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Inter-Juve e lo sliding doors: quanti potevano giocarla a maglie invertite?

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come vice caporedattore e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
15.10.2015 23.12 di Luca Marchetti   articolo letto 42739 volte
© foto di Federico De Luca

E' tornato il derby d'Italia. Ed è tornato certamente non in chiave minore. Vale il campionato? Forse no, ma non nascondiamoci. E' cruciale. Per le certezze dell'Inter, per la rincorsa (ancora più che possibile) della Juve. Chi perde non è fuori, ma si gioca un bel pezzo di futuro.

Ma Inter e Juve se le sono sempre date. Non solo in campo, non solo dopo calciopoli. Anche sul mercato. Grandi squadre, grandi aspettative, spesso obiettivi comuni. Qualche volta grandi incroci. Quelli che sanno tutti, ovvio.

Allora proviamo a fare un altro gioco. Gli sliding doors in salsa bianconeroazzurra. Il classico gioco? Pensate di averlo già visto? Sicuri?

Partiamo facile. Jovetic in bianconero, Cuadrado in nerazzurro. Impossibile? Insomma... Jojo è stato da sempre uno dei giocatori preferiti dalla Juventus. E' stato uno dei motivi per cui Juve e Fiorentina hanno litigato (per poi arrivare a "litigare" anche per Cuadrado). Addirittura Jovetic doveva firmare per la Juve. Mentre invece la famiglia Della Valle ha tenuto duro e ha "convinto" il montenegrino a firmare per il Manchester City. Vi ricordate quell'estate? Quella del top player da prendere in attacco? L'ostracismo della Fiorentina fece cambiare obiettivo e strategia alla Juventus. Chissà come sarebbe finita con Jojo in bianconero. Di sicuro ora non sarebbe finito all'Inter in prestito con obbligo di riscatto.

E magari contestualmente Cuadrado avrebbe fatto il percorso inverso. A Milano poteva arrivare un solo extracomunitario. E l'Inter ha scelto Jovetic. Ma chiedete ora a Mancini e Ausilio se Cuadrado è stato sondato dall'Inter o meno. Chissà forse in questo momento sarebbe stato anche molto utile, visto che Mancini non ha un altro esterno per fare la coppia sulle ali con Perisic. Insomma: questa sfida l'avrebbero potuta giocare al contrario.

Ma questa probabilmente l'avevate intuita anche voi. Non vi scomodo il famoso (anzi famigerato) Guarin Vucinic. Questa se la ricordano anche i bambini. L'insurrezione popolare nerazzurra ha fatto in modo che lo scambio non andasse in porto. Quest'anno nessuno ha "manifestato" per trattenere Hernanes. Al quale i tifosi bianconeri di buona (e maligna) memoria ricordano la conferenza stampa di presentazione in nerazzurro. Finora il brasiliano ha alternato delle ottime partite a alcune decisamente inferiori. Arrivato l'ultimo giorno di mercato ha comunque completato l'organico bianconero. E dato anche un po' di respiro alle casse nerazzurre.

Torniamo alle suggestioni. Ve lo immaginate Kondogbia in bianconero. Estate 2012. Il Lens (la squadra di allora del centrocampista) era in grandi difficoltà economiche. E la Juve ha pensato seriamente di prendersi l'allora giovanissimo Geoffrey. Poi per 4 milioni di euro se lo accaparrò il Siviglia, del direttore sportivo Monchi. Quella, per la Juve, è stata l'estate di Pogba. Insomma: la ricerca del centrocampista giovane da far esplodere non è andata male... Ma averli insieme (esattamente come la Francia U21, tanto più che quel centrocampo vedeva anche Lemina, fra i protagonisti) non sarebbe stato certo male. Per non parlare del fatto che anche Felipe Melo ha un passato bianconero. Certo, forse non glorioso. Era arrivato dopo un campionato strepitoso con la Fiorentina. Passò come uno degli acquisti con meno resa di quella Juve, come il colpo di mercato (in uscita) dell'allora ds della Fiorentina Pantaleo Corvino. Ora, dopo 6 stagioni, è ancora protagonista. E magari qualche sassolino dalla scarpa vorrebbe toglierselo.

Ancora attaccanti, ancora incroci. Vi ricordate Thohir nell'aprile 2014? All'Inter un bomber serviva e in quel momento giravano molti nomi. Lui ne confermò fondamentalmente tre: Torres, Dzeko e Morata. Sì, Morata. Seguito anche dall'Inter anche dal gennaio precedente (2014): in quell'occasione fu Ancelotti a dire di no alla cessione di Alvaro. Poi fu testa a testa con la Juventus, anche con Thohir in campo (in occasione di una partita "vecchie glorie"). Poi il mercato romanza, incontri di piacere diventano anche incontri di mercato (ma alle volte succede esattamente il contrario!). La verità è che la trattativa fu molto complessa, delicata, il diritto di recompra (di cui peraltro ancora adesso si sta parlando, anzi che diventa centrale) fu lo snodo della conclusione. Così come il prestigio della Juventus (che veniva dai campionati vinti a suon di record). All'Inter non arrivò nessuno dei tre, ma arrivo Osvaldo: anche lui passato alla Juve.

E invece Icardi? Icardi fu consigliato alla Samp da Fabio Paratici, attuale ds della Juventus. Paratici era il responsabile del settore giovanile della Juventus e il nome di Icardi (arrivato 6 mesi dopo la sua partenza) era uno di quelli sottolineati più volte. E pensate: non solo Paratici e Marotta non se lo sono neanche goduto alla Samp ma la Juventus è diventata una delle vittime preferite di Maurito. Ogni volta che vede la Juve si scatena: una sorta di riconoscenza! Ma il feeling c'è sempre stato: tanto che nei momenti del difficile rinnovo contrattuale con l'Inter la Juventus un disperato tentativo lo ha fatto. Consapevole che l'Inter non lo avrebbe mai ceduto ai rivali: ma provarci non costa nulla. C'è chi racconta (ma nessuno conferma) che per farsi una chiacchierata erano partiti degli inviti per una partita di Champions allo Juventus Stadium che poi, per evidenti motivi di opportunità, non sono stati accettati.

Non vi piacciono gli attaccanti. E allora pensate ai difensori: Murillo lo ha trattato anche la Juve. Anzi era stato proposto alla Juventus in occasione proprio dello scambio per eccellenza: quel famoso Guarin Vucinic, visto che il procuratore di Guarin era lo stesso di Murillo. "Lo volete? Parliamone per quest'estate". Poi non si fece Guarin, e neanche Murillo (che però l'Inter per non rischiare ha voluto chiudere con sei mesi di anticipo). Senza tirar fuori Bonucci. O i trasferimenti dell'estate del 2006 (Ibra e Vieira). Oppure l'altro grande scambio, quello fra Cannavaro e Carini.

Appunti sparsi, ricordi e retroscena prima di un Inter-Juve. Che non vale il campionato, ma vale la serenità. E soprattutto che poteva giocarsi anche con le carte mischiate...

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