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Editoriale

Inter: la sibillina e inquietante promessa di Thohir (che non riuscirà a mantenere...). Milan: ecco cosa c'è dietro alle parole (dette e non dette) di Berlusconi. Napoli: le intenzioni di Benitez smascherano quelle del club

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
14.10.2014 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 40776 volte
© foto di Federico De Luca

L'ottavo giorno vide che si stavano divertendo troppo e quindi inventò "la pausa per la Nazionale".

Ecco, ci piace pensare che la "pausa per la Nazionale" sia una punizione divina, una penitenza, la mannaia che colpisce noi appassionati di pallone per aver esagerato con le polemiche e i veleni da bar sport. Ci riempiamo la bocca con frasi tipo "il calcio è malato", "arbitro cornuto", fino a "la moglie del portiere è una maiala"? E loro per castigarci piazzano una bella "pausona spezza-fantacalcio" a inizio ottobre. Prendete e portate a casa.

Solo che nell'alto dei Cieli non sanno quanto bravi siamo a trovare valide alternative per cazzeggiare da par nostro. In questo caso, per dire, ce ne siamo sbattuti allegramente di Azerbaigian e Malta e ci siamo trasformati tutti quanti in espertoni di pallavolo femminile. Chiacchierata "tipo" al solito bar sport: "Hai visto le azzurre? Secondo me il Ct Bonitta dovrebbe puntare di più sulla battuta in stile Yoghina, la cicciona di "Mila e Shiro", hai presente?". "Ma va, molto meglio la catapulta infernale". "Ma quelli erano i gemelli Derrick di "Holly e Benji", pistola...". "Vabbè, in ogni caso le azzurre dispongono di culi molto più attizzanti rispetto a quelli di Chiellini o Immobile". Cose così. In passato è capitato con la vela: migliaia di italiani fingevano di essere interessatissimi alle regate del Moro di Venezia o di Luna Rossa, organizzate in orari comodi tipo le 4.20 del mattino. Ci si svegliava per vedere barche veleggiare in mare verso l'infinito e poter dire il giorno dopo al collega: "Hai visto che lato di bolina abbiamo fatto alle 5.12 ante-lucane? Andavamo come lippe". E il collega: "Sì, ora però vai a cambiarti che sei venuto al lavoro in pigiama, pirla". Vi risparmierò gli esempi del curling o dello slittino e chiuderò qui la consueta e personalissima campagna contro la "pausa per la Nazionale". Ma dico io: lor signori non possono pensare di comprimere tutti gli appuntamenti nei primi 20 giorni di dicembre e tanti saluti a tutti? E' una cazzata? Sì? E allora viva Malta-Italia, cosa vi devo dire.

La questione frega poco a tutti voi, figuratevi al presidente Thohir, in visita lampo a Milano. E niente, l'indonesiano ne ha approfittato per sistemare un paio di questioni a pochi giorni dalla delicatissima Inter-Napoli.

Ecco quello che è trapelato: Mazzarri non è in discussione, può anche perdere con il Napoli e comunque resterà al suo posto bel sereno. Il patron non ha in mente sostituti e soprattutto non ha contattato nessuno: Zenga, Mancini (il sottoscritto continua a sostenere che qualche abboccamento con l'entourage del buon Mancio c'è stato), Moyes e i loro fratelli restano in attesa. La priorità del presidente è sempre legata alle questioni economiche: per questo tornerà a Milano con una certa frequenza, per questo cercherà in tutti i modi di accelerare le procedure per sistemare lo stadio: a Erick non interessa un impianto nuovo, semmai un San Siro più "compatto" e con meno posti vuoti. Poi qualcuno dovrebbe spiegargli che in passato il Meazza si riempiva a prescindere dagli 80 mila posti a sedere: in fondo basta vincere qualche partita per convincere i tifosi nerazzurri. Ma la priorità - ormai sembra evidente - non è il campo, tanto al limite "prenderemo una punta e un centrocampista a gennaio". Mah...

Resta la sensazione, netta, che nonostante i buoni propositi presidenziali il posto di Mazzarri resti in bilico. La colpa è dell'"effetto Vucinic", e cioè la reazione che potrà avere Thohir di fronte a una (probabile) contestazione del pubblico di San Siro nei confronti di Mazzarrone. Staremo a vedere.

Nel frattempo snoccioliamo dati inconfutabili che prescindono da ragionamenti modernissimi e pomposi, legati a termini come "marchio", "brand", "tendenza" e minchiate varie: nelle ultime cinque stagioni Milan e Inter hanno perso 30mila presenze medie per partita tra abbonamenti e biglietti. Nel 2010/2011 le due società insieme facevano 112mila spettatori in media a gara (59 Inter, 53 Milan) e 70mila abbonati complessivi (40 Inter, 30 Milan), ora mettono insieme 82mila spettatori (49 Milan - con il tutto esaurito contro la Juve che alza la media - 33 Inter) e 42mila abbonati (20 Milan, 22 Inter) complessivi. In soldoni oggi riuscirebbero a malapena a riempire San Siro solo e soltanto se unissero le forze. Altro che "brand"...

Il problema è ovviamente anche rossonero. Tutti quanti abbiamo letto con attenzione certosina l'intervista di Berlusconi rilasciata alla Gazzetta. Diciamola tutta: alcune dichiarazioni fanno gioire i tifosi del Diavolo, altre decisamente meno. Personalmente mi stupisce sentir parlare di "zona Europa" come obiettivo stagionale. Una considerazione molto realistica, per carità, ma che si sposa poco con certi proclami del passato: erano fin troppo ottimistici, certo, ma davano la sensazione di un presidente che comunque puntava al top. Oggi le cose sono cambiate. Berlusconi è il primo a sapere che più di tanto non si può pretendere da una rosa che è sul podio del monte ingaggi dopo Juve e Roma, ma solo in teoria su quello della classifica di serie A. Inzaghi sta facendo bene, ma anche in questo caso l'impressione è che la rosa sia troppo sbilanciata in avanti. Con una sola competizione da affrontare, sono decisamente troppe sette bocche da fuoco (Menez, Honda, Pazzini, Torres, El Shaarawy, Bonaventura, Niang) per tre posti a disposizione. Benvenute invece le serate "Tutto Milan" promosse dal patron: non saranno accompagnate dalla musichetta della Champions, ma meglio di niente.

Chiudiamo con il Napoli e la faccenda Benitez. Pare che lo spagnolo non abbia alcuna intenzione di rinnovare il contratto in scadenza nel 2015, che sia scottato per il mercato sottotono e per certe promesse non mantenute. C'è chi dice che le offerte per Rafa non manchino, soprattutto dall'Inghilterra, ma la verità è che al momento è difficilissimo fare previsioni su quel che accadrà. La sensazione è che in società stiano effettivamente cercando partner (ancora meglio un acquirente) per far ripartire un progetto interrotto di colpo durante l'ultima sessione di mercato. La cosa spaventa parecchio Benitez e non potrebbe essere altrimenti.

Classifica finale sul "peggio della settimana" e relativo hashtag:

1) La Rolls che Icardi ha regalato alla Wanda #megliounpandinoditerzamano
2) Il taglio di capelli di Pellè #ceanchedauomo?
3) La bottiglia di buon rosso che gli amici Giulio Gervasini e Andrea Galimberti hanno regalato al sottoscritto #sbronzoinventiminuti
4) La minchiata di Morgan che a X Factor elimina gli straordinari Cecco e Cipo #rivogliamoceccoecipo
5) Tutto ciò che riguarda il matrimonio della Hunziker #esticazzi?
6) La tristezza della Ferrari #piuttostomegliolarollsdicardi
7) Le mille versioni degli amici cileni sulle condizioni di Vidal #ilginocchiostamalemasiccomedevegiocareinnazionaleallorailginocchiostabene
8) Il "calcio sciampagn" di Malta-Italia #aridatecelechiappesodedelleazzurredelvolley

Twitter: @FBiasin


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