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SONDAGGIO
Gagliardini-Inter, è il nome giusto per completare la squadra di Pioli?
  Sì, al centrocampo nerazzurro servono qualità come le sue
  No, non è ha il physique du role per giocare all'Inter
  Sì, pescare tra i migliori giovani italiani è la via giusta
  No, il prezzo chiesto dall'Atalanta è assolutamente fuori mercato
  La Juve alla fine avrà la meglio

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Editoriale

Juve, doppio arrivo: dopo Cuadrado ecco la sorpresona. Inter: sì a 2 colpi, ma il terzo dà fastidio a Thohir. Milan: Balo arriva, ma non da solo! Napoli, niente panico, c'è...

25.08.2015 19.04 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 558335 volte
© foto di Federico De Luca

L'invidia è una brutta bestia e io ce l'ho fin dentro al dna: mi corrode, mi fa male.

Gente che invidio.

Invidio Balotelli: torna in Italia, fa la foto con il macchinone bianco modello "Boss Hogg", mostra la cresta appuntita, il crocifisso all'orecchio, pare un modello di Armani. Qual è il solo problema nella vita di Balotelli? Capire chi gli paga l'ingaggio. "Facciamo metà io e metà tu? No dai, fai tutto tu. Vabbè faccio un terzo io, un terzo tu e un terzo Signorini di "Chi", con tutto quello che avrà da scrivere dovrà contribuire anche lui, checcazzo". Lo invidio, tanto, tantissimo. Se io faccio una puttanata mi sbattono dietro alla lavagna, se la fa lui finisce sempre a pizza e fichi: "Mariolino prometti che non farai più boiate, su, da bravo...". "Prometto, ma prima ditemi: chi mi paga l'ingaggio?". "Signorini, vai tranquillo". "Allora ok, prometto". Lo invidio.

Invidio Mancini Roberto, allenatore dell'Inter. Torna a Milano meno di un anno fa e dice "Sono abituato a lottare per lo scudetto". Legittimo, è un dato di fatto. Subito dopo però entra in loop: "Compratemi dei giocatori". A Natale: "Auguri Roberto! Cosa vuoi da Babbo Natale?". E lui: "un terzino, due punte e un torrone". All'epifania: "Guarda Roberto, la Befana!". "E' svincolata? Compratemela". A carnevale: "Robi, guarda! Batman e Robin!". "Maledetti, chi li ha presi, il Milan? Allora compratemi Zorro". E Thohir glielo compra. Ora ne vuole "altri 4 o 5 perché siamo pochissimi". Lo accontenteranno, poi fra sei mesi forse li caccerà perché "Zorro non mi serve, non è entrato in sintonia con il gruppo". Povero Zorro. Lo invidio (Mancini, non Zorro).

Invidio Cassano. Ha detto "Voglio la Sampdoria". Zenga: "No, mi spiace". Ha vinto Cassano, entrato sul 5-1 di Samp-Carpi. Ai più è parso leggerissimamente appesantito. Se io ingrasso un etto la gente mi dice "grasso di merda", se lo fa lui "è solo un po' fuori forma". Voleva la Sampdoria, al momento pare che se la sia magnata. Lo invidio.

Invidio Ferrero. Va in tv, canta cose a caso... e tutti a ridere. Lo intervistano, urla boiate a caso... e tutti a ridere. Mette la sciarpa in testa a mo' di foulard, fa il pirletti... e tutti a ridere. Se lo faccio io mi ricoverano. E non ride nessuno. Lo invidio.

Non invidio Garcia: ha messo Totti in panchina. Però ha la fidanzata preparata e bonazza. Ergo, invidio pure lui.

In ogni caso non c'è tempo per ciurlare nel manico. Mancano sei giorni alla fine del mercato e le trattative si fanno frenetiche: in cielo volano condor in cerca di prede succulente, soprattutto alla luce dei segnali che ci ha consegnato il primo turno di campionato.

Il Milan, per esempio. Tutti sanno del ritorno di Balotelli: oggi sono in programma le visite mediche, la formula è quella del prestito secco, per l'ingaggio si farà "metà per uno" con il Liverpool (circa 5 milioni al lordo). Sapete che c'è? Si può essere ammiratori di Mariolone o suoi nemici, ma l'affare a queste condizioni non è affatto da buttare: se Balotelli farà il bravo Sinisa avrà un'arma in più, se farà lo scemotto Sinisa avrà un nuovo pungiball con il quale sfogarsi. A fine anno si vedrà.

Il problema semmai è un altro: può il Milan far passare Balotelli come "colpo di fine mercato" dopo aver sbandierato ai quattro venti la volontà di riportare a casa Ibrahimovic? No, non può. È come dire "prendiamo Ancelotti" ma poi arriva Sinisa: ottimo piano B, per carità, ma non è la stessa cosa. Ecco, a questo punto le questioni sono due: 1) Il Milan si ferma a Balotelli, prova fino in fondo con Soriano ("O lui o nessuno" ha detto ieri Galliani) e chiude il mercato lasciando la sensazione di aver speso molto ma senza grande raziocinio. 2) Il Milan "accontenta" Raiola per trovare la formula sblocca-Ibra, lavora in pubblico per Soriano (ma in segreto scalda Witsel), completa in definitiva un mercato degno dei rossoneri.

Puntiamo decisi sul punto 2, quantomeno per la faccenda centrocampista: dopo anni e anni di annunci dell'ultim'ora, Galliani difficilmente si farà sfuggire l'occasione di sorprendere anche quest'anno, soprattutto perché ha ancora quattrini da spendere, o almeno così ci hanno raccontato.

Poi, a mercato chiuso (ma questa è la consueta criticabilissima opinione personale), bisognerà interrogarsi su un'altra faccenda: quando il Milan inizierà a cambiare metodi e modalità sul mercato? Quando tornerà a fare scouting, ovvero ricerca (Romagnoli non è "ricerca", è "esaudire a caro prezzo l'unico desiderio del tecnico")? Son domande senza risposta, ce ne rendiamo conto, ma prima o poi qualcuno risponderà, magari al prossimo ingaggio di Balotelli nel 2022.

Ps. Ricordiamo che "certi amori non finiscono" ma nel 2015 esistono ottimi avvocati divorzisti.

Sull'Inter siamo alle clamorose "inversioni a U" di noialtri espertoni assai piacioni. Per intenderci, il 12 agosto scorso dopo il Trofeo Tim tutti a dire "Mancini! Cambia il colore della tinta! Di calcio capisci una cippa!". C'erano 33 gradi.

Domenica invece pioveva e a Milano non si superavano i 16 gradi. Al triplice fischio il commento è stato comune: "Grande Mancio! Che stratega! Si è camuffato in pre-campionato, io l' ho sempre detto che è un genio del calcio... grandissima tinta tra l'altro". Come dire: non ci sono più le mezze opinioni.

E, dunque, dopo un mese passato a fare esperimenti, Mancini è partito col piede giusto in campionato. Pensate, l'ultima volta che la prima giornata si è conclusa con le sconfitte di Juve, Napoli e Milan e la contemporanea vittoria dei nerazzurri, correva l'anno 1939: alla fine della stagione l'Inter vinse lo scudetto e l'Italia entro in guerra. Vedremo come andrà questa volta, al momento risuonano nelle orecchie di Ausilio le parole "minacciose" del suo tecnico: "Non siamo pochi, siamo pochissimi...".

Ausilio ha sei giorni per esaudire i desideri del mister, ma le trattative sono per nulla semplici. Per Perisic siamo alla 231424esima puntata e la situazione ancora non si sblocca: il Wolfsburg vuole tutti i soldi subito (poco meno di 20 milioni), l'Inter alza l'offerta di 20 euro alla volta. Si chiuderà? Ieri in casa nerazzurra regnava un certo pessimismo, la certezza è che entro giovedì arriverà una risposta definitiva.

Capitolo Lavezzi: dopo un milione di sessioni di mercato passate a sparar balle ("L'Inter è su Lavezzi, ha comprato un bilocale a San Babila!") questa volta c'è effettivamente qualcosa di vero. Mancini si è fatto una chiacchierata col Pocho, l'agente è disposto a venire incontro alla proposta di "spalmatura dell'ingaggio", una vera e propria trattativa con il Psg però ancora non c'è. Chiaro che i discorsi che si fanno per Ibra ("perché lo sceicco dovrebbe privarsi di un suo giocatore visto che non ha problemi di quattrini?") si devono fare anche per l'argentino che, però, al momento deve fare i conti con la concorrenza del neo-arrivato Di Maria.

Capitolo terzini: i nomi sono ancora troppi per poter parlare di "veri obiettivi".

Infine il centrocampista. Sapete che in tempi non sospetti il sottoscritto scrisse "la mia fonte interna mi ha assicurato che Melo non arriverà a meno che non partano due centrocampisti". Nel frattempo Melo ha rinnovato e io me la sono tirata molto tipo pavone. Un mese dopo siamo a questo punto: Kovacic è andato, Taider lascerà il gruppo entro fine mercato, Mancini insiste per il brasiliano, la società ne farebbe volentieri a meno per questioni legate all'età e all'opportunità economica (si tratterebbe di quattrini "a perdere"). Possibile che alla fine si punti su altri giocatori, ma è una questione che verrà trattata dopo aver risolto la questione "esterno d'attacco".

Quindi la Juve. E' arrivato Cuadrado eppure c'è chi ancora storce il naso: "Eh ma questa squadra qui non va mica bene...". Come sempre, basta una sconfitta per cambiare le prospettive: Allegri era un genio e ora capisce meno di Tevez in fatto di estetisti. Già, l'Apache e Pirlo sono i grandi rimpianti in casa bianconera, molti sputano sul 3-5-2 che pure tanti successi ha portato in passato. La realtà dice che Max sa il fatto suo e di giovani si intende più del Mago Zurlì (quando arriverà il momento, Dybala sarà intoccabile). Soprattutto, avrà il suo trequartista. La storia di Draxler ricorda un po' quella di Perisic in casa Inter: appuntamento entro sabato con Marotta che, fidatevi, sa bene come superare gli ultimi ostacoli. Intanto con il colombiano si aprono possibilità tattiche svariate in fatto di moduli, grazie anche al supporto dell'altro "carissimo" colpo, Alex Sandro: se gioca come parla, la Signora ha trovato un gran terzino. Di sicuro c'è stata l'umiltà di fare retromarcia su Llorente: uno come lui fa sempre comodo. Peccato per Zaza, dal sogno bianconero al West Ham. Attenti invece al pensierino Montolivo: non sempre riescono i colpi "alla Pirlo".

Niente panico anche a Napoli, dove Sarri ha rimediato la prima brutta figura. Sul campo, certo, ma soprattutto dietro ai microfoni (prendersela con la Copa America sa di "mazzarrata"). Anche a un veterano come lui la prima su una grande panchina può fare brutti scherzi. Dietro questa squadra però c'è un bel progetto e se il tecnico partenopeo ha ragione su una cosa è che le sue squadre hanno bisogno di tempo per assimilare gioco e schemi. Al salto di qualità ci penserà l'ultimo sprint del mercato, con Giuntoli scatenato sull'autostrada per Udine: dopo Allan, il presidente dei friulani ha rivelato l'interesse fortissimo degli azzurri per Hertaux. Con una simile pedina in difesa, gli equilibri di mercato cambieranno. Abbiate fede.

In chiusura - e per quanto gliene possa fregare - le mie umili scuse ad Alessio Romagnoli. Due miei cinguettii di qualche giorno fa chiariscono - ehm... - la faccenda.

21/8/2015 ore 12.41
Dopo aver letto Romagnoli sulla Gazza: "Ho il tocco di Zidane", Zizou si è sparato, è entrato in una tomba e si è rivoltato. Palleggiando.

21/8/2015 ore 13.05
Dopo aver letto Biasin su Twitter Brera ha acceso la pipa, si è rivoltato nella tomba e ha sentenziato: "Non ti fermare al titolo coglione!"
(Twitter: @FBiasin)


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