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Editoriale

Juve: Batshuayi? No, occhio al Sudamerica! Milan: Montella vicino e il mercato ne porta tre. Inter: ecco quanto mette sul piatto Zhang. Napoli-Witsel si può. Grazie azzurri, grazie Conte

28.06.2016 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 62217 volte
© foto di Alessio Alaimo

Abbiamo fatto il mazzo alla Spagna. Un mazzo così. Però loro son simpatici, hanno incassato, sanno perdere. I tedeschi no. No davvero. Dopo il gol di Pellè la Bild ha titolato "Passano i nonnetti". Simpatica allusione alla nostra misera condizione di "agnelli sacrificali" in vista del quarto di finale in programma sabato. Vedremo, cari tedeschi. Intanto ci gustiamo questa Italia, più bella di come ce la immaginavamo, meravigliosa oltre ogni speranza. Eravamo tutti giù dal carro, ora c'è la coda. E vabbè, siamo fatti così: schizzinosi in caso di sconfitta, esaltati se c'è da fare il "popopo". Fai spazio Conte, in fondo hai bisogno anche di noi stronzoni.
Vien poca voglia, parleremmo volentieri solo d'azzurro, ma oltre all'Europeo ci son questioni succose sulla Serie A del futuro, quella della Milano cinese (forse), che prende forma. Qui Milan, ovvero la società che più di altre in questi giorni tiene i suoi tifosi con il fiato sospeso. La premessa è d'obbligo: dopo settimane (mesi? anni?) passati a dirne di tutti i colori ai dirigenti del Diavolo è giusto rendere merito a lor signori per l'operazione Lapadula: una trattativa gestita "in silenzio" e concretizzata con molto senno. Il Milan ha speso relativamente poco e si è assicurato un grande attaccante. Gli scettici replicano: "Non è detto che in serie A si confermi". È vero, ma è anche vero che l'italo-peruviano era conteso da mezza serie A e, infine, ha scelto il Diavolo.
In parallelo tocca considerare il - legittimo- dubbio dei tifosi: l'acquisto di Lapadula "libera" Bacca? Nessuno conosce la risposta, ma la sensazione è che i rossoneri vogliano privarsi del colombiano a prescindere dalla conclusione della trattativa con i cinesi. Questo non perché l'attaccante non abbia dimostrato il suo valore (segna come pochi), né per questioni di carattere esclusivamente economico (l'eventuale plusvalenza non sarà comunque "esagerata"). La sensazione è che i gestori "dell'interregno" stiano ragionando su un Milan più logico e a misura del nuovo tecnico.
E veniamo al punto: cinesi e nuovo tecnico. Confessiamo di essere completamente in balia degli eventi, trasportati nel mare di voci che si susseguono tra questione "cinese" e questione "panchina". Noi - come presumiamo voi - abbiamo perso il filo da qualche parte nella filastrocca che - partita dall'esonero di Inzaghi - recita così: il Milan vuole Sarri, anzi no Montella, anzi Mihajlovic ma solo se non arriva Ancelotti, anzi Mihajlovic da solo, però Mihajlovic ha messo in campo "il peggior Milan di sempre", allora meglio puntare su Lippi, anzi Lippi con Brocchi, anzi un traghettatore e poi Montella, anzi Brocchi e poi si vedrà, solo che Brocchi delude, allora si punta Emery, anzi Giampaolo, spunta De Boer, anzi Brocchi per il Milan italiano, anzi Giampaolo che piace a Galliani e a i cinesi, ma i cinesi si arrapano pure con Lippi, Lippi + Giampaolo perché no?, anzi no torna di moda Montella perché mette d'accordo tutti: Berlusconi, i cinesi, Galliani, Ferrero che si prenderebbe Giampaolo, Giampaolo che si prenderebbe la Samp, De Boer cazzi suoi.
E quindi siamo a Montella, nome realmente caldo che però lascia aperti altri 2312321 interrogativi: l'Aeroplanino in panchina significa che resta Berlusconi? Che arrivano i cinesi e si prendono l'80%? Che restano tutti? E i cinesi esistono? I cinesi sono come il Molise, ci sono ma non si vedono? Davvero non sappiamo che pesci pigliare, cazzeggiamo perché se vi dicessimo "vi assicuriamo che andrà così" vi racconteremmo una balla e lasciamo che sia Berlusconi, patron col dubbio, a raccontarci la verità prima che inizi la stagione, ovvero tra una settimana.
Zero certezze quindi? Beh, qualcosa di incoraggiante c'è. Per tanti mesi abbiamo ripetuto la noiosa cantilena: "Ci sono nomi accostabili al Milan anche solo al Bar Sport?". La risposta era costantemente "no". Da dieci giorni a questa parte, invece, qualcosa si muove: Lapadula è arrivato, si parla di Lacroix, Pjaca, Pavoletti. Se anche si trattasse solo di chiacchiere (ma per Marco Pjaca ci sono tiepide conferme sull'interesse dei rossoneri), è evidente che quantomeno si è deciso di scansare la scusa "fino a quando non si decide cosa fare con i cinesi non ci si può muovere" per iniziare a programmare. Meglio tardi che mai.
Le novità Inter sono legate allo storico insediamento programmato per oggi. Mr Zhang si prende i nerazzurri e ci farà capire da che parte stiamo andando: l'Inter può spendere da subito o vale ancora il "piano A", quello del club costretto a mettere insieme 50 milioni di plusvalenze? Anche in questo caso è inutile vendere fumo, dire "noi sappiamo". Nella giornata di ieri, chi scrive, ha inviato un messaggio esplorativo a chi oggi sarà nella stanza dei bottoni. "Giusto per non scrivere stronzate, il club è ancora legato al piano "50 milioni di plusvalenze" e quindi toccherà vendere o c'è maggiore ottimismo sul fatto che si possa impostare un mercato più "offensivo"?". Risposta: "Per ora nessuna indicazione, sono tutti dedicati a definire il closing della società". Praticamente un "sei tanto caro ma oggi ti devi arrangiare". Proviamo ad arrangiarci. Sappiamo che:
1) Il cda di oggi probabilmente verrà allargato a 9 persone ( 5 in quota Suning, 3 in quota Thohir oltre a Bolingbroke).
2) Zhang (oggi o domani) incontrerà Mancini e insieme parleranno di mercato e esigenze del tecnico. Si parlerà anche del contratto, ma è probabile che nell'ottica di una stagione dove il tecnico dovrà "dimostrare", sia proprio Mancini a non pretendere il rinnovo.
3) Per Candreva l'offerta è ferma a 18 milioni compresi bonus, con Lotito che non si smuove da quota 25 milioni (e a quella cifra l'affare non si farà: l'Inter non vuole dare l'idea di essere un club che improvvisamente conclude colpi "oltre la logica" solo perché ha maggiori disponibilità).
4) Sneijder si è effettivamente offerto, il club sta valutando "pro" e "contro". Pro: tornerebbe Yolanthe. Contro: tornerebbe Sneijder.
5) Per la faccenda "Icardi via, Dzeko al suo posto" i casi sono due: 1) Una parte della carta stampata le spara grosse "tanto per mettere un po' di pepe", 2) c'è qualcosa di vero e allora Mancini - tra Dzeko, Yaya Tourè e Zabaleta - vive una condizione fanciullesca del genere "non ce la faccio, troppi ricordi, quanto eravamo forti". Che sia il caso 1) (probabile) o 2) (comunque non impossibile) è il momento di mettere un freno.
La Juve se la passa bene e certo non da oggi. Ieri Dani Alves ha mostrato a tutti di avere ottime transaminasi, in contemporanea le maestranze bianconere hanno incontrato Raiola. Per i media più "educati" il messaggio consegnato sarebbe questo: "Ti informiamo che abbiamo tutta l'intenzione di trattenere Pogba". Noi la traduciamo più o meno così: "Mino, non fare il minchione. Tanto lo sappiamo che sei tu che stai cercando di alzare il polverone per creare interesse attorno a Pogba". C'è chi ha smentito seccamente che ci sia stato alcun incontro, ma la sostanza non cambia: a tutte le big piace Pogba, nessuna ha avanzato un'offerta ufficiale, Raiola (dal suo punto di vista è anche comprensibile) vorrebbe che tali offerte si manifestassero per mettere in tasca qualche altro soldino (ingaggio alzato alla Juve o nuovo ingaggio in altro club per lui poco cambia).
Sul mercato "reale" c'è l'interesse per Michy Batshuayi, giovine funambolo belga che l'Olimpique Marsiglia piazzerebbe volentieri però al Crystal Palace per 38 milioni di euro (sarebbe il trasferimento record di sempre, più di Drogba). L'Europeo, vetrina succulenta per chi deve vendere, meno per chi vuole comprare, non aiuta mai. Decisiva sarà la volontà del giocatore, ma a queste cifre l'affare sembra fuori dalla portata dei bianconeri. La Signora non ha fretta di prendere il sostituto di Morata, soprattutto perché cerca un nome altrettanto pronto per tentare l'assalto Champions (la pista "Sanchez dall'Arsenal" si sta scaldando...). Per competere fino in fondo su tre fronti, nonostante le stupende prestazioni della BBBC, servirà anche un altro difensore: Benatia è vicino ma non vicinissimo: costo 18 milioni per strapparlo al Bayern. Marotta non si accontenta e continua con la sua filosofia: il prossimo colpo di prospettiva è Ferrari del Crotone.
Ultima notazione: Allegri e Paratici che, un anno fa, si sarebbero tagliati un dito per Draxler, non avevano tutti i torti. I tifosi bianconeri possono legittimamente sperare che Pjanic faccia dimenticare l'assalto a vuoto al trequartista tedesco.
E il Napoli? Gode, in silenzio, per la nuova beffa subita dall'Argentina con gol sbagliato da Higuain. L'anno scorso lo stesso copione ha fruttato 36 gol in campionato. Sempre che il Pipita resti, ma al momento tutti i segnali vanno in questo senso (non credete alle solite sirene destabilizzanti). In entrata, s'è ormai impaludato l'affare Herrera, fermo allo stesso punto da troppo tempo, mentre subisce un'improvvisata accelerata la trattativa Witsel, protagonista in Francia. Gli agenti del giocatore aprono all'affare e garantiscono: "I diritti d'immagine non saranno un problema". Piccole bugie da procuratori, ma la pista esiste e può portare ottimi frutti. Così come lo scambio Albiol-Mustafi, una strada ancora tutta da percorrere (a patto di inserire un conguaglio a favore del Valencia per l'ex Samp).

Chiudo tornando al prossimo appuntamento europeo. Ora ci aspetta la Germania. Una partita difficile, forse impossibile, micidiale, da preparare ricordando ai tedeschi che loro saranno anche maestri nell'impartirci lezioni in ogni campo - politica, economia, gestione della res publica, cazzi vari -, e che saranno pure campioni del mondo, ma hanno il ct che si ravana nelle parti basse in eurovisione e quando ci incontrano si ravanano anche di più.

Vinciamo per la nostra piccola Italia, vinciamo anche per Bud: grande attore, straordinario atleta.
(Twitter: @FBiasin @ilsensodelgol)

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