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Editoriale

Inter ora basta, il problema è Thohir. I cinesi prendano il comando. Pioli può far bene. Se arriva Marcelino basta pensare a Simeone. Juve, Allegri nel mirino...

04.11.2016 00.00 di Enzo Bucchioni  articolo letto 33170 volte
© foto di Federico De Luca

Della serie al peggio non c'è mai fine, dopo aver mollato De Boer, per scegliere il successore l'Inter ha deciso di fare un casting a metà fra "Il grande fratello" e "L'isola dei famosi". Le audizioni cominciano oggi, portatevi dietro il book che in certi casi funziona meglio del curriculum.

E' tutto inquietante, molto poco calcistico, quello che sta succedendo dentro e attorno alla gloriosa società nerazzurra. Si stanno raccogliendo oggi i frutti malati della gestione Thohir che mai si è preoccupata dell'Inter-società, raramente ha pensato all'Inter-squadra, tutta concentrata sulla gestione finanziaria, al salvataggio prima, alla spalmatura dei debiti poi, alla risistemazione contabile, fino alla cessione ai cinesi. Per Thohir l'Inter è stata soltanto una operazione finanziaria dalla quale è uscito più ricco, in qualche modo andrebbe ringraziato, ha evitato guai peggiori, ma oggi dovrebbe uscire definitivamente dalla società e dalla scena. Possiede ancora il trenta per cento che entro un anno venderà molto probabilmente a una cordata nella quale ci sarà Moratti, non si capisce quindi come mai i cinesi lo abbiano lasciato presidente e consentano proprio a Thohir una importante voce decisionale.

Durante gli anni di Thohir, l'Inter è stata terra di nessuno, con allenatori prima confermati e poi sacrificati sull'altare delle vendette argentine (Mazzarri), altri consigliati da Moratti (Mancini) e forse mai graditi, uno sempre sognato (De Boer) e poi appena preso dato in pasto a un ambiente e a una critica famelici. Credo che su De Boer il giornalismo abbia scritto una bruttissima pagina. La caccia all'allenatore, forse ispirata da un grande vecchio all'interno dell'Inter, è iniziata già prima che cominciasse il campionato. Dopo la sconfitta con il Chievo, al debutto, c'era già chi voleva la testa dell'allenatore proponendo personaggi più o meno sponsorizzati da tv varie. De Boer ha sbagliato molto, ma ha fatto anche cose buone, sulle quali si poteva lavorare: in novanta giorni non si valuta un allenatore nuovo per il calcio italiano. Thohir prima l'ha scelto e poi non l'ha difeso. Nell'imbarazzante vuoto di potere è nato di tutto, dalla storia di Icardi a quelle di Kondogbia, Brozovic e compagnia. De Boer voleva fare cose di calcio, ma nell'Inter il calcio vero è ancora lontano. Alla fine l'unica strada rimasta aperta è stata quella dell'esonero.

La scelta del successore è un'altra sceneggiata. Cinque-sei nomi in ballo. Dall'interno c'è anche chi sta sponsorizzando Zenga che ha appena collezionato l'ennesimo esonero. Clan, amicizie, gruppi di potere, c'è di tutto e di più dentro questa lotteria dell'allenatore.

Suning deve capire che il calcio non è un posto democratico. Ai cinesi qualcuno spieghi che la prima cosa da fare è organizzare una società di altissimo livello, con top manager di fiducia in tutti i settori, capaci di scegliere e di difendere poi le loro scelte. Ci deve essere una testa decisionale sola, tutto il sottobosco nerazzurro va ripulito.

Il rischio di buttare a mare un'altra stagione è altissimo, soprattutto se si darà ancora spago a un gruppo che sponsorizza Simeone e che ha cercato di impedire l'affermazione di Mancini prima e il lavoro di De Boer poi. Simeone è lontano, ha un contratto fino al 2018, l'Atletico gli proporrà il rinnovo, i tempi sono lunghi. Da qui al 2018 continuiamo a far fuori allenatori?

Se l'Inter è convinta di riuscire a prendere Simeone a fine stagione (impresa complicata), si affidi allora a un vecchio pirata come Hiddink che non vuol mettere radici, capace di aggiustare la situazione e poi di salutare la compagnia. Se si vuole un giovane italiano bravo (lo propone Ausilio), di sicuro capace di incidere subito perché conosce il nostro calcio e il nostro campionato, il nome di Pioli è quello più adatto.

Se però i cinesi preferiscono un tecnico internazionale, si devono mettere in testa che va protetto, accompagnato e non gli si può chiedere tutto subito, va fatto lavorare. Penso a Marcelino o roba del genere. De Boer Due non può esistere. Se dovesse arrivare Marcelino va prima imposto all'ambiente e alla squadra, poi protetto e accompagnato nella crescita. La società deve essere decisa e durissima con la squadra e con l'ambiente. Sono in grandi farlo? Sono pronti?

La sensazione è una sola: la confusione di poteri che regna nell'Inter potrebbe mandare a fondo chiunque. In questo clima il più scafato mi sembra Hiddink. Se la scelta dovesse invece cadere su Marcelino, l'opzione Simeone dovrà essere definitivamente cancellata, non si può organizzare un altro matrimonio pensando sempre all'amante. Per Pioli questa panchina potrebbe essere una sfida, ma anche un rischio enorme. Del resto quando fai il mestiere dell'allenatore i rischi li devi correre.

Vedremo come andrà a finire, magari stanotte spunta un'altra idea. Una cosa è certa: i cinesi hanno i soldi, ma di calcio sanno quasi zero. Allarme rosso. Chi pensava che società come l'Inter oggi o il Milan un domani, potessero risalire immediatamente ai vertici del calcio, forse deve ricredersi.

Non è un bel momento neppure per la Juve. Ora anche i tifosi più accaniti della Signora hanno capito che forse quello che scrivevo l'anno scorso era giusto: soprattutto in Europa serve più gioco. Adesso sono loro, i tifosi, che esagerano nel chiedere la testa del tecnico e io, invece, freno. Le difficoltà principali sono dovute a una condizione fisica precaria (e' una squadra imballata) forse retaggio delle fatiche fisiche e mentali degli Europei e della coppa America. Alcuni giocatori sono molto lontani (Pjanic, Dani Alves, Khedira) da un rendimento accettabile. Di sicuro questa fase passerà, la Juve si ritroverà compatta nei tempi e nei modi giusti. Restano il gioco da migliorare e la mentalità di Allegri. Io credo che quando una società spende 94 milioni per un giocatore che ha segnato 36 gol, parlo di Higuain naturalmente, questo giocatore deve diventare il punto centrale della squadra e tutto deve essere fatto per assecondare e sfruttare le sue caratteristiche. Allegri non può dire che nella Juve ci sono undici giocatori importanti e non solo Higuain, anche il Barcellona gioca per favorire e sfruttare le caratteristiche di Messi. Credo che questo aspetto sia stata sottovalutato. Higuain deve essere sempre al centro delle azioni offensive, va messo in moto, va sempre tenuto caldo, va scatenato per la sua forza fisica e non solo realizzativa. Non mi sembra invece al centro del progetto tattico, al di là del 3-5-2 o del 4-3-1-2. Pensare di mettergli Mandzukic al fianco è un assurdo. Higuain è un solista, Mandzukic gli ruba spazio e scena. O uno o l'altro. In Italia puoi far tutto, invece in Champions certi errori li paghi. L'altra sera, senza Dybala, Allegri avrebbe dovuto sfruttare Higuain e la freschezza di Cuadrado con il 4-3-3. Con Cuadrado a destra, Alex Sandro a sinistra e Higuain unica punta, la Juve avrebbe avuto più spinta, più fantasia, conservando l'equilibrio. E Higuain sarebbe diventato il prim'attore come lo era a Napoli. Ma non è solo questo, c'è da lavorare sugli uomini e sui movimenti. E c'è da reinventare il centrocampo. Pjanic ha qualità, ma non è un leader. Lo stesso discorso vale per Khedira. Il ritorno di Marchisio è benedetto, ma a gennaio Marotta si deve inventare qualcosa. Se non riesce a prendere Witsel trovi qualche soluzione perché la Juve è forte, di sicuro crescerà e di parecchio, ma il centrocampo non è sicuramente un reparto all'altezza della difesa e dell'attacco.

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