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Editoriale

Jovetic: innervosito da Candreva. Juventus e Roma: girano le panchine. Milan: Mr. Bee ago della bilancia. Real Madrid: Hazard libera Isco

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
26.12.2015 11.43 di Mauro Suma   articolo letto 86509 volte
Jovetic: innervosito da Candreva. Juventus e Roma: girano le panchine. Milan: Mr. Bee ago della bilancia. Real Madrid: Hazard libera Isco

Guarda caso uno dei motivi indicati dagli analisti delle cose Lazio fra le cause del cattivo andamento della prima parte della stagione dell'aquila, sta nella mancata cessione estiva dei big della fascia alta dello spogliatoio del terzo posto che avevano esaurito gli stimoli a Roma e che volevano rimettere in circolo l'adrenalina altrove. Fra questi, guarda caso, Antonio Candreva. Il quale Candreva, guarda caso, pesca la partita della stagione segnalandosi proprio sul campo di una delle grandi squadre interessate a lui. E guarda caso in quella partita non brilla, ma era già capitato senza drammi in qualche altra occasione, Stevan Jovetic. Il quale Jovetic, guarda caso, questa volta si imbizzarrisce proprio nell'intervallo della gara che la Lazio stava conducendo grazie al gol e all'ottima prestazione di quel Candreva che potrebbe insidiare, in caso di suo approdo in nerazzurro, il riscatto del montenegrino da parte del Club nerazzurro. Partita-intreccio Inter-Lazio, non un episodio, non una singola partita. Qualcosa di più, i cui effetti e i cui contorni, già a Gennaio, ma anche a Giugno, potrebbero essere molto più chiari.

Non aspettiamoci un mercato scoppiettante a Gennaio. Come spesso accade nella sessione di mercato che precede un ampio giro di valzer delle panchine estive. Aspettiamo e vediamo cosa dice il nuovo allenatore a Giugno, potrebbe essere il refrain di molte squadre. All'estero vedi Real Madrid, Manchester City e Manchester United e in Italia, vedi Juventus, Roma, Lazio, Udinese. Nel calcio non c'è niente di sicuro, ma a Giugno la Roma l'allenatore lo cambia, la sua è una situazione che non si può protrarre oltre. Deciderà la proprietà americana se il suo sostituto sarà una eminenza grigia, come Marcello Lippi o Cesare Prandelli, oppure una figura più giovane e motivata proprio come si presentava il primissimo Garcia. La Juventus è in grande rimonta, ma se non supera gli Ottavi e se non vince lo Scudetto, potrebbero essere più comprensibili i segnali sfumati che arrivano dall'ad Marotta che fra i meriti della risalita comprende il presidente, la dirigenza, la squadra ma non specificamente l'allenatore. Quell'Allegri che, stufo di sentirsi dire, magari da qualche suo difensore, che non si arrabbia mai, esonda a Modena proprio nel momento in cui la sua difesa rischia di incassare il gol del pareggio. Tutti sotto osservazione quindi, come giusto, Allegri compreso in presenza di certi sviluppi. Cambieranno molto in panchina le big europee, le big italiane e molto anche le medie italiane. Fibrillazione a Giugno, traccheggio a Gennaio.

Che il presidente Berlusconi sia ancora e sempre innamorato del suo Milan, lo capiamo proprio dalle sue battute. Che ci sono sempre state, da trent'anni a questa parte, solo che negli anni Ottanta e Novanta non c'era il collaboratore del tal sito dietro l'angolo e si sapeva molto meno un po' di tutto. Ma la bellezza del presidente rossonero è che è un tifoso che non si tiene nulla quando deve sfogarsi sul suo Milan e non si trova o alla scrivania, o in una riunione di lavoro o in un colloquio dirigenziale ai vertici della Società. E' chiaro ed evidente però che le battute non sono una gag o una fiction, che qualcosa c'è, così come è altrettanto solare che il destinatario finale altri non può essere che Sinisa Mihajlovic, dal momento che Barbara è l'adorata figlia del presidente e Adriano Galliani l'amico di una vita. La parte sportiva farà di tutto per tutelare, in questo contesto, l'allenatore, dopo che nelle ultime due partite dell'anno si è visto il gruppo, si è vista la coesione e si è percepito il lavoro del tecnico e del suo ottimo staff. Ci sono stati questo sì degli errori nelle formazioni e dei ritardi nella definizione dell'identità della squadra, ma tra Genova e Frosinone sono balzati all'occhio sul conto del tecnico serbo lo spirito del lavoratore appassionato, lo spessore dell'uomo riconosciuto dallo spogliatoio, l'intensità nell'arrivare prima o poi alla quadra. Altro discorso è invece quello riguardante l'assetto complessivo dell'organigramma del Milan. E' forse sfuggita una dichiarazione della scorsa Primavera, pubblicata da Il Giorno, nel corso di una intervista rilasciata da Paolo Del Debbio, ottimo anchor televisivo e osservatore stimato e ascoltato ad Arcore. Alla domanda sulla suddivisione delle aree del Milan, Del Debbio rispose in maniera semplice e secca: "Non è una buona soluzione". Paolo è anche grande tifoso rossonero. In questo senso l'ingresso, che moltissimi tifosi milanisti si augurano, di Mr. Bee nel pacchetto azionario del Milan, potrebbe essere sia l'ago della bilancia che una nuova opportunità di riflessione per il presidente Berlusconi.

Il presidente del Real Madrid deve sgombrare il campo del suo prestigioso Club dieci volte campione d'Europa, da parecchie cartacce. Dal cappotto al Bernabeu contro il Barcellona al pasticcio di Coppa del Re, dai rimpianti per Carlo Ancelotti all'andamento surreale di Rafa Benitez. A questo punto non potrebbe esserci niente di meglio, magari già a Gennaio, un colpo dei suoi, uno di quelli che sbalordiscono e che sparigliano. Magari un Edin Hazard strapagato al Chelsea e rivitalizzato da quel calcio spagnolo molto probabilmente più incline alle sue caratteristiche. Un colpo, certamente. Ma un colpo anche alle ambizioni di Isco che al terzo anno di Real Madrid ha giocato molto meno rispetto ai primi due e che non vuole trascorrere da relegato gli anni centrali della sua carriera. Un Isco che peraltro sa di essere stimatissimo in giro per l'Europa. Anche in Italia, da Juventus, Milan e Inter.

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