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SONDAGGIO
Juventus-Barcellona ai quarti: passare è possibile?
  Sì, la Juventus è cresciuta rispetto al 2015
  No, il Barcellona resta più forte dei bianconeri

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Editoriale

Juve, Champions o rivoluzione. Proposto a Conte un ruolo alla Ferguson. Marotta prova a riportare Pirlo e Osvaldo. Cuadrado, offerti 23milioni. Milan su Diawara, Josè Mauri a Bologna. Napoli: no per Vecino, la clausola di Soriano...

Giornalista professionista e scrittore, editorialista del Quotidiano Sportivo che ha rifondato e diretto per cinque anni. Opinionista radio e tv. Twitter @EnzoBucchioni
20.11.2015 08.05 di Enzo Bucchioni   articolo letto 73236 volte
© foto di Federico De Luca

Juve contro Milan è già una partita decisiva. Forse per entrambe le squadre, di sicuro per i bianconeri. In queste due settimane di stop, con molti giocatori lontani con le nazionali, in casa Juve si sono ascoltate molte parole e non tutte coincidenti, segno di una grande preoccupazione.

E' chiaro che, nonostante le speranze, è difficilissimo rientrare in corsa per lo scudetto, ma al momento sembra complicato anche agguantare il treno-Champions. Per tentare l'impresa servirebbe un'altra Juve anche rispetto a quella seppure in crescita delle ultime settimane e nessuno è certo di ritrovarla in fretta.

Che fare? La proprietà è scontenta, John Elkann pensa ancora allo scudetto, ha detto che nelle prossime cinque partite di campionato prima della sosta natalizia serve solo vincere, è il momento di centrare gli obiettivi. E pure Allegri sa benissimo che soltanto vincendole tutte si può continuare a sperare.

Ma contro Milan, Palermo, Lazio, Fiorentina e Carpi fare quindici punti sembra qualcosa di improbabile, forse impossibile. Fra l'altro nel mezzo ci saranno anche due gare di Champions. Le parole di Elkann, però, sono sembrate abbastanza ultimative.

La proprietà, dopo i grossi investimenti fatti in estate, non è disposta ad accettare questa Juventus in difficoltà per lo scudetto, ma lontana anche dal terzo posto Champions.

Non a caso Marotta che conosce dal di dentro la situazione, si è permesso di abbassare l'obiettivo, dicendo invece che l'idea dello scudetto è sempre viva, ma il terzo posto sarebbe comunque un bel traguardo. Chi vuol capire...

Però non solo Elkann, anche Marchionne vorrebbe una Juventus diversa in campo nazionale, ma soprattutto in Europa per ragioni di marketing, una squadra in grado di lasciare il segno con il gioco e non questa balbettante.

I risultati, naturalmente, saranno fondamentali per decidere il futuro di Marotta e Allegri, ma c'è la convinzione che a fine stagione se la Juve non conquisterà la Champions con una perdita secca di 50 milioni di euro, sarà fatta una vera e propria rivoluzione. Sono tutti in discussione.

Non a caso è tornato a girare con insistenza il nome di Antonio Conte, il condottiero molto rimpianto ai piani alti, un po' meno altrove.

Conte non tornerà, almeno breve, sulla panchina della Juventus soprattutto dopo le incomprensioni con Marotta e pure Agnelli della primavera del 2014 che hanno portato alle dimissioni estive. Tornare con lo stesso ruolo dove ha vinto tanto, sarebbe soltanto prendersi rischi inutili. Ecco allora una seconda ipotesi che si sta prospettando, offrire a Conte la direzione dell'area tecnica con operatori di sua fiducia, il completo controllo delle scelte anche in chiave mercato, il ruolo che per tanti anni ha ricoperto Ferguson con il Manchester. Più che un allenatore, insomma.

A questa ipotesi Conte non è e non sarà insensibile, si tratta ora di capire come e quando. Ma anche quanto.

Nessuna decisione è stata ancora presa, è chiaro, si tratta di ipotesi di lavoro ben sapendo che sarà decisivo il prossimo mese. Se questa squadra riuscirà a decollare, se Allegri avrà dimostrato di essere in grado di assemblare i nuovi con i vecchi per restituire personalità, gioco e risultati, bene. In caso contrario tra gennaio e febbraio sarà avviato il nuovo corso della Juventus.

Già sabato sera, comunque, si potrà cominciare a farsi un'idea.

Nel frattempo Marotta sta cercando di completare l'organico ben sapendo di non avere un grande budget a disposizione per il mese di gennaio. Pirlo sta diventando un'ossessione. Dopo le voci sull'Inter e le certezze dell'Antalyaspor, anche la Juve sta ripensando al suo regista.

Pirlo sa che se non tornerà a giocare in un campionato di alto livello Conte non lo porterà agli Europei ai quali tiene molto. Marotta gli ha ricordato che la Juventus lo ha lasciato solo per andare a giocare negli Usa e gli ha comunque spiegato che il ritorno alla Juve sarebbe gradito, in fondo converrebbe a tutti. Non sono certo i soldi dei turchi che possono far vacillare Pirlo, la decisione non è facile, comunque anche la Juve è tornata alla carica.

Marotta sta lavorando anche su un altro cavallo di ritorno, Pablo Osvaldo che non si è inserito nel Porto. L'idea è quella di mandare Zaza in prestito e dare una nuova opportunità all'argentino che in bianconero aveva fatto bene. Pista aperta. Aperta anche la trattativa con il Chelsea per il cartellino di Cuadrado. L'esterno ex viola ha convinto tutti, alla Juve è in prestito oneroso, Marotta pensa di chiudere subito offrendo 20-23 milioni al Chelsea per evitare poi aste e interferenze estive di altre squadre.

Operazione difficile, meno di un anno fa gli inglesi hanno pagato Cuadrado ben 33 milioni più il prestito di Salah alla Fiorentina, sarebbe una bella rimessa. Marotta è convinto di farcela.

Tornando a Juve-Milan, sono invece in risalita le azioni di Mihajlovic. Quanto meno è stato deciso di lasciarlo lavorare in pace e in autonomia fino a giugno. Berlusconi sarebbe intervenuto già da un pezzo, il Milan gioca male, ma sa bene che non si può cambiare allenatore ogni sei mesi. E poi per prendere chi? La decisione a fine campionato.

Nel frattempo Galliani cerca qualche colpo per sistemare la rosa. Si punta a un trequartista (Vazquez) per tornare al 4-3-1-2, ma piace anche Perotti buono anche per il 4-4-2. L'idea Witsel c'è sempre (offerto Honda con soldi), ma l'operazione è difficile. Galliani allora si è messo sul Bologna approfittando anche della grande amicizia che c'è fra Miha e Corvino. L'obiettivo è il giovanissimo centrocampista Diawara, 18 anni, per il quale il Bologna ha già rifiutato 13 milioni dal Tottenham. Galliani sta cercando di fare ora uno scambio con Josè Mauri, un anticipo del saldo che sarà fatto a fine campionato. I rossoblù per ora non mollano, Corvino è convinto che Diawara diventerà una delle stelle della prossima estate.

Anche il Napoli cerca un centrocampista e i nomi di Sarri sono sempre gli stessi. La Fiorentina ha riconfermato il no per Vecino. In agosto era stata rifiutata un'offerta di 12 milioni, oggi Vecino è incedibile. A giugno sarà una miniera d'oro.

Difficile per il Napoli riaprire anche il discorso Soriano. C'è una clausola rescissoria da 15 milioni, ma Ferrero ha già detto che a gennaio non venderà nessuno memore dell'errore fatto l'anno scorso con Gabbiadini. Ma soprattutto con Ferrero mai dire mai.

Capitolo Inter. I colpi saranno pochi, molto mirati. Lavezzi sembra aver voltato le spalle all'Italia perchè Juve, Milan e Inter gli hanno offerto un ingaggio inferiore ad altre squadre europee. L'idea è di andare a scadenza nel prossimo giugno per poi offrirsi al Barcellona che sarebbe pronto ad accoglierlo. Più facile invece convincere Lotito a vendere Candreva. Il presidente della Lazio ha rifiutato in estate 30 milioni per De Vrij (Milan), 40 per Anderson (Chelsea) e 20 per Parolo (ancora Milan) e si è amaramente pentito. Ora ha giocatori non motivatissimi e Candreva vuole cambiare aria. Resta da convincere Ranocchia a entrare nell'operazione, ma anche per lui giocare sarebbe importante in vista degli Europei.

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