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Inter regina ma, se non vendi, i soldi da dove arrivano? Juve, non sottovalutare le partenze di Tevez e Pirlo. Udinese-Watford, assurdi paragoni. Clamoroso al Cibali: qualcuno viveva sulla luna!

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
29.06.2015 09.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 142947 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Siamo reduci dalla sbornia di Castiglioncello: Tuttomercatoweb ha portato in Toscana più operatori di mercato di quanti ce ne fossero giovedì scorso all'Ata Hotel. Premi, trattative segrete e grandi mangiate di pesce alla Baracchina. Quando il mercato si sposta al mare è un piacere. Nel frattempo la regina resta l'Inter, che ha deciso di partire con il botto. Ausilio è andato a Montecarlo e ha sfrecciato come una Ferrari. Nel Principato Galliani è stato battuto in un derby, per lui, rovinoso. Con Bertolacci i rossoneri provano a ripartire, anche se la cifra non è quella giusta. Berlusconi voleva ripartire dal progetto giovani italiani, poi si è sbizzarrito con Kondogbia-Ibra e Martinez per poi tornare su Baselli e Bertolacci. L'Inter non si ferma e sembra voglia accontentare, su più fronti, Roberto Mancini. Ausilio sta lavorando bene e con astuzia, anche se ci sorge spontanea la domanda: da dove arrivano tutti questi soldi se i nerazzurri non cederanno? Prima o poi bisognerà fare cassa perché le parole di Thohir non risalgono a 20 anni fa ma solo a pochi mesi fa. Moratti è una presenza fissa e ingombrante nel mondo Inter e non tutti sono convinti della sua definitiva uscita di scena dal club. La Juventus, invece, è super attiva; come l'Inter ma su doppio fronte. Persi Tevez e Pirlo, arrivati Mandzukic, Khedira e Dybala oggi non ce la sentiamo di dire che Allegri ha una squadra più forte rispetto a quella dello scorso campionato. E' un gruppo diverso e con meno qualità. La Juve ha bisogno di altri rinforzi perché - se è vero che in Italia resta leader indiscussa - in Europa farà fatica a migliorare il secondo posto di Berlino. Tra Vidal e Pogba la sensazione è che il mercato sia ancora tutto in fieri. Ma, dopo Pirlo e Tevez, la Juventus non può proprio perdere il terzo top player nell'undici iniziale: sarebbe un colpo durissimo. Ci aspettiamo sempre un difensore di spessore per migliorare la linea davanti a Buffon.
Nel frattempo la Roma è agitata. Incassa per Bertolacci, spende per Nainggolan, prova a piazzare Destro e ci sembra che Sabatini navighi a vista. Le idee chiare, su come rinforzare questa Roma, non le ha. La tifoseria gialorrosa non concederà altre battute a vuoto, perché le umiliazioni dello scorso anno sono state numerose e le aspettative sono state ampiamente tradite, nonostante alla fine si sia rimediato con il secondo posto e il piazzamento Champions.
A Udine sono preoccupati perché Gino Pozzo prova a costruire un grande Watford. I tifosi friulani non devono vedere con ansia gli sviluppi del club inglese. Sarebbe un errore. Le ragioni sono semplici. L'Udinese non ha mai fatto acquisti di spessore con nomi roboanti, quindi quest'anno, rispetto alle ultime sessioni di mercato, non è cambiato nulla. In Friuli arrivano sconosciuti e partono campioni. La politica è sempre stata questa e mai cambierà. C'è chi, tendenzialmente, dimentica che l'Udinese sarà pronta con un gioiellino che si chiama "Friuli" che è un vero e proprio regalo ai tifosi. Una casa tutta per l'Udinese e dell'Udinese è molto più importante di mille nomi per il fantamercato. Fattore economico da non sottovalutare: come si può paragonare l'Udinese al Watford? In Italia, una squadra medio piccola, può permettersi un mercato con un budget tra i 25 e i 30 milioni di euro. In Premier il budget è completamente differente e con 80 milioni di sterline nel cassetto sei obbligato a prendere calciatori di valore per dover competere con Chelsea, United, City, Liverpool e Arsenal. Per l'Udinese è molto più semplice competere con Napoli, Fiorentina, Milan, Inter, Carpi, Bologna e Frosinone. Paragoni assurdi che non stanno né in cielo né in terra. Ogni club gestisce il budget che la Lega del Paese mette a disposizione attraverso diritti tv e mutualità.
Clamoroso al Cibali si gridava in radio negli anni '80. Questa volta è un grido di dolore perché i tifosi rischiano di perdere la propria squadra e la città non crede a quello che sta realmente accadendo. In due anni si è passati dalla quasi Europa alla quasi serie C, stando agli atti evitata solo grazie ad una serie di partite truccate. Non vogliamo fare i professori perché ci mancano bacchetta e cattedra, però, chi viene pagato per vigilare e per rendere regolare questo torneo non può dormire 24 ore al giorno. La serie B è nella bufera e Tavecchio non può scandalizzarsi quando ascolta le intercettazioni della Procura di Catania. Perché, lui, come noi, da due anni non si chiede come mai Cosentino da procuratore fa una carriera da dirigente sportivo e il Presidente non lo manda via nonostante i pessimi risultati? Perché oggi ci meravigliamo di tutto questo schifo e ancora non abbiamo capito o saputo perché Cosentino è entrato nel Calcio Catania? Di mezzo ci sono anche i fondi? Forse il fondo c'è e lo abbiamo anche toccato. La Procura continua ad indagare, i campionati slitteranno e non sappiamo ancora le verità. Tutte le verità. Inizialmente non c'erano calciatori del catania indagati, gli avversari delle 5 squadre erano al massimo 5 calciatori e dovevamo credere che la combine fosse architettata solo da Pulvirenti, Cosentino e Delli Carri. Il giro è molto più ampio, le squadre sono molte di più e i calciatori coinvolti sono numerosi. Per taroccare una partita di calcio non bastano 2 elementi, ne occorrono almeno 7-8. Non scherziamo e non crediamo più alle favole. Abbiamo letto tante storie e sentito troppi cantastorie. Ci sono troppo marcio e troppe falsità. Catania è giusto che paghi ma è altrettanto giusto che paghino tutti coloro i quali sono stati coinvolti nella frode sportiva. La responsabilità oggettiva è una grande cretinata perché una società non può controllare la vita privata di tutti i suoi tesserati, altrimenti anche Lega e Federazione dovrebbero essere punite dalla responsabilità oggettiva per mancato controllo sui propri presidenti. Bisogna punire, in maniera esemplare, chi compra e vende le partite e chi (seppur a conoscenza dei fatti) non denuncia. Blocchiamo i ripescaggi da subito e non dal 2016-2017 e stiamo attenti a non ripescare, se proprio dobbiamo, pesci marci ed avariati. D'altronde il pesce puzza sempre dalla testa...

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