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Juventus-Barcellona ai quarti: passare è possibile?
  Sì, la Juventus è cresciuta rispetto al 2015
  No, il Barcellona resta più forte dei bianconeri

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Editoriale

Inter: sì per Lucas Leiva, ma attenti alla sorpresa! Juve: l’ora del centrocampista nel bel mezzo del delirio su Allegri. Milan: onore al Diavolo e le “confessioni cinesi”. Fiorentina: occhio al “giro-Kalinic”

27.12.2016 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 81421 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ciao. Mio cugino al pranzo di Natale mi ha detto “non avrai mai il coraggio di iniziare l’editoriale scrivendo “le poesie di Natale recitate dai bambini sono delle colossali puttanate”. Se lo fai l’anno prossimo ti do 5 euro”. Claudio, paga.

Possiamo iniziare.

La cosa bella dell’editoriale post-cenone natalizio (che poi per molti è “pranzone”, ma fa niente) è che puoi sputtanare in grande serenità i tuoi cari. Cioè, puoi anche non farlo, ma sarebbe uno spreco imperdonabile.

Le dieci cose che ho scoperto sulla mia famiglia all’ultimo pranzo natalizio.

1) Tutti i miei parenti conoscono qualcuno di Sesto San Giovanni. Mia zia Nella sostiene addirittura di avere dei rapporti confidenziali con un tabaccaio con vista stazione dei treni “che ha visto tutto”.

2) Tutti i miei parenti conoscono qualcuno che ha vinto l’iPhone all’Esselunga. Mio zio Giordano spergiura che quello dietro di lui in cassa gli abbia portato via il tagliando vincente e che la cassiera lo abbia canzonato con un italiano traballante al grido di “barbone, avesse speso 30 euro in più adesso c’aveva l’iPhone e invece un cazzo, neanche la bottiglia”.

3) Tutti i miei parenti sanno perché Gabigol non gioca. Secondo il cugino Mario “è entrato nel giro brutto di quelli di Cinisello”, per il fratello di mio cognato “è stato sequestrato da quelli del Barcellona: quello all’Inter è il fratello gemello”. In generale nessuna tesi contempla la legalità.

4) Tutti i miei parenti sono certi che i cinesi del Milan non esistano. Un nipote con tendenze cospiratorie è certo che “Berlusconi vuol far rientrare i capitali”. E tu: “Ma in che senso? Come fa?”. E lui: “Con i cinesi”. E tu: “Sì ma come”. E lui: “Con i cinesi”. E tu: “Ma in che senso con i cinesi?”. E lui: “Eh, dai, cioè, slitta il closing sempre. Quindi sono i rientri dei capitali, solo tu non vedi”. E lì ti arrendi.

5) Tutti i miei parenti hanno tesi sulla moria dei cantanti famosi nel 2016, la più curiosa è quella della cugina Sabina, ragazza piacente con un passato da infermiera e un presente con manie di persecuzione. “C’è un virus che prende le corde vocali dal quale si potrebbe guarire, ma quelli delle cause farmaceutiche non vogliono”. E tu: “Perché?”. E lei: “Ci sono degli interessi superiori”. Mah.

6) Tutti i miei parenti conoscono qualcuno che è stato ricoverato all’ospedale di Saronno nel periodo incriminato e ora “è vivo per miracolo ma a guardare bene ha uno strano tic. Forse non arriva alla Befana”.

7) Tutti i miei parenti sono certi che l’abbondanza di terremoti e la mancanza di neve siano strettamente collegati. Per l’amico di famiglia Pino, passato esclusivamente per il giro di amari “è chiaro che la natura si sta ribellando, vedrete che casino vien fuori nel 2017”. Alla rimostranza di mio nipote Marcello, 14enne no global (“eh ma se la natura voleva farla brutta, allora faceva nevicare nelle zone terremotate”), l’amico di famiglia Pino, passato esclusivamente per il giro di amari, ha cambiato discorso.

8) Tutti i miei parenti, a detta loro, se vanno a MasterChef vincono con “dei brasati” o “degli impiattamenti speciali. Quelli lì non sanno impiattare”.

9) Tutti i miei parenti se vanno a X Factor arrivano “almeno alla fase dei live”. Mia cugina Martina, già scartata ai provini due anni fa assicura che “è pieno di raccomandati. Il rapper Loomy per dire, è nipote di un prefetto e ha la mamma che lavora a Sky”. Mio nipote Marcello, 14enne no global, per dimostrare di essere meglio di Loomy ha infine improvvisato delle rime: “Prima il mandarino/poi la tombolata/la teoria di Pino/mi pare una stronzata”. La tavolata ha riso molto.

10) Tutti i miei parenti al momento dell’apertura dei regali dicono “minchiaaa che bellooooo. È proprio quello che volevooooo! Graaaazie” anche se gli regali una merda tipo i sali da bagno. Cugina Sabina a cugina Martina: “Ti piacciono i sali? Li ho presi alla fiera dell’artigianato!”. Cugina Martina: “Grazie Sabi, li volevo tantissimo…”. Oggi, post su Facebook della cugina Martina: “Riciclo regalo di merda fatto da cugina non presente su Facebook in quanto vittima di manie di persecuzione. Trattasi di confezione di Sali da bagno. Io ho la doccia”.

Viva i pranzi di Natale.

Ma parliamo di cose serie. Sta drammaticamente tornando il mercato del calcio, o meglio la sua versione invernale. Il mercato del calcio nella versione invernale è - ancor più di quello estivo - un puttanaio di invenzioni. Per intenderci: sembra sempre che si debbano spostare dai 324234 ai 465343 giocatori ma poi cara grazia se si muovono in cinque o sei. Ma certo non sono cose che devo star qui a raccontarvi io: dopo tanti anni di “Lavezzi, il ritorno in Italia è cosa certa” o “Ronaldo, tentazione Bolivia” avete la corazza.

Proviamo rapidamente a capire come butta.

QUI INTER

In casa Inter la questione è nota: arriverà un centrocampista con attitudini difensive e con la formula del prestito. In tal senso ieri è stata una giornata importante. Il Liverpool – seppur in forma non ufficiale – ha fatto capire di essere disponibile a “mollare” il brasiliano Lucas Leiva, 29 anni, escluso dal progetto-Klopp. Molti hanno tradotto la disponibilità degli inglesi con “l’Inter ringrazia sentitamente e porta a casa il brasiliano”. In realtà non è tutto così automatico. L’Inter ha l’obbligo - dettato dal fpf - di non spendere un euro, per questo dovrà “accontentarsi” di quel che offre il mercato. Al momento sappiamo che il club tiene ben in considerazione Leiva ma che non ha ancora preso una decisione, anche e soprattutto perché valuta altri giocatori da presentare a Pioli (Luiz Gustavo è un’alternativa complicata, Badelj - ma solo se la Fiorentina accetterà di inserire nell’affare Jovetic – un’altra).

A prescindere da tutto la priorità resta ancora “cedere”. Melo è il primo della lista. Jovetic e Palacio arrivano subito dopo (come scritto due settimane fa, l’Atalanta stuzzica l’argentino). E Gabigol? Nonostante il pressing del Santos e la richiesta di diversi club di serie A, il brasiliano difficilmente si muoverà. Il dato di fatto è che al di là del “folklore” e delle teorie più o meno disparate sul suo “non utilizzo”, non esistono problemi di rapporti con i compagni o con l’allenatore: l’entusiasmo con cui ha approcciato il campo contro la Lazio (5 minuti sul 3-0…) è la prova lampante della sua voglia di “dimostrare” quel che vale con la maglia nerazzurra.

QUI MILAN

Doverosi i complimenti. Forse anche stucchevoli ormai. Da inizio stagione blateriamo del “miracolo Montella”, della “bravura dei ragazzi a disposizione del mister” ecc ecc. A Supercoppa meritatamente alzata, diventa superfluo se non offensivo scrivere “ma che bravini quei ragazzi lì…”. La verità è che non c’è nessuna congiunzione astrale e nessun colpo di culo, “causa” di questi risultati. Il Milan tiene il passo in campionato perché se lo merita, vince la Supercoppa contro la Juve perché ha un impianto ormai oliato e un tecnico che sa dosare forze fisiche e psicologiche.

Il futuro anteriore dei rossoneri passa dalla conferma delle sue giovani stelle (Donnarumma su tutte, Raiola sta affilando le unghie), quello imminente da un mercato che dovrà in qualche modo rinforzare il gruppo a fronte di un disavanzo pari a zero. Mica facile.

Dopo un anno passato a vivacchiare, Luiz Adriano è destinato a partire: la Cina resta sullo sfondo, lo Spartak Mosca è la destinazione più probabile. Gli eventuali 7 milioni guadagnati, sommati a quelli dell’ingaggio, permetterebbero ai rossoneri di puntare una bella fiches sul tavolo viola. L’obiettivo è il “solito” Badelj, seguito anche dai cugini dell’Inter.

Altro? C’è la solita questione cinese: le parole del buon Yonghong Li di settimana scorsa hanno chiarito molti aspetti e schiarito l’orizzonte. La trattativa “era” e “resta” complessa, ma l’intervista rilasciata all’Ansa dal “capo-cordata” e le indiscrezioni uscite nelle ultime settimane offrono appigli consistenti a chi crede nel cambiamento. Troppo poco, invece, per gli “scettici ad ogni costo”, sempre convinti che dietro a tutta la faccenda ci sia un enorme “Truman Show”. Chi scrive fa il solito vigliacchissimo passo indietro e, banalmente, riporta quello che ha raccolto pochi giorni prima di Natale da ambienti “cinesi”: non solo la cordata avrebbe raccolto tutti i soldi necessari per completare il closing, non solo si farà carico delle spese sostenute dal club anche in questa stagione, ma conferma che i soldi risparmiati sul mercato di gennaio si sommeranno al budget estivo. Domanda del qui presente: “Perché non spingere per organizzare un mercato “comune” anche a gennaio?”. Risposta: “La legittima volontà di chiudere a zero da parte della gestione attuale, si scontrerebbe con la volontà cinese di riportare il Milan da subito tra i primi 5 club al mondo e non permetterebbe di individuare obiettivi condivisibili”.

QUI JUVENTUS

Saremo brevissimi. Quanto al mercato non ci sono grosse novità: la Juve punta Witsel, l’entourage del giocatore tira la corda in ottica ingaggio facendo risuonare interessi cinesi (più o meno veri). La realtà è che il giocatore vuole a tutti i costi i bianconeri e sa che il trasferimento sarà del genere “o a gennaio o mai più”.

Il resto riguarda le polemiche seguite al ko in Supercoppa, ovvero le critiche bestiali rivolte ad Allegri, indicato come colpevole unico della sconfitta e bla bla bla. Siamo alle solite: se la Juve avesse vinto ai rigori sarebbe stato l’ennesimo trionfo di una squadra per cui vincere “deve essere normale”; la sconfitta dal dischetto, invece, è responsabilità di un mister “inadatto” che evidentemente è primo in campionato e qualificato agli ottavi di Champions per qualche “miracolo divino”. Funziona così: la gran parte dei tifosi bianconeri sta con il suo allenatore, qualcuno invece rema contro e quasi trova soddisfazione nel poter sfogare il suo disprezzo nei confronti di un tecnico troppo “pragmatico” per essere “degno” della Signora. Una “follia” che il tecnico toscano può contrastare solo con i risultati, cosa che tra l’altro gli riesce praticamente sempre.

QUI FIORENTINA

Parlavamo di sirene cinesi “vere” e di altre “presunte”: quella per Kalinic da parte del club di Cannavaro (dal nome impronunciabile) è concreta. Al giocatore è arrivata una proposta delirante da 12 milioni di euro a stagione, il club stringe i denti ma intimamente attende un’offerta clamorosa per il cartellino (40 milioni?). Dovesse arrivare, i viola potrebbero cedere, magari studiando qualche contromossa per tenere tranquilla la piazza (Jovetic in primis).

Fine. Vi ho già portato via troppo tempo, meglio che vi dedichiate a cene, cenoni e cazzi vari. Settimana prossima mi toccherà scrivere la sera di lunedì 1 gennaio. È evidente che non sarò in grado di presentare qualcosa di decente. Portate pazienza (twitter: @FBiasin @ilsensodelgol Mail: ilsensodelgol@gmail.com).

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