VERSIONE MOBILE
  HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
      
SONDAGGIO
Chi sarà il prossimo allenatore dell'Inter?
  Stefano Pioli
  Antonio Conte
  Diego Pablo Simeone
  Mauricio Pochettino
  Leonardo Jardim
  Marco Silva
  Luciano Spalletti
  Unai Emery

TMW Mob
Editoriale

Juve: "Allegri è già a Londra". Milan: Bacca e Pellè, Romagnoli e i "6". Inter: Doppio sms di Mourinho a Mancini

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
20.02.2016 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 40881 volte

Allegri è già a Londra non è una notizia. E' tra virgolette non a caso nel titolo, perché ci è arrivata così, pari pari, la voce che circola nel mondo degli addetti ai lavori del calcio italiano. Poi non sarà vero e Allegri fa benissimo a prendere le distanze e a non smentire il nulla, poi potrebbe anche essere vero e Allegri fa bene uguale a schernirsi e a smentire. Perché Allegri, che è bravissimo e sta pilotando un bolide come la Juventus a velocità importantissime, è sempre la stessa persona che era al Milan e quindi conosce bene le esperienze che ha già fatto. Il 5 Gennaio 2014, vigilia di Milan-Atalanta, disse che nella stagione successiva non sarebbe più stato l'allenatore del Milan e dieci giorni dopo era già stato esonerato. Mai e poi mai dare, ufficialmente, papale papale, una sensazione di stacco allo spogliatoio che si guida. E' l'inizio della fine. E Allegri lo sa bene. Che sia sempre lo stesso del Milan ne abbiamo avuto conferma alla vigilia di Bologna-Juventus di ieri sera. Non c'è niente che faccia arrabbiare Allegri come i riferimenti al lavoro dei propri collaboratori. Max ha la pelle dura su se stesso ed è tutt'altro che permaloso. Ma se attraverso le strategie di preparazione e i rilievi sugli infortuni si mettono più o meno velatemente in mezzo le persone che collaborano con lui, ecco che esonda. Londra o non Londra, Chelsea o non Chelsea, Allegri ha già vinto qualcosa: si è preso la rivincita sulle voci e sulle perplessità circa il suo rendimento nel secondo anno in una grande squadra. Per il resto, il tecnico di Livorno sa bene quanto siano esigenti i grandi Club e come il lavoro e i rapporti con i dirigenti, se si sta nel giro delle panchine di alto livello, non siano eterni. Per cui se dovesse anche aver preso solo in considerazione altre proposte e altre offerte, non ci sarebbe nulla di male in generale e di contradditorio in particolare.

Quando a Carlos Bacca hanno chiesto chi fosse l'attaccante più forte in Italia, abbiamo pensato che rispondesse Graziano Pellè. Ma probabilmente non lo ha fatto perché Pellè, lui direttamente il buon Graziano non c'entra nulla con questa considerazione, non gioca in Serie A. Non sappiamo se siamo bacchiani o hondiani (ma Inter e Roma sono per caso quart'ultime in classifica?), ma conosciamo perfettamente le risposte a casaccio dei codoni di paglia. Mentre Bacca pensa al duello con la difesa del Napoli, sarà fondamentale per lui giocare bene anche tutti i palloni a centrocampo per far salire la squadra e non solo ed esclusivamente nell'area avversaria, è curioso il trattamento riservato a lui e Romagnoli. In estate tutti a dire che il Milan aveva sbagliato la campagna acquisti, e adesso tutti a soffiare sul fuoco del Bayern Monaco interessato a Bacca. Ma se erano soldi spesi male, perché mai il Club bavarese dovrebbe essere interessato all'attaccante colombiano? Doppio interrogativo sul fronte di Alessio Romagnoli. Continuiamo a sperare che possa essere presente contro il Napoli, anche se il Cristian Zapata del recentissimo Palermo-Milan è un ottimo giocatore, ma ci ha stupito l'esasperazione dell'importanza della sua eventuale assenza in rapporto ai 6 che riceve regolarmente in pagella dopo prestazioni pressochè perfette come quelle nel derby, a Palermo e contro il Genoa. Ma non era una riserva della Roma il buon Romagnoli? E allora perché mai dovrebbe interessarsi a lui addirittura il Barcellona? Fermo restando che ai microfoni di Carlo Pellegatti, il presidente Berlusconi ha detto e ribadito che sia Donnarumma che Romagnoli sono assolutamente incedibili.

Da Inter-Lazio del 20 Dicembre fino a Firenze, soprattutto sul piano comunicativo, a Roberto Mancini non ne è andata dritta una. Questa settimana ha messo invece le cose a posto, recuperando i giusti toni. Due i segnali arrivati dalla società: meglio fare una intervista in ordine e rassicurante a Inter Channel, uscendo dalla bolla arbitrale e dalla fiera degli alibi. Ma non solo. Ecco la chiamata a Josè Mourinho. Lo Special non tornerà ad allenare l'Inter, non è questo il tema e non è questo il punto. Ma l'Inter come società ricorda non solo a livello subliminare ma proprio nel pratico e nel concreto al suo attuale allenatore, catalizzando sul portoghese la preparazione mediatica di Inter-Sampdoria, la tradizione dei propri leader in panchina: efficaci, non confusionari. Generatori di polemiche ma affilate, mirate, non nel mucchio e senza strategia. C'è stato troppo istinto, troppa reattività, nell'ultimo Mancini. A partire dalla scelta di andare su un attaccante e non su un centrocampista: decisione presa di pancia pochi minuti dopo il gol di Lasagna. Quando c'è un pensiero, quando c'è un progetto, non ci deve essere episodio che tenga. Si va dritti, senza inseguire la delusione appena provata. E non basta mettersi a posto la coscienza con il Banega prossimo venturo. Un simil Banega avrebbe dovuto arrivare subito. Che ne dice tanto per fare un nome Icardi?

ARTICOLI CORRELATI

TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Inter, prima il mercato dei dirigenti poi quello dei calciatori. Milan, tutto come previsto: c’è poco o nulla da salvare. Calori e Liverani, la bacchetta magica nascosta. Foggia-Pisa: mondo capovolto 11 mesi dopo 24.04 - Se volessero farlo apposta non ci riuscirebbero. I calciatori dell’Inter hanno gettato la croce su Pioli togliendo dall’imbarazzo i dirigenti dalla difficile decisione se confermare o meno l’allenatore per la prossima stagione. Con un finale così osceno hanno “esonerato” Pioli ma...
Telegram

EditorialeDI: Andrea Losapio

La fortuna di Suning passa dai risultati deludenti, la Juve non ne ha bisogno. De Laurentiis pensa a un'innovazione ogni tre minuti, Pallotta e Monchi al prossimo tecnico 23.04 - L'Atalanta è a un passo dall'Europa, l'Inter un bel po' meno. Da una parte ci sono nerazzurri che vincono e convincono - a parte ieri, partita brutta nonostante i cinque gol - dall'altra una squadra che vorrebbe diventare grande senza passare dalla necessaria anticamera. L'Inter attuale...

EditorialeDI: Mauro Suma

In Cina adesso sanno chi è Li Yonghong. Gabigol costa come Dybala. E la Juve pescò il castigamatti 22.04 - Le cinque squadre più conosciute in Cina, le cinque squadre percepite dalle masse cinesi sono Real Madrid, Barcellona, Manchester United, Bayern Monaco e Milan. E' questa la forza che sarà respiro alla nuova proprietà del Milan. E, conoscendo i nostri chicken, respiro non significa...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Juve, ora pesca il Monaco. Cento milioni dalla Champions. Allegri rinnova fino al 2020. Isco primo obiettivo. Milan, Morata dice no. Inter, 60 milioni per Berna 21.04 - La vera impresa della Juventus d’Europa credo sia quella di non aver preso neppure un gol dal Barcellona in due partite. Questo dato freddamente numerico racconta di una squadra straordinaria che nella fase difensiva rasenta la perfezione pur giocando con quattro attaccanti di ruolo....

EditorialeDI: Luca Marchetti

La Juve fra le top 4, ecco come vuole rimanerci. I progetti di Milan e Inter per tornare fra le grandi. Napoli Insigne: accordo raggiunto 20.04 - I complimenti sono d’obbligo, scontati e sentiti. La Juventus per la seconda volta in tre anni è in semifinale in Champions. E’ il trionfo di una società granitica che difficilmente sbaglia mosse sul mercato e sul campo. E’ il trionfo di Allegri che in 180’ contro il miglior attacco...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Inter-Simeone, qualcosa non torna… Milan, scelta difficile per l’attacco! Juve, Guarin è stanco della Cina. De Rossi, Roma ingrata? 19.04 - Che Pasqua… C’è chi ha trovato la sorpresa che cercava da tempo e chi è rimasto a bocca asciutta. Si pensi al popolo nerazzurro, beffato sul più bello. Gioie per Juve e Napoli, Roma contrariata. Uova frantumate, in senso letterale, alle spalle, è meglio guardare avanti… Pare incredibile...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: 113 motivi per temere il Barcellona e 1 solo (ma decisivo) per non avere paura. Inter: il futuro di Pioli e la scelta dei nerazzurri. Milan: 2 nomi concreti per il mercato (e l’agenda di Fassone). Un appunto a Orsato 18.04 - Da tre giorni non faccio altro che pensare ai celebri ricercatori dell’Amaro Montenegro, alla loro perseveranza nell‘individuare e mettere in salvo l’Antico Vaso. Li invidio molto, perché si danno sempre un gran daffare e cascasse il mondo non falliscono mai. Questi signori dopo...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Milan, padroni nuovi fantasmi vecchi. Pioli si è giocato l’Inter. Chievo, prima di prendere il DS informati bene. Venezia e Foggia: c’è la mano delle società 17.04 - Hanno un nome: Lì. Hanno un cognome: Lì. E hanno quasi la stessa faccia. C’è di fatto che esistono e, finalmente, li abbiamo visti e (quasi) toccati. I cinesi del Milan non sono cinesi magnati ma sono cinesi affaristi e sicuramente non è una colpa né un’offesa. Fanno un mestiere diverso...

EditorialeDI: Marco Conterio

Allegri e un altro segnale: è tra i migliori al mondo. Dybala e i Fab Four: l'azzardo ci sta. Roma: il fallimento parte da Spalletti. Empoli e Crotone: cuore e anima, altro che il Palermo. Lega Pro: Inzaghi e Stroppa, destino ad alti livelli 16.04 - La partita contro il Barcellona ha ufficialmente inserito Massimiliano Allegri nel novero dei grandissimi allenatori d'Europa. Ha imbrigliato campioni come Messi, Neymar e Suarez facendo sua la partita, dando un'anima e un gioco a una squadra forse sulla carta sfavorita ma sul piglio...

EditorialeDI: Mauro Suma

Milan, Berlusconi takes it all. Il 4-3-3 di Montella. Mercato, il grande centravanti. Napoli, Mertens a Manchester 15.04 - Il bene di famiglia non è più della famiglia, ma non tutto è perduto. Silvio Berlusconi è entrato, salutatissimo presidente della Storia rossonera, nel mito uscendo dalla quotidianità, il suo caro amico fidato Paolo Scaroni siede nel Cda di Casa Milan, sua figlia Barbara presiede...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.