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Editoriale

Juve, cambio di mentalità. Milan, cosa ti succede? I ritardi di Branca e le scelte di Mazzarri. "Fratelli di Cesena, l'Italia s'è desta..."

Nato ad Avellino il 30-09-1983. Lavora a Milano, Capo-Redattore e volto di punta della Redazione di Sportitalia. Direttore Responsabile di TuttoMercatoWeb. Scrivi e contatta: mcriscitiello@sportitalia.com. Twitter: Mcriscitiello
11.06.2012 00.00 di Michele Criscitiello  articolo letto 54451 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Volutamente scrivo questo editoriale, classico appuntamento del lunedì, prima che scenda in campo la nazionale italiana; altrimenti mi farei influenzare dal risultato e mi verrebbe da scrivere degli azzurri, invece, in questo spazio, vogliamo tutelare il tema principale: il calciomercato. Sono reduce da una visita a Novarello, dove questa mattina (ieri per chi legge n.d.r.) hanno inaugurato anche il secondo albergo di un centro sportivo bello, grande, innovativo e tecnologico. Sembra un nuovo mondo, quello disegnato dai De Salvo e da Luca Faccioli, che dovrebbe seguire tutto il calcio italiano, puntando sulle strutture e sugli stadi di proprietà. Peccato che l'abbiano capito solo alla Juventus, a Novara, a Catania, ad Udine ed a Bergamo. Il mercato si avvicina alla fase cruciale, in cui le compartecipazioni o le buste delineeranno le linee guida. La Juventus è la regina di un cambio di mentalità. In due anni di Presidenza, Agnelli da vittima sacrificale della famiglia Elkann si è trasformato nel Presidente del futuro: vincente e produttivo, portabandiera di battaglie per alcuni perse ma che il popolo vuole portare avanti. Beppe Marotta, da Direttore di seconda fascia si è imposto ai massimi livelli e la strategia che sta attuando in questi giorni si rivelerà, ben presto, vincente. Se, come sembra, chiuderà con l'Udinese per Asamoah ed Isla, avrà chiuso un'operazione logica, perfetta nella tempistica e tatticamente utile ad Antonio Conte. Paratici sta pensando alle cessioni, e non solo, poi arriverà il tempo per un difensore ed un top player. La Juve sta tornando la più grande, perché ha saputo vincere in un anno nel quale, sulla carta, non era la più forte. Conte non si fa distrarre dal Processo sportivo, anche perché è un maxi processo che alla fine rischia di colpire tutti, perché non si riesce a prendere il vertice del male. Se Marotta è protagonista, Branca dovrà dare delle risposte ai tifosi dell'Inter. Come mai Palacio è arrivato con 12 mesi di ritardo? Come mai Isla seguito da novembre è stato mollato da un giorno all'altro? Come mai hanno scaricato un giovane, Mattia Destro, per poi rivolerlo e nella trattativa finisce un altro giovane come Longo? Moratti dovrebbe intervenire, per amore del suo club e per evitare altre stagioni come l'ultima. Lavezzi? Certo Parigi è più romantica di Milano, ma qualcosa nel disegno non ci torna. Il tema Lavezzi riguarda da vicino anche il Napoli e Mazzarri. Ben venga il riscatto di Goran Pandev, ma non può essere rappresentato dal macedone il dopo Lavezzi. Se parliamo di Jovetic o Suarez, sediamoci pure, ma per dire addio ad un big ci vuole sempre un altro big se la squadra in questione è Napoli e, come obiettivo minimo, bisogna raggiungere il traguardo fallito quest'anno. Le preoccupazioni principali riguardano il Milan, che si vede ancora bloccato il proprio mercato. Berlusconi cerca un partner, ma trovare 500 milioni da investire, nel calcio, di questi periodi non è facile. Galliani aveva pescato il jolly con Pato e Tevez a gennaio, oggi diventa tutto più complicato. I rossoneri non riescono a chiudere neanche l'operazione Acerbi, trattano Balzaretti con fastidi continui al pube e, più che difendersi dagli attacchi per Ibra e Thiago Silva, cercano un reale acquirente per portare a casa circa 35 milioni di euro che, considerati gli ingaggi, sono anche maggiori. Prevediamo un effetto boomerang sulla campagna abbonamenti. La squadra che sta nascendo non convince, si è reduci da un anno deludente ed i calciatori simbolo hanno ricevuto il benservito. Il Milan ha bisogno di giocatori che facciano innamorare i tifosi. Nella domenica patriottica dei "fratelli d'Italia, l'Italia s'è desta", i veri fratelli non sono d'Italia ma di Cesena. Il Presidente è uno fraterno. Con la sua società può fare quello che vuole, poi dovrà spiegarlo ai propri tifosi, ma ben venga suo fratello in panchina, in attesa di patentino. I tifosi del Cesena si aspettavano tutt'altro dopo la retrocessione e digeriscono a fatica le ultime scelte del buon Igor. Nel frattempo sono più che discutibili le strategie romane dell'Avvocato Ghirardi che, secondo i ben informati, ha indispettito non poco la Procura Federale, nelle prime due apparizioni contro Atalanta e Novara. Il tempo ci dirà se la strategia degli avvocati del club romagnolo sia stata produttiva o controproducente.

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