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Editoriale

Juve, 150 milioni da spendere. Ecco i piani di Marotta per una squadra stellare. Il Milan vuole solo Conte. Fiorentina crac, Montella via? La Roma vuole Gomez

Giornalista professionista e scrittore, editorialista del Quotidiano Sportivo che ha rifondato e diretto per cinque anni. Opinionista radio e tv. Twitter @EnzoBucchioni
08.05.2015 07.42 di Enzo Bucchioni   articolo letto 134757 volte
© foto di Federico De Luca

La vittoria contro il Real ha completamente rilanciato la Juventus che dopo essere tornata regina in Italia, sta scalando anche l'Europa. Battere i campioni del mondo con una lezione di gioco e di tattica, ha esaltato e convinto Andrea Agnelli che questa squadra ora può entrare stabilmente fra le 5-6 grandi d'Europa. Dunque la campagna acquisti sarà imponente e mirata, cambierà faccia alla Juventus e la metterà subito al pari di Bayern, Chelsea, City, Real e forse Barca senza la variabile Messi.
Le idee sono molto chiare e non da oggi, chi ci segue sa che da febbraio (dopo una riunione con tutti i vertici) i dirigenti bianconeri hanno fatto i piani di massima con le varianti a seconda dei risultati sportivi.
Essere arrivati in semifinale di Champions e aver vinto la prima gara ha portato nelle casse bianconere (diritti, sponsor e tv) una cifra che si aggira attorno ai 90 milioni di euro. A questi vanno aggiunti i 90-100 della cessione di Pogba, ci vuol poco a capire che con certe cifre e conoscendo la bravura di Marotta e Paratici, nascerà di sicuro una Juve al livello di quella degli anni d'oro di Lippi e Capello. Ma forse anche di più.
Per avere il quadro completo bisogna ancora aspettare pochi giorni, se la Juve dovesse andare in finale (come ci auguriamo) e poi vincere la coppa, le cifre sarebbero ancora superiori.
Intanto Marotta sta portando avanti le sue serrate relazioni su più piani e su più obiettivi, sia in entrata che in uscita. L'amministratore delegato bianconero lavora in diverse direzioni impostando soluzioni e situazioni che saranno chiuse appena finita la stagione.
Per prima cosa, dopo la semifinale, si prolungherà il contratto di Allegri in scadenza nel 2016. La stagione ripartirà dando fiducia massima a un tecnico che ha fatto benissimo, ritoccando l'ingaggio fino a salire a quei 4 milioni che erano stati promessi a Conte l'anno scorso. E' tutto fatto, si discutono i dettagli sui bonus e sui premi.
L'altro discorso fondamentale è quello di Pogba. La tela qui la sta tessendo Raiola e cosa ha fatto fino ad oggi con il mandato della Juve?
Una dopo l'altra, sta parlando con le società che hanno chiesto il francese e non si sono fermate davanti i 90-100 milioni. Come vi abbiamo già scritto più di un mese fa, la prima società che si è fatta avanti è stata il Psg che vuole assolutamente il francese per farne una bandiera. Un campione francese in Francia. Oltre al cash il Psg ha offerto Cavani (valutato 40 milioni) e i bianconeri hanno detto ok nonostante l'inserimento dell'Atletico Madrid. La Juve vorrebbe anche Verratti (valutato 30), ma qui ci sono delle difficoltà.
Nel frattempo è arrivata anche l'offerta ufficiale del City, cash più giocatori. Alla Juve interessano solo Jovetic e Dzeko, anche Yaya Tourè che però si è offerto all'Inter di Mancini con il quale tratta direttamente.
Il Barcellona con Braida, prospettando l'acquisto con un anno di prestito alla Juve per i problemi con l'Uefa e il Real Madrid con Zidane hanno fatto solo degli abboccamenti senza mettere nero su bianco.
Il Chelsea dovrebbe fare l'offerta ufficiale tra oggi e domani con denaro liquido piu' il brasiliano Oscar e Cuadrado. La Juve ha fatto sapere che gradirebbe molto di più Salah, ma qui c'è il prestito con riscatto in mano alla Fiorentina. Molto complicato.
Quando il giocatore avrà deciso a chi dire sì sulla base di 10 milioni netti di ingaggio, partirà la fase finale dell'operazione.
Pogba è sentimentalmente tentato dal Psg, ma tecnicamente preferirebbe giocare in Spagna o in Inghilterra. Vedremo.
Non fatevi ingannare da Marotta, lui deve dire che Pogba non è in vendita, questa è la sua parte. Ma sa benissimo, anzi ha già deciso di venderlo come da noi anticipato. Quando Pogba si presenterà alla Juve con l'offerta da 10 milioni, visto che i bianconeri a certi ingaggi non possono arrivare, lo lasceranno partire.
A quel punto la Juve stringerà con la squadra scelta da Pogba cercando di prendere i giocatori desiderati da Allegri e più cash possibile.
Intanto però Marotta non sta a guardare. Proprio in virtù delle maggiori disponibilità economiche, ha quasi chiuso per il centrocampista belga Witsel che gioca nello Zenith. L'offerta era 15, la richiesta 30. A venti la stretta di mano.
La settimana prossima si chiuderà anche per Dybala che ha l'accordo con la Juve. Zamparini vuole 40 milioni in denaro sonante. La Juve ha proposto in cambio diversi giovani interessanti e 20 milioni, ma Zamparini non si smuove. La Juve pensa di chiudere a trenta. In attesa i bianconeri stanno dicendo no a tutti quelli che chiedono Rugani in prestito, Allegri vuole un difensore in più considerata l'età non più verde di alcuni e la stagione faticosa che si annuncia. E poi questo talento lo vuol crescere lui.
Anche il Milan, aspettando di sapere cosa farà Berlusconi tra mister Bee, mister Lee e cordate varie..., giustamente riparte dall'allenatore. L'analisi fatta un anno fa è la stessa di oggi. Serve un italiano, un motivatore, un tecnico giovane che abbia fame, capace di tirare fuori tutto dai giocatori, di far giocare bene, ma soprattutto in grado di ridare personalità.
E così come un anno fa si sta cercando di convincere Antonio Conte. L'anno scorso disse no solo dopo aver parlato con la Juve che gli disse vai dovunque, ma non al Milan. Poi venne la Nazionale, un matrimonio mai riuscito. Ora si riparla, si tratta, si discute.
Il grande sponsor di Conte è Arrigo Sacchi, grande consigliere di Berlusconi e Galliani. La Nazionale? Se Conte dovesse dire addio lo farebbe dopo le gare di giugno, a qualificazione europea già conquistata o quasi. Tavecchio fino ad oggi ha sempre sottolineato che Conte ha un contratto, ma in fondo se andasse via non piangerebbe nessuno. In Federcalcio Conte è considerato un personaggio scomodo, rompe gli schemi e la palude, per questo nessuno si strapperebbe i capelli. Per sostituirlo in pole c'è sempre il tranquillo, ma esperto Zaccheroni, qualcuno ha suggerito Spalletti. C'è anche chi spinge per un ritorno di Donadoni. L'alternativa a Conte nel Milan per adesso non esiste. Ancelotti è stato sentito già a febbraio, l'idea è quello di riportarlo in società per farlo diventare il Ferguson rossonero con un contratto a vita. Carletto è tentato, ma se non resta al Real, ha un accordo con il Manchester City, vuole allenare ad alto livello fino a sessant'anni, difficile convincerlo.
Comunque, in attesa dei soldi dei soci che prima o poi saranno annunciati, il fondo Doyen sta già lavorando per una squadra che deve essere rifondata. Le possibilità ci sono, i sogni tanti con una certezza: il Milan non ripartirà in mutande come negli ultimi anni.
Intanto serata amara per le italiane in Europa League. Il crollo della Fiorentina apre il caso Montella. Dopo tre anni senza un trofeo e una squadra bella ma che continua a mostrare i soliti limiti e i soliti difetti, soprattutto per il crollo anche fisico dell'ultimo mese, sicuramente Della Valle si farà delle domande e la posizione del tecnico non è più serena. Il gioco offensivo è divertente, ma senza saper difendere non vincerà mai niente. Così Montella potrebbe tornare ad essere oggetto del desiderio di qualche squadra, Milan compreso. Clausola rescissoria permettendo
Anche Benitez non è soddisfatto del pareggio con il Dnipro. Stava per decidere e probabilmente aveva in testa di restare, il futuro forse si conoscerà dopo il ritorno.
Nel frattempo, tornando alla Fiorentina, c'è stato un sondaggio della Roma per Gomez. Garcia lo ritiene il terminale offensivo giusto con tre esterni (a turno) come Iturbe, Gervinho e Ljajic. Fra l'altro ai giallorossi quest'anno ha segnato quattro gol: a questa operazione Della Valle non si opporrebbe, Gomez ha bisogno di cambiar aria. Ormai è evidentissimo.

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