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Grandi bomber in Italia: chi la spunterà come capocannoniere?
  Vincerà Dzeko, è il centravanti più in forma della Serie A
  La spunterà ancora Higuain, è il goleador della squadra più forte
  Il trono tornerà ad un italiano, la rivelazione Belotti
  La sorpresa sarà totale: vincerà il falso nove Mertens
  Il titolo tornerà ad Icardi, già re dei bomber nel 2015

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Editoriale

Inter: il mistero dello spogliatoio rovente (e un uomo da non farsi scappare)! Juve, il segreto dietro alla sfuriata di Allegri. I 2 pacchi sotto l'Albero del Milan (ma uno non c'entra col mercato). A Napoli c'è già un vincitore

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
22.12.2015 07.50 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 87727 volte
© foto di Alessio Alaimo

Non son mica tanto bravo a fare i regali di Natale. Non so voi, ma io mi incarto. I commessi dei negozi tra l'altro sono programmati per fottere i fessi come me. "Desidera?". "Vorrei un giochino da spender poco per il nipote di mio cugino che ho visto una volta sola in vita mia e non me ne frega una fava, solo che ho la cena della Vigilia da loro e sa com'è...". "Abbiamo la PlayBox 700Megaton in offerta speciale natalizia a 399euro invece che 420. Un affare, son rimasti gli ultimi 1340 pezzi". "Veramente pensavo più a un pupazzo di Chubecca da 9.90, ché con Guerre Stellari di questi tempi si va sul sicuro no?". "Insisto per la PlayBox, le metto dentro anche il pupazzo di Chubecca e facciamo 405.99 invece che 408.99. Signor Biasin, glielo dico, è un trattamento di favore, se lo sanno i miei capi mi licenziano". A quel punto ci sono quelli che mandano affanculo il commesso, e quelli come me che accampano scuse. "Eh ma forse la PlayBox ce l'ha già...". "Nessun problema, se ce l'ha già gliela cambiamo con un AtariVintage8Bit, va molto di moda sa?". "Eh ma ora che ci penso il bambino è una bambina". "Nessun problema, abbiamo il "Sultanato di Barbie": due ettari di terreno in plastica con annesse tutte le puttanate della Barbie a soli 299 euro. Presa?". "Ora che ci penso alla Vigilia andrò a fare il volontario alla mensa dei poveri di Don Peppe". "Lei è veramente fortunato Biasin, abbiamo del pane dell'altro giorno tempestato di Swarovski per far bella figura con i senzatetto a soli 69.99euro la michetta". "Senta, mi arrendo, mi dia la PlayBox 700Megaton e si levi dai coglioni". "Ottima scelta Biasin, che faccio col Chubecca, lascio?".

È un mondo difficile, insomma, ma non è che lo scopriamo oggi. In ogni caso molto meglio i commessi fotterelli dell'altra grande piaga natalizia: gli auguri su Uozzap. Durante le feste, com'è come non è, tutti diventano più "simpa" e mandano micidiali auguri di Natale ipertecnologici, possibilmente a sfondo porchereccio: c'è Babbo Natale che si ingroppa la Befana, la Befana che si fa i Re Magi, maiale nude che però hanno il cappellino da renna e quindi anche tua moglie invece di prenderti a criccate si fa una risata, ci sono le canzoncine cretine, le catene di Sant'Antonio "che se non inoltri ad altri 100 non trombi per tutto il 2016", o anche l'immagine del bue che dice all'asinello "Oh asinello, oro e incenso ok, ma cazzo è la mirra?" eccetera eccetera. I peggiori, però, sono altri, quelli che gli auguri te li devono fare per forza anche se ti odiano, quelli del messaggino "impostato", quelli che ti scrivono due volte l'anno, a Natale e a Ferragosto (salvo lutti imprevedibili): "Auguro a te e famiglia Buon Natale e un sereno 2015. Famiglia Piperno". E tu: "Piperno, guarda che mi hai mandato quello dell'anno scorso". E loro: "Auguro a te e famiglia Buon Ferragosto. Famiglia Piperno". E tu: "Guarda che hai sbagliato ancora Piperno". E loro: "La famiglia Piperno ti è vicina per la scomparsa del tuo caro, sentite condoglianze". E tu: "A Pipè, ma vaffanculo!". Solitamente a questo punto non parte la "spunta" su uozzap e ci risente a Ferragosto. Salvo lutti imprevedibili.

Direi che a due passi dal Natale anche noi possiamo azzardare un editoriale "un po' così" e sbizzarrirci con i nostri più sentiti auguri di Buon Natale (in rigoroso ordine accazzo).

MR. BEE

Auguri a Mr Bee, ovunque egli sia. Doveva essere il suo anno e quello di un Milan più ricco grazie ai soldi raccattati qua e là in giro per il mondo. Dopo mesi passati a inseguire la notizia, a registrare dichiarazioni come  "entro otto settimane si firma", o "domani è il giorno buono", fino a "anche oggi si firma domani", al momento trapela che "l'affare si farà" ma anche che "Silvio è troppo innamorato della sua creatura". A sensazione in futuro di Mr Bee si parlerà come di una creatura mitologica, metà broker thailandese e metà rappresentante del Folletto.

GIAMPAOLO

Auguri a Giampaolo, mister dell'Empoli. L'anno scorso era finito in Lega Pro a Cremona, prima ancora era stato esonerato da chiunque, al punto che Zamparini aveva pensato di assumerlo perché "un pezzo così pregiato non posso non averlo nella mia collezione privata"; da Brescia era scappato perché rischiava le mazzate e, insomma, dopo un passato fatto di "questo qua diventerà il numero 1" e rumors di chi lo voleva tecnico alla Juve, s'era completamente perso. Corsi lo ha scelto per il dopo Sarri: rischiava la fustigazione. Ora l'Empoli ha 9 punti in più dell'anno scorso e praticamente è già salvo. Bravo Corsi, bravissimo Giampaolo.

ALLEGRI

Auguri ad Allegri, mister della Juve. Ha vinto lo scudetto, la Coppa Italia, è arrivato in finale di Champions, gli hanno tolto Tevez-Pirlo-Vidal, ha chiesto Oscar e gli hanno dato Hernanes, hanno detto di lui che era il "raccatta idee di Conte", gli hanno dato del bollito, del miracolato, di quello "che farà fatica a salvarsi". E lui zitto. Sempre. Anzi no, una volta ha parlato: "Vedremo a Natale". Natale è arrivato, la Juve è a 3 punti dalla vetta, negli ottavi di Champions, nei quarti di Coppa Italia, il mister ha fatto fruttare Dybala, Alex Sandro, Mandzukic, persino Zaza se vogliamo, Khedira infortuni a parte ci ha pensato da solo e Rugani (il meno impiegato) avrà spazio a chili nel 2016 secondo la logica allegriana dell' "ogni cosa a suo tempo". Si è congedato dal 2015 con "il lancio della giacca", segno che ha più fame ora dell'anno scorso. Due mesi fa si diceva "Non mangerà il panettone". Se l'è sbranato portando avanti la cultura del lavoro e del "non abboccare alle provocazioni". Azzardiamo? Per una volta non è stata la Juve che ha fatto crescere il suo allenatore ma l'allenatore che ha guidato la società in un momento difficile. Mica poco.

MANCINI

Auguri a Mancini, simbolo della rinascita nerazzurra. La sconfitta con la Lazio rende il finale del 2015 un po' più amaro, ma non intacca una prima parte di campionato riuscita talmente bene da sorprendere persino il suo artefice. Mancini ha miscelato i cocci della vecchia gestione a una mare di nuovi acquisti riuscendo prima di tutto a formare un gruppo. A lui è stato chiesto di tornare in Champions League: un obbligo più che un obiettivo. Dopo 17 giornate sappiamo che ce la può fare anche se non sarà affatto semplice. I critici dell'ultim'ora, quelli che ricordano solo il risultato del giorno prima sono già tornati alla carica: "E' un miracolato, con la Lazio ha sbagliato tutto, l'Inter si è rivelata poca cosa, lo spogliatoio è una polveriera (ne parliamo in fondo)". Lui andrà dritto per la sua strada, con la consapevolezza di non essere un genio quando "inventa" gli 11 e vince e neppure un cretino quando sbaglia qualche mossa e inciampa. Se il giorno dopo il mini-derby perso in Tim Cup (agosto) avessero quotato l'Inter in testa a Natale, quanti avrebbero scommesso anche solo un euro?

AUSILIO

Auguri ad Ausilio, l'altro artefice del risveglio interista e gran promotore del detto "fare le nozze con i fichi secchi". Potendo gestire pochi quattrini il ds nerazzurro ha realizzato un vero e proprio capolavoro sul mercato. A gennaio starà tranquillo, pochi innesti e solo se qualcuno chiederà di essere ceduto. Biglia e Candreva sono obiettivi impossibili da raggiungere se non tramite l'innesto di quattrini freschi che Thohir in questo momento non può garantire (anche solo per la questione "occhi dell'Uefa puntati addosso"), Calleri arriverà a giugno solo se la squadra raggiungerà la qualificazione alla Champions. Viceversa toccherà ricominciare con la logica dei "vendo questo, prendo quello, pago un po' ora e un po' più avanti" nella quale l'uomo mercato dei nerazzurri è il migliore. Sempre che le sirene del Tottenham non si facciano più insistenti: a Londra vogliono Ausilio a tutti i costi, ma non è detto che in questo momento preferire gli Spurs sia una scelta vincente, se non dal punto di vista dello stipendio (motivo più che valido, per carità).

GARCIA

Auguri a Garcia, tecnico massacrato. Molto, moltissimo anche dal sottoscritto. Eppure è ancora lì, sulla panchina più complicata che c'è, a 4 punti dal primo posto in campionato e con un ottavo di Champions da disputare. Ha sbagliato a comunicare, ha sbagliato a gestire, spesso ha sbagliato formazione, ma l'abbraccio di domenica dei suoi giocatori (gran bel gesto) vale più di tante cazzate o retro-pensieri: lo spogliatoio è ancora con lui, segno che in fondo tanto detestabile non deve essere.

HERNANES

Auguri a Hernanes, brasiliano triste. Alla Lazio sembrava un fenomeno, all'Inter è costato un occhio e ha reso pochissimo, alla Juve è divenuto il simbolo dell'ottobre nero della Signora e dell'unico vero cattivo affare firmato Marotta. Troppo brutto per essere vero, tornerà anche lui e avrà le sue chance, garantisce Allegri.

MIHAJLOVIC

Auguri a Mihajlovic, celebratissimo un anno fa, ora trattato come un mister buono a malapena per allenare gli amatori. Nel Milan dei mille problemi e della squadra costruita con poca logica, il serbo in qualche modo ha tenuto la barca a galla. Il problema è sempre lo stesso: se l'obiettivo resta il terzo posto difficilmente Sinisa si salverà, ma sembra quasi che si temporeggi per avere - dovesse mai servire - qualcuno a cui dare la colpa. Un capro espiatorio pronto all'uso così come negli ultimi anni lo sono stati i vari Inzaghi e Seedorf. La riprova l'avremo a gennaio: se il Milan (inteso come società) crede in questo gruppo e nell'allenatore deve fare uno sforzo nonostante i 90 milioni già spesi la scorsa estate. Per capirci: si deve rattoppare una rosa che ha bisogno come il pane di un centrocampista dai piedi buoni. Witsel resta un sogno, probabilmente un'utopia, ma per fortuna nel "mare del mercato" ci sono infiniti pesci. E non nuotano solo nel mar Ligure.

ALLAN

Tanti auguri al Napoli che sogna e fa sognare. Il merito è di un fenomeno del calcio che si è innamorato di un ex impiegato di banca, ora guru. Ma oltre a Sarri e Higuain, il vero colpo di quest'anno è stato Allan. Lo volevano in tanti, l'Inter l'ha più che opzionato, ma alla fine Giuntoli lo ha strappato alla concorrenza a prezzo ragionevolissimo. Ha dato equilibrio in mezzo, blindato la difesa, segnato pure i suoi gol. Con l'Atalanta ha fatto male? Può darsi, gli basterà  qualche giorno di vacanza per tornare a essere uno dei migliori centrocampisti di tutto il campionato.

BLATTER-PLATINI

Auguri anche ai due furbetti del Palazzo, finiti a raccogliere stracci. Beccati con le mani nella marmellata (due milioni di euro), hanno pensato bene di giustificarsi con la scusa di una consulenza pagata con "soli" dieci anni di ritardo. Totale: otto anni a testa di squalifica e la fine, per il francese, delle mire di predominio sul pallone mondiale per il prossimo decennio. Ciao Michel e ciao Sepp, non ci mancherete. Al limite ci ricorderemo dello svizzero nel 2022, quando ci toccherà assistere alla finale del Mondiale mangiando il panettone. Pensa te...

MELO

Auguri a Felipone, che domenica ha perso la capoccia e, soprattutto, ha fatto perdere un punto d'oro alla sua squadra. Immediatamente son partiti i peana dei benpensanti al grido di "quello non può circolare!". La verità è che Mancini quando ha insistito con la società (contraria all'acquisto) per avere il brasiliano sapeva chi si portava in casa: un giocatore "tutto cuore" che a volte perde la testa. Si è assunto un rischio e ad oggi i risultati dicono che ha fatto benissimo. 

In chiusura avrei voluto cazzeggiare su uno dei miei film preferiti, "Una poltrona per due" (una pellicola che passa raramente in TV della quale parlerò giovedì su Facebook perché, converrete, la questione è centrale), ma sono usciti spifferi clamorosi a proposito di quello che è successo domenica nello spogliatoio dell'Inter e non posso esimermi. Secondo le fonti de "La Gazzetta" nella sola giornata di domenica: Ljajic si è incazzato con Mancini, che a sua volta si è incazzato con Jovetic, che a sua volta ha avuto da dire con Guarin, che a sua volta ha difeso l'allenatore. Nel frattempo Icardi e Melo se ne dicevano di tutti i colori e a loro volta venivano redarguiti insieme a tutti gli altri componenti della rosa da un Mancini incazzato tipo iena siberiana.

Tre considerazioni:

1) Queste cose accadono da che esiste il calcio, soprattutto in presenza di una sconfitta inaspettata, quanto meritata.

2) Se un allenatore non si incazza dopo aver visto la propria squadra perdere per aver trascorso una settimana "troppo natalizia" è meglio che faccia la ballerina. 

3) Il problema non è "questo che litiga con quell'altro" ma semmai "chi" ha fatto uscire certe cose dallo spogliatoio. Così a naso credo che il Mancio non gliela farà passare liscia...

Buon Natale a tutti voi che ogni settimana perdete dieci minuti a leggere quel che scrivo. Mi piace pensare che un giorno festeggeremo tutti insieme Capodanno su un mega-treno tipo quello di "Una poltrona per due". Con il vostro permesso ai miei auguri si aggiungono quelli, sentitissimi, del signor Piperno: "Buon Halloween. Famiglia Piperno". (Twitter: @FBiasin, @ilsensodelgol).


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