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Inter, non solo Gagliardini: ecco la rivoluzione nel presente nerazzurro. Juve: la questione Witsel e la contromossa di Marotta (ma Allegri...). Milan: un paradosso e 2 giovani "caldi". Napoli: Sarri dà i numeri!

03.01.2017 17.25 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 155238 volte
Inter, non solo Gagliardini: ecco la rivoluzione nel presente nerazzurro. Juve: la questione Witsel e la contromossa di Marotta (ma Allegri...). Milan: un paradosso e 2 giovani "caldi". Napoli: Sarri dà i numeri!

Ben ritrovati nel 2017. Se avete avanzi del cenone in frigo ricordatevi che è già il 3 gennaio: paté e insalate russe sono a serio rischio; le lenticchie, saltate con un filo d'olio, possono addirittura risultare ancora più succulente.

Era "consigli per chi ha avanzi da cenone in frigo e non sa se può ancora osare".

Possiamo iniziare.

La "pausa per le festività" è una sorta di "pausa per la nazionale" con in mezzo un compleanno assai prestigioso. Per questo motivo non faremo polemica ma, anzi, ringrazieremo chi ha pensato di alleviare le due settimane senza campionato proponendo il mondiale di freccette in eurovisione.

Non so se avete avuto modo di guardare il mondiale di freccette, io sì. Al mondiale di freccette nessuno è triste, forse perché tutti hanno baffi importanti tipo sparviero e sono molto ubriachi. Tutti. Codesto sport nel quale gli olandesi vanno per la maggiore, consiste nel tirare delle freccette a bersaglio: fare centro è importante, ma siccome sono tutti ubriachi non è essenziale. In effetti ci sono degli spicchi molto piccoli nel bersaglio che valgono una marea di punti, ma nessuno sa effettivamente quali siano le regole e comunque questa cosa non è importante poiché a nessuno frega chi vince, semmai a tutti frega della birra e dei baffi.

Al mondiale di freccette tutti hanno panze da esposizione, forse perché insieme alla birra mangiano quelle patatine che ormai hanno preso piede anche in Italia e che ti servono con almeno due o tre salse "ai tre colesteroli". Queste patatine sono la principale causa del postulato sulla ragazza olandese che andiamo ad enunciare: "Le possibilità che una ragazza olandese dopo i 20 anni diventi un cesso fotonico è direttamente proporzionale alla sua bellezza prima dei 20". Ai tiratori di freccette olandesi il fatto di avere ragazze "ex belle" e ora obese non disturba, perché tanto sono sbronzi e hanno baffi e freccette a iosa con cui consolarsi.

Le freccette sono in definitiva la disciplina più bella e completa al mondo perché non prevede pause per la nazionale, non contempla la moviola in campo e va in onda in eurovisione persino durante la diretta del capodanno di Canale 5, concedendo a tutti noi la possibilità di evitare il concertone con Gigi D'Alessio. Ma di questo parleremo a fine editoriale.

Sotto con il calcio e con le fetecchie di mercato.

Il mercato inizia ufficialmente solo oggi, ma già le varie tifoserie si sono portate avanti a colpi di vaffanculi e sfide tipo "questo che è forte lo prendiamo noi, quello lì è una sega e lo rifilano a voi".

Prendiamo l'Inter.

Il caso del giorno si chiama Gagliardini.

Gagliardini è un ragazzo di 22 anni che da qualche mese sta facendo cose egregie all'Atalanta. La Juventus nell'ottica legittima dello "spazzoliamo tutti i giovani migliori" ha mostrato interessi nei confronti del centrocampista. La dirigenza interista, dopo aver sentito puzza di bruciato attorno al buon Lucas Leiva ("ve lo lasciamo e vi regaliamo anche un set di pentole" è stata più o meno la proposta del Liverpool) ha fatto intendere a Zhang che era il caso di virare su altri prospetti: Luiz Gustavo (operazione complicata perché a Wolfsburg non vogliono sentir parlare di prestito), oppure quel giovanotto atalantino che tanto bene si sta comportando. Ausilio ha contattato la dirigenza dei bergamaschi e sta cercando di chiudere per un prestito con diritto di riscatto a 20 milioni più bonus (25/27 totali). Ce la farà? Le probabilità crescono, ma in certi casi (e con la Juve agguerrita) è sempre meglio attendere le cosiddette firme.

A prescindere dalla chiusura della trattativa e nell'ottica del motto nichilista "la vita è una merda a prescindere", il tifoso ha preferito reagire secondo i seguenti oliatissimi schemi:

-Forse l'Inter prende Leiva.

"Eh, sarebbe meglio un giovane alla Gagliardini".

-l'Inter prende Gagliardini!

"Eh, sarebbe meglio un esperto alla Luiz Gustavo".

La gioia, l'ottimismo.

Altri sono assai più venali: "25/27 milioni tutto compreso sono comunque troppi". Può darsi, ma a differenza di un anno fa, il problema relativo ai liquidi in casa nerazzurra è diventato secondario. Non si tratta di arroganza, ma di un dato di fatto.

Molto più importante è l'altra questione messa in risalto da molti: "Gagliardini è già pronto per dare un valore aggiunto ai nerazzurri? L'Inter sta spendendo con criterio le sue fiches di gennaio?". Questa domanda attualmente fluttua nell'aria, ma ha certamente almeno un paio di destinatari pronti a rispondere: Ausilio e Pioli sono i "papà" della "nuova" Inter, più logica e meno caciarona rispetto a quella messa insieme "a più voci" la scorsa estate. Il viaggio a Nanchino è servito a impostare le trattative di gennaio e a fissare le linee guida per quello di giugno. Per questo nei prossimi giorni vedremo partire da Appiano almeno 5 giocatori (dopo Melo si cercherà una sistemazione per Jovetic, Biabiany, Santon, Gnoukouri, Palacio), dovessero partire tutti (ma solo in quel caso) si andrà alla ricerca di un altro rinforzo e sempre con la formula del prestito con diritto di riscatto. Il resto è nelle mani di Pioli e di un gruppo di giocatori senza più alibi (non che prima ne avessero molti...).

In casa Juve si ragiona sul post-Witsel, ovvero sul giocatore che "sarebbe dovuto arrivare e bla bla bla alla fine si è accordato con i cinesi". Si è fatto un gran chiacchierare attorno al nome del belga, inseguito per troppo tempo e poi scappato altrove. La sensazione è che al di là delle chiacchiere di facciata (le scuse di Witsel sono in qualche modo un inedito grottesco), giocatore e società non avessero tutta questa voglia di convolare a nozze.

Non sapremo mai se la Juve ha perso una grande occasione o si è salvata da un bidone, sappiamo però che Allegri - da sempre paziente e mai pretenzioso - questa volta non si accontenterà del solo Rincon (che comunque - opinione personale - non è venuto a fare il rincalzo dei rincalzi). La Signora questa volta "deve" e non soltanto "può" decidere di accontentare il suo allenatore, per almeno due motivi:

1) Il club ha la necessità di completare un reparto che per banale ammissione considera incompleto (se hai fatto capire ai più di volere Witsel o comunque uno con le sue caratteristiche, significa che in assenza del belga devi trovare un'alternativa).

2) La società più brava a completare il mercato estivo, farebbe un errore clamoroso se regalasse cotanto alibi "invernale" al suo allenatore. Il senso è: forse la Juve può vincere la Champions senza nessun altro acquisto, ma di sicuro il suo tecnico in caso di "non vittoria" potrebbe appellarsi al "serviva un centrocampista in più".

Una società saggia come quella bianconera, nell'anno dell'all-in per l'Europa, eviterà di cascare nell'errore.

Sul Milan la questione è paradossalmente - e per una volta - priva di misteri. Il consorzio cinese lavora con fiducia per arrivare pronto al nuovo closing, nel mentre cerca di evitare inutili "ingolfamenti" in rosa: giocatori dai nomi altisonanti, con ingaggi da nababbi e sul viale del tramonto, non riceveranno mai l'approvazione di Fassone e della Sino Europe, il tutto per evitare di ingolfare il motore con "zavorre" che a giugno andrebbero "liberate".

Per questo motivo il Milan del "mercato di gennaio a saldo zero" non dovrà solo arrangiarsi, ma dovrà anche evitare di prendere fregature.

Per questo motivo Montella non solo è il tecnico rossonero più bravo dal post-Allegri in avanti, ma anche il più sfortunato.

Per questo motivo è chiaro che giocatori come Schweinsteiger e Gago potrebbero certamente dare una bella mano nell'immediato, ma non vengono presi in considerazione perché ostacolerebbero il progetto in partenza della nuova proprietà.

Per lo stesso motivo, infine, non ci sarebbero preclusioni su giovani di belle speranze come Deulofeu e Keita che, però, rischiano di saltare (almeno nell'immediato) a causa del solito frustrante motivo: chi garantisce in nome dell'Ac Milan? La vecchia proprietà? Legittimamente, non se la sente. Quella subentrante? Altrettanto legittimamente temporeggia. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Montella fa spallucce, stringe i denti e va dritto per la sua strada. In fondo ha già dimostrato che per "realizzare sogni" a volte basta solo un po' di logica abbinata alla capacità di credere in se stessi.

Chiusura sul Napoli, non tanto in ottica mercato (con un Pavoletti in più e oltre 40mila biglietti già venduti per il match col Real, il motore è già ben caldo), quanto per dare a Sarri quel che è di Sarri. Secondo i dati pubblicati sul sito della Lega Calcio, il Napoli dopo le prime 18 giornate è primo in serie A per possesso palla (58,6%), precisione passaggi (87,3%), km percorsi (109,2/partita) e secondo quanto a tiri concessi (Juve 140, Napoli 175).

Per carità, i numeri non sono tutto, ma in certi casi basta fidarsi dei propri occhi.

Abbiamo terminato. Vi dicevo del Capodanno appena passato e di Gigi D'Alessio, gran cerimoniere su Canale 5 che sembra sempre che ti faccia un piacere e stia pensando "minchia che freddo, il cappotto di pitone non tiene niente. Speriamo che Pinuccia di Amici canti in fretta che mi butto sul vin brûlé".

Ma nulla a Capodanno è più triste della tipica e apprensiva telefonata di mia madre alle due del mattino, per sapere se ho ancora le mani.

"Pronto, hai ancora le mani?".

"Mamma, lo sai, non sparo i fuochi, mi fanno paura".

"Sì ma hai ancora le mani?".

"No, sto tenendo il telefonino sotto l'ascella, ma come puoi intuire sono già molto pratico. L'ho presa bene insomma".

Non ci rinuncia mai.

Buon 2017 a tutti. E guai a voi se vi prendete troppo sul serio, non ne vale la pena.

(Twitter @FBiasin @ilsensodelgol Mail: ilsensodelgol@gmail.com).


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