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Editoriale

Inter, presi Berardi e Manolas. Ma Conte resta al Chelsea. L'ultima pazza idea è Mourinho. Pioli non è un problema: c'è la Fiorentina. Allegri, cosa vuole per restare. Monchi porta Emery a Roma

07.04.2017 07.31 di Enzo Bucchioni   articolo letto 62188 volte
© foto di Federico De Luca

La sconfitta con la Sampdoria ha rimesso in moto tutte le vecchie inquietudini dell’Inter e degli interisti. Nel mirino c’è Pioli, forse troppo Normal one per un progetto ambiziosissimo, fatto con centinaia di milioni di euro e la voglia di vincere subito. Il signor Zhang, patron di Suning, è angosciato dalla domanda che si sente fare o teme di sentirsi fare dai milioni di tifosi cinesi dell’Inter: Pioli chi?

E allora ecco che continua la corsa a un grande santone della panchina, uno di quelli che hanno un nome e un curriculum da vincitore. Su Conte si è detto e scritto di tutto, ma resterà al Chelsea di sicuro un altro anno. In questa fase vuole semplicemente convincere Abramovich che se non rafforza i Blues sarà difficile provare a vincere la Champions l’anno prossimo. Ma il russo investirà e Conte resterà. Rima più o meno baciata. E allora? Ancelotti non si muove dal Bayern. Guardiola vuole la rivincita dal City. C’è sempre Simeone che rimbalza, ma il suo gioco non entusiasma. Siccome i cinesi sono diventati tifosi dell’Inter guardando i nerazzurri vincere il Triplete, ecco che qualcuno ha messo nell’orecchio di Zhang la pulce Mourinho. Perché non provare a riportare all’Inter il mitico Mou? Già perché. Mou, a domanda, ha sempre risposto con il classico "mai dire mai", ma al momento trattasi di suggestione. Difficilmente Mou lascia una piazza senza aver vinto qualcosa. La giostra, comunque, non è ferma e nella lista del casting uno dopo l’altro stanno finendo Spalletti, Pochettino, ma anche Emery.

E il povero Pioli? Sta lavorando benissimo come dimostrano i numeri, ma conoscendo il calcio non si meraviglia. Lui continua a lavorare per conquistare l’Europa League e guadagnare il rinnovo, ma a fine campionato chiederà soltanto una cosa: chiarezza. Dividersi, eventualmente, non sarà un problema. La Fiorentina lo corteggia con insistenza e starà ad aspettare ancora un po’ con Di Francesco, Semplici, Maran e Mazzarri in lista d’attesa.

Comunque Ausilio va avanti per la strada tracciata per il rafforzamento e almeno due colpi sono già quasi chiusi. Stiamo parlando di Berardi, un vecchio sogno che si avvera. Al Sassuolo dovrebbero andare 35 milioni più un giovane della Primavera. Squinzi vuole Pinamonti, l’Inter non molla, ma si discute. Molto avanzata è anche la strada che porta a Manolas con il sacrificio di Murillo che ha estimatori in Italia e non solo. Il giocatore è d’accordo, ma anche con la Roma è quasi fatta.

A proposito di Roma, l’addio di Spalletti è ormai una certezza. Chi arriverà? Il nuovo direttore sportivo Monchi sta lavorando sottotraccia proprio su Emery, come già scritto più di due mesi fa. La coppia che ha funzionato così bene a Siviglia potrebbe tornare unita a Roma con l’idea di dirottare Spalletti al Psg che già prima che andasse allo Zenit aveva messo gli occhi sull’allenatore italiano. La Juve, invece, è più lontana. Le ultime esternazioni di Spalletti non erano piaciute neppure negli ambienti bianconeri, ma nel frattempo, la permanenza di Allegri in bianconero è in netto rialzo.

Allegri sarà accontentato in sede di campagna acquisti con un profondo rinnovamento e potenziamento della rosa (nella sua lista Isco, Bernardeschi, Morata e Verratti), il prolungamento del contratto con ingaggio da top allenatore attorno ai sette milioni, come del resto merita il suo palmares. Sarà anche un catenacciaro (non è più vero) come ha polemizzato De Laurentiis dopo la sfida di coppa Italia, ma continua vincere e adesso la Juve ha pure un gioco più brillante.

Comunque Allegri e Marotta si metteranno a discutere dopo la doppia sfida con il Barcellona sperando di programmare in grande anche il finale di stagione.

Come obiettivo al Napoli è rimasto il secondo posto, ma anche quest’anno la squadra di Sarri merita il titolo di miglior gioco della serie A. Le sfide con il Real e con la Juve hanno detto chiaramente che la distanza che separa il Napoli dalle grandi non è più così evidente e De Laurentiis, dopo aver confermato e applaudito Sarri (ha il contratto fino al 2020), dovrà pensare a 2-3 innesti (soprattutto un portiere e un difensore) e alle firme di Mertens e Insigne per continuare a crescere.

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