Medel, da bravo, dopo l'1 tiri una riga con la matita fino al 2. Bravo, ora il 3... Ranocchia! Orcaeva! Dopo il 13 non c'è il 31, c'è il 14!". Il Mancio invece è passato dal "tutti dietro" al "tutti avanti" nel breve volgere di una settimana e il risultato è un mezzo scarabocchio.
Ora, la soluzione è una sola: cancellare e rifare daccapo tenendo presente che la strada intrapresa (quella di un calcio totalmente diverso rispetto a quello del periodo mazzariano) è comunque quella corretta. Potrà l'Inter permettersi di spendere e ricominciare? Così pare. I conti restano e resteranno disastrati per molto tempo, l'Uefa monitora e storce il naso, eppure sappiamo che Thohir ha trovato "amici" disposti a supportare ulteriori spese sul mercato, le stesse promesse a Mancini per costruire un'Inter che il tecnico pretende sia in grado "di lottare per lo scudetto". Riuscirà l'allenatore a mantenere cotanta promessa? Difficile dirlo, di sicuro la parola "scudetto" è stata pronunciata con troppa leggerezza: se le cose non dovessero andare come Mancini spera, i suoi nemici sono pronti a rinfacciargliela con gli interessi.

Le faccende di casa Milan sono quelle relative alla chiacchieratissima cessione-non cessione del club. Con i 3 punti meritatamente conquistati sul campo Inzaghi si è garantito dieci giorni di pseudo-tranquillità, anche se nessuno – neanche lo stesso Pippo - crede a una possibile conferma per la prossima stagione. Nel club dei possibili "nuovi allenatori rossoneri", negli ultimi 45 giorni si sono alternati i seguenti tecnici (in ordine sparso): Conte, Sarri, Mihajlovic, Sabella, Montella, mio zio, tua cugina, altri. A questi aggiungiamo volentieri Ventura e lo stesso Benitez (c'è chi scommette che il buon Rafa si sia fatto una chiacchiera con il grande capo). Noialtri ci limitiamo a dire che, sì, a Berlusconi Conte piacerebbe assai, ma il matrimonio potrebbe concretizzarsi solo e soltanto se saltasse tutto il cucuzzaro federale (Tavecchio in primis). La cosa rimane piuttosto improbabile, motivo per cui al momento sparare cazzate sul futuro della panca rossonera significa, appunto… sparare cazzate.
Berlusconi non ha preso decisioni in merito ma, al contrario, ha le idee chiarissime su quel che vuol fare a livello di gestione del club. Anche in questo caso diffidate da chi vi assicura: arrivano i thailandesi al 100%! No, i cinesi! No, gli americani! La certezza è che il presidente ha concesso udienza ad almeno tre cordate "credibili" e che prenderà una decisione tra meno di un mese quando darà l'ok per la cessione del 30% del club a una sola tra le pretendenti. Dice: "Ma ci sono le penali!". Vero, ma rispetto alle centinaia di milioni in ballo, converrete, le penali fanno il solletico. Chi vincerà il gran concorso "acchiappa il Milan"? Francamente non lo sappiamo, sappiamo che il nostro "insider rossonero" a precisa domanda "c'è qualcosa di credibile nella cessione ai cinesi?" ci ha risposto "il presidente si diverte a vendere a tutti…". In soldoni: per l'"insert coin" lucidamente reclamato dai tifosi sabato scorso è necessario attendere ancora un po'. Ma le monete sono in arrivo…

Chiusura con alcuni piccantissimi "dicono" buttati qua e là.
- Dicono che Tevez vorrebbe tornare in Argentina già il prossimo giugno. Dicono che non andrà così. Dicono che l'Apache rispetterà il proprio contratto e, anzi, avrà un nuovo compagno di reparto piuttosto quotato e con lo stesso accento spagnoleggiante…
- Dicono che Lucarelli non se la sia presa troppo per le tre giornate di squalifica rimediate per aver mandato affanbrodo l'arbitro di Parma-Torino. Dicono che lui e i tifosi siano giustamente più concentrati sul famoso "fondo americano" che il presidente Tavecchio ha garantito "essere interessato al club". Dicono che se l'affare non dovesse concretizzarsi il presidente rischierebbe di essere investito da generale e giustificata "grossa incazzatura gialloblù".
- Dicono che l'Uefa per voce del segretario Infantino abbia dovuto chiarire: "Il settimo posto in serie A non vale per andare in Europa League, fate i bravi laggiù in Italia". Dicono che quelle sagomacce dei nostri dirigenti, sempre ottimisti (pure troppo), abbiano rilanciato: "Ha detto il settimo, magari con l'ottavo salta fuori qualche altra coppetta…".
(Twitter: @FBiasin).


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